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LA MEMORIA IN RAFFAELLA BETTIOL

 

LA MEMORIA IN RAFFAELLA BETTIOL

Nella poesia di Raffaella Bettiol sono dominanti alcune costanti: quelle che un tempo venivano individuate come gli archetipi del vivere e del riflettere sul vivere stesso. Innanzitutto l’amore che dà il titolo alla prima sezione della raccolta. Qui, però, la poetessa padovana apporta una novità sostanziale ad una tematica già presente e decisiva in tutte le sue precedenti raccolte. E’ un amore, quello coniugale, che attraversa e fora la prosa quotidiana. Nessuna concessione alla retorica, uno sguardo lucido sugli abiti sparsi, sulle sedie, sui dissapori, sulle liti, sulle tante situazioni d’estraneità sempre presenti nelle vicende di una coppia. Eppure quest’amore  “sprovveduto” e incagliato Continua a leggere →

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LA POESIA DELLA SETTIMANA: BRUNO

Pietro Bruno

COLONIA

Me ne ricordo tanti

in quella spiaggia

che se il tempo

ci avesse messo in fila,

per passare,

ancora sarei lì

a trascinare a riva

l’orizzonte.

Passa il tempo del gioco

con l’ultimo fischio del prete.

Dimenticata nel cortile

è la gioia che si gonfia

si alza e rimbalza

che arriva ai tuoi piedi

e puoi prenderla a calci.

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L’ELEGIA IRONICA DI TIZIANO ROSSI

L’ELEGIA IRONICA DI TIZIANO ROSSI

Un’esperienza che affonda, non solo per istintiva natura ma per scelta volontaristica, le sue radici e le sue ragioni nei processi mentali e razionali del soggetto cogitante, ponendosi come rassegna delle immagini privilegiate del moto e gioco intellettuale, è quella che caratterizza Tiziano Rossi in tutti i suoi libri e in particolare ne Il movimento dell’adagio (Garzanti, 1993), ma anche nei successivi Pare che il paradiso (Garzanti, 1998) e Gente di corsa (Garzanti, 2000), fino alle prove di prosa poetica di Faccende laterali (Garzanti, 2009). Segnale intermittente del lungo “filo rosso” che attraversa le sue poesie è la presenza di un “tu” che brucia le zone di vuoto intorno a sé. Nel Continua a leggere →

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VERSO IL CIELO CON MARIO BAUDINO

VERSO IL CIELO CON MARIO BAUDINO

Il titolo di Aeropoema (Guanda) di Mario Baudino ricorda il mondo futurista di Marinetti e di Corra, ma la raccolta di Baudino, poeta e autore fra l’altro di Una regina tenera e stupenda, Grazie, Colloqui con un vecchio nemico, non ha nulla a che fare con quel mondo d’avanguardie. In verità il titolo porta lo sguardo verso il cielo, l’altezza, la leggerezza e il volo. L’apertura è proprio nella riscoperta del cielo, perché lo sguardo contemporaneo ha perso la luce delle stelle offuscato dai lampioni, la visione delle nubi e dell’azzurro nei fumi dello smog e dei grattacieli. Lo sguardo dell’uomo contemporaneo non è più verticale ma solo miope e orizzontale. Il mondo dell’aeroporto, dell’uomo che vola e non Continua a leggere →

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LA POESIA DI SANDRA EVANGELISTI

LA POESIA DI SANDRA EVANGELISTI

Ernest Francisco Fenollosa afferma che “La poesia è l’arte del tempo”; mentre Alfredo Panzini  definisce i poeti “simili al faro del mare”. Perché iniziare con queste citazioni. E’ presto detto: primo, perché il tempo si fa attore principale in tutte le sei sezioni dell’opera, La dimora del tempo (Biblioteca dei Leoni) di Sandra Evangelisti; secondo, perché, alla fin fine, dopo un’attenta lettura, risalta evidente uno slancio verticale della Nostra verso la luce, verso quegli orizzonti infiniti di cui un faro solitario non può altro che illuminare una piccola infinitesima parte. E quale analogia più calzante con la vicenda umana, fatta di tentativi, riflessioni, inquietudini, turbamenti, illusioni, Continua a leggere →

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LA POESIA DELLA SETTIMANA: OMBRES

Rossana Ombres

La terra cominciò a tremare

La terra cominciò a tremare così forte!

Caddero muri
con tutti i loro interni carichi e caldi
si chinarono gli alberi
a raccogliere le loro foglie.
Una fiamma percorse i fiumi con salti da delfino
e le bocche delle sorgenti,
gridarono ognuna la propria meraviglia!

Un furore del sottosuolo
creò
e immediatamente moltiplicò
forme dall’avvenenza slittante:
placodonti di crogiuolo, devotissime
iguane e granseole meticolose.

L’anima, trasecolata, produsse santi.

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POSTKARTEN DI EDOARDO SANGUINETI

POSTKARTEN DI EDOARDO SANGUINETI

Il Gruppo ’63, evidenziatosi al principio degli anni sessanta dentro l’area marxista, si è mosso nella direzione della rottura plateale con la norma linguistica e con le categorie letterarie, puntando sulla proposta di una “scrittura più impersonale e più estensiva” come scriveva Alfredo Giuliani nell’introduzione all’antologia dei Novissimi, Poesie per gli anni ’60. Eppure il Gruppo ’63, pur organizzandosi ed operando come movimento di avanguardia, almeno in parte ha coltivato a sua insaputa i modi e i vezzi di una tradizione evidentemente ineludibile, di una condizione storica ed esistenziale di quel postdecadentismo novecentesco segnato nel ripiegamento, nell’intimismo, nel narcisismo, nel cifrario personale e segreto. Solo che l’operazione letteraria è stata dirottata dal significato al Continua a leggere →

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LA LUNA DI ROBERTA DEGL’INNOCENTI

LA LUNA DI ROBERTA DEGL’INNOCENTI

I graffi della luna, pubblicato dalle Edizioni del Leone con una prestigiosa Prefazione di Paolo Ruffilli, è un libro “capitale” nella produzione poetica di Roberta Degl’Innocenti (come ricorda la definizione che campeggia nella quarta di copertina). Il libro continua la linea descrittiva presente in D’aria e d’acqua le parole (uscito sempre presso le Edizioni del Leone nel 2009). Di quella prova lirica conserva il nitore e la passione struggente, il languore del ricordo, la manutenzione della memoria. Ma ora il mondo intorno sembra essere più aperto e meno sfumato nel tratto, i colori più intensi, l’occhio più vivo e meno velato dalle lacrime. La luna, nume tutelare dei poeti, non è Continua a leggere →

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LE RAPSODIE DI MARCO ORTENZI

LE RAPSODIE DI MARCO ORTENZI

“I tempi teatrali” di un personaggio possono servire per “riconoscere l’essere in un attimo / in forme, in immagini tempi, in un presente attento, da mimare” (Atto di tempo). E in effetti è il tempo il vero protagonista di questo poema, Due rapsodie (Edizioni del Leone) di Marco Ortenzi, al di là dell’evidente dualismo che vede di volta in volta contrapporsi – o, viceversa, coincidere – le ragioni del personaggio in posa (un attore-fantasista) rispetto a quelle dell’autore del libro, che riesce bene a camuffarsi tra le pagine del testo. Due rapsodie si divide in due parti: la prima, intitolata “L’inverno del fantasista”, si caratterizza per le descrizioni specie serali e notturne, di “storie senza storia” Continua a leggere →

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LA VOCE DI BRUNA DELL’AGNESE

LA VOCE DI BRUNA DELL’AGNESE

Tra i petits-maitres misconosciuti della nostra lirica recente, quegli autori rimasti in ombra forse perché inadatti ad abitare il tempo, o perché tesi a un assoluto sempre più inattuale, Bruna Dell’Agnese ha una fisionomia così nitida e icastica nella sua amara passione da farne una delle pochissime, autentiche eredi italiane delle grandi voci femminili dell’Ottocento: Emily Dickinson, Elisabeth Barrett-Browning, Christina Rossetti. In ogni sua raccolta, (a partire da Stanza Occidentale del 1985, introdotta da Attilio Bertolucci), la Dell’Agnese si misura col linguaggio come una donna misteriosamente ferita dall’amore, come una mistica arsa dal palpito azzurro dell’impossibile, come una Continua a leggere →