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UNA POESIA DI ACCROCCA MUSICATA DA JOE NATTA

UNA POESIA DI ACCROCCA MUSICATA DA JOE NATTA

Anche gli alberi un tempo erano croci. / Appesi ai rami d’ombra agonizzavano / i miei fratelli, il sole dentro gli occhi. / Perduta era dell’anima l’effigie / umana, sconosciuta ogni parola / era tra i simili, scomparso / tutto dell’uomo il seme e la misura. / Tutto passò in delirio: la memoria, / torbido lago ove affluisce il cuore, / sarà specchio di immagini e di nomi. / Torno a scoprire i morti ad uno ad uno, / incustodite ceneri, a ridire / il nome dei compagno come in una / segreta antologia.

 

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ZANZOTTO FISICO E METAFISICO

ZANZOTTO FISICO E METAFISICO

Notava Eugenio Montale in un suo memorabile intervento dedicato a La Beltà, che in Andrea Zanzotto si esprime “il tragico dissidio tra quella che i cristiani dicono anima e ciò che gli scienziati dicono psiche”. Indicando questo nodo, Montale coglieva nel segno circa attualità e futuri sviluppi dell’opera del poeta, illuminandone tecniche e strategie messe in atto nel rispondere per via scrittoria a tale rilevazione, a tale insopito, rinascente bisogno di Continua a leggere →

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LA POESIA DELLA SETTIMANA: FREZZA

Luciana Frezza

NOSTALGIA
Chissà in quale
canneto di carta o verde
fantasma errante coorte
falciata alla radice
al di là di quali porte
nell’andito scuro di botteghe
in disuso dietro quale
muro di eluso rione
giace il piccolo corpo
di Amore dopo l’ordita
esecuzione.

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I POEMETTI DI OTTIERI

I POEMETTI DI OTTIERI

Per la prima volta riuniti in un unico volume, i tre Poemetti autobiografici di Ottiero Ottieri Vi amo. L’infermiera di Pisa. Il palazzo e il pazzo (Einaudi, prefazione di Valerio Magrelli) mostrano la continuità che li lega e appaiono ancora più potenti. Sono tre monologhi torrenziali, un’unica confessione estrosa e tragicomica in bilico tra la sanità e la malattia, il privato e il politico, la follia e il desiderio sfrenato. L’ironia è la chiave di questa partitura in tre Continua a leggere →