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RABONI: IL CORPO L’ANIMA

RABONI: IL CORPO L’ANIMA

Il corpo, l’anima… Ha scritto Giovanni Raboni a proposito di Claudel: «Si è sempre insistito molto – e, curiosamente, sia da parte dei suoi ammiratori che da parte dei suoi detrattori – sulla “materialità” dell’ispirazione e della scrittura di Claudel, sul fortissimo tasso di “corporalità” presente nella sua poesia lirica e teatrale. Cito, per tutti, Thibaudet […]: per Thibaudet, Claudel è “poeta della materialità dei dogmi, delle devozioni, dei sacramenti, delle immagini, di tutto quanto la religione, essendo umana, può e deve comportare di corporale…”. Descrizione precisa, e da sottoscrivere, ma con una correzione o precisazione essenziale: oltre e più che la religione con i suoi apparati e le sue Continua a leggere →

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L’ACQUA E LA VITA IN SILVANA DAL CERO

L’ACQUA E LA VITA IN SILVANA DAL CERO

Qualcosa sfiora, accarezza, taglia. Un richiamo. L’incontro con il testo di Silvana Dal Cero Io donna Natura (Pegasus) è avvenuto. Un’esplosione panica. Vitale, forte, profonda. A colori intensi, materici. Come in una navicella mi accoglie l’incavo di quest’albero, dove tutto fiorisce e risale alla corteccia. E cerco di salvare dall’impeto delle acque questo prezioso taccuino. Non so nulla di questo viaggio e voglio scrivere, non conosco le cose che incontrerò e desidero fermarle nella mente, nella pagina. Laggiù, dove tutto è vivo e protetto nascono tempeste che non sfiorano Continua a leggere →

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LA POESIA DELLA SETTIMANA: LUZI

Mario Luzi

Questa felicità
Questa felicità promessa o data
m’è dolore, dolore senza causa
o la causa se esiste è questo brivido
che sommuove il molteplice nell’unico
come il liquido scosso nella sfera
di vetro che interpreta il fachiro.
Eppure dico: salva anche per oggi.
Torno torno le fanno guerra cose
e immagini su cui cala o si leva
o la notte o la neve
uniforme del ricordo.

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ASFALTO DI VALERIO MELLO

ASFALTO DI VALERIO MELLO

Questo libro di poesia di Valerio Mello Asfalto (La Vita Felice) per vari motivi sfugge a quella categoria che Giulio Ferroni  in un recente saggio identifica come “scritture a perdere”. Le scritture a perdere sono quelle che ubbidiscono a un criterio di produttività ove si impone il consumo e dunque affievoliscono ogni tensione critica dello scrittore e ogni segno di alterità verso l’establishment politico culturale. Ferroni, rivolto alla narrativa contemporanea,  giudica i romanzi brevi meno soggetti al profluvio di  spettacolarizzazione della letteratura corrente, individuando nella Continua a leggere →

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IL PARADIGMA DI EVARISTO SEGHETTA

IL PARADIGMA DI EVARISTO SEGHETTA

Il destino poetico di Evaristo Seghetta Andreoli, Il paradigma di esse (Passigli, 2017), è tutto racchiuso in quell’esse, in quell’essere che non vuol decidersi a confondersi con l’avere o scivolare nell’esserci: un verbo che si fa sostantivo e si appoggia alla vita per continuare il suo percorso esistenziale. Scrive Carlo Fini nella sua densa e intuitiva prefazione: «In queste nuove liriche, tuttavia, l’autore approfondisce la sua consolidata vena poetica: il linguaggio, di affascinante creatività, si prosciuga, come attestano l’apparente naturalezza e la scorrevolezza. In questa rinnovata Continua a leggere →

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IL CLASSICISMO DI DE LIBERO 

IL CLASSICISMO DI DE LIBERO

“Alberi, o voi scroscianti di foglie  / come d’acqua verdi fontane, /  io dico la bella condizione / di voi in questa corte silvestre,  / ov’io m’aggiro ricco di pensieri.  / Alberi, e quanto fuoco vi spinge  / verso un celeste disegno / e quale pietà vi piega / verso il taciturno che implora / da voi, alberi, salute.” I dieci versi della poesia “Alberi” appartengono Continua a leggere →

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ALFONSO GATTO OLTRE L’ERMETISMO

ALFONSO GATTO OLTRE L’ERMETISMO

Un «giardino incantato», dirà in un importante incontro di studio Alfonso Gatto, riferendosi all’ermetismo e alla sua testimoniabile partecipazione a quelle importanti vicende della poesia italiana del Novecento. Ma fuori da quel giardino e da quegli incanti, da quell’«erba» magnificamente difesa dalle accuse in una lirica che vale da sola mille saggi e mille dibattiti (è la nota Fummo l’erba), quali le musiche cui accordarsi, quali gli accordi e prima ancora gli «sgorghi nel canto» (Inverno) da cui farsi tentare, da tentare? In realtà l’inconsapevole mano rilkiana che sa di Continua a leggere →

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LA POESIA DELLA SETTIMANA: PERICH

Giovanni Perich

PROVE DI MORTE

Ma questa è già la “non sopravvivenza”,
il post mortem virtuale:
quattro lustri e più dopo,
l’assalto al treno (“vuoto”, come aveva
aggiunto, ironizzando,
l’uomo magro ed itterico, civile)
alle otto di mattina alla stazione
di Firenze, e la nave da crociera
nella teca dell’atrio, prima della
diaspora per Scandicci, tra le solite
fitte al pensiero di Angela, qui,
tra queste lente curve e case e insegne,
mai venuta o ventura. E che sinistro
miracolo, sapendo
che sono, altri vent’anni, un miraggio,
che tutto sembri
così vicino, ancora sembri ieri.

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UN POEMETTO DI CLAUDIA MANUELA TURCO

 

UN POEMETTO DI CLAUDIA MANUELA TURCO

Neraneve e i sette cani (Italic) è il significativo titolo di un lungo poemetto di Brina Maurer, nom de plume di Claudia Manuela Turco, una sorta di diario in versi che, con tocchi intensi dall’accento fiabesco, ci racconta la storia della sua vita dalla nascita alla maturità. Un itinerario non facile, filtrato dal rapporto stabilito, nel corso del tempo, con gli amatissimi cani, specchio delle sue stesse fragilità e devoti compagni di ogni suo passo, incertezza o arresto. Il lettore resterà colpito per l’amore estremo mostrato verso queste creature, unico rifugio d’amore dell’autrice. Se ne Continua a leggere →

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L’APPENNINO DI VOLPONI

L’APPENNINO DI VOLPONI

D’autunno è con noi / ogni foglia e ghianda / ed è raggiunto il cielo. / Fra le avellane svolazza / la palomba ferita, / freme il sottobosco / agli scoppi / dei ricci di castagna. / Dolcissima è l’ultima uva / celata fra i pampini rossi, / sul fianco dei monti sale / il fumo delle carbonaie. / A sera / io provo il caldo smemorato  / delle castagne,  / del torbido Continua a leggere →