0

ZERO AL QUOTO DI FABRIZIO BREGOLI

ZERO AL QUOTO DI FABRIZIO BREGOLI

Se i punti di riferimento, per chi scrive, sono importanti e illuminanti, quelli di Fabrizio Bregoli non lasciano dubbi in quanto a spessore. L’ultima sua raccolta si apre infatti con tre citazioni, rispettivamente di Giorgio Caproni, Luigi Di Ruscio ed Edoardo Sanguineti. Non sono le uniche presenti nel libro: più avanti infatti troviamo richiamati autori del calibro di Luzi, Pavese, ma soprattutto Zanzotto e Sereni, in una diffusa disseminazione di versi, eserghi e dediche, come scrive giustamente Vincenzo Guarracino nella sua nota iniziale, quasi che Bregoli abbia voluto mettere Continua a leggere →

0

VOCAZIONE E ISPIRAZIONE IN VITTORIO COZZOLI

VOCAZIONE E ISPIRAZIONE IN VITTORIO COZZOLI

Avendo coscienza del dono ricevuto e dell’ispirazione di cui riconosco la voce e i segni, non ho mai ritenuto importante avere una poetica, seguirne i dettami e le intenzioni. C’è qualcosa di più importante nel mistero dell’arte e in quello specifico della poesia. I più recenti libri di poesia da me pubblicati, La diaspora delle icone e Dunque, l’Arte che vuole? (Biblioteca dei Leoni) hanno voluto esprimere l’unicità e la coerenza del mio viaggio creativo, a fondamento del quale sta una forte vocazione. Vocazione e ispirazione: termini, questi, che ai più appaiono desueti, incredibili, inaffidabili, Continua a leggere →

0

ARA MARA AMARA – una poesia di Palazzeschi musicata da Joe Natta

Una poesia di Palazzeschi musicata da Joe Natta

 

Aldo Palazzeschi

ARA MARA AMARA

In fondo alla china, / fra gli alti cipressi, / è un piccolo prato. / Si stanno in quell’ombra / tre vecchie / giocando coi dadi. / Non alzan la testa un istante, / non cambian di posto un sol giorno. / Sull’erba in ginocchio / si stanno in quell’ombra giocando.

 

0

ANNINA E GIORGIO CAPRONI

ANNINA E GIORGIO CAPRONI

Giorgio Caproni ha dichiarato, in margine ai Versi livornesi che costituiscono la sezione fondamentale della raccolta del 1959 Il seme del piangere: «Tentar di far rivivere mia madre come ragazza, mi parve un modo, certo ingenuo, di risarcimen­to contro le molte sofferenze e contro la morte». Il titolo dell’opera – dantesco, scrupolosamente citazionale come sarà molti anni dopo, nel 1975, Il muro della terra – è già memoria: memoria lettera­ria, con le sue fedeltà e i suoi inganni iperrealistici. L’epigrafe che apre il libro, comprensiva del sintagma titolativo, chiarisce meccanismi e significati di una sottoscrizione preliminare indi­retta, in apparenza parziale, in realtà protagonistica e Continua a leggere →

0

LA POESIA DELLA SETTIMANA: GOVONI

Corrado Govoni

PUNTA SECCA

Sei magra e lunga eppure hai tanta forza plastica

nel corpo gentile che se abbandoni i gomiti sul pozzo

o contro il muro del cortile il bel corpo rovescio

serrati gli occhi strette le labbra sciolti i ginocchi

con quell’uncino di riccio nel mezzo

della fronte e ad un capriccio improvviso ti distacchi

t’impenni e via saetti come da fionda su quegli

alti tuoi tacchi di stella che nel sole

quasi non ti si vede più tanto sei bionda;

si può giurar per certo che tu con quel tuo

premer duro un incavo hai aperto

nel docile marmo e nel muro.

Attacchi d’ali strappate ti palpitan le reni;

così sottile e senza seni li hai tutti nei ginocchi.

Ma l’orchidea tu l’hai negli occhi.

0

LA QUOTIDIANITÀ DI MAURIZIO CUCCHI

 

LA QUOTIDIANITÀ DI MAURIZIO CUCCHI

Per parlare della nuova raccolta di Maurizio Cucchi Sindrome del distacco e tregua (Mondadori), parto da alcuni versi dell’ultima sezione, quelli che dicono: “La poesia ha parole pesanti / che in queste strane pagine / sembrano mobili e leggere. / Viaggiano quasi imprendibili, / cangianti, e disorientano / la nostra vecchia mente di carta”. La ragione è che mirabilmente l’autore qui fotografa di passaggio una situazione che è la cifra stessa del suo scrivere in versi, nella caratteristica verificabile in tutti i suoi libri della convivenza del forte peso specifico delle cose che Continua a leggere →

0

L’ISPIRAZIONE SECONDO BETOCCHI

L’ISPIRAZIONE SECONDO BETOCCHI

I teorici della letteratura lo chiamano l’«avantesto» ed essendo ciò che precede un testo e nel contempo lo determinaquell’insieme di meccanismi, modalità ed occorrenze che sovrintendono alla sua configurazione definitiva e insieme alla sua più remota origine, può identificarsi anche con ciò che comunemente si dice, senza dover ricorrere a impegnativi tecnicismi da linguaggio speciale, l’ispirazioneMolti poeti, del resto, hanno amato fornire indicazioni su come in loro si produca la poesia, in che modo in loro si presenti, si faccia strada e richieda Continua a leggere →

0

LA POESIA DELLA SETTIMANA: BELLEZZA

Dario Bellezza

ANDIAMO A RUBARE
Andiamo a rubare: il furto si addice a un poeta!
Nessuno veramente sa che cosa sia, intero,
un poeta! Un grande sapiente o veggente?
Magari! O soltanto un criminale! Un ladro
di lumi, di vite clandestine vissute
nel silenzio dei giorni tutti uguali.

0

LA POESIA DI SANDRO PENNA

LA POESIA DI SANDRO PENNA

“La mia poesia non sarà / un giuoco leggero / fatto con parole delicate / e malate / (sole chiazze di marzo / su foglie rabbrividenti / di platani di un verde troppo chiaro). / La mia poesia lancerà la sua forza / a perdersi nell’infinito / (giuochi di un atleta bello / nel vespero lungo d’estate).” La poesia di Sandro Penna, uno dei più isolati e singolari lirici del Novecento, è estranea all’ermetismo imperante e fa quasi da contraltare a quella di Eugenio Montale (conosciuto sin dagli anni Trenta e a cui dedica alcuni versi); è avvicinabile, per certi aspetti, a quella dell’amico Continua a leggere →

0

ANDAR PER VERSI DI PATRIZIA RISCICA

ANDAR PER VERSI DI PATRIZIA RISCICA

In quest’ultima raccolta di poesie di Patrizia Riscica Andar per versi (Biblioteca dei Leoni) emerge chiaramente il concetto di poesia come “viaggio”. La poesia è un viaggio non importa verso quale meta ma è un “andare”, come l’acqua di un fiume che continuamente scorre verso la foce. La poetessa viaggia con i piedi ben saldi a terra senza lasciarsi mai del tutto andare alla dimensione del sogno o dell’illusione che pure la tentano. Nell’andare dell’amore Continua a leggere →