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GOVONI TRA CREPUSCOLARISMO E FUTURISMO

GOVONI TRA CREPUSCOLARISMO E FUTURISMO

Corrado Govoni, poeta italiano ferrarese, era nato nel 1884 in una famiglia di agricoltori e non aveva mai completato i suoi studi. Questo non gli aveva impedito di dedicarsi all’arte poetica e di esordire prima dei vent’anni con le sue prime composizioni. Destreggiandosi tra poesia e narrativa, Corrado Govoni collaborò a diverse riviste letterarie e alcuni suoi scritti apparvero su Lacerba, rivista fondata nel 1913 da Giovanni Papini e Ardengo Soffici. Collaborò Continua a leggere →

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LA POESIA DELLA SETTIMANA: GRAMIGNA

Giuliano Gramigna

VISITATORE DI POESIE
Sono disceso io morto fra tante poesie
come un visitatore fra le ombre dell’ade
ma a chi può interessare ciò che ho visto
sfogliando il libro di fogli come foglie
che portano scritte la sentenza di Sibilla;
supponendo un senso che sopravviva
a ogni sgorbio di penna o battito di computer.
Che senso puoi dare G. o chiunque tu sia?
Ogni pagina foglio si spoglia di essere soggetto,
sibila dolcemente scivolando nel sottomondo.
Ma: tants que mes amis ne mourront pas, je ne
parlerai pas de la mort.
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PALAZZESCHI L’INCENDIARIO

PALAZZESCHI L’INCENDIARIO

Aldo Palazzeschi mette in atto una versificazione giocata sul piacere, irragionevole ed impudente, della pura sonorità. Basta citare la canzonetta E lasciatemi divertire! della raccolta L’incendiario per capirlo: “Infine io ò pienamente ragione, / i tempi sono molto cambiati, / gli uomini non dimandano / più nulla dai poeti, / e lasciatemi divertire!” Viene maliziosamente da pensare se questo modo di concepire il ruolo e la condizione del poeta non sia dovuto, in realtà, ad una mancanza di talento poetico, per cui l’autore si giustifica adducendo come Continua a leggere →

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L’INFINITO QUOTIDIANO DI ALDO PICCOLI

L’INFINITO QUOTIDIANO DI ALDO PICCOLI

Oltre il pessimismo dell’intelligenza, la volontà ricompone le maglie di un possibile reticolato contro il quale si arresti la delusa ricognizione del reale: un argine dal quale valutare per l’ennesima volta se valga la pena resistere o cedere e abbandonarsi alla corrente del nulla. È il territorio nel quale si dispone, con misura e delicata forza, la poesia di Aldo Piccoli, ricapitolata nella sua ultima raccolta Dalla parte dell’ombra (Edizioni del Leone, 1987). Un’acuta sensibilità muove i toni, le modulazioni tenui della poesia di Aldo Piccoli. Si direbbe che quasi Continua a leggere →

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L’IMPEGNO CIVILE DI FRANCESCO BELLUOMINI

L’IMPEGNO CIVILE DI FRANCESCO BELLUOMINI

È un autore, Francesco Belluomini (Camaiore, classe 1941), aduso a guardar in faccia la realtà e dire la sua, in prosa e in versi, con fierezza e franchezza tutta toscana, senza concessioni al sentimentalismo, fedele sempre a un principio che fa del rispetto della memoria la sua peculiare misura morale, il suo fulcro espressivo e concettuale. È una virtù, questa della franchezza, coniugata a una grandissima generosità e disponibilità umana, che lo ha sempre caratterizzato e che bisogna veramente riconoscergli, ancor più oggi, nella circostanza della sua scomparsa, al Continua a leggere →

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La poesia al Salone del Libro di Torino: Quando pronuncio la parola silenzio…

SALONE DEL LIBRO DI TORINO Sabato 12 maggio 2018 Ore 12,30  SPAZIO AUTORI

POESIA: Quando pronuncio la parola silenzio…

a cura di Pordenonelegge-La Libreria Della Poesia e www.italian-poetry.org

Introduce Valentina Gasparet    Conduce Paolo Ruffilli   Leggono: Maria Grazia Calandrone, Anna Maria Carpi, Roberta Dapunt, Alba Donati, Isabella Leardini Continua a leggere →

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LA LINGUA DI BEPPE SALVIA

LA LINGUA DI BEPPE SALVIA

… Della esperienza di “Braci” facevano parte Colasanti, Salvatori, Del Colle, Lodoli e, appunto, Damiani. Ma soprattutto un giovane che si era presentato per leggere delle poesie proprio a Sant’Agata de’ Goti. Si chiamava Beppe Salvia e bisogna usare l’imperfetto perché Salvia si è ucciso a soli trentuno anni nel 1985. Quanti, fuori da Braci e oltre i poeti, conoscono la poesia di Salvia? Un giovane occhialuto che aveva stupito tutti. Lui non era la brace, era il fuoco che ondeggiando la rendeva viva e intoccabile. Nel libro “La difficile facilità” (Lantana, 2016) Continua a leggere →

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PREGHIERE DI SERENA DAL BORGO

PREGHIERE DI SERENA DAL BORGO

Il ritmo del rito che ritorna. Come un singhiozzo di preghiere nel quotidiano dolore. Un monte che cade, l’acqua che prende tutto l’intorno, un amico che parte e chiude la vita, un padre che se ne va e un credo poco credente formano le sezioni di Non ancora di Serena Dal Borgo (Book Editore). Sezioni legate tra loro da un filo che arriva dall’ascolto-ricordo delle preghiere, un filo che diviene nodo di domande e di imperativi, di dubbi e di perplessità, di tentazioni e di girasoli ricolmi di luce. In questa raccolta, attraverso i luoghi di confine tra un prima e un dopo, Serena Dal Borgo Continua a leggere →

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GIORGIO VIGOLO POETA PLATONICO

GIORGIO VIGOLO POETA PLATONICO

Giorgio Vigolo (Roma, 3 dicembre 1894 – Roma, 9 gennaio 1983), nome che ai più dirà poco o niente, è stato uno dei maggiori esponenti della cosiddetta Scuola Romana, formatosi sulle riviste “La Voce” e “La Ronda”. Assimilatosi, in certe fratture al sapore ungarettiano e in altre alla scrittura di un Palazzeschi, Vigolo obbedisce, pur riconoscendogli una certa modernità, ad una diversa idea della poesia. La cultura di Giorgio Vigolo potrebbe essere collocata tra l’estetismo di D’Annunzio e la dimensione demonica di Goethe, caratterizzata da un’ansia Continua a leggere →

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LA POESIA DELLA SETTIMANA: CARDARELLI

Vincenzo Cardarelli

PASSATO
I ricordi, queste ombre troppo lunghe
del nostro breve corpo,
questo strascico di morte
che noi lasciamo vivendo
i lugubri e durevoli ricordi,
eccoli già apparire:
melanconici e muti
fantasmi agitati da un vento funebre.
E tu non sei più che un ricordo.
Sei trapassata nella mia memoria.
Ora sì, posso dire che
che m’appartieni
e qualche cosa fra di noi è accaduto
irrevocabilmente.
Tutto finì, così rapito!
Precipitoso e lieve
il tempo ci raggiunse.
Di fuggevoli istanti ordì una storia
ben chiusa e triste.
Dovevamo saperlo che l’amore
brucia la vita e fa volare il tempo.