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POETI STRANIERI: ALEXANDER NAWROCKI TRADOTTO DA PAOLO RUFFILLI

POETI STRANIERI: ALEXANDER NAWROCKI TRADOTTO DA PAOLO RUFFILLI

Aleksander Nawrocki è nato nel 1940 a Bartniki, vicino a Przasnysz, in Polonia. Poeta, narratore, saggista, traduttore, editore. Vive a Varsavia. Ha debuttato nel 1965 nell’allora settimanale letterario Kultura, e in Pax nel 1966 ha pubblicato la sua prima raccolta di poesie intitolata “Rusty Fruits”. Nella sua poesia i canoni secondo cui realtà e cultura si intrecciano sono quelli di oggi, della nostra contemporaneità, e si legano Continua a leggere →

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LA POESIA DELLA SETTIMANA: SARA FRUNER

Sara Fruner

HORROR PLENI
il falco e un occhio guercio
uno stivale in lacca
sopra un piede monco

l’humour nero di una calza
che funerea spunta
dalla bocca di un cassetto

il sudore del caos
assediato dall’ordine
l’orco bianco delle idee

lo spazio stilla ricordi
il buffone ride incurante
accucciati invochiamo le stelle

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LE LUCCIOLE DI SARA FRUNER

LE LUCCIOLE DI SARA FRUNER

Le lucciole in palmo alla notte (Supernova) di Sara Fruner sono creature della dualità. Fatte di luce, sprofondano nella tenebra. Portano in sé il giorno, ma sono visibili solo di notte, e più il buio è pesto, più vivide spiccano. Sono preziosi correlativi oggettivi Continua a leggere →

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POESIA E ARCHITETTURA IN CLAUDIA M. TURCO

POESIA E ARCHITETTURA IN CLAUDIA M. TURCO

Due arti apparentemente distanti, la poesia e l’architettura in Architectures – Three-dimensional Poems (Gradiva Publications, traduzione di Luigi Bonaffini) di Claudia Manuela Turco: un fiato di voce o un rigo d’inchiostro da contrapporre a pietra, metallo, cemento, vetro compatto, spessori e volumi. Eppure entrambe le espressioni mirano in fondo a dare misura al mistero e al tormento umano dello spazio e del tempo. Non solo aree da riempire, ma Continua a leggere →

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LE VOCI-VISIONI DI DE SANTIS 

LE VOCI-VISIONI DI DE SANTIS

La sacralità della poesia persiste nell’epoca che celebra il trionfo di un establishment editoriale poco attento alle dinamiche artistiche. Essa diviene, anzi, una sublime forma di resistenza all’involuzione di una civiltà offuscata da poteri oscuri: l’atto di captare la «musica cosmica» pur nel frastuono dell’esistere del mondo assume un valore quasi Continua a leggere →

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POETI STRANIERI: MIMMI BERGSTRÖM TRADOTTA DA PAOLO RUFFILLI

POETI STRANIERI: MIMMI BERGSTRÖM TRADOTTA DA PAOLO RUFFILLI

Mimmi Bergström (MIMMI DIỆU HƯỜNG) è nata ad Hanoi, in Vietnam, e vive a Stoccolma. Scrive i suoi versi indifferentemente in vietnamita, in svedese e in inglese. La sua è una poesia capace di consegnarsi al rigore di un discorso lucido senza rinunciare alle pieghe e ai salti del sentimento e dell’emozione, affidando la sua cantabilità a una trasposizione ritmica dirottata, franta e come bloccata sotto vetro. I personali itinerari e labirinti mentali sono Continua a leggere →

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LA POESIA DELLA SETTIMANA: SUSANNA PIANO

Susanna Piano

MICCIA
Esplodono le parole
quando non vogliono
starsene sole.

Ma la miccia
chi l’ha innescata?

Ho visto passare
la Poesia
ma si è defilata.

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SCONNESSIONI DI NANNI BALESTRINI

SCONNESSIONI DI NANNI BALESTRINI

Leggere le Sconnessioni poetiche di Nanni Balestrini è come ammirare la Composizione in bianco e nero del 1926 di Piet Mondrian (New York, Museum of Modern Art, Eredità Katherine S. Dreier). Per questo capolavoro di uno dei massimi protagonisti del Neoplasticismo Meyer Shapiro scrisse: «quello che a prima vista sembra un quadrato Continua a leggere →

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LO SPOON RIVER DI VITTORI

LO SPOON RIVER DI VITTORI

Anche il prefatore, Luciano Luisi, non può fare a meno di notarlo: il libro di Rossano Vittori Il segreto degli invisibili (Lepisma Edizioni) ha un precedente illustre, cioè l’“Antologia di Spoon River” di Edgar Lee Masters. È presto detto, il suo libro poetico consta di quarantanove componimenti che tentano di descrivere ciascuno un morto, ma il fatto Continua a leggere →

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UNA POESIA DI ZEICHEN MUSICATA DA JOE NATTA

UNA POESIA DI ZEICHEN MUSICATA DA JOE NATTA

AMICI

Amici / sparlando di me nei giorni / non siate affrettati / coniugandomi a verbi del passato / ma dosatemi con risparmio / all’indicativo presente / e non impensierite / ché di questo soggetto del verbo / non rimarrà ingombrante memoria.