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‘IL PANE PERDUTO’ DI EDITH BRUCK

‘IL PANE PERDUTO’ DI EDITH BRUCK

Il pane perduto di Edith Bruck (La nave di Teseo) è la storia di una piccola ebrea di uno sperduto villaggio ungherese che viene deportata dai nazisti con la famiglia ad Auschwitz, dove muoiono la madre, il padre e il fratellino Jonas. Lei sopravvive tredicenne alle privazioni, alla fame, alle malattie, insieme alla sorella Judit, che le fa da madre. È una storia autobiografica che racconta la lunga odissea della protagonista che, dopo il crollo del mito della Terra Promessa, che era stato il sogno di sua madre, e la delusione per  la fredda accoglienza degli altri fratelli e per un infelice affrettato matrimonio, va incontro a una serie di peregrinazioni. Lasciato Israele, si trasferisce in Grecia al Continua a leggere →

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UNA POESIA PER DANTE 1

UNA POESIA PER DANTE 1
Alberto Bertoni, Franco Buffoni, Ennio Cavalli, Gian Citton, Vittorio Cozzoli, Francesco Dalessandro, Massimo Dalle Luche, Claudio Damiani, Renzia D’Incà, Sara Fruner, Mauro Imbimbo, Franco Manzoni, Giovanni Parrini, Umberto Piersanti, Giuliana Piovesan, Giancarlo Pontiggia, Paolo Ruffilli, Nadia Scappini, Umberto Segato, Evaristo Seghetta Continua a leggere →

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PER RICORDARE ARBASINO

PER RICORDARE ARBASINO

Ho riletto recentemente  Super-Eliogabalo di Alberto Arbasino (Adelphi), vero arabesco intessuto di prosa e poesia: racconto, memoriale, pièce teatrale, poema, immagine grafica. È un mosaico poliedrico, caleidoscopico, che ci riporta davanti agli occhi e nella mente molteplici aspetti/gesti/pensieri/eventi  nella vita del giovane imperatore romano, reso attuale e contemporaneo in una grande performance letteraria “contro ogni oppressione e repressione”. L’ho riletto con interesse, come già mi era successo con Fratelli d’Italia e con L’Anonimo lombardo. L’interesse e il piacere sono maggiori rispetto al ricordo di quando li avevo letti alla loro uscita. In ogni caso, e ci tengo a sottolinearlo, mi pare evidente la qualità e la tenuta della scrittura di Arbasino nel panorama non solo (o non Continua a leggere →

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PASSIONE E VERITÀ IN RUFFILLI di Renato Minore

PASSIONE E VERITÀ IN RUFFILLI di Renato Minore

Per la poesia di Paolo Ruffilli, Le cose del mondo (Mondadori) rappresentano un approdo certo e decisivo e, insieme, il punto di raccordo in una sorta di crocevia in cui, una volta individuato il sentiero da scegliere, diventa ancora più riconoscibile e illuminato l’itinerario finora tracciato, nella serialità dei suoi tempi passati, da Piccola colazione fino a Variazioni su tema. La sua “costruzione tematica” si allarga e si insinua nel format della versificazione in modo così stretto e avvolgente che le parti si toccano e divergono, si penetrano e si espandono, così che da tutte emerge quel tono di suadente, ragionevole “parlato poetico”. Come piccolo e decisivo percorso di conoscenza, passione e verità e, insieme, come uno scatto ulteriore che permette di contemplare il tutto da una postazione sapientemente Continua a leggere →

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LO STILE MORALE DI IMBIMBO

LO STILE MORALE DI IMBIMBO

Moralista sembra una parolaccia: non lo è. Ha una tradizione nobilissima, una ascendenza settecentesca che fa del termine non una variante ma una specifica qualità dell’illuminista. Nel corso del tempo, il lemma ha cambiato di segno. Mauro Imbimbo, con consapevolezza di filosofo, lo spolvera ironicamente. E anche qui, l’avverbio non cade a caso: non solo perché ironia e nobile, sano sguardo morale vanno di pari passo. Anche perché nella silloge in questione, Droghe e coloniali (prefazione di Paolo Di Paolo, Edizioni di Storia e Letteratura), il verso asseconda uno spirito corrosivo, dà forma – sincopata – ai dilemmi, alle perplessità di chi osserva il mondo degli umani a una distanza intelligente. Si sorride molto, leggendo: cosa non rara Continua a leggere →

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‘L’ORA DI PASCOLI’ DI PAROLINI

‘L’ORA DI PASCOLI’ DI PAROLINI

La silloge L’ora di Pascoli (Fara Editore) di Massimo Parolini è in realtà un long poem deliberatamente articolato in una serie di brevi composizioni-frammenti che sviluppandosi e intersecandosi fra di loro generano un intreccio essenzialmente onirico che ha come protagonista la figura di Giovanni Pascoli. In effetti il poema è costruito partendo da rilevanti citazioni e prestiti da testi pascoliani che vengono interpolati e sviluppati da versi originali con la paternità di Parolini i quali entrano in punta di piedi, quasi come voce fuori campo o esegesi in versi delle composizioni pascoliane che restano il filo conduttore dominante: c’è una logica di servizio alla tradizione poetica Continua a leggere →