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LA POESIA DELLA SETTIMANA: BIGONGIARI

Piero Bigongiari

VICENDA

La vecchia stringe attenta la lattiera

col latte della sera per il corso

come il suo misurino d’innocenza.

Annusa il cane i cofani del tempo,

s’infila negli androni, cosa cerca

nella scia del padrone? I primi freddi

riscaldano le frutta sulle ceste

nell’elettrica quiete sciorinate

davanti alle botteghe.

Il tempo varia

immoto: non si vende, non si acquista

stilla di destino. La vicenda

se ripulisce l’anima, la stende

umida ancora su un filo di carità

spinato al vento notturno, al primo gelo.

Chi bussa, sembra tardi per aprire,

ma se apri guarda l’orizzonte, ed entrino

alte in golene d’ombra le calvane

quasi nell’ombra d’un porto polene.

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LA POESIA DELLA SETTIMANA: RUFFILLI

Paolo Ruffilli

LE COSE

Le persone muoiono e restano le cose

solide e impassibili nelle loro pose

nel loro ingombro stabile che pare

non soffrire affatto contrazione dentro casa

perché nell’occuparlo non cedono lo spazio

vaganti come mine, ma nel lungo andare

il tempo le consuma senza strazio

solo che necessita di molto per disfarle

e farne pezzi e polvere, alla fine.

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LA POESIA DELLA SETTIMANA: DE ANGELIS

Milo De Angelis

MI ATTENDONO NASCOSTI

Mi attendono nascosti. Talvolta
li ho portati alla vita, al grande
alfabeto del momento. Ma loro tornano lì,
muti, si stringono a un palo,
non ne vogliono sapere. E il mondo
sembra un’eco della frase
che non trovano più, caduti nel buio
di un gesto qualunque, un sabato,
in un centro commerciale.
Parlo di eroi,
naturalmente, corpi che avevano una spina
sul quaderno.

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LA POESIA DELLA SETTIMANA: MARCHETTI

Loris Maria Marchetti

LA NOTTE, ANCORA

Non è certo per amore

che vezzeggiamo la notte

con i suoi fantasmi e col suo buio,

ne coltiviamo culti e riti

e intensamente la viviamo…

È invece la paura

di sorprese e demonî che ci induce

a non chiudere gli occhi

ad attendere l’alba

quando protetti dalla luce

cederemo al riposo.

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LA POESIA DELLA SETTIMANA: PAVESE

Cesare Pavese

ESTATE
C’è un giardino chiaro, fra mura basse,
di erba secca e di luce, che cuoce adagio
la sua terra. È una luce che sa di mare.
Tu respiri quell’erba. Tocchi i capelli
e ne scuoti il ricordo.

Ho veduto cadere
molti frutti, dolci, su un’erba che so,
con un tonfo. Così trasalisci tu pure
al sussulto del sangue. Tu muovi il capo
come intorno accadesse un prodigio d’aria
e il prodigio sei tu. C’è un sapore uguale
nei tuoi occhi e nel caldo ricordo.

Ascolti.
La parole che ascolti ti toccano appena.
Hai nel viso calmo un pensiero chiaro
che ti finge alle spalle la luce del mare.
Hai nel viso un silenzio che preme il cuore
con un tonfo, e ne stilla una pena antica
come il succo dei frutti caduti allora.

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LA POESIA DELLA SETTIMANA: ALOISE

Pietro Aloise

EMOZIONI

Aspettare
che gli argini del tuo gelo
cedano
e un fiume di fuoco
divori
questo corpo allo sbando
per diventare cenere-
danzare nel vento-
scoprire l’immenso.
Oh luna luna
ubriaca i suoi occhi
incontrandomi.

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LA POESIA DELLA SETTIMANA: BELLEZZA

Dario Bellezza

NELLA LUCE FIOCA MI LECCO
Nella luce fioca mi lecco
le ferite mortali e la mia
anima foglia leggera va
in cerca del Padrone
Chi è nell’ombra solo sa
quanto il giorno è mortale
Bianca statua solare
che non incanta più la mia
morta anima.

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LA POESIA DELLA SETTIMANA: MONTALE

Eugenio Montale

FORSE UN MATTINO
Forse un mattino andando in un’aria di vetro,
arida, rivolgendomi, vedrò compirsi il miracolo:
il nulla alle mie spalle, il vuoto dietro
di me, con un terrore da ubriaco.

Poi, come s’uno schermo, s’accamperanno di gitto
alberi, case, colli per l’inganno consueto.
Ma sarà troppo tardi; ed io me n’andrò zitto
tra gli uomini che non si voltano, col mio segreto.

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LA POESIA DELLA SETTIMANA: ZANZOTTO

Andrea Zanzotto

LUNA STARTER DI FESTE BIMILLENARIE
21- 22 dicembre 1999
Fotomodella d’altissimo rango
in piena forma sembri questa sera,
pur sempre amica Luna,
non si direbbe granché dilatata
dentro il gran sottozero
che rende ogni belletto menzognero.
Ma di certo un lievissimo cachino
ti sfugge mentre adocchi sulla Terra
formicolar la gente assatanata:
perché ben sai
che gran parte del senno umano ormai
nel tuo mirabil tondo è congelata.
Invano striglia Astolfo l’ippogrifo
ed il carro d’Elia s’appresta invano.
Al mondo per le sue presenti mete,
non serve il senno, basterà la rete.

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LA POESIA DELLA SETTIMANA: SARA FRUNER

Sara Fruner

HORROR PLENI
il falco e un occhio guercio
uno stivale in lacca
sopra un piede monco

l’humour nero di una calza
che funerea spunta
dalla bocca di un cassetto

il sudore del caos
assediato dall’ordine
l’orco bianco delle idee

lo spazio stilla ricordi
il buffone ride incurante
accucciati invochiamo le stelle