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LA POESIA DELLA SETTIMANA: MAURIZIO CUCCHI

Maurizio Cucchi
MI MUOVO VERSO STRATI
Mi muovo verso strati
sempre più occulti, come
un archeologo, o un operaio
che manovra, nell’ignoranza
senza fine delle tenebre,
verso residui fossili, e rivoli
nascosti, mentre trabocca
la sua realtà geografica
di intrecci collettivi, emblemi
o approssimazioni di altri
molteplici intrecci sconosciuti.

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LA POESIA DELLA SETTIMANA: SUSANNA PIANO

Susanna Piano
LA FIDUCIA NELLA POESIA
La fiducia nella poesia
di giorno, spesso, mi abbandona.
Il silenzioso palpito della notte la ritrova.
E poi ancora
appare e riappare
nel perdersi
delle notti e dei giorni
e nascosta nel fogliame
si dimentica di me.

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LA POESIA DELLA SETTIMANA: IACUZZI

Paolo Fabrizio Iacuzzi
REQUIEM DEL CEPPO
per Luca I.
Il penultimo fotogramma della vita
non cancellerà mai il transito
dei giorni. Le stelle cadenti il 10 agosto
e i giorni prima e dopo quando
eri tu solo il signore gentile in città.

Si fermano ora le figure in moto.
Scendono dai fregi e dai pulpiti
ti siedono accanto in un cerchio.
Passi di quadro in quadro nell’oltre.
Passi e ti soffermi signore della

trasparenza e aggiungi ultimi dettagli.
Il museo appare in una vita diversa
senza più nessuno dei ritocchi.
Passa la folla di Pistoia e ti cerca
in Buonafede nel Fregio degli ultimi

e dei primi in loro soccorso. Passa
un’intera vita e tutti si domandano
perché è passata tanto presto?
Perché passa davanti in tutti noi
nella trasparenza il tuo volto?

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LA POESIA DELLA SETTIMANA: MINORE

RENATO MINORE
E poi viene la voglia di raccontare
e capire quel che vedi: il runner
con la sporta che traballa controlla
il tempo del suo misero prezzo,
chiede euro davanti alla vetrina
il marocchino e con sgarbo è allontanato,
e la cassiera un po’ s’allieta perché
la macchinetta ora l’aiuta a raccogliere
il resto per le monete e quel piatto fungino
lo immagini come il segno divelto
dall’internet del bosco dove le piante
ancora parlottano tra loro e creano
la sotterranea rete sociale, e li c’è
anche chi ascolta il respiro della nascita
dell’universo, il vento delle particelle oscure
che attraversano i corpi senza ferirli.

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LA POESIA DELLA SETTIMANA: BERTONI

Alberto Bertoni
CHE COS’È LA POESIA
Dice già tutto
di cos’è la poesia
il ricordo che Ida Porena ha trascritto
seguendo Paul Celan in giro
per le tombe di Cerveteri
un giorno del ‘64
quel suo chiudersi a riccio, il volere
passarci da solo
dal buco nei tumuli
giù per il buio
come se a camminare fosse un morto
qualcuno che vestito di scuro
alle vere dimore fa ritorno

E noi, in ordine sparso,
a seguirlo di un passo

Di qua dal confine del senso
e del lutto

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LA POESIA DELLA SETTIMANA: ZANZOTTO

Andrea Zanzotto
DA UN ETERNO ESILIO
Da un eterno esilio
eternamente ritorno
e coi giorni mi volgo e mi confondo,
vado, da me sempre più lontano,
divelto per erbe prati e tempi
d’ottobre
e silenzi confidati agli orecchi
da stelle e monti.

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LA POESIA DELLA SETTIMANA: PAOLA PAROLIN

PAOLA PAROLIN
Sars-CoV 2
dal monte è sceso l’orso
il bosco ha allargato il suo respiro
aria ed acqua si espandono ripulite
una vita in avanti
quanto l’uomo indietreggia sulle spalle dolorose dei suoi morti
con la stessa pena
sitio
con la stessa tensione
ho sete
tempo di eccezione
tempo di attesa
per coniugare necessità e grazia

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LA POESIA DELLA SETTIMANA: ALDO PICCOLI

ALDO PICCOLI

Comunichiamo ormai solo la notte
Comunichiamo ormai solo la notte
attraverso
le labili fessure dei sogni.
Io non so in che forme a te arrivo.
Tu hai il viso sconvolto
e mi dici
che mi devi parlare.
Per lo stradone
ti seguo
incapace di dirti
che ho figli e sono sposato.

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LA POESIA DELLA SETTIMANA: MONTALE

EUGENIO MONTALE

Ho sceso, dandoti il braccio
Ho sceso, dandoti il braccio, almeno milioni di scale
e ora che non ci sei è il vuoto ad ogni gradino.
Anche così è stato breve il nostro viaggio.
Il mio dura tuttora, né più mi occorrono
le coincidenze, le prenotazioni,
le trappole, gli scorni di chi crede
che la realtà sia quella che si vede.
Ho sceso milioni di scale dandoti il braccio
non già perché con quattr’occhi forse si vede di più.
Con te le ho scese perché sapevo che di noi due
le sole vere pupille, sebbene tanto offuscate,
erano le tue.

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LA POESIA DELLA SETTIMANA: SERENI

Vittorio Sereni

VIAGGIO DI ANDATA E RITORNO
Andrò a ritroso della nostra corsa
di poco fa
che tanto bella mai ti sorprese la luna.
Mi resta una città prossima al sonno
di prima primavera.
O fuoco che ora tu sei
dileguante, o ceneri confuse
di campagna che annotta e si sfa,
o strido che sgretola l’aria
e insieme divide il mio cuore.