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LA POESIA DELLA SETTIMANA: DELL’AGNESE

Bruna Dell’Agnese

SEGNALE NOTTURNO

Come se le stelle fossero state sciami
di fredde biglie oscillanti
sul piano inclinato del cielo, pronte
a piombare in vitrea grandine sul tetto.
Dentro al netto confine
vigilato da cipressi, vegliavano ombre più nere,
ritte, austere sentinelle sigillate dentro
il loro mantello notturno.
Sul crinale nitido dei colli, la luna
era l’atteso, taciturno segnale. Poi
un cancello stridette. E tra le case
perdute sulle vie maestre
passò il volo delle civette e il loro grido,
quasi un sasso, scagliato contro il caldo
torpore delle finestre.
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LA POESIA DELLA SETTIMANA: SANGUINETI

Edoardo Sanguineti

SIAMO TUTTI POLITICI (E ANIMALI)

siamo tutti politici (e animali)
premesso questo, posso dirti che odio i politici odiosi:

(e ti risparmio anche soltanto un parco abbozzo

di catalogo esemplificativo e ragionato):
(puoi sceglierti da te cognomi e nomi, e sparare nel mucchio):
(e sceglierti i perché, caso per caso) ma, per semplificare,
ti aggiungo che, se è vero che, per me (come dico e ridico) è politica tutto,
a questo mondo, non è poi tutto, invece, la politica: (e questo mi definisce,
sempre per me, i politici odiosi, e il mio perché:
amo, così, quella grande politica
che è viva nei gesti della vita quotidiana,nelle parole quotidiane
(come ciao, pane, fica, grazie mille):
(come quelle che ti trovi graffite dentro i cessi,
spraiate sopra i muri, tra uno slogan e un altro, abbasso, viva):

(e poi, lo so che non si dice,
ma, alla fine, mi sono odiosi e uomini e animali)

 

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LA POESIA DELLA SETTIMANA: BRUNO

Pietro Bruno

COLONIA

Me ne ricordo tanti

in quella spiaggia

che se il tempo

ci avesse messo in fila,

per passare,

ancora sarei lì

a trascinare a riva

l’orizzonte.

Passa il tempo del gioco

con l’ultimo fischio del prete.

Dimenticata nel cortile

è la gioia che si gonfia

si alza e rimbalza

che arriva ai tuoi piedi

e puoi prenderla a calci.

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LA POESIA DELLA SETTIMANA: OMBRES

Rossana Ombres

La terra cominciò a tremare

La terra cominciò a tremare così forte!

Caddero muri
con tutti i loro interni carichi e caldi
si chinarono gli alberi
a raccogliere le loro foglie.
Una fiamma percorse i fiumi con salti da delfino
e le bocche delle sorgenti,
gridarono ognuna la propria meraviglia!

Un furore del sottosuolo
creò
e immediatamente moltiplicò
forme dall’avvenenza slittante:
placodonti di crogiuolo, devotissime
iguane e granseole meticolose.

L’anima, trasecolata, produsse santi.

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LA POESIA DELLA SETTIMANA: CAPPI

Alberto Cappi

PRIMO CANTO DELLA NEVE

quando venne la neve

la neve portò bianchi glicini

e dolci tortore di farina

quando venne la brina

anima candida luce di luna

quando candì il giorno intorno

e l’oro si fece solo sole

quando la notte si annodò

e nodo e nido furono uno

quando il violino suonò le note

della terra bruna e del mare

quando ritmando e poetando

siamo tornati ad amare

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LA POESIA DELLA SETTIMANA: ROSSI TESTA

Roberto Rossi Testa

L’ULTIMA PAGINA

È morta prima d’essere

la storia che avrei scritto.

Sbircio l’ultima pagina:

bianca, ma in controluce

ha già solchi tracciati,

e la penna mi cade.

Stesi le mani a un fuoco

che fa battere i denti;

meglio allora l’aperto,

scaldarsi nella corsa,

gridando “Ancora grazie”

correre ciecamente

all’abbraccio del vuoto.

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LA POESIA DELLA SETTIMANA: LOI

Franco Loi

Sèm poca roba, Diu, sèm squasi nient

Sèm poca roba, Diu, sèm squasi nient,

forsi memoria sèm, un buff de l’aria,

umbría di òmm che passa, i noster gent,

forsi ‘l record d’una quaj vita spersa,

un tron che de luntan el ghe reciàma,

la furma che sarà d’un’altra gent…

Ma cume fèm pietâ, quanta cicoria,

e quanta vita se porta el vent!

Andèm sensa savè, cantand i gloria,

e a nüm de quèl che serum resta nient.

(Siamo poca roba, Dio, siamo quasi niente, / forse memoria siamo, un soffio d’aria, / ombra degli uomini che passano, i nostri parenti, / forse il ricordo d’una qualche vita perduta, / un tuono che da lontano ci richiama, / la forma che sarà di altra progenie… / Ma come facciamo pietà, quanto dolore, / e quanta vita se la porta il vento! / Andiamo senza sapere, cantando gli inni, / e a noi di ciò che eravamo non è rimasto niente.)
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LA POESIA DELLA SETTIMANA: MERINI

Alda Merini

COME UN’OMBRA

Veleggio come un’ombra
nel sonno del giorno
e senza sapere
mi riconosco come tanti
schierata su un altare
  per essere mangiata da chissà chi. 
Io penso che l’inferno
sia illuminato di queste stesse
strane lampadine.
Vogliono cibarsi della mia pena
perché la loro forse
non s’addormenta mai.

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LA POESIA DELLA SETTIMANA: ARCELLI

Ilde Arcelli

CREATURE

Sale ai ginocchi l’erba 

maculata dell’inverno 

mentre sotto la crosta 

già striscia marzo 

e l’oscura forza che affatica

la terra: lì crepita il bulbo,

si ramifica in figli 

che nasceranno deboli 

come quelli umani. 

Perduto nei millenni il cielo 

— il cielo che ogni cosa 

fa piccola quaggiù — 

solo la terra ha voce 

le sue creature storte 

un po’ contuse dentro: eppure 

qualcosa canta piano — adesso —

nel cuore che sa

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LA POESIA DELLA SETTIMANA: SPAZIANI

Maria Luisa Spaziani

NULLA DI NULLA

Strappami dal sospetto
di essere nulla, più nulla di nulla.
Non esiste nemmeno la memoria.
Non esistono cieli.

Davanti agli occhi un pianoro di neve,
giorni non numerabili, cristalli
di una neve che sfuma all’orizzonte 
– e non c’è l’orizzonte –.