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LA POESIA DELLA SETTIMANA: GHIRARDI

Giulio Ghirardi

ALI POVERE
Ali povere.
Per non dire concrete.

Volano sopra i ricordi,
sopra l’inchiostro anemico
dei documenti.

Chi vola
lascia cadere una firma,
una sterile interiezione
sulla topografia romanzata
delle storie a noleggio…

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LA POESIA DELLA SETTIMANA: SOVENTE

Michele Sovente

DI SBIECO
Lungo rantolo all’ombra
mondo confuso diviene
lingua di grumi ingombra
e asfittica pianta. Il prisma
slitta l’enigma. La grazia
soccombe. Tutto si tiene.
L’occhio strabico strazia
piumaggi e fossili. Si vive
si scrive di sbieco.

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LA POESIA DELLA SETTIMANA: GOVONI

Corrado Govoni

PUNTA SECCA

Sei magra e lunga eppure hai tanta forza plastica

nel corpo gentile che se abbandoni i gomiti sul pozzo

o contro il muro del cortile il bel corpo rovescio

serrati gli occhi strette le labbra sciolti i ginocchi

con quell’uncino di riccio nel mezzo

della fronte e ad un capriccio improvviso ti distacchi

t’impenni e via saetti come da fionda su quegli

alti tuoi tacchi di stella che nel sole

quasi non ti si vede più tanto sei bionda;

si può giurar per certo che tu con quel tuo

premer duro un incavo hai aperto

nel docile marmo e nel muro.

Attacchi d’ali strappate ti palpitan le reni;

così sottile e senza seni li hai tutti nei ginocchi.

Ma l’orchidea tu l’hai negli occhi.

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LA POESIA DELLA SETTIMANA: BELLEZZA

Dario Bellezza

ANDIAMO A RUBARE
Andiamo a rubare: il furto si addice a un poeta!
Nessuno veramente sa che cosa sia, intero,
un poeta! Un grande sapiente o veggente?
Magari! O soltanto un criminale! Un ladro
di lumi, di vite clandestine vissute
nel silenzio dei giorni tutti uguali.

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LA POESIA DELLA SETTIMANA: LUZI

Mario Luzi

Questa felicità
Questa felicità promessa o data
m’è dolore, dolore senza causa
o la causa se esiste è questo brivido
che sommuove il molteplice nell’unico
come il liquido scosso nella sfera
di vetro che interpreta il fachiro.
Eppure dico: salva anche per oggi.
Torno torno le fanno guerra cose
e immagini su cui cala o si leva
o la notte o la neve
uniforme del ricordo.

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LA POESIA DELLA SETTIMANA: PERICH

Giovanni Perich

PROVE DI MORTE

Ma questa è già la “non sopravvivenza”,
il post mortem virtuale:
quattro lustri e più dopo,
l’assalto al treno (“vuoto”, come aveva
aggiunto, ironizzando,
l’uomo magro ed itterico, civile)
alle otto di mattina alla stazione
di Firenze, e la nave da crociera
nella teca dell’atrio, prima della
diaspora per Scandicci, tra le solite
fitte al pensiero di Angela, qui,
tra queste lente curve e case e insegne,
mai venuta o ventura. E che sinistro
miracolo, sapendo
che sono, altri vent’anni, un miraggio,
che tutto sembri
così vicino, ancora sembri ieri.

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LA POESIA DELLA SETTIMANA: FORNI

Pier Massimo Forni

COSA DIRE D’OGNI COSA

Cosa dire d’ogni cosa
avuta o stata non so.
Non sai che della vita
ho un moderato orrore
e una memoria ritrosa
che crolla, con grazia,
le spalle. Lo sai, io
non lascio al passato
che un flaconcino di sangue:
ben stretta tengo la mia ferita.

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NATALE – Una poesia di Ungaretti musicata da Joe Natta

NATALE – Una poesia di Ungaretti musicata da Joe Natta

Giuseppe Ungaretti

Natale

Non ho voglia / di tuffarmi / in un gomitolo / di strade // Ho tanta / stanchezza / sulle spalle // Lasciatemi così / come una / cosa / posata / in un / angolo / e dimenticata // Qui / non si sente / altro / che il caldo buono // Sto / con le quattro / capriole / di fumo / del focolare

 

 

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LA POESIA DELLA SETTIMANA: SCARSELLI

Veniero Scarselli

ERETICHE GRIDA

Abbi finalmente pietà
di chi non ha saputo trovarti
pur nella bellezza sconvolgente
di questo tuo incredibile universo,
e neppure nel grembo pieno di Grazia
di quest’isola protesa verso il cielo
con l’anelito tenace e forsennato
d’ogni pietra e d’ogni essere vivente
e allora s’è fermato ad aspettarti
con il groppo antico alla gola
d’un povero cane abbandonato
che dopo tanto ostinato frugare
fin presso alla porta della Morte
s’è sdraiato sulla tomba del padrone.

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LA POESIA DELLA SETTIMANA: PORTA

Antonio Porta

IN UN PUNTO
In un punto ci sono due magnolie giganti
e sotto l’erba folta contro tutte le leggi conosciute
noto nello stesso istante una folata di vento
che attraversa il piccolo giardino
lambisce i bordi dei tennis lucenti
nel gelo dell’aria sospinge la vita di continuo
e intreccia i semi tra loro, li annoda alla terra.
Io sono come una vela piena ma
questa notte al cadere improvviso del vento
mi preparo a cadere tra le braccia immobili dell’alba.