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Alberto Mario Moriconi Urbanesimo

Alberto Mario Moriconi

 URBANESIMO

Madre, tu hai sbagliato
tu m’hai buttato fra i cementi lisci
ch’ero ancor gleba erbosa, senza
consentimento,
ch’ero ancor vento,
e per questi rigagnoli
̶  neve, ero, d’Appennino, ̶
ero aroma di pino, fra i miasmi
d’un addome di vicoli.

E non è a campo la tua sepoltura
nemmeno.

M’hai scodellato nella città laida,
che già ne aveva troppi, d’orfani,
con padre e madre vivi, sì proclivi
al canto molle e allo spuntato
lazzo e all’avvampo
e svampo immediato, gente
che “tene ‘o core” (riposto)
“e ‘o ca…” (non so) ma
d’altro niente,

come me.

Volevo a campo
la mia sepoltura.

(da “Decreto sui duelli”)

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LA POESIA DELLA SETTIMANA

Vittorio Cozzoli

NEL PRIMO DEI MISTERI GLORIOSI

Nel primo dei misteri gloriosi

avrei un segreto da confidare,

ma prova tu a scrivere queste cose,

prova il rumore della luce

quando brilla dalle stelle

e piano piano discende fino al punto

in cui sorge o risorge la vita.

Certo, riferimenti a fatti concreti, dici,

come quando piantò quella vigna,

come chi leggendo il libro della vita,

perde il segno. Dove eravamo rimasti?

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LA POESIA DELLA SETTIMANA

Valentino Zeichen

MI RIPETO …

La chiave gira nella toppa
simile a un apriscatole e
scoperchia la latta.
È l’amica che apre
e mi sorprende a letto
con un’altra donna.
Guarda e sì ritrae
come in presenza
d’un cibo avariato.
Piange e richiude
la porta metallica.
Mi ripeto…
il mio Cuore è sempre stato
come la porta girevole
d’un albergo a ore
dove si poteva entrare
e pernottare a piacere
ri-uscire in incognito
e senza rimpianti.
Ora
vorresti istallare
una porta nel vuoto
e mettere una serratura
di marca all’aria?