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LA POESIA DELLA SETTIMANA: PIETRO BRUNO

Pietro Bruno

È GIÀ MATTINO

Le cose che la notte
ha anchilosato
svegliano piano
il sonno della casa.
Sono sbadigli piccoli
ancora sul cuscino,
il brivido dell’acqua,
la maniglia,
il gorgoglio del bricco,
la spazzola che imbianca
i tuoi capelli.

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LA POESIA DELLA SETTIMANA: SPAZIANI

Maria Luisa Spaziani

NESSUNO DICE MAI
Nei miei vent’anni non ero felice
e non vorrei che il tempo s’invertisse.

Un salice d’argento mi consolava a volte,
a volte ci riusciva con presagi e promesse.

Nessuno dice mai quant’è difficile
la giovinezza. Giunti in cima al cammino
teneramente la guardiamo. In due,
forse la prima volta.

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LA POESIA DELLA SETTIMANA: PORTA

Antonio Porta

PER CASO

per caso mentre tu dormi
per un involontario movimento delle dita
ti faccio il solletico e tu ridi
ridi senza svegliarti
così soddisfatta del tuo corpo ridi
approvi la vita anche nel sonno
come quel giorno che mi hai detto:
lasciami dormire, devo finire un sogno

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LA POESIA DELLA SETTIMANA: ROSSI TESTA

Roberto Rossi Testa

DONNA CHE SEI LA SORTE

Donna che sei la sorte, e che conosci
ciò che ancora non so:
sorridimi una volta,
non sospingermi sempre dove imparo
solamente a morire.
Ogni ramo si tende incontro al sole;
per me, fa’ che non tardi:
fu già irriconoscibile l’aprile,
nell’estate che volge alla sua fine
fammi almeno sentire il dolce alito,
la tua carezza, che doveva crescermi.
Lascia che viva un poco,
ormai che parto;
e poi, sul tuo cammino,
sia vera la promessa, e chiaro il giorno…
Tu sei la luce in forma di sorriso,
ti guardo, e col tuo sguardo vedo il dio
che dentro al petto canta;
anche se non mi ascolti e non mi parli,
anche se fuggi: e mi rimane un velo,
solo un velo di te,
nella mano protesa, mentre affondi.

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LA POESIA DELLA SETTIMANA: BETOCCHI

Carlo Betocchi

UN DOLCE POMERIGGIO D’INVERNO
Un dolce pomeriggio d’inverno, dolce
perché la luce non era piú che una cosa
immutabile, non alba né tramonto,
i miei pensieri svanirono come molte
farfalle, nei giardini pieni di rose
che vivono di là, fuori del mondo.

Come povere farfalle, come quelle
semplici di primavera che sugli orti
volano innumerevoli gialle e bianche,
ecco se ne andavan via leggiere e belle,
ecco inseguivano i miei occhi assorti,
sempre piú in alto volavano mai stanche.

Tutte le forme diventavan farfalle
intanto, non c’era piú una cosa ferma
intorno a me, una tremolante luce
d’un altro mondo invadeva quella valle
dove io fuggivo, e con la sua voce eterna
cantava l’angelo che a Te mi conduce.

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LA POESIA DELLA SETTIMANA: PIERSANTI

Umberto Piersanti

IL FAVAGELLO
è d’un giallo squillante, nessun fiore
l’uguaglia anche se prendi l’anno intero
copre a febbraio i greppi
verdissima è la foglia
umida sempre un poco e immacolata
quando la neve cade che ritarda
il favagello resta sotto intatto

se sta sotto la neve tre giorni sani
e viene una ragazza che lo coglie
dinnanzi alla specchiera, in un bicchiere
col gambo dentro l’acqua poi lo mette
sale nel vetro l’uomo, sale le scale
bussa alla porta
e aspetta se lei apre

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LA POESIA DELLA SETTIMANA: DE LIBERO

Libero De Libero

AUTOBIOGRAFIA
È un veliero la mia vita
dall’infanzia segnato sulla mano
e l’ancora sta dentro la terra.
Perciò nel mio sonno
alberi fanno verde cielo
ma sono oscuri i semi
dell’estate mia.
Se m’è fatica svegliarmi
quel gallo mi rinnegherà?
Fossi nato da una pianta
a fianco avrei il genitore.

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LA POESIA DELLA SETTIMANA: PICCOLO

Lucio Piccolo

IL RAGGIO VERDE
Da torri e balconi protesi
incontro alle brezze vedemmo
l’ultimo sguardo del sole
farsi cristallo marino
d’abissi… poi venne la notte
sfiorarono immense ali
di farfalle: senso dell’ombra.
Ma il raggio che sembrò perduto
nel turbinio della terra
accese di verde il profondo
di noi dove canta perenne
una favole, fu voce
che sentimmo nei giorni, fiorì
di selve tremanti il mattino.

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LA POESIA DELLA SETTIMANA: RAMAT

Silvio Ramat

COLORI PER UN ANNO: ARANCIONE
La bacca viva esplode fuori campo,
veli di plastica frenano il colpo,
da olivo a olivo una marea di grinze,
qualcosa dalla ragnatela afferra
i filosofi, li prosciuga nell’unica
goccia di sangue del loro cuore.

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LA POESIA DELLA SETTIMANA: FREZZA

Luciana Frezza

NOSTALGIA
Chissà in quale
canneto di carta o verde
fantasma errante coorte
falciata alla radice
al di là di quali porte
nell’andito scuro di botteghe
in disuso dietro quale
muro di eluso rione
giace il piccolo corpo
di Amore dopo l’ordita
esecuzione.