0

LA POESIA DELLA SETTIMANA: PICCOLO

Lucio Piccolo

IL RAGGIO VERDE
Da torri e balconi protesi
incontro alle brezze vedemmo
l’ultimo sguardo del sole
farsi cristallo marino
d’abissi… poi venne la notte
sfiorarono immense ali
di farfalle: senso dell’ombra.
Ma il raggio che sembrò perduto
nel turbinio della terra
accese di verde il profondo
di noi dove canta perenne
una favole, fu voce
che sentimmo nei giorni, fiorì
di selve tremanti il mattino.

0

LA POESIA DELLA SETTIMANA: RAMAT

Silvio Ramat

COLORI PER UN ANNO: ARANCIONE
La bacca viva esplode fuori campo,
veli di plastica frenano il colpo,
da olivo a olivo una marea di grinze,
qualcosa dalla ragnatela afferra
i filosofi, li prosciuga nell’unica
goccia di sangue del loro cuore.

0

LA POESIA DELLA SETTIMANA: FREZZA

Luciana Frezza

NOSTALGIA
Chissà in quale
canneto di carta o verde
fantasma errante coorte
falciata alla radice
al di là di quali porte
nell’andito scuro di botteghe
in disuso dietro quale
muro di eluso rione
giace il piccolo corpo
di Amore dopo l’ordita
esecuzione.

0

LA POESIA DELLA SETTIMANA: SCOTELLARO

Rocco Scotellaro

LA LUNA PIENA
La luna piena riempie i nostri letti,
camminano i muli a dolci ferri
e i cani rosicchiano gli ossi.
Si sente l’asina nel sottoscala,
i suoi brividi, il suo raschiare.
In un altro sottoscala
dorme mia madre da sessant’anni.

0

LA POESIA DELLA SETTIMANA: ANTONIO SANTORI

Antonio Santori

INFINITA III

Ecco la valle: non confonderla
con uno spazio d’intese,
dove il verde e il giallo
formano canali da percorrere.
Senti ancora impensabile
la strada da qui a lì
e i traguardi parziali
che nessuno di noi
ha ancora colto.
Tutto è vulnerabile
per questa via; gli stessi
sguardi che incontrano
animali (in volo o in fuga)
o un volto.

0

LA POESIA DELLA SETTIMANA: BELLINTANI

Umberto Bellintani

IL GATTO CHE RITTO SI DORME
Il gatto che ritto si dorme
al sommo del palo in questa quiete
dell’aria al pomeriggio di fuoco,
e la rana che grida terrore
dove il fosso s’incurva,
sono voci dell’arcano, e la cetonia
stremata sul sentiero e l’acqua
infesta di torpore e morte;
voci dell’arcano
che dilagan talvolta allora
che tutto s’addensa nel cuore,
preme e non sai
se di vita diversa un esser vivo
un irrequieto immortale
o d’altri mondi a noi cala la voce.
Altro non sai che tu vivi
di questo senso profondo della vita
che ti snerva e che puoi
affascinato dare il fianco alla morte.

0

LA POESIA DELLA SETTIMANA: ITO RUSCIGNI

Ito Ruscigni

LUME DELLA RAGIONE
Appena
sfiora l’arco del viso
il lume che hai in  mano
e di certo non rischiara
il buio della notte
che piomba sul giorno

Pure
l’assennato uso
rende il passo sicuro
e scansa l’inciampo mortale

0

LA POESIA DELLA SETTIMANA: EDERLE

Arnaldo Ederle

APPARIZIONI
2.
Quando sfoglia la rosa e tira il vento
in quel di Venezia, Duilio stava in posa
davanti a San Marco con le pieghe
dei pantaloni che sbandieravano larghi,
chiari e leggeri. La borsa che teneva in mano
lo fa sembrare un diplomatico a spasso tra una colazione
e un imminente incontro all’ambasciata.
E’ sempre stato molto elegante quando si trattava
di farsi ricordare.
Doveva essere autunno, ma non c’è mai una data
in queste foto d’antan.

0

LA POESIA DELLA SETTIMANA: BASSANI

Giorgio Bassani

NON AGGIUNGERÒ NUOVA LEGNA 
No non aggiungerò nuova legna
al fuoco lasciamo
che la legna che già c’è si consumi
a poco a poco
che la vampa si trasformi
a poco a poco in brace
ed io e te zitti – seduti
uno a fianco dell’altro – dal fondo
buio della sala a guardare
spegnersi finalmente
anche quella.

1

LA POESIA DELLA SETTIMANA: TIZIANO ROSSI

Tiziano Rossi

GATTO
Il tempo cruciale, il più arduo svanire;
e il gatto malato per dissenteria
(roba maligna) scenderà per dove
dormono i morti senza suffragio.
Perciò ha azzerato qualunque movimento
-risorsa elementare, tecnica pertinente-
il caro, saggio mucchietto di ossa. Tuttavia
cosa vuoi che gli dica, e anche lui del resto…
I suoi baffi non sono più gran che,
il pelo gramo rabbrividisce;
e poi sta ognuno dentro sé recluso:
nocciolo inarrivabile.
Ci si sbalestra da tutti i focolari,
però questa volta niente insegnamenti,
se non la tua felina
signorilità, la poca lagna.