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LA TEMPORALITÀ STORICA DI RICCI

LA TEMPORALITÀ STORICA DI RICCI

Una nuova collana di poesia, a Torino, per le Edizioni Coup d’idée. Si intitola «La costellazione del Cigno», e del cigno ha tutta l’eleganza. Il marchio risponde infatti a una casa editrice d’arte, la cui ideatrice, Enrica Dorna, si è avvalsa di Giulio Paolini per il progetto di copertina. All’eleganza si aggiungono dunque il minimalismo, l’economia e la sobrietà del grande artista concettuale. Accompagnate da un denso saggio di Stefano Agosti, la collana ha proposto quest’anno le poesie di Alessandro Ricci, in una bella scelta antologica che tiene conto della complessità e delle fasi del percorso creativo di questo autore I colloqui di Elpinti. Quello di Ricci non è un nome sconosciuto ai cultori della Continua a leggere →

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POETI STRANIERI: JEAN-CHARLES VEGLIANTE

POETI STRANIERI: JEAN-CHARLES VEGLIANTE

Jean-Charles Vegliante, nato a Roma da una famiglia italiana presto emigrata in Francia, compendia nella sua esperienza originale la presenza della grande poesia d’oltralpe con quella nostrana, in un ambito di vero bilinguismo profondo. Come ha sottolineato Giovanni Raboni è “un poeta che viene da una grande tradizione come quella francese, ma anche contemporaneamente da una grande tradizione come quella italiana, che risultano in qualche modo intrecciate, come se una filtrasse dentro l’altra e interagisse con l’altra non in momenti successivi, in una sorta di compenetrazione assoluta”. Una poesia colta e raffinata, ma lineare e fortemente segnata da un senso tutt’altro Continua a leggere →

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GLI ARCHETIPI NELLA POESIA DI LUCIANA FREZZA

GLI ARCHETIPI NELLA POESIA DI LUCIANA FREZZA

Luciana Frezza, Comunione col fuoco. Tutte le Poesie (Editori Riuniti). Quella di Luciana Frezza, scomparsa a Roma, dov’era nata, nel 1992, può definirsi una presenza discreta nella poesia italiana del secondo Novecento. Conosciuta e stimata anche come traduttrice, soprattutto della poesia francese dell’Ottocento, richiesta per questo da editori come Einaudi Feltrinelli e Rizzoli, ha pubblicato in vita diverse raccolte a partire dagli anni cinquanta, tra cui ricordo La farfalla e la rosa, voluta da Giorgio Bassani nella biblioteca letteraria della Feltrinelli; la stessa dove apparve Le porte dell’appennino di Paolo Volponi, per restare in tema di poesia. Negli anni ha affidato la sua opera a piccoli Continua a leggere →

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LA DOMINANTE LOGICA DI CARLA PAOLINI

LA DOMINANTE LOGICA DI CARLA PAOLINI

Ossessionato come sono dalla recente (giovanile o meno) s-vena poetica (cosiddetta), anemica poiché svenata e svenevole in una disperata quanto vana ricerca di superare senza danni gli abissi scoperchiati dal Novecento, e di resistere ai terrori di una sapienza freddamente se non sgradevolmente rivelatrice e priva quindi di consolanti orpelli post-romantici, confido che in questa occasione mi sia concesso di affascinarmi, letteralmente, di fronte alle ultime prove della poesia di Carla Paolini MODULATI/modulati (Anterem). In una analisi della poetica greca, ormai Continua a leggere →

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LA POESIA DELLA SETTIMANA: PAZZI

Roberto Pazzi

L’ACQUA
Quando ho sete faccio scorrere
a lungo l’acqua, vorrei poterla
bere più fresca, sempre più fresca.
Mi è capitato di non potermi decidere
e rimanere col bicchiere vuoto in mano,
pensando all’acqua che berrei
se attendessi ancora un po’.

È una differenza così leggera,
da riempire il mare nell’attesa:
c’è qualcosa di così mortale
nell’acqua, che ieri ho tremato
sentendo un bambino dire “ho sete”.

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ELIS ISLAND DI SILVIO RAMAT

ELIS ISLAND di Silvio Ramat

La figura di Silvio Ramat è una delle più autorevoli della poesia italiana che ha all’attivo un congruo numero di sillogi, pubblicate dai più prestigiosi editori e raccolte nel 2006 nel volume Tutte le poesie 1958-2005, edito da Interlinea. Alla sua attività di poeta, Ramat affianca quella di studioso della letteratura italiana, con un occhio di riguardo per la produzione novecentesca. In questo contesto ci limitiamo a ricordare il volume più recente di versi Continua a leggere →

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UNGARETTI E LA POESIA PURA

UNGARETTI E LA POESIA PURA

Il Porto sepolto, scritto nell’inferno della prima guerra mondiale quando il poeta era al fronte sul Carso e pubblicato a Udine nel 1916 in soli ottanta esemplari, è senza dubbio il capolavoro di Giuseppe Ungaretti. Elemento chiave è la parola, la purezza della Parola così come sgorga nell’animo del poeta. Novità per la poesia italiana d’inizio Novecento: la parola come rappresentazione di se stessa e della sua misteriosa esplosione evocativa di un “qualcosa” che l’uomo sente “dentro” ma che difficilmente riesce a decifrare. E’ questo il compito della “nuova poesia”, di questa Continua a leggere →