Carla Paolini è nata in provincia di Mantova e vive e lavora a Cremona. Le sue raccolte di poesia: Impronte digitali (1993), Diverso inverso (1995), UNAxUNA (1998), Ai cancelli del flusso (2001), Amori diVERSI (2002), MODULATI modulati (2004), Installazioni (2015), Moti moventi (2019). Ha pubblicato la trilogia di brevi prose poetiche: Prosemi (2009), Internectasie (2011),Translalie (2014) e l volume di favole “Gli oggetti da favola” (2017 e 2018), oltre a racconti, poesie, prose, su antologie e riviste. Ha tradotto il Book IV- cap. I , del Finnegans Wake di James Joyce (pubblicato in parte negli Annali di Studi Umanistici dell’Università di Siena, Vol. VI, 2018, con la presentazione di Alessandro Fo). Laureata in lettere con una tesi sulla retorica per immagini nella pubblicità, si è dedicata per qualche anno allo studio di tecniche per modellare la creta, sotto la guida dei maestri Carlo Fayer ed Ercole Priori.

carla.paolini@tin.it

www.carlapaolini.com

blog:  specchio.ilcannocchiale.it

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POESIE

da IMPRONTE DIGITALI (1993)

Notti di plenilunio
C’è qualcuno
che nelle notti di plenilunio
entra nei miei sogni di soppiatto
per insegnarmi
cose che pochi conoscono

una presenza
non più di un bagliore di fiamma
un fulgore
che subito si spegne

nel risveglio del mattino
tutto è dimenticato
perché a ogni plenilunio
possa rinnovarsi
il piacere della conoscenza

L’attesa
Mi piaceva aspettarti  alla finestra
ti vedevo apparire
l’ansia si placava
eri lì

ma c’era ancora un po’ di attesa
il tempo di attraversare il cortile
salire le scale

ancora un po’ di tempo
per immaginare
tutte le dolcezze
che avrei voluto da te

Gente di razza
Se fosse stato bastardo fino in fondo
sarebbe finita subito
ma era un bastardo così-così

non è stato facile uscirne
è sempre più difficile
incontrare gente di razza

Preludio
È tornata
come l’onda che cerchi
una spiaggia su cui sostare

è tornata
ma non è più musica ora
solo silenziosa infinità
tuttavia l’ho riconosciuta

come l’aprirsi
di una dimensione ignota
una rivelazione
che il battito più lieve
potrebbe incrinare

Seduzione
Vorrei sedurti senza strategie
senza sciogliere i capelli
senza scostare la gonna

vorrei sedurti
senza la fatica di apparire seducente
col solo carisma del mio mistero

da DIVERSO INVERSO (1995)

Favole
Le favole
raccontava
la mia bisnonna
erano piene di animali
gattine operose che cucinavano
spazzavano la casa
lunghe filastrocche
con galli cani pecore
che si aggregavano senza significato

non ce n’era bisogno
il significato era lei
una vecchia donna quasi analfabeta
che  dopo l’eccitazione del racconto
ci faceva arrampicare
sul suo lettone ruvido
come su una zattera
cullando il nostro sonno
con gli sbuffi del suo respiro

Metropoli
Una metropoli
me la figuro notturna
chiusa e buia
con una sola finestra di luce

una sola
per poter raccontare
un solo destino alla volta
destino inconoscibile
personale
quando immagino
che quella luce
resti accesa solo per me

da UNAXUNA (1998)

Il libro
È lo stesso gesto

aprire un libro
è come aprire le imposte
di una finestra
un gesto che illumina
predispone all’accogliere
all’immergersi nel nuovo

le pagine si sfogliano…
dopo nemmeno un soffio
il monologo diventa dialogo
altri mondi
entrano nel tuo
il loro respiro fantastico
straripa dentro di te

inizia un accordo confuso
subliminale
di cui non hai chiara la portata
ma di tale intensità
da segnarti per sempre

Le cose che non sappiamo dirci
Le cose
che non sappiamo dirci
frullano inquiete
fra i rami coperti di brina
si insinuano come brividi
sotto le code di venti nuovi

incanalano i loro umori
nella violenza
delle tempeste improvvise

hanno una costante bizzarra
sono tenaci
sanno di essere importanti
non vogliono morire
restano ad aspettare
che impariamo a parlarci
come se non avessimo più paura

Se tu fossi
Se tu fossi vento
non avresti
l’attrattiva rovinosa dei cicloni
o la concentrata distruttività
di una tromba d’aria
saresti lo spiffero maligno
che ci becca sul collo

se fossi piuma
saprei dove trovarti
non potresti che stare
al centro della ruota di un pavone

se fossi roccia
saresti instabile
rotoleresti ingrossandoti
al fondo di un burrone

anche se fossi solo
il più piccolo
dei granelli di polvere
troveresti il modo
di ficcarti in qualche ingranaggio
per bloccarlo

Pietre
Terrò per me
la pietra grande
segnata dalle piogge
a sigillo della tua presenza

le altre
nella disparità delle forme
nelle sfumature
che non so descrivere
tutte diverse
per la diversità dei tuoi momenti
le affiderò al pellegrino
che sosta nell’andito della nostra casa
perché nei suoi viaggi
le abbandoni agli incroci delle vie

da AI CANCELLI DEL FLUSSO (2001)

Cinque
Prima di affrontare l’avversario
abbottonati la giacca
controlla il tuo stato generale
prendi fiato dalla memoria
non negare l’impatto imperativo
sciolto
duttile della volgarità

non pensare
non pensare
aggrappati all’incoerente

per  spiazzare il contraddittorio
lima i tuoi gerghi con voluttà
accostali senza decenza

stringi forte l’intuizione
lascia che i tuoi gioiosi neuroni la acchiappino
è un male acuto
passeggero…
non potrà danneggiarti

se hai fatto tutto
vai
senza guardarti allo specchio

Ventisette
I fotogrammi ricercando l’unità
per presunzione
per voglia di essere
si sono annullati nella colonna  filmata

associati in cooperative di movimento
scorrono  scorrono…
con  zompi frenetici
affratellandosi nella permanenza retinica

i pochi che si sono ribellati
hanno scelto l’eleganza sdegnosa della foto
lo scatto che scarta
l’astrazione che non vuole ripetersi
si lascia solo sottintendere

Cinquantaquattro
Per dare corpo al mio pensiero
scelgo un corpo di ballo
potrò farlo danzare
inventargli acrobazie
guardarlo volteggiare sull’aria
costruirgli attrezzi che lo aiutino
a potenziare le sue intuizioni

un corpo atletico
con increspature poetiche
che facciano capolino nello spettacolo
dilatandosi in bolle di trasparenza
verso il tumulto trasfigurato degli spettatori

quale coreografo è capace di tanto ?

da MODULATI MODULATI (2004)

Passione
prediletta dall’ impeto
ambisce a citazioni fra tormenti e bramosie
impulsiva

attraente  per smania partecipata
elabora slanci  di vigore

vaneggiante al consenso dei deliri
consuma nell’accerchiamento frenetico
il trascorre  dell’esaltazione

statuto d’amore fra le ambiguità del martirio
enigmatica sottomissione alla voluttà

malia del piacere sofferto
colonna di furori
architettura d’azzardo squilibrata dalla pena

Segno
inizia per indicazione
degenera in sfrego poi  ferisce a graffio
trapassa fra orma e traccia
diverge  da figura

decorre con immagine emblema simbolo
si supera al contrassegno
affonda in tacca d’impronta
investito con testimonianza su prova

d’istinto è connotato per carattere
non presume avvisaglie  all’indizio
insegue linea fino al limite
spia avvertimenti  sospetti

sigillo alla cicatrice
grado di misura
marchio a  meta finale

da INSTALLAZIONI (2015)

Offriteci
 ———–offriteci qualcosa
annidati fra gli anfratti
ci stiamo freneticamente frantumando

——–anche solo una tastiera personalizzata 

—————–la miseria di un  telecomando
———————————l’esalazione di un’ingiuria
—————–che squassi il controllo estenuante
dei punti restrittivi——giudiziosamente in uso

———————————————————————–un ambiente estensivo
—————–buono per dilatare le nostre spirali genetiche

Non lasciatemi
non lasciatemi solo a NY
———salvatemi dalla sindrome della bellezza

 da questa turbativa—–illiberale
———————————————–che giganteggia  impunita in fondo all’orizzonte

 squarciata da sbalzi  che hanno campo
——————————-nell’inciso—–dell’affaccio

incomprensibile proposito di declinazioni
miracolante aggressione costruita in abisso

—————————–fate che la sua voce non intoppi
—————le mie distaccate presunzioni europee

Vaga stella
—————————-vaga stella dell’estraneità

lampada a infiniti watt 

—————–indicibile evoluzione  del criterio noncurante
——————————————————————–riflesso in pozzi di abbandono

——————————————————————–l’ordine che ti inclina al distacco

—————————————————————————————————————–ha una proiezione occhiuta
—————–esaltata dai risvolti dell’incuria

                         fondamento deducibile in assenza
ferito dall’ ”arcano mirabile e spaventoso”
—————–
che si stringe sulla superficie di una parola

da MOTI MOVENTI (2019)

…seduto a braccia incrociate
accoglie il suo sogno
come un sostanza nuova da amministrare
lo impasta nella terra
per unirlo all’anello degli eventi

un’ipoteca lo scompone in atomi riaggregabili
cosa importa allora
se le cause rimpallano sugli effetti….

…si sta risvegliando
abbandona il suo piccolo sonno
fra i piccoli sonni degli altri
perché insieme tracimino
dissipati
nell’effusione dell’alba

c’è un rigurgito di ottemperanza
che in qualche luogo sta per ricrearsi
fra un sé e la sua destinazione…

INEDITI

Lady Invettiva
Lady Invettiva
stava cadendo nell’area di attacco
del climaterio autunnale

concentrazione in caduta libera
perdita di incisività
vampate di buonismo…

era ridotta all’angolo
ignorata dalla migliore società
su consiglio del gerontologo
cambiò clima

inaspettatamente… l’appagamento
un gentiluomo le porse omaggio
ma sul baciamano sospirò: Lady Inventiva!

poco male
anche l’udito
non era più quello di una volta

Finalità -ito
Il suo sguardo mi ha ghermito
la sua voce mi ha irretito
tutto in lei era squisito
son rimasto inebetito
il buon senso era smarrito

mi son fatto più spedito
e all’attacco son partito
siamo andati in un bel sito
a parlare di infinito
per dirimere un quesito
l’ho sfiorata con un dito
in un posto proibito

la sorpresa mi ha basito
un oggetto fiero e ardito
è sbucato dal vestito

quell’incontro era fallito
ma non sono risentito
mi preparo a un nuovo invito
ché tastare un bel vestito
è il mio gioco preferito

Monologo dell’energia
Vi capita di svegliarvi
con un friccichio inusuale
un surplus di vitalità
apparentemente immotivato?

non vi scervellate sono solo io…
l’energia

fa parte delle mie prerogative eccitarvi
ronzo intorno
annuso
alimentata da una scioltezza da flaneur

ma non vale offrirsi a chiunque
devo prediligere
chi si intana ostinatamente nei propri silenzi
pensando di non valere niente
o gli altri
troppi
che quando non sanno districarsi dai grovigli del distacco
rischiano di perdersi

dopo l’anamnesi
metto una spunta sulla fronte del beneficato
un guizzo per ricaricarmi
poi via
sull’orlo di un nuovo destino

Monologo del ritratto in forma di foto
Non esiliarmi fra  quattro sbarre in cornice
non sopporto  segregazioni
appendimi  a  un filo
alta
nel respiro dell’aria
che possa tremare come il ramo fiorito
alle prime fecondità  di primavera

fra la tessitura fluttuante dei miei tratti
scoprirai
metamorfosi vertiginose
annodate  a un riverbero inquieto
più vero del vero

sarà l’irradiarsi di risonanze impreviste
sdruciture… sbalzi
sconfinamenti
a ricondurti al di là del dubbio
dove ogni interrogazione
si perde
nella misura di nuove disposizioni

come a colmare
la regione vuota dell’attesa

Ritagli
Conservo già da un po’
i ritagli di tempo
li infilo nella gola del salvadanaio
lascio che si accumulino
senza badarli

è la riserva
per un parere indugiato
sto tentando di racimolare
una giornata intera
da scialare tutta in una volta

TRADUZIONI

Thirtyfive
Sing to me the ballad of the leading thread
the untouchable which crosses the notes
pools the senses encompass the cardinal points
muddles the colours of the rainbow
reamalgamates them again end again
it’s a tie
it tightens the changes and the quivering of your present
bends itself in alienation

the need for e clue is sensed
along this track the voice soothes down giving way to sleep again

Fiftyfour
To give my thought a body
I choose a corps de ballet
I’d have it dance
excogitate acrobatic tricks
see it dancing about on the air
I’d create suitable tools to enable it
strengthen its intuitions

an athletic corps endowed with poetic ripples
hither and thither peepin’n the show
enormously increasin’n bubbles of transparency
to reach the transfigured tumult of the audience

which coreographer has this very power?

Tables
Our first table a dazzlement
all a-glimmer the ruler
below the chandeliers
glittered the rich dinner-settings
in our eyes did play
a glittering impatience.

A concentration of tastes
abundant fragrances
for other which came after…
tables to celebrate
tables for routine
and emergency
tonight
we sit at the table of idleness
of indolence
essential ingredient
prudence
projects as vague as foams
in fatal regression
from champagne to beer.

Allure
I’d like to seduce without strategies
without loosing my hair
without pulling my skirt aside

I’d like to seduce you
without the strain of looking seductive
only with the charisma of my mystery.

Stillness
You had to tell me
when I was afraid
you’d warn me
when I couldn’t bear it.

You knew
what stillness keeps inside
so many amazing things and gratifying
if only we succeeded in feeling them
the heart
would be turned out to pieces.

Monologue – pause
Come closer
a pattern is framed
just for you

a grassy bed in bloom will shelter us
so crouched down
as to be detached
from what was meant

I’ll give you help to stop everything
to disguise yourself
beyond recognition
all senses changed into plasticity

afloating
over the last skims of perfection
protected
from unbalanced issues

giving voice
to things forevermore silent
nurtured
by the tender core of the absence
(Traduzioni di Carla e Lia Paolini)