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LA CREAZIONE SECONDO BETOCCHI

LA CREAZIONE SECONDO BETOCCHI

Carlo Betocchi non guarda dentro di sé, come ha fatto sempre Umberto Saba; Betocchi si conosce soltanto conoscendo il mondo esterno, che si ricrea e rinasce costantemente davanti ai suoi occhi perché il suo Dio è quello di una immanente e permanente creazione. Questo Dio è, per ricorrere a una metafora, il Dio di Teilhard de Chardin: e dico metafora solo perché non credo che Teilhard de Chardin abbia influito primariamente sulla sensibilità di Betocchi, ma è certo che Continua a leggere →

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MONTALE E LA DISARMONIA

MONTALE E LA DISARMONIA

Eugenio Montale muove nel suo scrivere versi dal non sentirsi in sintonia con la vita, con il mondo e con se stesso. La sua poesia del disaccordo, dell’interrogazione, dell’insoddisfazione e dell’incertezza, si accorda bene a quel più generale quadro della letteratura italiana del primo Novecento che sul piano della narrativa presenta i grandi nomi di Svevo, Pirandello e Tozzi. Non sarà un caso che Montale sia stato uno dei responsabili della tardiva scoperta del grande Italo Svevo, e questo probabilmente sulla base di una concezione dell’esistenza che, nonostante le diverse età Continua a leggere →

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AFFARI DI CUORE DI PAOLO RUFFILLI

AFFARI DI CUORE DI PAOLO RUFFILLI

Affari di cuore (Einaudi) di Paolo Ruffilli è un libro che desta sentimenti controversi, per il cui giudizio occorre applicare con fermezza un corretto NPV (neutral point of view), così come se seguissimo l’esortazione di Jimbo Wales (il fondatore di Wikipedia) e così come previsto dalla più classica deontologia giornalistica. Sarebbe facile lasciarsi prendere dall’impeto scatenato da antitetiche credenze valoriali (o supposte tali), sbrigliando Gorgoni e scagliando strali moralisticheggianti. Occorre invece discernere ciò che nel libro viene rappresentato, dal modo e Continua a leggere →

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LA FORZA DELLA GIOVINEZZA IN MAJORINO

 

LA FORZA DELLA GIOVINEZZA IN MAJORINO

La forza reattiva, incessante, del pensiero poetico si manifesta, in questa strana e in qualche modo grandiosa Gioia di vivere (Mondadori) di Giancarlo Majorino, in un procedere per violenti scossoni e sterzate, che sono prova di una inquieta energia attiva. Un’energia debordante che in Majorino si rinnova a ogni uscita, in una sorta di perenne giovinezza che ci coinvolge sulla pagina, che ci chiama a una partecipazione morale, che non ci dà tregua, nella sua Continua a leggere →

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LA POESIA-RACCONTO DI PAVESE

LA POESIA-RACCONTO DI PAVESE

Della maturità, una categoria psicologica, Cesare Pavese aveva fatto un mito, un onnicomprensivo traguardo da raggiungere; a tre parole tratte dal King Lear di Shakespeare aveva affidato quell’obbiettivo, il significato persistente di un esempio: «Ripeness is all», la maturità è tutto. Fu questo il mito che costò all’uomo Pavese l’esperienza amara del confino e finanche il gesto incontrovertibile e risolutivo del suicidio (a Torino, il 27 agosto 1950). Ma fu questo il Continua a leggere →

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IL VIAGGIO IN PATRIZIA RISCICA

IL VIAGGIO IN PATRIZIA RISCICA

La poetessa ed esperta in Medicina delle Dipendenze Patrizia Riscica, nata a Padova e residente a Treviso, nel 2018 ha pubblicato Andar per versi, libro inserito nella Collana di Poesia dell’Editore Biblioteca dei Leoni, diretta da Paolo Ruffilli. In quest’opera attraverso la poesia viene riscoperta la dimensione del viaggio, inteso sia in senso fisico che metaforico. A introdurre alla lettura di ciascuna delle quattro sezioni che compongono il volume, è ogni volta “un’altra Patrizia”. Patrizia Riscica è abile nel catturare le diverse sfaccettature del sentimento che dovrebbe essere Continua a leggere →

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RICORDO DI ARNALDO EDERLE

RICORDO DI ARNALDO EDERLE

Con Arnaldo Ederle ci siamo conosciuti attraverso un amico comune, circa 50 anni fa, il poeta veronese Giuseppe Piccoli, tragicamente scomparso. Dopo questo evento Ederle fu la persona che più si impegnò a divulgarne la poesia, con quell’atteggiamento di disinteressato e costante sostegno che ebbe per tutto il corso della sua vita verso gli altri poeti e scrittori, me compreso, soprattutto attraverso le frequenti recensioni che scrisse sul giornale L’Arena. Così era Arnaldo. Fra i veronesi fu uno dei pochi che frequentò l’ambiente milanese della cultura, staccandosi dal Continua a leggere →

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IL TEMA DELLO SRADICAMENTO NELLA POESIA DI ENZA SILVESTRINI

IL TEMA DELLO SRADICAMENTO NELLA POESIA DI ENZA SILVESTRINI

In esergo alla nuova raccolta poetica di Enza Silvestrini (Controtempo, Oèdipus, 2018) c’è un verso dal secondo libro dell’Eneide, tratto dall’incipit in cui l’eroe racconta alla regina del suo viaggio e della distruzione di Troia: sed si tantus amor casus cognoscere nostros/ et breviter Troiae supremum audire laborem/ quamquam animus meminisse horret luctuque refugit/ incipiam (….). A chi chiede il racconto doloroso, sebbene con un brivido di orrore si rifugga necessariamente dal lutto, Enea risponde risolutamente, virilmente: Incipiam – comincerò; nonostante tutta la pena del rievocare. Enea è l’eroe del nuovo inizio dopo la devastazione della patria. Il maschile Continua a leggere →

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RISCOPRIRE DE LIBERO

RISCOPRIRE DE LIBERO

De-cidere vuol dire, stando all’etimologia della parola, tagliare. Chi decide fa una scelta: seleziona, e ne stabilisce i criteri. Questo vale per ogni cosa e anche per le discipline, sia tecniche, sia artistiche. Eppure, nel caso della critica letteraria, quest’operazione di ‘taglio’  appare proprio come un’esclusione che potremmo definire, programmatica.  Bisogna sempre tenere presente che i curatori delle antologie, spesso non selezionano e non segnalano un nuovo autore, ma lo escludono, cioè lo tagliano. Decidono, ad esempio, di scegliere un certo poeta, ma non quell’altro, o quell’altra. E allora:  è irragionevole affermare che il Novecento italiano è il secolo dei poeti tagliati? Uno fra questi, è Libero de Libero. Una strana sorte la sua: famoso e premiatissimo in vita, soltanto e quasi uno sconosciuto post mortem. Anzi, un “forestiero”,  richiamando il titolo di una sua raccolta Il Libro del Forestiero. La Ciociaria, la sua amata terra, alla quale dedicò il componimento “Ascolta la Ciociaria”, ne attesta l’importanza e il ricordo, tant’è Continua a leggere →

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IL CENTAURO DELLA TURCO

IL CENTAURO DI CLAUDIA MANUELA TURCO

Una voce poetica potente che non ha paura di riaprire ferite dell’anima, perché sa farsi forte delle proprie cicatrici. Claudia Manuela Turco (Brina Maurer), Il Centauro malato (Robin Edizioni) ci propone liriche dal 1998 al 2010. Non mancano veri e propri poemetti post-moderni, in cui la parola si illumina di volta in volta di luce fredda o di riflessi sanguigni (il rosso è un colore adatto), la poesia si fa bisturi per dividere da noi le illusioni, gli abbagli, e Continua a leggere →