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LE POESIE CIVILI DI CUCCHI

LE POESIE CIVILI DI CUCCHI

Maurizio Cucchi pubblica Nel vasto territorio tossico -Poesie civili (Interlinea), sulla scia del Festival Internazionale  di Poesia Civile della città di Vercelli: 43 testi brevi e incisivi in cui l’autore, come sintetizza l’editoriale, s’interroga sulla società liquida e inquinata del nostro tempo, tra la superficialità dei social e la profondità delle campagne contro i cambiamenti climatici alla Greta Thunberg, nell’idea che i giovani non sono affatto un corpo indistinto “ridotto al gregge e allo sballo” e anzi da loro può venire la capacità di una svolta “nel vasto territorio tossico / che sarà nostro lascito e dono”. Si riconferma qui, anche nelle delusioni e nelle insofferenze che venano tutta la raccolta, la cifra dello scrivere in versi di Cucchi, nella caratteristica verificabile in tutti i suoi libri della convivenza del forte peso specifico delle cose che sempre trova pronuncia dentro la leggerezza del suo linguaggio iridescente e mutevole. Circostanza che appare ancora più evidente nei passi che toccano i ripetuti e diversi guasti prodotti nel mondo non Continua a leggere →

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CENTO ANNI DALLA NASCITA DI PASOLINI

CENTO ANNI DALLA NASCITA DI PASOLINI

È stato un unicum nella nostra storia culturale non essendoci nessuno che si possa dire abbia raccolto l’eredità, che era poi un modo di essere poeta e intellettuale, di Pier Paolo Pasolini, assassinato a 53 anni nel 1975 e di cui il 5 marzo si sono celebrati i cento anni dalla nascita nel 1922. Non a caso Sciascia lo ha definito “fuori dal tempo”, ovvero singolare e non ideologico e torna in mente quel suo “Raccogliersi in sé e pensare”, verso de La meglio gioventù scritto a nemmeno trent’anni. È proprio il poeta riflessivo a mancarci oggi, ovvero l’intellettuale “luterano” e “corsaro”, come intitolerà i suoi scritti, che attacca il degrado della società e il conformismo, le idee e l’essere della piccola borghesia benpensante e il potere dei Palazzi che ne è l’espressione. Pasolini analizza, riconosce e denuncia Continua a leggere →

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LA EX INFANZIA DI MAGRELLI

LA EX INFANZIA DI MAGRELLI

Al centro di Exfanzia (Einaudi) di Valerio Magrelli si pone la mitologia del quotidiano, còlta nel suo paesaggio privilegiato, quello urbano: con i suoi interni (case, negozi, bar) ed i suoi esterni (strade, piazze, quartieri). Vi acquistano rilievo le estensioni di quella esperienza di vita che istintivamente si dichiara e si racconta per dare voce indomita alla propria personalità contro l’implosione della propria condizione esistenziale, a rischio non solo per il fenomeno della globalizzazione che ci assedia passando attraverso la televisione, i mass media, la rete, ma anche nella quotidiana impegnativa frequentazione degli altri. Nel “villaggio urbano” dominato da un fitto intreccio di rapporti e di contatti spesso tutt’altro che esaltanti, in ogni caso problematici, il discorso della poesia contempla e Continua a leggere →

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LA FATICOSA NECESSITÀ DELLA SCRITTURA di Giancarlo Baroni

LA FATICOSA NECESSITÀ DELLA SCRITTURA

«Cammino, gesticolando e gorgogliando appena, senza parole quasi: ora rallento il passo per non turbare il gorgoglìo, ora grugnisco più in fretta al ritmo dei miei versi. Così si pialla e prende forma il ritmo, fondamento di ogni opera poetica, ch’esso percorre tutto come un rimbombo. A poco a poco dal rimbombo si comincia a estrarre le parole. Alcune parole fanno semplicemente uno scarto e svaniscono per sempre; altre invece indugiano, girano e rigirano decine di volte, fino a che non si sente che la parola ha trovato il suo posto… Quando l’essenziale è ormai pronto, si ha di colpo la sensazione che il ritmo sia spezzato: manca una sillaba, un suono. Si rifanno allora tutte le Continua a leggere →

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SABBIA E LUCE DI GIOVANNI SATO

SABBIA E LUCE DI GIOVANNI SATO

Poesia è dare voce alle proprie emozioni, oggettivarle, universalizzarle. Poesia è racconto essenziale della vita nella coralità, che le è propria. Giovanni Sato, medico umanista, fedele ad Ippocrate e al dono delle Muse, si immerge nei fondali della coscienza per portare alla luce la parola, allusiva ed evocatrice, che renda le proustiane intermittenze del cuore, con il dono dei veri poeti di universalizzare gli stati d ‘animo. La coralità è tratto saliente della sua poetica. In Sabbia e luce (Biblioteca dei Leoni) diviene cantore di una ricerca incessante di autenticità e di luce, mentre dalla clessidra del tempo si accumulano granelli di sabbia; nel fluire inesorabile del tempo, nella consapevolezza del Continua a leggere →

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LE POESIE SCELTE DI CALABRÒ

LE POESIE SCELTE DI CALABRÒ

La poesia di Corrado Calabrò vive nell’ottica della rassegna dei dati autobiografici, del loro incrocio e delle loro combinazioni, come risalta una volta di più dalla sua antologia Quinta dimensione-Poesie scelte 1958-2021 (Mondadori): una sorta di quaderno degli appunti, delle notazioni maggiori e marginali, dei depositi del sapere, delle accensioni, degli umori e dei malumori, dei frammenti di ricordo, degli stati rimossi e delle sensazioni. Un album della personale condizione, “privata” eppure dalle valenze universali, che ricompone nella sua analisi programmatica il senso di una vita che ci trascina spesso a mete non desiderate (“Sotto stupite stelle / si smarrisce per noi la distinzione / tra provenienza e destinazione”), fuori da ogni  possibile piano di organizzazione e di sistemazione, eppure dietro a un impulso superiore riconducibile a quello che chiamiamo libero arbitrio. E, sul nastro a scorrere Continua a leggere →

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IL “TRASLOCO” DI CRIVELLARO

IL “TRASLOCO” DI CRIVELLARO

Dal confronto con la realtà e dalla sua esperienza di vita, comprese le delusioni e le sconfitte, Luigi Crivellaro esce con la volontà di dare testimonianza delle aporie del mondo attraverso la poesia: In Trasloco (Biblioteca dei Leoni). Una poesia che è volta ad opporre il segno della ragione non solo e non tanto alla crudeltà degli uomini e delle loro azioni (“siamo anche delle discrete canaglie”), ma alla sordità indifferente e alla miopia egoista. Parlando della dimensione esistenziale di Crivellaro (“l’idea d’esser vivo”), a maggior ragione va definita la sua come una poesia del “testimone”; tra adesioni e ripulse, accensioni e ricadute, da parte di chi comunque sa che bisogna andare avanti. Il poeta è il testimone in viaggio, anche se il viaggio è un pretesto a posteriori e le sue tappe confinano con le contrade Continua a leggere →

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LA POESIA COME VIA PER LA TOLLERANZA di Paolo Lagazzi

LA POESIA COME VIA PER LA TOLLERANZA

Il vento del fanatismo sta percorrendo la terra. Se la Russia ha aggredito l’Ucraina, e se questa aggressione ha assunto tratti feroci, non meno feroci sono le risposte di chi a questa aggressione si oppone. Mentre l’oblio delle sue radici cristiane, umanistiche e democratiche sta spingendo buona parte dell’occidente a una condanna indiscriminata di tutto ciò che è cultura, tradizione e identità russa (da Dostojevskij a Ciajkovskij, dai tennisti esclusi da Wimbledon fino alla vodka), sento spesso il bisogno di rileggere qualche pagina dei grandi autori russi. Oggi rileggo, nella traduzione di Ripellino, una poesia di Aleksandr Blok datata aprile 1903. S’intitola Per la città correva un uomo nero; sembra una filastrocca per bambini, ma racchiude un senso profondo. Eccola: “Per la città correva un Continua a leggere →

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RICORDO DI BIANCAMARIA FRABOTTA

RICORDO DI BIANCAMARIA FRABOTTA

Biancamaria Frabotta si è spenta lunedì sera a Roma a 76 anni. Amica, poeta, docente universitaria, ha fatto anche parte della storia multiforme de il manifesto, non solo per la sua collaborazione alle pagine della Cultura, ma per un rapporto speciale sulle tematiche femministe con Rossana Rossanda e per un sodalizio – sorellanza – con Giuseppina Ciuffreda e molte altre compagne. Conoscevo Biancamaria da una vita intera, quando ancora frequentava la facoltà di Lettere, quelle scalinate sono state lo sfondo di tanti indissolubili legami personali e politici. Ho perfino letto la sua tesi su Carlo Cattaneo con cui si laureò. Era la fine degli anni Sessanta. Non ricordo più a quante manifestazioni contro la guerra ho preso parte – allora quella del Vietnam, perché c’è sempre una guerra a Continua a leggere →

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SATO E LA LUCE

SATO E LA LUCE

Giovanni Sato, Sabbia e luce (Biblioteca dei Leoni). Queste poesie sono improntate all’incandescenza della luce, laddove la sabbia si fonde col sole, nell’abbraccio tra cielo e mare. Sono testi pervasi di intenso lirismo: “Sabbia e luce dormono vicine: / strie d’ombra e di sole / si attraversano l’un l’altre / senza moto né parola, / solo un silenzio rotto dalle orme / nel passaggio stretto della via. / Altri lidi attendono / ed il sonno che unisce continua / fra mare e terra / in imperterrite maree.” Tale calore e splendore costituiscono un perfetto scenario d’amore: “Non c’è un granello che d’istinto / come fai tu conosca / l’inclinazione della Terra / ed il suo consumarsi / a poco a poco presso il Sole. / Il Continua a leggere →