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UN POEMETTO DI CLAUDIA MANUELA TURCO

 

UN POEMETTO DI CLAUDIA MANUELA TURCO

Neraneve e i sette cani (Italic) è il significativo titolo di un lungo poemetto di Brina Maurer, nom de plume di Claudia Manuela Turco, una sorta di diario in versi che, con tocchi intensi dall’accento fiabesco, ci racconta la storia della sua vita dalla nascita alla maturità. Un itinerario non facile, filtrato dal rapporto stabilito, nel corso del tempo, con gli amatissimi cani, specchio delle sue stesse fragilità e devoti compagni di ogni suo passo, incertezza o arresto. Il lettore resterà colpito per l’amore estremo mostrato verso queste creature, unico rifugio d’amore dell’autrice. Se ne Continua a leggere →

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L’APPENNINO DI VOLPONI

L’APPENNINO DI VOLPONI

D’autunno è con noi / ogni foglia e ghianda / ed è raggiunto il cielo. / Fra le avellane svolazza / la palomba ferita, / freme il sottobosco / agli scoppi / dei ricci di castagna. / Dolcissima è l’ultima uva / celata fra i pampini rossi, / sul fianco dei monti sale / il fumo delle carbonaie. / A sera / io provo il caldo smemorato  / delle castagne,  / del torbido Continua a leggere →

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IL PATTO CON LA NATURA IN UMBERTO SEGATO

IL PATTO CON LA NATURA IN UMBERTO SEGATO

La nuova raccolta di poesie di Umberto Segato Specchio in uno specchio riflesso (Edizioni del Leone) è la prosecuzione ideale della precedente, Viaggio a vista. I temi là affrontati, o anche solo accennati, qui vengono approfonditi: il sentimento del tempo, l’inattualità e l’estraneità dell’uomo a un mondo che è pur opera sua, lo sradicamento dalla Storia. L’uomo moderno vive in bilico tra nostalgia e distacco, nostalgia per un’età più felice Continua a leggere →

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L’INFELICITÀ DI ANTONIA POZZI

L’INFELICITÀ DI ANTONIA POZZI

A notte
un lento giro d’ombre rosse
alle pareti avviava i treni: tonfi
cupi d’agganci
al sonno si frangevano. Continua a leggere →

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GLI IMPERATIVI DI AFFETTO DI CAPRONI

GLI IMPERATIVI DI AFFETTO DI CAPRONI

Giorgio Caproni ha dichiarato, in margine ai Versi livornesi che costituiscono la sezione fondamentale della raccolta del 1959 Il seme del piangere: «Tentar di far rivivere mia madre come ragazza, mi parve un modo, certo ingenuo, di risarcimen­to contro le molte sofferenze e contro la morte». Il titolo dell’opera – dantesco, scrupolosamente citazionale come sarà molti anni dopo, nel 1975, Il muro della terra – è già memoria: memoria lettera­ria, con le sue fedeltà e i suoi inganni iperrealistici. L’epigrafe che apre il libro, comprensiva del sintagma titolativo, chiarisce meccanismi e significati di una sottoscrizione preliminare indi­retta, in apparenza parziale, in realtà protagonistica e Continua a leggere →

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LA POESIA METAFISICA DI MARIATERESA GIANI

LA POESIA METAFISICA DI MARIATERESA GIANI

L’ultima raccolta poetica di Mariateresa Giani, Alle radici del principio (Giuliano Ladolfi Editore), è un libro inquieto, ambizioso e di nobile, provocante inattualità. Un antidoto contro lo spirito dei tempi dell’inconsistenza, affinché il mistero torni a caricarsi di prospettive di senso. Mariateresa Giani, che è nata e vive in provincia di Varese, ha pubblicato finora cinque raccolte di versi, l’ultima delle quali è Alle radici del principio. Già il titolo lo fa presagire, ed è ben vero che qui filosofia, scienza e religione tendono a convergere nell’afflato unitivo che anima Continua a leggere →

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LA CERTEZZA DI DIO IN REBORA

LA CERTEZZA DI DIO IN REBORA

Dall’immagine tesa
vigilo l’istante
con imminenza di attesa –
e non aspetto nessuno:
nell’ombra accesa
spio il campanello
che impercettibile spande
un polline di suono – Continua a leggere →

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PAOLO RUFFILLI: NATALE

Paolo Ruffilli: NATALE

Emerge su dal fondo
esonda la parola
a rompere il silenzio
e pronunciare al mondo
ciò che aspetta
ancora nell’assenza,
ciò che fluttua
nell’andare più indistinto
ancora lì senza
la forma né i contorni
nel simbolo lucente
che emerge e vale
del giorno ritornante
del natale
e che di colpo cessa
di essere in procinto
e si fa vivo da incolore,
si assume e circoscrive
come contenuto
del suo contenitore
dentro il reticolo del nome.

 

 

 

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LA POESIA DI FABIO DAINOTTI

LA POESIA DI FABIO DAINOTTI

La vocazione poetica di Fabio Dainotti comincia a manifestarsi in maniera concreta negli anni Sessanta (Diario poetico, 1964) e Settanta (ne L’araldo nello specchio, 1996,  confluiscono le liriche del decennio 1964-1974) per poi continuare, con cadenza costante, a dare frutti: La ringhiera, 1998; Ragazza Carla cassiera a Milano trent’anni dopo, 2001; Un mondo gnomo, 2002; Ora comprendo, 2004; Maliardaria, 2006. Poesia apparentemente semplicissima, in quanto fondata su sentimenti pensieri fatti quotidiani, e , al tempo stesso, complessa, poiché la connotano una lieve ironia spesso dissimulata e l’esatta misura della parola. Di qui la brevitas propria non solo di Continua a leggere →

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IL ‘CONFINE’ DI CATTAFI

IL ‘CONFINE’ DI CATTAFI

Secco duro gessoso
apparve il disegno del paese.
Là portammo le nostre
leggi, sistemi
di peso, di moneta, di misura. Continua a leggere →