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LA GRAMMATICA DEI SENTIMENTI IN RAFFAELA FAZIO

 

LA GRAMMATICA DEI SENTIMENTI IN RAFFAELA FAZIO

La grammatica dei sentimenti si struttura a partire dalla relazione primaria madre-figlio, il più antico e fondante dei legami umani. Quello che nasce essenzialmente come un legame fisico e simbiotico, di contenimento prima e di stretta prossimità dopo la nascita, si evolve alla comparsa nel bambino dell’uso del linguaggio: “Ma esperta mi scopro del lutto più dolce/quando perde la voce/la prima peluria del fiore/e di colpo diventa parola/turgore crescente di frutto.” Ecco allora che Raffaela Fazio, due volte madre e arrivata alla soglia dei cinquant’anni, ha deciso di raccogliere le poesie scritte per i figli in una silloge a memento della stagione dell’infanzia, prima che sfugga: Un’ossatura per il volo (Raffaelli Editore). Saranno dunque le parole, la parola poetica della madre che si fa Continua a leggere →

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L’AMORE IN NADIA SCAPPINI

L’AMORE IN NADIA SCAPPINI

Imprevedibili i ricordi portano alla memoria parole o versi che sembrano volerti spiegare una storia che si sviluppa attorno a te e al mondo senza che tu, da sola, riesca a tenere insieme i fili della narrazione. È quello che mi è successo, quando, improvvisi, mi sono tornati alla mente i versi di una poesia di Nadia Scappini contenuta nella raccolta “Come dire dell’amore” (Moretti e Vitali, 2019), “Alibi”. I versi recitano così «nell’alibi del nostro disappunto/cadiamo facendoci del male» (ibid. p. 44); che cosa pensavo? Che cosa ha suscitato il ritorno netto nella mia mente di versi così belli e profondi? È semplice, quello che sta accadendo nel mondo attorno a noi, quel mondo che ostinatamente continuiamo a immaginare altro da noi, mentre ci nascondiamo negli alibi del nostro scontento/disappunto, rabbia/ sconforto, tutte emozioni che si esauriscono nel tempo affievolendosi, ora dopo ora, Continua a leggere →

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MONTALE E LA DISARMONIA DELLA REALTÀ

MONTALE E LA DISARMONIA DELLA REALTÀ

Così Eugenio Montale parla della sua poetica: «L’argomento della mia poesia (…) è la condizione umana in sé considerata: non questo o quello avvenimento storico. Ciò non significa estraniarsi da quanto avviene nel mondo; significa solo coscienza, e volontà, di non scambiare l’essenziale col transitorio (…). Avendo sentito fin dalla nascita una totale disarmonia con la realtà che mi circondava, la materia della mia ispirazione non poteva essere che quella Continua a leggere →

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IL SEGRETO DI RUFFILLI: MESCOLARE I GENERI

IL SEGRETO DI RUFFILLI: MESCOLARE I GENERI

A volte di un poeta, soprattutto di una sua antologia come queste Variazioni sul tema (Aragno Editore), sono importanti le citazioni poste in calce, esse fanno da spia per il lettore, vogliono farlo senza disturbare, lasciare dunque briciole di senso, lasciti di una via per chi è chiamato a rintracciarne il filo che li collega. Il cammino della vita di Paolo Ruffilli fa tutto ciò. Evidentemente lo fa. Fin dal titolo : “Variazioni sul tema” (della vita, appunto) e fin dalla citazione iniziale da Mandel’štam: “Qual è il tuo tema, / la tua chiave preferita? / La vita, la vita…”. La vita dunque, certo, con accanto la sua ombra, non la morte come parrebbe ovvio, ma la paura: “Testa, se fa sul serio. / Se mi vorrà per sempre. /Croce, se è solo un gioco/che finirà”. L’amore, l’attrazione, la dipartita, il ritorno tra le braccia, il dubbio, l’assenza, che, citando Benjamin, è “la massima presenza”, sono materia da sempre inesauribile della vita e Continua a leggere →

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IL ‘PORTALE’ DI LAURA PIERDICCHI

IL ‘PORTALE’ DI LAURA PIERDICCHI

Laura Pierdicchi, Il Portale (Biblioteca dei Leoni). Un portale sorge lungo un transito, è luogo di ingresso e/o di uscita posto quindi al limite tra un di qua e un al di là. Non è dato muovere, se non a determinate condizioni, da uno spazio o da una dimensione all’altra senza commettere violenza o profanazione. Il suo senso forte pertanto è quello di valico, di frontiera. Persino nel linguaggio corrente un portale internet è un sito di accesso ad informazioni o servizi. Ma non è aperto a chiunque bensì è riservato a chi sia debitamente abilitato. Ed è proprio così che è inteso da Laura Pierdicchi sin dal testo introduttivo, simile ad una esortazione, al suo ultimo lavoro: “Entriamo nella luce dal portale del mistero”. Non c’è dubbio: per la poetessa la sfida è sondare il confine, cercare la chiave che sciolga il velo Continua a leggere →

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IN RICORDO DI DANIELE DEL GIUDICE

IN RICORDO DI DANIELE DEL GIUDICE

“È veramente una perdita enorme”, come ha detto il ministro della Cultura Dario Franceschini a margine della visita del presidente Mattarella alla Biennale di architettura di Venezia. Ne ‘Lo stadio di Wimbledon’ che torna in libreria per Einaudi a novembre 2021, Daniele Del Giudice raccontava la storia di un incontro impossibile: quello tra un giovane scrittore senza nome e l’intellettuale triestino Bobi Bazlen, morto da anni, che non ha lasciato nulla di scritto. Una figura inafferrabile, misteriosa, alla quale anche Roberto Calasso, morto il 29 luglio 2021, ha dedicato ‘Bobi’. Ma in fondo come suggeriva Calvino chi sia quest’uomo e da cosa fosse mosso non è poi tanto importante. A contare davvero sono le domande e le inquietudini che attraversano il libro, e la dialettica tra letteratura e vita che va in scena appena sotto la superficie delle frasi. E’ meglio raccontare o esistere? Su questo territorio si è spinto Daniele Del Giudice, che ha indagato con lucidità il mistero e l’irraggiungibile. Colpito dall’Alzheimer troppo presto, con il Continua a leggere →

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LA ROSA NELLA POESIA DI SATO

LA ROSA NELLA POESIA DI SATO

Giovanni Sato, in Senhal e la rosa (Biblioteca dei Leoni), tesse l’omaggio alla rosa, metafora di bellezza e di amore e controfigura (senhal) della donna amata. In quest’immagine suprema di delicatezza e di raffinatezza convergono ogni sentimento passionale, ogni ammirazione e significazione: “Ti scopro nel risveglio accanto / in un silenzio fatto / di tutte le rose nate / dal gorgo della notte. / Un petalo tra i capelli / e un altro nei tuoi sensi. / Un altro scivolando / fin giù nelle parole / ed altri nel velluto / del fiato che si sveglia. / Ti scopro di rugiada / all’improvviso rosa, / tu stessa risbocciata.” La rosa è spesso antropomorfizzata: “Vorrei urlare la freschezza del mattino / che sta nella bocca di una rosa silenziosa. / La preghiera che volge a te ogni cosa / centro di universo, minimo sole: / intorno a te rigira Continua a leggere →

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IL ‘FANTASISTA’ DI JACOBELLIS

IL ‘FANTASISTA’ DI JACOBELLIS

Il fantasista del mare (Biblioteca dei Leoni), nuova raccolta poetica di Gianfranco Jacobellis, a tre anni di distanza da Il cielo della mente (2019), è un viaggio attraverso il tempo, alla ricerca di una verità sempre agognata e mai davvero raggiunta. Il pesce Picasso in copertina, disegno a smalti dell’autore, è il simbolo di un uomo vagante negli abissi della mente, attraverso sentieri quasi onirici che esula da qualsiasi prigione, fisica o intellettuale. È il fantasista del mare, che “misura il tempo / contando le onde / pensa alle nuvole / come a sculture d’aria / libero nel suo vivere / da inesistente / ama la libertà / che non conosce orizzonti”. La vita quotidiana, nel suo susseguirsi di luci ed ombre, pensieri mortali ed immortali, dovrebbe essere, secondo l’autore, basata comunque e dovunque su una coerenza di Continua a leggere →

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LA POESIA DI ZANZOTTO E IL LINGUAGGIO COME DIMENSIONE TOTALE

LA POESIA DI ZANZOTTO E IL LINGUAGGIO COME DIMENSIONE TOTALE

La poesia di Andrea Zanzotto, uno dei più significativi poeti del secondo Novecento, inizia da suggestioni di carattere ermetico per caratterizzarsi via via in una accentuata ricerca formale che, come dice il critico Mengaldo,  non ha niente da invidiare alle esperienze dell’avanguardia più spericolata. Ma “lo sperimentalismo di Zanzotto è molto diverso da quello della recente neoavanguardia per l’intrecciarsi di tale ricerca con una vasta e sofferta problematica culturale, legata anche alla percezione delle contraddizioni drammatiche e alienanti della nuova realtà industriale e consumistica”. I termini fondamentali della scrittura poetica di Zanzotto sono il soggetto, che continuamente muta il suo principio di consistenza, il linguaggio, come dimensione in cui convivono il fondamento Continua a leggere →

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PARAGRAFI SU LE COSE DEL MONDO DI PAOLO RUFFILLI di Alessandro Scarsella

PARAGRAFI SU LE COSE DEL MONDO DI PAOLO RUFFILLI

A proposito di Piccola colazione (Garzanti, 1987, 3° ed. 1994), Giuseppe Pontiggia aveva osservato l’adesione critica ma indiscutibile di Paolo Ruffilli alla cantabilità “tra Metastasio e Gozzano”, conforme a un percorso tematico di maturazione/disincanto: “Per costruire questo romanzo di formazione autoironico, questa commedia in sei atti” (P. Ruffilli, Variazioni sul tema, Torino, Nino Aragno, 2014, p. 251). Colpisce come l’esapartizione sottolineata da Pontiggia sia significativamente ricorrente anche in Le cose del mondo (1978-2019), Milano, Mondadori, Lo Specchio, 2020 (che sarà citato da questo momento con l’abbreviazione CM). Che tra le due raccolte si possa presupporre un legame, appare probabile considerando il carattere incipitario della prima prova e l’aspetto per ora Continua a leggere →