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TENSIONE METAFISICA IN LUCIANO ERBA

TENSIONE METAFISICA IN LUCIANO ERBA

La poesia di Luciano Erba è ammantata da una profonda tensione metafisica e sembra nascere da un intenso bisogno di contatto con il Trascendente. Vi si registra l’urgenza di un dialogo con le sacre scritture, a più riprese citate e utilizzate come spunto per tormentate riflessioni esistenziali. L’intervento ripercorre l’intero ventaglio della produzione erbiana analizzando i componimenti che mettono in luce la vocazione dell’io lirico come “lettore di segni” e le tappe della sua ricerca spirituale all’insegna di una fede salda ma costantemente messa alla prova. Sebbene non Continua a leggere →

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IL DESIDERIO DI ETERNITÀ IN CONTI

IL DESIDERIO DI ETERNITÀ IN CONTI

L’autore, Alfredo Alessio Conti,  è nato a Bosisio nel 1967 e attualmente risiede a Livigno. Ha già diverse pubblicazioni al suo attivo. Questa raccolta, Quando un poeta se ne va (Youcanprint) balza subito all’occhio per certe sue peculiarità visive, per esempio l’ampia spaziatura fra i versi e la struttura in genere verticale e per versi brevi o addirittura minimi. Non che manchino versi più estesi: in “Al risveglio” incontriamo un dodecasillabo: “e i nostri cari riposano nel sonno”; in “A ritroso” un novenario con non comuni accenti di quarta e ottava: “a temporali ed Continua a leggere →

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RISI DI ‘AMICA MIA NEMICA’ 1976

RISI DI ‘AMICA MIA NEMICA’ 1976

Chi legga il libro di Nelo Risi, Amica mia nemica (Lo Specchio Mondadori, 1976), che raccoglie poesie scritte tra il 1972 e il ’75, sarà colpito prima di tutto dalla sua diversità dai precedenti del suo autore. Si direbbe che a cinquant’anni un qualche avvenimento traumatico o dei sentimenti, o dell’inconscio, abbia sottoposto a una sorta di tempesta psico-sociale il vissuto di un poeta che conoscevamo bene, che aveva un posto ben ritagliato nel panorama della nostra poesia e che, da un libro all’altro, aveva progredito secondo un uniforme e preciso sviluppo stilistico. La scattante Continua a leggere →

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POESIE CONTROCORRENTE DI DAINOTTI

POESIE CONTROCORRENTE DI DAINOTTI

Nella silloge Poesie controcorrente (Biblioteca dei Leoni) di Fabio Dainotti, risiede una delicatezza  disarmante dello sguardo limpido, incantato di memorie giovanili che si aprono alla vita e dalla quale l’io lirico vorrebbe succhiarne il nettare. Con l’alchimia delle parole rende la sua poesia icastica, difatti l’Autore ci appare un pittore che usa colori/parole per dipingere scorci di momenti emozionali, i sentimenti rivelati sembrano frecce infuocate che raggiungono l’obiettivo: coinvolgere il lettore. Il lettore diventa il prolungamento e il completamento dello sguardo Continua a leggere →

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BERTOLUCCI: PUNTINISMO LIRICO

BERTOLUCCI: PUNTINISMO LIRICO

Attilio Bertolucci benedice l’incanto di tutto ciò che è mediano: l’ora di mezzo, la stagione di mezzo, l’autunno, la primavera, il mezzogiorno, ottobre. In tale medietà, il paesaggio naturale e antropico nella sua coralità sfumata è punto focale, ben più che un singolo volto. È poesia della descrizione, affresco del momento. Bertolucci cura i dettagli del dipinto, il volo bieco dell’insetto, le affiches azzurre, gli zoccoli nella sera, l’erba bagnata, il sorriso di Goethe in mezzo alla piazza; puntinismo lirico sullo sfondo rigorosamente vermiglio della sera. L’umanità, però, rimane brusio Continua a leggere →

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GIOVANNI SATO E LA SUBLIMAZIONE

GIOVANNI SATO E LA SUBLIMAZIONE

A proposito di Cambiamenti di stato Giovanni Sato (Biblioteca dei Leoni) la metamorfosi – il cambiamento di stato  per l’appunto – contempla una prospettiva metafisica e, allo stesso tempo, cosmica del dato sensibile. Il rapporto con l’altro, alla base della poetica di questa raccolta, diviene quindi viatico, sublimazione occasione di retaggio dantesco per una sorta di trascendente riflessione sul tempo e sulla transitorietà dell’umana specie: “Ora il transito è la meta / e le cose mutano di continuo / mentre si produce / ogni giorno di più / la metamorfosi del nostro cielo.” La natura Continua a leggere →

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PAVESE E UNA NUOVA POESIA DEL REALE

PAVESE E UNA NUOVA POESIA DEL REALE

Cesare Pavese nasce poeta con la raccolta di Lavorare Stanca (1936). Subito colpisce la sua posizione eccentrica in un panorama segnato dalla elusività e ineffabilità del simbolismo, da una ricerca che batte sull’intensità metaforica e sulla purezza verbale. Pavese invece sceglie la strada di una poesia semplice e oggettiva che nomina le persone e le cose appartenenti al quotidiano, esalta le ruvidezze dialettali, si concede a lunghe e adagiate cadenze discorsive: le lasse di tredici sillabe de I mari del Sud. I punti di riferimento Pavese li trova nella sua stessa regione, nell’esperienza Continua a leggere →

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IL RACCONTO-POESIA DI AMBROSINI

IL RACCONTO-POESIA DI AMBROSINI

La vera Caccia al Tesoro (Edizioni del Leone) che questo libro di Pierluigi Ambrosini suggerisce è quella che dovrebbe condurre al rinnovamento della poesia.  Surrogato di sperimentalismi (anche le innovazioni dovrebbero attenersi ad una misura consentita) concentrato di “modernizzazioni”, poesia intesa come terreno in cui è possibile Continua a leggere →

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RUFFILLI: TUTTE LE COSE DEL MONDO

RUFFILLI: TUTTE LE COSE DEL MONDO

Quaranta anni di vita e di poesia condensate in un volume: Le cose del mondo (Mondadori Editore). Non è poco, Paolo Ruffilli è consapevole della posta in gioco e avvisa il lettore alla prima pagina, prima che questi si immerga nella lettura. Lo sforzo compositivo è enorme, duecento pagine di poesie che vanno a comporre un’opera originale, da considerare e leggere come un insieme organico, per quanto articolato e complesso, disteso nel tempo ed elaborato giorno dopo giorno per decenni. Il lettore di questo volume, se già ne conosce e apprezza l’autore, arriverà all’ultima pagina e poi rileggerà e mediterà. Se invece non lo conosce, il consiglio è quello di non interrompere la Continua a leggere →

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MAURO IMBIMBO POETA CONTROCORRENTE

MAURO IMBIMBO POETA CONTROCORRENTE

Mauro Imbimbo, Droghe e coloniali (Edizioni di Storia e Letteratura). Poesia per chi non legge poesia, i versi di Imbimbo vanno controcorrente rispetto al canone italiano contemporaneo: musicali, poco autobiografici, spesso ironici, corrosivi, drammatici in modica quantità. Moralista, attirato irresistibilmente dalla bêtise, discendente di Marziale e Flaubert, nipote di Flaiano, Imbimbo castiga i costumi, castigando gli stereotipi linguistici e la noia delle Continua a leggere →