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I PHARMAKA DI FABIO DAINOTTI

I PHARMAKA DI FABIO DAINOTTI

Minuscoli pharmaka, in questo Un mondo gnomo di Fabio Dainotti (Millelire Stampa alternativa),per esorcizzare l’ansia, per compensare perdite e furti del Tempo, a funzionamento ironico, giocoso. La poesia d’amore, sembra dirci Dainotti, non è soggetta nel tempo a grandi mutazioni, si nutre e cresce di atmosfere, di allusioni e ammicchi, per minimi spostamenti e condensazioni. Ammaliato, stregato da un ritmo, da una parola, da un filo in fuga di versi, il poeta ne convoca l’autore spodestandolo della sua verità (che si chiami Omero o Virgilio, Catullo, Properzio o Continua a leggere →

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IL SENSO DELLA VITA IN SANDRA EVANGELISTI

IL SENSO DELLA VITA IN SANDRA EVANGELISTI

Ne La dimora del tempo (Biblioteca dei Leoni) di Sandra Evangelisti si coglie fin dalle prime pagine “quella reciproca compenetrazione tra mondo umano e naturale” che Paolo Ruffilli segnala nella sua nota come uno dei tratti caratterizzanti la silloge. L’autrice infatti si sofferma in un dialogo intimo che interroga il senso della vita e il suo “tempo”, spesso interfacciandosi con la natura, il paesaggio che la circonda e che in qualche modo la protegge da un quotidiano che è insieme alienante e perverso. Memoria e presente si manifestano in un confronto serrato, che riflette sul senso della Continua a leggere →

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‘TRASPORTO’ DI FRANCESCA BRANDES

‘TRASPORTO’ DI FRANCESCA BRANDES

Francesca Ruth BrandesTrasporto (LietoColle Edizioni): al termine di questo breve ma intensissimo “libriccino da collezione” di poesie (così definisce le proprie pubblicazioni il suo meritevole editore), si trova una LEGENDA che merita di essere riportata per intero: «Trasportare, trasportarsi, migrare. Con il corpo, alla ricerca della terra, o comunque di un luogo in cui mettere radici. Con la testa, in quell’impercettibile sfasatura che chiamiamo indagine sul senso delle cose. Trasporto amoroso, in un conflitto ineducato e fervido con la vita, nel colloquio-scontro con Dio, Continua a leggere →

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QUASIMODO: IL GIORNO DEL NOBEL

QUASIMODO: IL GIORNO DEL NOBEL

Nel 1959 a Salvatore Quasimodo (Modica, 20 agosto 1901 – Napoli, 14 giugno 1968) viene assegnato  il premio Nobel per la Letteratura.  Rai Scuola vi propone una emozionante intervista al grande poeta nel giorno in cui ne ricevette la comunicazione da parte dell’ambasciatore svedese a Roma.

RaiLetteratura

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LA CONTEMPLAZIONE DI RAFFAELLA BETTIOL

LA CONTEMPLAZIONE DI RAFFAELLA BETTIOL

Meno sognante, ma sempre dialogante e piacevolmente leggibile, è la poesia di una donna di cultura, nata a Venezia e da tempo residente a Padova, che si dedica alla poesia come saggista e curatrice di antologie, tra cui la riuscita Il mio bicchiere da viaggio (Archinto): Raffaella Bettiol raggiunge con Una sprovveduta quotidianità (Italic Pequod) una sorprendente sintesi fra autobiografismo e riflessione esistenziale in versi. Si comincia con Gli amori, sorta di diario della passione coniugale che si trasforma in sentimento profondo e tenace, immerso ma non perduto nel mare Continua a leggere →

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OGNI ESILIO DI ILDE ARCELLI

OGNI ESILIO DI ILDE ARCELLI

… Nel 1994 l’editore Guerra, credo nel decennale, stampò L’odore dei limoni, una piccola ed elegante antologia dei poeti del Merendacolo. In quell’occasione lessi per la prima volta alcuni testi di Ilde Arcelli, quattro brevi liriche sotto il titolo comune ‘Ogni esilio’. Una in particolare mi provocò un’emozione intensa, l’ultima: “C’è qualcuno che sul finire /prepara con cura la casa per il corpo / suo morto – non è così strano / dopotutto ogni tempo / ha i suoi frutti – qualcosa da sognare / in segreto – da progettare / tra i fiori”. Ogni esilio è un libro dell’Arcelli pubblicato negli ultimi Continua a leggere →

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POESIE D’AMORE DELLA SPAZIANI

POESIE D’AMORE DELLA SPAZIANI

Dal clima postermetico, o più precisamente montaliano, delle prime raccolte, in cui risuonano echi lontani delle avanguardie europee, il discorso poetico di Maria Luisa Spaziani si è volto a poco a poco a un linguaggio più disteso e a volte quasi narrativo, senza mai perdere la sua aura di controllata armonia sentimentale. Nei  versi de La traversata dell’oasi. Poesie d’amore 1998-2001 (Mondadori), il suo dialogo amoroso sembra voler fare a meno delle Continua a leggere →

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NATURA MORTA DI PAOLO RUFFILLI

NATURA MORTA DI RUFFILLI

…   Alla visione del mondo di Paolo Ruffilli sottende una solida base filosofica, molto attenta alla tradizione orientale, e particolarmente attiva in questa – come scritto in quarta – «serrata rappresentazione (ed analisi) sulla razionalità della natura e sulla naturalezza della storia» che è Natura morta (Aragno Editore). Una prospettiva inflessibile, per quanto versata nello sgretolamento di un verso volutamente discontinuo e brevilineo che descrive nella sua ipotesi di poetica, una versificazione per frammenti, per stralci lirici discriminati quale mimesi o comunque semiotica dell’incespicare e della pronuncia esitante dell’io (ancora, barlume, lume balbettante) nella disgregazione pulviscolare della Continua a leggere →

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I VERSI DI PATRIZIA RISCICA

I VERSI DI PATRIZIA RISCICA

Patrizia Riscica: Andar per versi (Biblioteca dei leoni, pp. 112, € 12).  Nella musica dell’onda, che giunge luminosa tra lo scoglio dell’anima e la risacca del subconscio, i versi di Patrizia Riscica si arricchiscono pagina dopo pagina per quel ritmo incalzante che caratterizza il sussurro ed il colore del fremito. Le quattro sezioni nelle quali si suddivide il volume: “L’andare dell’amore”, “L’andare delle donne”, “L’andare dell’andare”, “L’andare della vita” sono concatenate dall’incedere di un motivo dominante che arricchisce la scrittura per emozioni, visioni, illusioni, incisioni, apparizioni, ricamando il tessuto originale di una scrittura del tutto personale e particolarmente ricca. Continua a leggere →

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LAGAZZI SULLO STATO DELLA POESIA

LAGAZZI SULLO STATO DELLA POESIA

Quarant’anni fa il curatore di un prezioso volume intitolato Il pubblico della poesia (1975), raccogliendo un’anamnesi a caldo delle ricerche poetiche a cavallo tra anni Sessanta e Settanta, formulava l’ipotesi che la poesia non sarebbe mai uscita dallo «stato di semi-clandestinità» cui l’avevano relegata i movimenti di contestazione e la crociata del politico ai danni del letterario. La sintesi di Berardinelli non aveva sapore di veglia funebre o nostalgica, ma riconosceva un carattere proprio della poesia, il suo passepartout per la vita eterna: proprio perché non ha spazio, la poesia non può nemmeno perderlo, e sarà questo suo adagiarsi ai margini e negli interstizi a far sì che nulla Continua a leggere →