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IN RICORDO DI DANIELE DEL GIUDICE

IN RICORDO DI DANIELE DEL GIUDICE

“È veramente una perdita enorme”, come ha detto il ministro della Cultura Dario Franceschini a margine della visita del presidente Mattarella alla Biennale di architettura di Venezia. Ne ‘Lo stadio di Wimbledon’ che torna in libreria per Einaudi a novembre 2021, Daniele Del Giudice raccontava la storia di un incontro impossibile: quello tra un giovane scrittore senza nome e l’intellettuale triestino Bobi Bazlen, morto da anni, che non ha lasciato nulla di scritto. Una figura inafferrabile, misteriosa, alla quale anche Roberto Calasso, morto il 29 luglio 2021, ha dedicato ‘Bobi’. Ma in fondo come suggeriva Calvino chi sia quest’uomo e da cosa fosse mosso non è poi tanto importante. A contare davvero sono le domande e le inquietudini che attraversano il libro, e la dialettica tra letteratura e vita che va in scena appena sotto la superficie delle frasi. E’ meglio raccontare o esistere? Su questo territorio si è spinto Daniele Del Giudice, che ha indagato con lucidità il mistero e l’irraggiungibile. Colpito dall’Alzheimer troppo presto, con il Continua a leggere →

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LA ROSA NELLA POESIA DI SATO

LA ROSA NELLA POESIA DI SATO

Giovanni Sato, in Senhal e la rosa (Biblioteca dei Leoni), tesse l’omaggio alla rosa, metafora di bellezza e di amore e controfigura (senhal) della donna amata. In quest’immagine suprema di delicatezza e di raffinatezza convergono ogni sentimento passionale, ogni ammirazione e significazione: “Ti scopro nel risveglio accanto / in un silenzio fatto / di tutte le rose nate / dal gorgo della notte. / Un petalo tra i capelli / e un altro nei tuoi sensi. / Un altro scivolando / fin giù nelle parole / ed altri nel velluto / del fiato che si sveglia. / Ti scopro di rugiada / all’improvviso rosa, / tu stessa risbocciata.” La rosa è spesso antropomorfizzata: “Vorrei urlare la freschezza del mattino / che sta nella bocca di una rosa silenziosa. / La preghiera che volge a te ogni cosa / centro di universo, minimo sole: / intorno a te rigira Continua a leggere →

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IL ‘FANTASISTA’ DI JACOBELLIS

IL ‘FANTASISTA’ DI JACOBELLIS

Il fantasista del mare (Biblioteca dei Leoni), nuova raccolta poetica di Gianfranco Jacobellis, a tre anni di distanza da Il cielo della mente (2019), è un viaggio attraverso il tempo, alla ricerca di una verità sempre agognata e mai davvero raggiunta. Il pesce Picasso in copertina, disegno a smalti dell’autore, è il simbolo di un uomo vagante negli abissi della mente, attraverso sentieri quasi onirici che esula da qualsiasi prigione, fisica o intellettuale. È il fantasista del mare, che “misura il tempo / contando le onde / pensa alle nuvole / come a sculture d’aria / libero nel suo vivere / da inesistente / ama la libertà / che non conosce orizzonti”. La vita quotidiana, nel suo susseguirsi di luci ed ombre, pensieri mortali ed immortali, dovrebbe essere, secondo l’autore, basata comunque e dovunque su una coerenza di Continua a leggere →

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LA POESIA DI ZANZOTTO E IL LINGUAGGIO COME DIMENSIONE TOTALE

LA POESIA DI ZANZOTTO E IL LINGUAGGIO COME DIMENSIONE TOTALE

La poesia di Andrea Zanzotto, uno dei più significativi poeti del secondo Novecento, inizia da suggestioni di carattere ermetico per caratterizzarsi via via in una accentuata ricerca formale che, come dice il critico Mengaldo,  non ha niente da invidiare alle esperienze dell’avanguardia più spericolata. Ma “lo sperimentalismo di Zanzotto è molto diverso da quello della recente neoavanguardia per l’intrecciarsi di tale ricerca con una vasta e sofferta problematica culturale, legata anche alla percezione delle contraddizioni drammatiche e alienanti della nuova realtà industriale e consumistica”. I termini fondamentali della scrittura poetica di Zanzotto sono il soggetto, che continuamente muta il suo principio di consistenza, il linguaggio, come dimensione in cui convivono il fondamento Continua a leggere →

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PARAGRAFI SU LE COSE DEL MONDO DI PAOLO RUFFILLI di Alessandro Scarsella

PARAGRAFI SU LE COSE DEL MONDO DI PAOLO RUFFILLI

A proposito di Piccola colazione (Garzanti, 1987, 3° ed. 1994), Giuseppe Pontiggia aveva osservato l’adesione critica ma indiscutibile di Paolo Ruffilli alla cantabilità “tra Metastasio e Gozzano”, conforme a un percorso tematico di maturazione/disincanto: “Per costruire questo romanzo di formazione autoironico, questa commedia in sei atti” (P. Ruffilli, Variazioni sul tema, Torino, Nino Aragno, 2014, p. 251). Colpisce come l’esapartizione sottolineata da Pontiggia sia significativamente ricorrente anche in Le cose del mondo (1978-2019), Milano, Mondadori, Lo Specchio, 2020 (che sarà citato da questo momento con l’abbreviazione CM). Che tra le due raccolte si possa presupporre un legame, appare probabile considerando il carattere incipitario della prima prova e l’aspetto per ora Continua a leggere →

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POESIE SULLA VERITÀ

POESIE SULLA VERITÀ
Alessandro Agostinelli, Franca Alaimo, Carla Baroni, Alberto Bertoni, Corrado Calabrò, Maria Teresa Giani, Valeria Massari, Giovanni Parrini, Sacha Piersanti, Umberto Segato Continua a leggere →

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UN ROMANZO PER L’ESTATE: POTENZA E BELLEZZA DI ELIDO FAZI

UN ROMANZO PER L’ESTATE: POTENZA E BELLEZZA DI ELIDO FAZI

Già in passato Elido Fazi ha dato prova di sapersi fare tramite tra le personalità del passato e una loro trascrizione/ricostruzione al presente, fedele sempre alla Storia ma intanto capace di dare corpo vivo ai personaggi. Lo ha dimostrato in modo scintillante con quel colosso della poesia inglese e del Romanticismo che è John Keats, in Bright Star (2010), ricostruendone in modo esemplare la vita. Ora si ripete mirabilmente in  Potenza e bellezza. Cronache da Roma e da Parigi 1796-1819 (Fazi Editore), un racconto storico che ricostruisce romanzando, ma senza inventare. Vi si narrano i fatti che vanno dall’incontro a Bologna nel 1796, epoca dell’entrata in città di Napoleone, di due cittadini di Recanati, l’agricoltore e artigiano Costantino e Monaldo Leopardi. Fatti che proseguono fino agli Continua a leggere →

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UN LIBRO PER L’ESTATE: NEGLI ANNI VENTI CON DI PAOLO

UN LIBRO PER L’ESTATE: NEGLI ANNI VENTI CON DI PAOLO

Il libro di Paolo Di PaoloSvegliarsi negli anni Venti (Mondadori), è un viaggio nello spirito del tempo di quell’epoca per molti aspetti favolosa, anche creativamente, che sono stati gli anni Venti, carichi di grandi promesse ma anche di forti minacce. È un viaggio che si realizza attraverso i personaggi dei libri e gli artisti amati dall’autore, che interroga gli anni Venti del Novecento in cerca di una chiave per comprendere se i nati «verso la fine di un secolo si siano fatti condizionare dalla luce scenografica del tramonto. Quella più struggente, più ricattatoria». È dunque il riattraversamento di un’epoca non solo per rimisurarla in un’indagine il più possibilmente oggettiva, ma nel contempo per rimodularne caratteristiche ed esperienze a confronto con la nostra di epoca e più precisamente in Continua a leggere →

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UNA POESIA DI SANDRO PENNA MUSICATA DA JOE NATTA

UNA POESIA DI SANDRO PENNA MUSICATA DA JOE NATTA

Cercando del mio male le radici

Cercando del mio male le radici / avevo corso tutta la città. / Gonfio di cibo e di imbecillità / tranquillo te ne andavi dagli amici.  / Ma Sandro Penna è intriso di una strana / gioia di vivere anche nel dolore. / Di se stesso e di te, con tanto amore, / stringe una sola età – e te ne allontana.

Sandro Penna

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NELLA CAMERA OSCURA DI RUFFILLI

NELLA CAMERA OSCURA DI RUFFILLI

Se ne sta rintanato lì, nell’angolo più chiaro d’un buio troppo buio perché davvero possa esserci, un angolo chiaro. Se ne sta nascosto lì, tra le rughe meno visibili d’un volto troppo vecchio perché possano esserci davvero, rughe meno visibili. Se ne sta rintanato e nascosto ma ci mette un niente a balzarti addosso, il senso ultimo dell’uomo, mentre leggi o anche solo sfogli Camera oscura di Paolo Ruffilli (Garzanti, 1992), libro che è testimonianza, presa di coscienza e cronistoria privatissima e universale al tempo stesso. Una quarantina di poesie tutte legate e interconnesse, organiche l’una all’altra, disposte secondo un gusto, per dir così, lirico-architettonico, che si fanno leggere come un unico pometto scomposto, compatto e frammentato com’è compatta e frammentata la memoria, questo misterioso meccanismo tutto umano che scompiglia l’ordine naturale del tempo e della storia. Ed è proprio Continua a leggere →