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POETRIX BAZAR DI ALFREDO GIULIANI

POETRIX BAZAR DI ALFREDO GIULIANI

C’è, nella scrittura di Alfredo Giuliani, sempre “un dialogo ritmico tra le parole”; parole che pensano se stesse e che si attraggono e si respingono. E questa straordinaria virtù, naturalmente, appare come evidenziata nella sua poesia. Per la potenzialità stessa della poesia; perché, come riconosce nella sua consapevolezza critica lo stesso Giuliani, “la poesia sa di poter concentrare in sé, virtualmente, una significanza profonda e anche una possibilità di gioco con i colori e con il corpo delle parole”. La ricerca verbale, nello spazio particolare della poesia, si svolge tanto in senso verticale, nella frammentizzazione analitica della parola, quanto in senso orizzontale, nell’estensione del tratto linguistico. Due sensi di marcia secondo i quali Giuliani ha proceduto, negli anni, contemporaneamente. Tra le ultimissime raccolte Poetrix Bazar (Pironti) è la prova massima e ricapitolativa, in un certo senso la summa Continua a leggere →

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CAOSMOGONIA DI NANNI BALESTRINI

 

CAOSMOGONIA DI NANNI BALESTRINI

Il decreto di impossibilita dell’avanguardia, promulgato dal postmoderno e mai revocato dipoi, anzi prorogato ancora recentemente da fonti autorevoli, non lo si può smentire altro che con la prassi. E prima d’ogni altra rifacendosi alla prassi degli autori che hanno fatto parte dei gruppi di avanguardia e che continuano ad essere in servizio attivo. A meno che, beninteso, la loro attività attuale non vada a ritroso di quella pregressa, come è accaduto talvolta in pentitismi vari. Non così la scrittura di Nanni Balestrini che conferma la scelta originaria mantenendo i presupposti degli anni Sessanta, naturalmente adeguandoli alla realtà odierna, però con immutata carica offrendo, come in questa raccolta  Caosmogonia (Mondadori), un testo di qualità molto alta e di forte impatto nei riguardi di un presente sempre più chiuso e sconfortante. In sunto, i presupposti di Nanni Balestrini fin dai tempi dei Novissimi erano: il valore del caso come criterio costruttivo e creativo; l’uso del montaggio come procedimento principe, affidato addirittura alla macchina, negli esperimenti pionieristici di poesia “cibernetica”; il ritaglio quasi chirurgico dei materiali linguistici assunti e utilizzati in spregio al significato banale dell’espressione; di conseguenza la Continua a leggere →

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I VIAGGI DI GIANCARLO BARONI

 

I VIAGGI DI GIANCARLO BARONI

Con me farai il giro del mondo, invita Magellano quasi un monito per il lettore che va a leggere quest’ultimo lavoro del parmense Giancarlo Baroni, Le anime di Marco Polo (Book Editore). Un autentico avvio per un percorso poetico attraverso storia e geografie, scandito da nomi illustri di esploratori e santi (da Ulisse a San Zeno) quanto di personaggi meno conosciuti ma splendidamente emblematici (un farmacista durante la rivoluzione francese, vandalo a Notre-Dame). Sono  tutti viaggi reali ma filtrati da proiezioni fantastiche, immaginari lirici più che documentari. Le anime di Marco Polo di Giancarlo Baroni è una raccolta poetica originale, che ci fa risvegliare da un certo torpore liricheggiante dell’attuale scena italiana. Poesia dopo poesia emergono infatti le anime dei personaggi, in una lirica Continua a leggere →

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LA CONTINUA RICERCA DI VITTORINO CURCI

 

LA CONTINUA RICERCA DI VITTORINO CURCI

Liturgie del silenzio (La Vita Felice) è la recente raccolta di poesie di Vittorino Curci. Nelle quattro sezioni, Doni terrestri, Elogio dei viventi, Cronache del disamore, Appartenere a un tempo, l’arma del silenzio discende dalla coscienza dell’oblio con coraggio per guardare oltre la reivenzione del tempo umano. Si spalancano scene trasfigurate affidandole ai versi in costante dislocazione dal sé e dall’altro. L’unico luogo abitabile è il silenzio per imparare e disimparare lo sradicamento del passato che spesso si ripresenta con un retrogusto amaro, imperfetto. La continua ricerca di Vittorino Curci si spinge verso il riconoscimento della purezza dell’umanità. L’approdo è Continua a leggere →

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LA POESIA DI DARIO BELLEZZA

LA POESIA DI DARIO BELLEZZA

Non si è mai parlato tanto di Dario Bellezza come nei due mesi che hanno preceduto la sua morte, trascurando tuttavia il suo lavoro di scrittore e sfruttando cinicamente il suo caso umano. Lui se ne rammaricava con gli amici, consapevole della responsabilità di aver alimentato negli anni il suo personaggio disegnato dentro una condizione maledetta di stampo tardo-romantico segnata dalla “dannazione” (sua parola) dell’omosessualità. Proprio in quella circostanza, Bellezza aveva previsto il silenzio più assoluto dopo la sua morte. Come puntualmente si è verificato, in un’assenza critica tanto più evidente nei confronti del suo lavoro di poeta perché avvenuta a fronte di esaltazioni pseudocritiche, in questi anni, di poeti inconsistenti o molto meno consistenti di quanto fosse lui. La mancanza del Continua a leggere →

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LA BAMBINA DI RENZIA D’INCÀ

LA BAMBINA DI RENZIA D’INCÀ

L’ultimo libro di versi di Renzia D’Incà, Bambina con draghi (Biblioteca dei Leoni), sta ricevendo l’attenzione di non pochi critici. Avendo personalmente partecipato a recenti presentazioni di questa opera, mi occorre di notare che ci siano tre possibili distinti tipi di approcci o punti di vista/lettura che alla fine risultano complementari: uno riguarda la tematica “femminile”, l’orgoglio e la fierezza di una donna che esplora anche con ironia la spesso drammatica condizione psicologica e umana del mondo-donna di oggi anche nella nostra società. L’altro approccio è una inesausta indagine sulla psiche, nella infinita gamma delle situazioni, condizioni, trappole, che soprattutto la famiglia d’origine (col dualismo fratello maggiore/padre) e la vita di coppia possono presentare: si deve osservare Continua a leggere →

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IL PRESENTE INSONORIZZATO DI TOMMASO DI FRANCESCO

IL PRESENTE INSONORIZZATO DI TOMMASO DI FRANCESCO

Esiste una poesia che dichiara esplicitamente i suoi temi e le sue occasioni, la sua postura e la sua pronuncia davanti ai fatti dell’esistenza. È questa una poesia sempre databile, parafrasarle, disposta più o meno volentieri, cioè più o meno consapevolmente, a farsi leggere e archiviare entro il cosiddetto spirito del tempo e le sue medesime occasioni: il maggioritario poetico, indipendentemente dalla qualità dei versi, oggi ad altro non ambisce, infatti, se non alla tempestività e alla memorabilità della propria dizione. Cinquant’anni oramai di scritture poetiche, unitamente a prose di racconto e di romanzo, collocano viceversa la parabola di Tommaso Di Francesco su un versante di infungibilità e di consapevole, vigile e non meno rigorosa, alterità rispetto all’orizzonte di attesa. La sua costellazione Continua a leggere →

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I CLASSICI NELLA POESIA DI RENATO MINORE

I CLASSICI NELLA POESIA DI RENATO MINORE

Che Renato Minore abbia intitolato la sua raccolta di poesie, Nella notte impenetrabile (Passigli Editore), con una citazione del più enigmatico autore della letteratura latina non è soltanto un omaggio a Petronio, di cui vengono tradotti, nell’ultima sezione, alcuni versi del Satyricon (dove nocte soporifera, con aderenza analogica, viene tradotta “nella notte impenetrabile”). È anche, credo, un accostamento ideale, una sintonia allusiva con quella mobilità di registri e quella levità di passo che aveva indotto Nietzsche a definire Petronio “piedi di vento”: di un vento che “guarisce ogni cosa, costringendo ogni cosa a correre”. L’apertura di un orizzonte circolare è già attuata nella prima sezione, “A chi contempla il cielo in una notte stellata”: dove la poesia diventa raggio cosmico, conquista antropologica e ascolto interiore in una interazione metafisica ed esistenziale di rara intensità e lucidità. In un Continua a leggere →

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IL TEMPO NELLA POESIA DI SANDRINO AQUILANI

 

IL TEMPO NELLA POESIA DI SANDRINO AQUILANI

Ora che mi trovo a introdurre questa nuova raccolta poetica di Sandrino Aquilani, C’è tanta poesia (Sprint Edizioni), mi rendo conto che non è semplice trovare una definizione adeguata, così completa da rappresentare la fisionomia e lo spessore della persona. È un uomo dal carattere versatile e poliedrico, interessato a conoscere la Vita in tutti gli aspetti che la caratterizzano: le sue esperienze spaziano in tutti gli ambiti, dal politico al sociale al culturale. In ogni campo da lui frequentato ha gettato semi che sono cresciuti nel tempo fino a diventare piante rigogliose: progetti e iniziative da lui organizzati si sono trasformati in occasioni per dare il giusto valore a temi legati al sociale e, in generale, al mondo della cultura. Nelle stesse poesie troviamo traccia di questa “ricchezza” di contenuti che Continua a leggere →

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LA ROMA DI ELIO FILIPPO ACCROCCA

LA ROMA DI ELIO FILIPPO ACCROCCA

Elio Filippo Accrocca (1923 ̶ 1996) è uno dei maggiori interpreti della poesia italiana del secondo dopoguerra: nelle sue liriche, improntate ora a una pensosa consapevolezza della realtà, ora a una vivace simbologia, ora a una volontà di sperimentazione, è costante la presenza di Roma. Dal suo sodalizio con gli amici pittori e soprattutto con Vespignani, Buratti e Muccini nacque il cosiddetto “Gruppo di Portonaccio”. Le sue tre prime raccolte di poesie, composte prevalentemente negli anni del secondo dopoguerra (Portonaccio, 1949; Caserma 1950, 1951; Reliquia umana, 1955, ripresi poi e confluiti, con altri versi scritti anche prima del 1949, in Ritorno a Portonaccio, 1959) delineano l’immagine di una sofferta presenza umana che, al di là dell’occasione  ̶  la guerra, la vita di caserma, Continua a leggere →