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UNA POESIA DI ACCROCCA MUSICATA DA JOE NATTA

UNA POESIA DI ACCROCCA MUSICATA DA JOE NATTA

Anche gli alberi un tempo erano croci. / Appesi ai rami d’ombra agonizzavano / i miei fratelli, il sole dentro gli occhi. / Perduta era dell’anima l’effigie / umana, sconosciuta ogni parola / era tra i simili, scomparso / tutto dell’uomo il seme e la misura. / Tutto passò in delirio: la memoria, / torbido lago ove affluisce il cuore, / sarà specchio di immagini e di nomi. / Torno a scoprire i morti ad uno ad uno, / incustodite ceneri, a ridire / il nome dei compagno come in una / segreta antologia.

 

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ZANZOTTO FISICO E METAFISICO

ZANZOTTO FISICO E METAFISICO

Notava Eugenio Montale in un suo memorabile intervento dedicato a La Beltà, che in Andrea Zanzotto si esprime “il tragico dissidio tra quella che i cristiani dicono anima e ciò che gli scienziati dicono psiche”. Indicando questo nodo, Montale coglieva nel segno circa attualità e futuri sviluppi dell’opera del poeta, illuminandone tecniche e strategie messe in atto nel rispondere per via scrittoria a tale rilevazione, a tale insopito, rinascente bisogno di Continua a leggere →

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I POEMETTI DI OTTIERI

I POEMETTI DI OTTIERI

Per la prima volta riuniti in un unico volume, i tre Poemetti autobiografici di Ottiero Ottieri Vi amo. L’infermiera di Pisa. Il palazzo e il pazzo (Einaudi, prefazione di Valerio Magrelli) mostrano la continuità che li lega e appaiono ancora più potenti. Sono tre monologhi torrenziali, un’unica confessione estrosa e tragicomica in bilico tra la sanità e la malattia, il privato e il politico, la follia e il desiderio sfrenato. L’ironia è la chiave di questa partitura in tre Continua a leggere →

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BASSANI POETA

BASSANI POETA

2. Ma riannodiamo il filo. Giorgio Bassani poeta. Anzi, dovremmo dire Bassani tout court, visto che lui stesso si è sempre definito “poeta”. Oggi una dichiarazione secca come questa “Sono un poeta, sostanzialmente un poeta” suonerebbe perlomeno curiosa. Perché? Perché i romanzieri di oggi non leggono più poesie, né tantomeno le scrivono (e si vede, verrebbe da aggiungere: vogliono tanto imitare gli americani, ma non hanno capito che probabilmente l’unico modo per dare velocità e icasticità alla propria prosa – velocità e icasticità così insite invece nella lingua inglese, mono e Continua a leggere →

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UNA POESIA DI RUFFILLI MUSICATA DA JOE NATTA

UNA POESIA DI RUFFILLI MUSICATA DA JOE NATTA

SERVI DEL MONDO

Le falsità / dell’intelletto, / gli oscuri mostri / del pensiero, / l’effetto / delle vane immagini / sul cuore, / l’eterno ricorso / alle risorse dell’amore, / l’ombra del vero eluso / senza reale soluzione.  / Con solo un dato certo / in fondo / neppure più / la previsione, / del tempo perso / per servire il mondo.

PER I SUOI SETTANT’ANNI

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LUCINI DECADENTE E SCAPIGLIATO

LUCINI DECADENTE E SCAPIGLIATO

Gian Pietro Lucini è stato un poeta ribelle, animato da intenti rivoluzionari, insofferente all’ipocrisia e al perbenismo di facciata. Una sorta di anarchico-democratico si potrebbe dire, i cui versi trasudano sentimenti di vendicazione. Ma dietro l’outrance verbale di Lucini si percepisce un piglio sarcastico, un’ironia seria, amara, dolorosa. Dietro le sue parole composite e volgari si cela un’anima che pena, un cervello ardito, un cuore ferito che può sembrate crudele. Tutta questa umanità attrasse non solo i futuristi pirotecnici ma anche dei giovani. Difatti Lucini fu invitato a scrivere su Quartiere latino, rivista che ebbe pochi numeri ma con un Lucini sempre in prima fila, lui che pure ha Continua a leggere →

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UNA POESIA DI BIGONGIARI MUSICATA DA JOE NATTA

UNA POESIA DI BIGONGIARI MUSICATA DA JOE NATTA

IL MISTERO DELL’AMORE

Come se avessi scelto di non desiderarti

per tenerti all’interno stesso del desiderio

 

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‘GLI STRUMENTI UMANI’ DI SERENI

‘GLI STRUMENTI UMANI’ DI SERENI

Nel rileggere gli Strumenti umani  (Il Saggiatore) di Vittorio Sereni ci si sente ancora oggi divisi tra due sensazioni contrastanti, già segnalate a suo tempo da Cesare Garboli: quella di essere «ospiti, assolutamente indiscreti» di questi versi, trovandoci tuttavia di fronte a un «discorso che ci riguarda strettamente da vicino», sospesi davanti «all’impossibile epifania di un segreto» che parla a nome di tutti (Garboli, 1968, p. 165). La concretezza, l’oggettivazione che spingeva Sereni a non inventare mai nulla («in genere io sono pignolo su questi dati», scrive a Continua a leggere →

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PALAZZESCHI E IL MELODRAMMA

PALAZZESCHI E IL MELODRAMMA

Recita con arguzia una poesia del tardo Aldo Palazzeschi di Via delle cento stelle intitolata Il melodramma: «Non v’è dubbio che lo spirito italiano / del nostro ultimo tempo / si sia temprato al fuoco del melodramma. / Il melodramma è l’esponente / di questa nostra ormai invecchiata / ma ancora resistente civiltà. / Accettata tale premessa / resta solo da domandarci / se l’italiano / melodrammatico per natura / abbia creato il melodramma / o il melodramma abbia creato lui / melodrammatico di conseguenza». Sta di fatto che fin da giovane, con assoluta precocità, Aldo Palazzeschi Continua a leggere →

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PER I SETTANT’ANNI DI PAOLO RUFFILLI

PER I SETTANT’ANNI DI PAOLO RUFFILLI

Per i settant’anni di Paolo Ruffilli (è nato il 4 luglio del 1949) il blog di Italian Poetry propone all’attenzione ciascuno dei suoi libri di poesia attraverso la recensione di un noto critico. Nell’ordine: Piccola colazione (Garzanti, 1987) letto da Giuseppe Pontiggia, Diario di Normandia (Amadeus, 1990) letto da Vittorio Sereni, Camera oscura (Garzanti, 1992) letto da Andrea Zanzotto, La gioia e il lutto (Marsilio, 2001) letto da Luigi Baldacci, Le stanze del cielo (Marsilio, 2008) letto da Dario Fo, Affari di cuore (Einaudi, 2011) letto da Daria Galateria, Natura morta (Aragno, 2012) letto da Elisabetta Brizio. Con gli auguri di Italian Poetry, Poetry International e Lyrikline.