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LA PESTE: ANTOLOGIA DI POESIE SUL COVID SECONDA PARTE

LA PESTE

Antologia di poesie sul coronavirus  Seconda parte   

Carla Baroni, Lorenzo Bonadè, Francesca R. Brandes, Ennio Cavalli, Daniele Cavicchia, Alfredo Alessio Conti, Vittorino Curci, Massimo Dalle Luche, Roberto Dall’Olio, Claudio Damiani, Antonio Donadio, Roberto Donati, Sara Fruner, Sonia Giovannetti, Maria Gloria Grifoni, Mauro Imbimbo, Paola Mancinelli, Franco Manzoni, Tiziana Marini, Roberto Pacifico, Rita Pacilio, Umberto Piersanti, Giuliana Piovesan, Nadia Scappini, Umberto Segato, Enza Silvestrini, Lilia Slomp, Alessio Vailati, Rodolfo Vettorello, Gian Mario Villalta Continua a leggere →

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LA PESTE: ANTOLOGIA DI POESIE SUL COVID PRIMA PARTE

LA PESTE

Antologia di poesie sul coronavirus – Prima parte

Franca Alaimo, Pierluigi Ambrosini, Lucianna Argentino, Giancarlo Baroni, Raffaella Bettiol, Franco Buffoni, Corrado Calabrò, Anna Maria Carpi, Carmelo Consoli, Fabio Dainotti, Francesco Dalessandro, Renzia D’Incà, Annamaria Ferramosca, Zairo Ferrante, Lucia Gaddo, Gianfranco Jacobellis, Renato Minore, Maria Grazia Nigi, Paolo Ottaviani, Paola Parolin, Nicola Romano, Andrea Rompianesi, Pierangela Rossi, Paolo Ruffilli, Irene Santori, Evaristo Seghetta, Antonio Spagnuolo, Claudia Manuela Turco, Stefano Vitale, Stefano Zangheri Continua a leggere →

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LA POESIA DI NADIA SCAPPINI

LA POESIA DI NADIA SCAPPINI

Da quanto tempo conosco Nadia Scappini? Leggo sul primo libro ricevuto da lei, “e tuttavia Ti cerco” (Áncora edizioni), una dedica datata 17 aprile 2008, stesso anno della pubblicazione. Un secondo libro del 2008, “Il ruvido mistero” reca la dedica del 20 settembre di quell’anno: ma, più importante, la dedica stessa mi rimanda a una poesia per il figlio che ha guadagnato “il valore smisurato di essere padre” contenente la citazione di un mio verso tratto sul diventare padre: dunque ci conosciamo da prima. Da quegli anni la comunicazione reciproca di bellezza e poesia, il lavoro comune di conoscenza e incontri non hanno fatto che crescere – e l’amicizia: la dedica che Nadia mi ha scritto Continua a leggere →

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‘LE ORE SALVATE’ DI ZINNA

‘LE ORE SALVATE’ DI ZINNA

Nella silloge Le ore salvate (Fondazione Thule) Lucio Zinna raccoglie la produzione poetica dell’ultimo decennio (2009-2019). Come afferma Tommaso Romano nel risvolto di copertina, essa si connota per il ventaglio tematico, percorso dal fundus unificante della dispersività del tempo […]. Ne deriva l’esigenza di salvaguardare quei frammenti esistenziali che si rivelano sintonici con la nostra vita spirituale […]. Un tempo sottratto a forme di usura e depotenziamento: in senso lato, nel concetto stesso (come in titulo) di “ore salvate”. Questa tematica di un lacerante sentimento del tempo è stata peraltro sempre consona alla ricerca di Zinna, che nella transitorietà e fugacità dell’essere, nella caotica entropia universale, ha cercato di salvare quei momenti più duraturi e fermi, più ricchi di Continua a leggere →

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L’INCANTO DELL’ANGOSCIA NELLA POESIA DI RUFFILLI

L’INCANTO DELL’ANGOSCIA NELLA POESIA DI RUFFILLI

di Tommaso Di Dio

Sebbene questo libro affondi le radici nel lungo percorso pluridecennale di scrittura di Paolo Ruffilli, ciò che stupisce subito è che sia scritto con una grazia e una levità sorprendenti: quasi in un ritrovato candore. È come se tutto il percorso di scrittura del suo autore, il suo lavoro di saggista (ricordiamo i suoi lavori su Ippolito Nievo e su Leopardi), di narratore e di traduttore che ha costellato tutta la sua vita (di cui forse vale la pena ricordare la traduzione del fortunato libro Il profeta di Khalil Gibran nel 1989 e nel 2018 e il Gitanjali di Rabindranath Tagore del 1993) trovi qui in questo ultimo volume l’occasione di raccogliersi e di mostrarsi in una rara compattezza. Dico compattezza perché il libro Le cose del mondo (Mondadori, 2020) non è una semplice raccolta di poesia, ma un vero Continua a leggere →

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UNA POESIA DI UMBERTO SABA MUSICATA DA JOE NATTA

UNA POESIA DI UMBERTO SABA MUSICATA DA JOE NATTA

AMAI

Amai trite parole che non uno / osava. Mi incantò la rima fiore amore, / la più antica difficile del mondo. / Amai la verità che giace al fondo,  / quasi un sogno obliato, che il dolore / riscopre amica. Con paura il cuore / le si accosta, che più non l’abbandona. / Amo te che mi ascolti e la mia buona / carta lasciata al fine del mio gioco.

Umberto Saba

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GRAMIGNA: ‘QUELLO CHE RESTA’

GRAMIGNA: ‘QUELLO CHE RESTA’

Quello che resta è il titolo dell’ultima raccolta di poesie di Giuliano Gramigna, pubblicata nella collana Lo specchio di Mondadori nel 2003. I versi sono stati divisi in sei stanze poetiche. Nella prima, In seduta, la poesia di Gramigna si dispiega a partire da una seduta d’analisi che si fa luogo in cui pure una domanda resta disattesa: «Perché non mi chiede mai/ se non stato felice?(…)» e traccia un solco leggero di parole, insieme intimo e coltissimo nei suoi discreti rimandi, nelle sue giocose allusioni. Alla ricerca di una «rima per l’udito/ la vista ormai è persa»; eppure c’è la consapevolezza che chi «rifiuta il potere della lingua/ voltato verso l’angolo vuoto della sua mente (…)» si vota alla Continua a leggere →

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MOTO E RESISTENZA DELLE COSE IN PONTIGGIA

MOTO E RESISTENZA DELLE COSE IN PONTIGGIA

Di fronte a Il moto delle cose di Giancarlo Pontiggia (Mondadori), con cui, sotto i migliori e più coerenti auspici, rinasceva la gloriosa collana dello «Specchio», qualcuno potrebbe essere tentato di rivisitare i tradizionali luoghi comuni del più retorico umanesimo. E di parlare dei valori eterni della classicità, degli ideali perenni, o al contrario della seduzione del nichilismo, del perdere il presente: per poi magari fermarsi qui. Certo, Pontiggia non prescinde mai dalle grandi voci del passato, tuttavia uno degli aspetti forse più vivi di questa poesia, e più vicini al lettore di Continua a leggere →

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LA CONTIGUITÀ DELLA FINE IN NOOTEBOOM

LA CONTIGUITÀ DELLA FINE IN NOOTEBOOM

Con quanta voracità l’arte replica l’essenza delle cose, e la nostra eterna fame sembra placarsi nel “desiderio nero inchiostro”. Ogni poesia di Cees Nooteboom è anche un piccolo quadro: scorcio di una scena, ritratto, natura morta. Vi si rivelano di colpo la breve luce del giorno, il silenzio “travestito da voluttà notturna” intorno alla casa, un uomo nel giardino d’inverno, una donna nella foschia, la “dolce visione di una sera d’estate” mescolati agli spettri neri usciti dai sogni. Ma i quadri si affrancano dal pittore e la loro materia diventa un altro pensiero: un dialogo con se stesso per gli altri, per penetrare nuotando nell’enigma della fine dove c’è profumo di tempo infinito e cupo presagio Continua a leggere →

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RICORDO DI GABRIELE GALLONI

RICORDO DI GABRIELE GALLONI

Ho impiegato tre giorni per rileggere l’opera completa di Gabriele Galloni, come ho impiegato tre giorni per trovare la forza di mettermi di fronte a questo poeta ragazzo e amico, morto improvvisamente, e scrivere qualche parola in ricordo, pervasa dallo sgomento per la sua perdita inaspettata e insieme accompagnata dalla luce ctonia della sua parola poetica, che nella mia mente andava continuamente a illuminare il suo corpo ormai inerte, tanto che a un certo punto la sua poesia e il suo corpo si andavano presentificando a vicenda, creando una corrente energetica Continua a leggere →