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POESIA BORDERLINE: ‘CORAGGIO’ DI CINZIA CAVALLO

POESIA BORDERLINE: ‘CORAGGIO’ DI CINZIA CAVALLO

a cura di Lorenzo Bonadè

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LA CASA DI MARINO MORETTI

LA CASA DI MARINO MORETTI

Sul Porto Canale Leonardesco di Cesenatico, ci troviamo di fronte alla Casa Museo di Marino Moretti (piccolo consiglio: non lasciatevi scoraggiare dalla porta chiusa, nei giorni di apertura al pubblico, per accedervi bisogna sempre suonare il campanello) e varcata la soglia d’ingresso, ci accoglie una preparatissima e simpatica guida pronta a farci da Cicerone durante la visita, totalmente gratuita. Con autentica passione ci mostra, uno ad uno, tutte le stanze dell’abitazione. Ad eccezione di qualche piccolo adeguamento resosi necessario per via del trascorrere del Continua a leggere →

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PASOLINI E IL DIALETTO FRIULANO

PASOLINI E IL DIALETTO FRIULANO

L’esordio poetico di Pier Paolo Pasolini è nel dialetto di Casarsa luogo amato dei suoi soggiorni estivi dove egli scopre la vita e la natura. Il dialetto di questa zona occidentale del Friuli, sul lato destro del Tagliamento, è un dialetto che il poeta usava nella vita quotidiana e senza alcuna tradizione letteraria, era la lingua materna incontaminata ed estranea alle forme moderne che veniva usata in quel piccolo idilliaco mondo. Pasolini individua nel dialetto la lingua intatta dalle contaminazioni della letteratura e della vita borghese sulla quale può agire con una spontanea Continua a leggere →

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I PERCORSI UMANI DI NADIA SCAPPINI

I PERCORSI UMANI DI NADIA SCAPPINI

Topografie interiori (Reverdito Editore). Nadia Scappini, poetessa e narratrice, instancabile promotrice culturale, da donna orgogliosa di esserlo è consapevole che la condizione femminile deve essere cantata sia in poesia che in prosa con tutte le coordinate storiche e culturali a disposizione. Cultura e sensibilità convergono in lei rendendola capace di scavare nell’animo umano al di là del genere di appartenenza per coglierne i vari aspetti e riconoscerli in situazioni diverse, sempre con estremo tatto e con una scrittura dal tratto particolare, deciso, senza orpelli inutili, ma con la Continua a leggere →

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LA STORIA SECONDO MARIA GLORIA GRIFONI

LA STORIA SECONDO MARIA GLORIA GRIFONI

La storia, nei tre poemetti raggruppati nella raccolta Nei suk della storia (Biblioteca dei Leoni), non è vista da Maria Gloria Grifoni come “maestra di vita”, bensì come caos, come un mercato dove si vendono e comprano merci, si contratta e vocia. Con un linguaggio che a tratti si colora di visionarietà, l’Autrice, fin dai versi introduttivi del primo poemetto, A come America, tratteggia un ritratto sconcertante e negativo della società contemporanea. La descrive infatti come una società allo sbando, corrotta, malata di consumismo, senza più punti di riferimenti e solidi valori, nella quale non sembra esserci più posto per i sentimenti e la spiritualità. Nell’individuo prendono il sopravvento le Continua a leggere →

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JACOBELLIS: IL MISTERO DEL MARE

JACOBELLIS: IL MISTERO DEL MARE

In questo poema di Gianfranco Jacobellis Il fantasista del mare (Biblioteca dei Leoni) si esplora l’imperscrutabile mistero del mare, nella sua dimensione insondabile e chimerica: “Per non profanare / il potere del segreto / non si può risalire / all’inizio del tempo / senza sprofondare / in un mare / che non ha fondale / nel vagare eterno / nella stratosfera / a vincere è il vuoto.” (Il vuoto). La poesia è l’eco dell’infinito: “Raccolgo la poesia / che la vita mi mostra / con lei partecipo / vivendoci dentro / ma pensando in alto / sopra di lei / per intercettare / gli attimi eterni / che mai compongono la fila / ma sono dispersione / eco dell’infinito.” (L’eco dell’infinito). L’arte della parola fiorisce in Continua a leggere →

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ANTONIO SPAGNUOLO: INTERVISTA SULLA POESIA

ANTONIO SPAGNUOLO: INTERVISTA SULLA POESIA

Antonio Spagnuolo qual è lo “stato di salute” della poesia in Italia? E quello dei poeti?

Domanda piuttosto contorta! E’ oltremodo difficile poter esaminare lo “stato di salute” dell’attuale poesia italiana. Si affacciano all’agone troppe firme che spesso sono insignificanti, o diverse firme che , sostenute da una editoria così detta “grande”, vengono accettate come punti di riferimento, nel mentre non sono altro che poca cosa, sia per i contenuti, che per le forme di scrittura. Attualmente possiamo incontrare qualche ottimo elemento nella piccola Continua a leggere →

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ALOISE IL POETA CHE AMA LA MUSICA

ALOISE IL POETA CHE AMA LA MUSICA

Le sue liriche sono contrappuntate da una sorta di saudade brasiliana, quello struggimento tipico di chi è , obtorto collo, obbligato a lasciare le sue radici, salvo riappropriarsene ad ogni ritorno con sempre rinnovata passione, celebrando il tempo che fu, l’infanzia, il paese, i sogni spezzati e l’immutabilità dei luoghi ancestrali che trasudano di un antico dal quale non ci si può distaccare, neanche se si vive a diversi chilometri di distanza. Il poeta in questione è Pietro Aloise, cosentino di Bucita (San Fili) da dove andò via nel 1954, appena undicenne, emigrando a Roma, insieme alla madre, per necessità. Ma Pietro Aloise non ha mai reciso il legame con la sua terra, vivificandolo anzi ad Continua a leggere →

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CLAUDIA M. TURCO: TRA IMMAGINARIO E REALE

CLAUDIA M. TURCO: TRA IMMAGINARIO E REALE

Le parole con cui veniamo accolti sulla soglia d’ingresso di questo libro Il centauro malato (Robin) sono un’indicazione spaziale, le coordinate di un luogo, “Nella Vallata dei Mughetti”, e una dedica in lingua inglese “A Mughy, Lily of the Valley, from glen to glen”. È un esordio adeguato, lo si capisce leggendo il libro ma anche pensando ad altri lavori di Claudia Manuela Turco, alias Brina Maurer. Dire (e dirsi) che, a dispetto di tutto, esiste ancora in qualche luogo del mondo e del tempo una simile Vallata, non vuol dire chiamarsi fuori dagli slings and arrows of outrageous fortune, per dirla in modo amleticamente sintetico, né cercare un’Arcadia tanto bella quanto Continua a leggere →

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GLI SPAESAMENTI DI CURCI

GLI SPAESAMENTI DI CURCI

Liturgie del silenzio di Vittorino Curci (La vita felice, 2017) è un libro che parla di spaesamenti e lo fa con una lingua a volte ostica ma mai fine a se stessa. Anche quando l’autore crea neologismi non lo fa per puro esercizio letterario ma per sottolineare questo spaesamento. “Scarnifichiamo a fondo la memoria / con i riccioli di una qualsiasi domanda”. Il silenzio è il luogo dei parlamenti serali, il posto dove rielaborare le certezze, trasfigurarle. Qui non si Continua a leggere →