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ENZO MAZZA

ENZO MAZZA

Si è spento il 7 febbraio scorso uno dei nostri piú grandi (e meno conosciuti) poeti: Enzo Mazza. Era nato a Roma il 1° gennaio del 1924. Aveva 93 anni. Fine letterato, autore di una splendida traduzione di Catullo per Guanda (1962), ha insegnato a Roma fino a che un incidente automobilistico, nel settembre 1981, non gli ha rapito sedicenne il primogenito Fabio. Ha trascorso una vita intera a scrivere poesie con cui ha dolorosamente affrontato ogni possibile frammento della sofferenza che può infliggere a un nucleo familiare una simile perdita. Ha pubblicato varie raccolte, Continua a leggere →

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L’ESPRESSIONISMO DI JOLANDA INSANA

L’ESPRESSIONISMO DI JOLANDA INSANA

Con Jolanda Insana se ne va l’ultima fattucchiera della lingua poetica novecentesca, la poetessa dell’alterco espressionista, il rovescio di Quasimodo e l’altra faccia di una terra, come la Sicilia, feconda di grandi narratori ma avara di veri poeti. È pur vero che Insana, nata nel 1937 a Messina, dove si sarebbe poi laureata in filologia classica, era originaria di Monforte San Giorgio, dunque di quel lembo tirrenico del messinese segnato dalle presenze di Lucio Piccolo e Bartolo Cattafi, al cui cospetto i versi di Insana stanno come la prosa di D’Arrigo a quella di Vittorini (e non Continua a leggere →

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PER MARIO LUZI

PER MARIO LUZI

L’esistenza è una colpa, già prima del cristianesimo e del peccato originale. La filosofia greca, quella in qualche modo riversa sull’uomo, nasce con il frammento di Anassimandro che parla della hýbris con cui ognuno di noi, venendo al mondo, osa offendere l’originario accordo e la perfezione dell’ápeiron, l’illimite. Ma è una colpa incolpevole quella per cui Mario Luzi quasi arriva a deplorarsi per aver alterato la purezza del non-essere. Proprio Mario Luzi, che, da grande poeta, semmai l’essere lo ha accresciuto di significati, nel rivestirlo di un senso e nel configurarne l’oscuro Continua a leggere →

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MARIO SPECCHIO POETA

MARIO SPECCHIO POETA

“Pittore che hai finito i tuoi colori / dipingi con il sangue / non lasciare / interrotto il ritratto della vita…” Sono versi tratti da “Congedo”, A piene mani, (Vallecchi, Firenze, 1974). La poesia di Mario Specchio è scritta con il sangue, non con l’inchiostro. È vita, o meglio quella parte di vita quasi inafferrabile che supera la vita stessa e si innalza verso l’eterno facendosi cosa quasi immortale. Mario Specchio è il poeta della Nostalgia di Ulisse, raccolta nella quale ci Continua a leggere →

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SCOTELLARO: POETA E POLITICO

 

SCOTELLARO: POETA E POLITICO

Rocco Scotellaro nacque il 19 aprile del 1923 a Tricarico, da padre calzolaio e da madre sarta e “scrivana” del vicinato. Morirà il 15 dicembre del 1953, stroncato da un infarto, a Portici. Nei trent’anni della sua breve e intensa esistenza sono racchiusi tutti i segni del più grande sommovimento che abbia travolto il Sud nel Novecento: il ridestarsi di un mondo contadino e bracciantile per certi versi fino a quel momento “fuori dalla Storia”, o comunque Continua a leggere →

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IL PAESAGGIO IN CAMILLO PENNATI

IL PAESAGGIO IN CAMILLO PENNATI

C’è un movimento di contiguità e di traducibilità tra il «linguaggio delle cose» e il «linguaggio degli uomini», è questo l’assunto base della poetica di Camillo Pennati, a cui il poeta è sempre rimasto fedele. La forma-poesia in Pennati diventa un luogo di mediazione tra il linguaggio delle «cose» e il linguaggio poetico, un processo: le lingue divengono, divergono, si trasformano e infine tacciono. Così anche i linguaggi poetici divengono, divergono e si trasformano, e questo divenire non è soltanto un moltiplicarsi della confusione, infinito diversificarsi; proprio questo Continua a leggere →

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SERGIO CORAZZINI CREPUSCOLARE

 

SERGIO CORAZZINI CREPUSCOLARE

In contrasto con la poesia altisonante del Carducci e del D’Annunzio, e sulla scia di un Pascoli minore, i versi di Sergio Corazzini, alimentati dalla poetica del decadentismo francese, vengono definiti “crepuscolari”, dapprima in senso riduttivo; saranno poi rivalutati, rispetto a quelle grandi e ormai canonizzate figure, come portatori di una disposizione nuova nel percorso novecentesco che va fino a Montale o a Pasolini. Caratteri propri dei Crepuscolari Continua a leggere →

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LA POESIA DI PAOLO FABRIZIO IACUZZI

LA POESIA DI PAOLO FABRIZIO IACUZZI

La cifra di Paolo Fabrizio Iacuzzi si è sempre segnalata in un sorprendente equilibrio, nella sua poesia, tra elementi della tradizione e tecniche linguistiche e metriche della contemporaneità. Cifra che una volta di più si riconferma nella sua ultima raccolta, Folla delle vene (Corsiero Editore). Le ascendenze liriche alte della poesia di Iacuzzi, condotte a originale sviluppo nel segno di un metaforismo di succo illuministico e a specchio di quel passaggio di distensione che si può verificare per esempio da Bigongiari a Caproni, hanno trovato compimento nel progetto di Continua a leggere →

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GOVONI TRA CREPUSCOLARISMO E FUTURISMO

GOVONI TRA CREPUSCOLARISMO E FUTURISMO

Corrado Govoni, poeta italiano ferrarese, era nato nel 1884 in una famiglia di agricoltori e non aveva mai completato i suoi studi. Questo non gli aveva impedito di dedicarsi all’arte poetica e di esordire prima dei vent’anni con le sue prime composizioni. Destreggiandosi tra poesia e narrativa, Corrado Govoni collaborò a diverse riviste letterarie e alcuni suoi scritti apparvero su Lacerba, rivista fondata nel 1913 da Giovanni Papini e Ardengo Soffici. Collaborò Continua a leggere →

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PALAZZESCHI L’INCENDIARIO

PALAZZESCHI L’INCENDIARIO

Aldo Palazzeschi mette in atto una versificazione giocata sul piacere, irragionevole ed impudente, della pura sonorità. Basta citare la canzonetta E lasciatemi divertire! della raccolta L’incendiario per capirlo: “Infine io ò pienamente ragione, / i tempi sono molto cambiati, / gli uomini non dimandano / più nulla dai poeti, / e lasciatemi divertire!” Viene maliziosamente da pensare se questo modo di concepire il ruolo e la condizione del poeta non sia dovuto, in realtà, ad una mancanza di talento poetico, per cui l’autore si giustifica adducendo come Continua a leggere →