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LA FENOMENOLOGIA DI RUFFILLI

LA FENOMENOLOGIA DI RUFFILLI

Le cose del mondo di Paolo Ruffilli (Mondadori) è una vera e propria summa fenomenologica, filosofica e filologica, sostenuta e scandita da una spiccata e sottile musica di ritmi e rime. Nel percorrere le 6 sezioni e i 167 pezzi della raccolta, ben si coglie come, attraverso le vicende e le cose del mondo, si trascorra dall’esistenziale all’essenziale, culminando il tutto nel fondamentale interrogativo circa il nostro essere-in (e di) parole. E sembra talvolta che Continua a leggere →

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UNA POESIA DI PATRIZIA CAVALLI MUSICATA DA JOE NATTA

UNA POESIA DI PATRIZIA CAVALLI MUSICATA DA JOE NATTA

IO SCIENTIFICAMENTE MI DOMANDO

Io scientificamente mi domando / come è stato creato il mio cervello, / cosa ci faccio io con questo sbaglio. / Fingo di avere anima e pensieri / per circolare meglio in mezzo agli altri, / qualche volta mi sembra anche di amare / facce e parole di persone, rare; / esser toccata vorrei poter toccare, / ma scopro sempre che ogni mia emozione / dipende da un vicino temporale.

Patrizia Cavalli

 

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LE VOCI DI LAURA PIERDICCHI

LE VOCI DI LAURA PIERDICCHI

In una ottima stesura che potremmo dire classicheggiante le poesie di Voci tra le pieghe dei passi (Edizioni del Leone) di Laura Pierdicchi hanno spazi notevolmente ampi , quasi a riempire la pagina, a tratti con versi ritmati e musicali ,a volte con frasi in prosa echeggianti mottetti o epigrammi. “La prima luce sorge dal mistero. Dalla scintilla Continua a leggere →

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I PASSI DI LILIA SLOMP

 

I PASSI DI LILIA SLOMP

Pass dopo pass di Lilia Slomp (Biblioteca dei Leoni). Dal Trentino questi sonetti che inducono a più di una riflessione. Intanto la forma. Il sonetto continua a esercitare, nella perfezione formale, un fascino che attrae e mette alla prova le capacità anche espressive di un autore (ricordiamoci di Eliot). Quando poi viene proposto in dialetto Continua a leggere →

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LA POESIA DELLA SETTIMANA: DE ANGELIS

Milo De Angelis

MI ATTENDONO NASCOSTI

Mi attendono nascosti. Talvolta
li ho portati alla vita, al grande
alfabeto del momento. Ma loro tornano lì,
muti, si stringono a un palo,
non ne vogliono sapere. E il mondo
sembra un’eco della frase
che non trovano più, caduti nel buio
di un gesto qualunque, un sabato,
in un centro commerciale.
Parlo di eroi,
naturalmente, corpi che avevano una spina
sul quaderno.

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LE PAROLE DI VITA DI NADIA SCAPPINI

LE PAROLE DI VITA DI NADIA SCAPPINI

Quando si racconta di madri e di luoghi e d’amore per le prime e per i secondi, quando si ammantano di un cielo misericordioso, immenso e quotidiano, tutti i ricordi e le figure che ci hanno segnato in qualche modo, quando si benedice l’entrata in un percorso e si torna a benedirne l’uscita aprendosi alle possibilità che la vita riserva, quando è la parola lo strumento che non arma la mano e la mente, ma le accompagna a rendere grazia, le supporta nel compito Continua a leggere →

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‘INCERTO CONFINE’ DI VITALE

‘INCERTO CONFINE’ DI VITALE

Leggendo Incerto confine (PaolaGribaudo Edizioni, illustrazioni di Albertina Bollati), del suo autore Stefano Vitale si può dire che mantiene fede, in un’epoca in cui è facilissimo perderla, a quei fondamentali canoni eterni di poesia che si chiamano chiarezza di linguaggio, calda partecipazione umana, profonda specularità delle cose della vita e del Continua a leggere →

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I ‘SALTI’ DI ANNAMARIA FERRAMOSCA

I ‘SALTI’ DI ANNAMARIA FERRAMOSCA

Annamaria Ferramosca, Andare per salti (Arcipelago Itaca). Nella scrittura poetica c’è chi vuole nascondere l’inganno, facendo credere di stare presso al mistero mentre in realtà è il vuoto a ogni passo. La natura della poesia è vicina a quel che si può definire, invece, il segreto del mondo. Pur esibendosi agli occhi umani da migliaia di anni, a ogni svolta d’epoca c’è qualcuno che se ne preoccupa e s’interroga. E più accade questo, più il mistero fa finta di Continua a leggere →

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LA NARRAZIONE DEL DOLORE IN CAVICCHIA

LA NARRAZIONE DEL DOLORE IN CAVICCHIA

Cosa mi è possibile dire, non sono un critico letterario, ma uno psichiatra, di queste parole poetiche, di questo poemetto, Il guscio delle cose (Passigli) di Daniele Cavicchia che ne continua il cammino che lo ha portato a pubblicazioni di poesia le une diverse dalle altre, le une uguali alle altre, nella profondità e nella originalità delle loro sorgenti emozionali? Non potrei non dire, cercando di rispondere a questa domanda, che la psichiatria ha a che fare con la follia che, come l’ha definita Clemens Brentano, non è se non la sorella sfortunata della poesia, e allora una Continua a leggere →

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IL DIALETTO VENETO DI ANTONIA MASO

IL DIALETTO VENETO DI ANTONIA MASO

Dopo le numerose raccolte di poesia in lingua e quella in dialetto veneto del 2012, ritorna questo estroso “diario” di Maria Antonia Maso nella lingua dei genitori, Còntame, nona (Biblioteca dei Leoni), lingua anche dell’autrice che si dimostra altamente padrona del linguaggio, usato con disinvoltura e partecipazione. In Còntame, nona, al di là del titolo, si narra ciò che viene ricordato di ieri e di oggi e in particolare di questa modernità esasperata, sempre Continua a leggere →