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TRA IMMAGINARIO E REALE

TRA IMMAGINARIO E REALE

Le parole con cui veniamo accolti sulla soglia d’ingresso di questo libro sono un’indicazione spaziale, le coordinate di un luogo, “Nella Vallata dei Mughetti”, e una dedica in lingua inglese “A Mughy, Lily of the Valley, from glen to glen”. È un esordio adeguato, lo si capisce leggendo il libro ma anche pensando ad altri lavori di Claudia Manuela Turco, alias Brina Maurer. Dire (e dirsi) che, a dispetto di tutto, esiste ancora in qualche luogo del mondo e del tempo una simile Vallata, non vuol dire chiamarsi fuori dagli slings and arrows of outrageous fortune, per dirla in modo Continua a leggere →

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UNA POESIA DI MONTALE MUSICATA DA JOE NATTA

UNA POESIA DI MONTALE MUSICATA DA JOE NATTA

Cigola la carrucola del pozzo

Cigola la carrucola del pozzo, / l’acqua sale alla luce e vi si fonde. / Trema un ricordo nel ricolmo secchio, / nel puro cerchio un’immagine ride. // Accosto il volto ad evanescenti labbri: / si deforma il passato, si fa vecchio, / appartiene ad un altro… // Ah che già stride / la ruota, ti ridona all’atro fondo, / visione, una distanza ci divide.

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LA POESIA DELLA SETTIMANA: PIETRO BRUNO

Pietro Bruno

È GIÀ MATTINO

Le cose che la notte
ha anchilosato
svegliano piano
il sonno della casa.
Sono sbadigli piccoli
ancora sul cuscino,
il brivido dell’acqua,
la maniglia,
il gorgoglio del bricco,
la spazzola che imbianca
i tuoi capelli.

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LUZI E DANTE

LUZI E DANTE

«Tutto Dante – ha affermato con icastica efficacia Mario Luzi – è un dramma che cerca di ricomporsi in una suprema catarsi e in una raggiunta armonia». In questa prodigiosa, irresistibile attrazione, in questa coltivata e partecipata tensione è dato intravedere al lettore di Luzi che sia a conoscenza dell’intera sua opera poetica quella luce ritrovata, quel sorriso colto con Dante come un inprinting dell’esistente: un inprinting rintracciato e celebrato, grazie alla poesia, oltre l’oscuro affliggente, da selva dello smarrimento che nel Novecento e nell’incipiente Duemila Continua a leggere →

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I COLORI NELLA POESIA DI VALERI

I COLORI NELLA POESIA DI VALERI

… Nelle liriche di Diego Valeri accade che, per sinestesia, ai colori si uniscono i suoni, i quali contribuiscono ad arricchire la materia poetica; ecco quindi, che i versi dell’autore acquistano un elemento in più: oltre ad essere ascoltati, come avviene comunemente, è possibile percepirli anche con l’anima. Potremo allora cogliere la voce del vento, il bisbiglio dell’acqua della laguna, il suono delle campane e persino la musica, che scaturisce da un cuore che piange o che esulta di gioia. Sono queste le emozioni che potremmo scrivere sul pentagramma poetico di Valeri dove, in linea con i poeti francesi del Simbolismo, il verso si fa suono e si può cogliere la perfetta combinazione di suono e Continua a leggere →

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LA LINEA ALBA DI ANTONIO SANTORI

LA LINEA ALBA DI ANTONIO SANTORI

Volendo cercare ciò che unisce Antonio Santori alla tradizione italiana della poesia, al di là delle molteplici possibili tangenze occasionali, l’unico vero dato assoluto e dunque significativo è l’adesione a quella predominanza musicale che lega tra di loro a doppia mandata i poeti eredi del “filone operistico”, ultimo dei quali nella modernità Giorgio Caproni. Santori ha in comune con questi poeti intimamente melomani, “compositori” che usano le parole come note, non solo la dominante della musica quale traino esclusivo della parola poetica (il ritmo che detta legge a tutto il Continua a leggere →