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I LIBRI DI CORRADO GOVONI

     

CORRADO GOVONI

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LA POESIA DELLA SETTIMANA: ADDAMO

Sebastiano Addamo

TRAMONTO
Questa luce corvina e i cavalli
impazienti battano la paglia per
la futura età senza ombre, gli alti
occhi sono spenti strisce di suoni
illuminano i deserti,
eco di sonni e labili attese
d’albe vecchie, ossari si rizzano
dappertutto,
non vogliamo nemmeno
espiare non aspettiamo più niente
parole inconsolabili
nella sera trasparente almeno fracassino
le tempie spezzino le rampe, gli spazi
corrodano una volta lasciati dagli
dei in fuga.

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LA POESIA DELLA SETTIMANA: VIGOLO

Giorgio Vigolo

STAZIONE

In sere d’eterno
diluvio m’è grato rifugio
la cupola interna
della stazione; e mi basta
sentire l’odore di zolfo
del fumo dei treni
perché subito si sfreni
la mia fantasia sedentaria
e via se ne fugga
fuor della scura tettoia
cercando nel buio dei prati
la gioia dell’erba nera

che succhia la pioggia.
Cammino su e giù per l’asfalto
di questa gran piazza coperta
che simula un vuoto mercato
o una cattedrale smessa.
I greci avevano il portico candido,
ma a noi meglio si conviene
questo fumoso chiesone
sconsacrato, ridotto a stazione.
Chiaror di lampi celebra
sotto l’arco di ferro
il puro altare delle montuose nevi.

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IL SOGNO SECONDO JACOBELLIS

IL SOGNO SECONDO JACOBELLIS

“Sulla nostra / incerta presenza / qualcosa caduto / dal piombo del cielo / disorienta l’attesa / nasconde l’amore / si frange come l’onda / che perde la riva / resta soltanto / un ripostiglio di luce / e l’ultimo suono / uscito dalla soglia: / la vita bipartita / ha perso l’ancora / e cerca la chiave / per fermare il tempo.” Così Gianfranco Jacobellis nella sua ultima raccolta A lezione di sogno (Biblioteca dei Leoni). Nel sogno le figure, i colori, i tratteggi, le illusioni, gli Continua a leggere →

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LA POESIA DELLA SETTIMANA: ACCROCCA

Elio Filippo Accrocca

IL RITORNO
Non riesco ad abituarmi
a non vederti più, a non sentirti:
è forse la condanna per chi resta?

Se avessi potuto raccogliere
nel cavo della mano la tua voce,
avrei almeno un’eco del respiro…

La tua aurora ancora scrive: è il fiato
d’una parola che rimane, il segno
della tua presenza indecifrabile.

Oggi due moto per le vie di Roma
(la stessa marca, stessa cilindrata):
ho chiamato, ma hanno accelerato.

Se ripercorro quella litoranea
o sollevo la sabbia di Lavinio,
tra le dita riaffiora il tuo profilo.

La filigrana del viso
torna a emergere dal vuoto,
come a un’estrema lente di follia…

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LE METAMORFOSI DI GIOVANNI SATO

LE METAMORFOSI DI GIOVANNI SATO

La scrittura di Giovanni Sato in Le metamorfosi del cuore (Biblioteca dei Leoni) ricalca coraggiosamente le orme dei maggiori poeti erotici della letteratura. Con la medesima esuberanza metaforica e nel rispetto delle più rigorose leggi formali, l’autore confida nell’empatia con il lettore offrendosi alle più ardite immagini “Il mio amore è un vero fuoco / che incendia le onde della mente” e “e fammi conchiglia / del tuo mare profondo”. Il tema è sempre attuale e così Continua a leggere →

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LA POESIA DELLA SETTIMANA: CROVI

Raffaele Crovi
UNA CASA
Se abbandonate
se deserte di voci
se vuote o disabitate
le case si ammalano
cominciano a creparsi
a sgretolarsi, finché diventano
un cimitero senza croci.
Perciò, almeno una volta
al mese io vado a trovare
la mia casa di campagna,
la mia solida compagna
degli anni di ragazzo,
la testimone disinvolta
delle inquietudini della gioventù:
non c’è finestra, stanza, davanzale,
in essa, a cui non abbia dato del tu.
Magari le faccio visita
senza entrare,
ma ne accarezzo i muri,
dicendo: «Sta buona, sono qui intorno,
potrai imprigionarmi, se vuoi,
la prima volta
che farò ritorno,
ma intanto non nutrirti
della muffa verde che sbuca
dalle tue pietre, combatti il tempo –
intacchi, se vuole, i calanchi,
ma non i tuoi solidi fianchi –
tu resisti, mansueta, io arrivo,
non chiuderti come una tomba,
lascia aperta la soglia,
perché entri a far riposare
il mio corpo stanco
nella tua stanza più spoglia».
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CORRADO GOVONI

CORRADO GOVONI

“Ecco che cosa resta / di tutta la magia della fiera / quella trombettina / di latta azzurra e verde, / che suona una bambina / camminando, scalza, per i campi.” Inizio questa mia conversazione su Corrado Govoni con i primi versi della poesia La Trombettina, forse uno dei testi più noti del poeta: con questa ingenuità, la purezza, una sorta di malinconia ed anche la meraviglia che è propria di uno sguardo bambino. La poesia è tratta dal libro Il quaderno dei sogni e delle stelle, pubblicato con Mondadori nel 1924, ma noi andremo molto più indietro per parlare dell’artista, Continua a leggere →

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GIORGIO BASSANI POETA

GIORGIO BASSANI POETA

…   Giorgio Bassani poeta. Anzi, dovremmo dire Bassani tout court, visto che lui stesso si è sempre definito “poeta”. Oggi una dichiarazione secca come questa “Sono un poeta, sostanzialmente un poeta” suonerebbe perlomeno curiosa. Perché? Perché i romanzieri di oggi non leggono più poesie, né tantomeno le scrivono (e si vede, verrebbe da aggiungere: vogliono tanto imitare gli americani, ma non hanno capito che probabilmente l’unico modo per dare Continua a leggere →

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MARIO SPECCHIO

MARIO SPECCHIO

… “Non combattevi contro il fato, Ulisse. / Nessuno ostacolava il tuo ritorno / ma il veleno sottile del tuo sangue / condannato alle smanie furibonde / che solo il mare conosce / quel destino / avevi maturato sotto il sole / cocente sulle spiagge della Troade.” Ulisse è l’uomo che non sa assaporare le gioie perché spinto dalla  continua smania di ricerca verso l’ignoto ed è anche Faust, personaggio che Mario Specchio aveva già affrontato in una traduzione Continua a leggere →