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LA POESIA DELLA SETTIMANA: ENZA SILVESTRINI

Enza Silvestrini
VERRÀ UN GIORNO
verrà un giorno
dove la storia tra noi
sarà azzerata
non ci saranno stanze conosciute
o alberi amici
non varranno testimonianze
foto o scritti
mi darai nome ancora una volta
ma sarà di qualcuno marginale
e allora così slegati estranei
ci ameremo di più
tutti lo dicono
verrà questo giorno

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SU “L’ASSEDIO” DI ENZA SILVESTRINI

SU “L’ASSEDIO” DI ENZA SILVESTRINI

Ad alcuni sembra difficile parlare di un contemporaneo: come se non ci fosse spazio oltre se stessi, o in se stessi. Parlarne, studiarlo, canonizzarlo a volte, come mi è capitato di fare per alcuni autori polacchi. Riconoscere il valore di un’altra persona che vive insieme a noi, non in un’altra epoca né in un altro paese: lasciarla agli altri e ai posteri. Avere il coraggio di dire bravo senza alcun interesse. Sento questo dovere, fra gli altri, per la poetessa, critica, scrittrice napoletana Enza Silvestrini, che mi ha passato la sua ultima silloge poetica, L’assedio (Edizioni Ensemble), nei confronti della quale ho cercato di attuare la mia volontà di osservatore, che tenta di ricostruire una poetica altrui, pur, per certi tratti, così affine alla propria. Ricostruire una poetica. Dare un nome, pionieristicamente, ad una Continua a leggere →

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LA POESIA DELLA SETTIMANA: BIANCAMARIA FRABOTTA

Biancamaria Frabotta
IL TEMPO PASSATO
Una volta ci fu il tempo passato.
Ovunque vagante negli eterni
ultramondi il pensiero, lo stolto
come il giusto, irrigidito
nel tormentoso intrico del viso.
Ogni cosa vissuta era tenebra.
Ogni gesto compiuto vapore.

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SABBIA E LUCE DI SATO: VIAGGIO SENSORIALE E SPIRITUALE

SABBIA E LUCE DI SATO: VIAGGIO SENSORIALE E SPIRITUALE

Da sempre la poetica di Giovanni Sato, anche nel suo più recente libro Sabbia e Luce (Biblioteca dei Leoni)  si fonda essenzialmente sulla ricerca degli archetipi per disvelare il noumeno (l’in sé delle cose), termine d’origine platonica che, nella filosofia kantiana, viene ad assumere anche un significato positivo, in quanto il sovrasensibile, posto al di fuori dall’esperienza e quindi dalla conoscenza, può rivelarsi alla coscienza morale. Un mezzo per giungere all’esperienza conoscitiva è la meditazione, che si pone tra due polarità, ossia tra la concentrazione che si polarizza su un determinato punto e la contemplazione, nella quale il pensiero amplia il suo orizzonte, ponendosi in ascolto di ciò Continua a leggere →

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IN RICORDO DI GIULIO DI FONZO

IN RICORDO DI GIULIO DI FONZO

Il libro di Giulio Di Fonzo Poesie 1992-2018 (con uno scritto di R. Mosena, Edizionicroce) si contraddistingue dalle troppe pubblicazioni odierne non solo per la qualità dei versi, ma anche per altri validi motivi: per la leggerezza del volume (poco più di 130 pagine) in confronto ai lunghi tempi della scrittura (1992-2008), visto che assistiamo sempre più a un eccesso di poesia, a volumi non ponderosi, ma solo poderosi; per il fatto di fondare la sua opera sul rispetto delle forme tradizionali e sull’adozione di un linguaggio di pregnante chiarezza (eredità dello studio di Sandro Penna di cui è uno dei maggiori studiosi) di fronte a una linea poetica oggi dominante che va verso la rarefazione semantica della parola, scelta per le sue valenze musicali e analogiche e verso la metrica libera. Ha Continua a leggere →

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FABIO BARBON FOTOTESSERA

FABIO BARBON FOTOTESSERA

Fototessera (Biblioteca dei Leoni), nuova raccolta di Fabio Barbon, è il diario di bordo di un intero viaggio esistenziale, come spiega l’autore stesso: l’umana avventura “alla scoperta del proprio esistere”, offrendone testimonianza nell’ottica dell’esperto marinaio che risponde alle domande sui trascorsi della propria vita, sugli inabissamenti e sulle risalite, sui naufragi e sulle rinascite. Attestata sulla linea di non coinvolgimento rispetto al caos del mondo, che è la matrice esistenzialistica della cultura del nostro tempo, la poesia di Fabio Barbon ripercorre con forza il rapporto tra il sé e il mistero dell’esistenza. L’ottica di questo sguardo, chiave di volta dell’intero libro, è il riconoscimento d’amore per le persone, per i luoghi, per le cose. E l’altro da sé, come interlocutore del possibile svolgimento (la donna amata, in particolare), è la figura che consente il riconoscimento: uno spiraglio di salvezza e di Continua a leggere →

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LA POESIA DELLA SETTIMANA: GIULIANA PIOVESAN

Giuliana Piovesan

CARPE DIEM VARIAZIONE
Cara, non chiederti quale destino
gli dei abbiano per me e per te deciso
né struggerti (non è lecito saperlo)
sulle vane cifre di Babilonia.
Conviene accettare e patire la sorte –
– l’inverno che ora flagella le onde
sulle scogliere del mare Tirreno
potrebbe essere l’ultimo voto
o avere lungo seguito nella vita.
Sii saggia, continua a mescere il tuo vino
e raccogli la speranza nel breve suo filo.
Vivi questo giorno. Mentre parliamo,
l’avido tempo è già da noi fuggito.

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LA POESIA DELLA SETTIMANA: CAPPELLO

Pierluigi Cappello

DA LONTANO
Qualche volta, piano piano, quando la notte
si raccoglie sulle nostre fronti e si riempie di silenzio,
e non c’è più posto per le parole
e a poco a poco si raddensa una dolcezza intorno
come una perla intorno al singolo grano di sabbia,
una lettera alla volta pronunciamo un nome amato
per comporre la sua figura; allora la notte diventa cielo
nella nostra bocca, e il nome amato un pane caldo, spezzato.

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LILIA SLOMP E L’HAIKU

LILIA SLOMP E L’HAIKU

William Butler Yeats – citato da Lilia Slomp Ferrari in esergo a Pass dopo pass, l’opera in sonetti del 2020 (Biblioteca dei Leoni), – avrebbe ribadito anche per quest’ultima che l’autrice conosce bene il proprio mestiere. Cimentandosi nel sonetto, misura perfetta presente in tutte le letterature europee e usato dai nostri grandi del Novecento, aveva infatti dato una prima egregia prova di disciplina affrontando con disinvoltura, direi quasi con leggerezza, una serie di difficoltà tecniche difficilmente accessibili a poeti anche di vaglia. Con questo nuova preziosa creazione, nominata semplicemente Haiku (Biblioteca dei Leoni), l’asticella si alza per una nuova sfida con la lingua, la metrica, la tradizione italiana abbandonando l’amato endecasillabo che le “canta dentro” fin dall’infanzia. Ce n’è traccia, forse Continua a leggere →

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LE ULTIME POESIE DI ALBERTO TONI di Roberto Deidier

LE ULTIME POESIE DI ALBERTO TONI di Roberto Deidier

Alberto Toni, Tempo d’opera (Il ramo e la foglia Edizioni)

In un pomeriggio del 1988 (l’estate si era concluda da poco, ma il caldo non cessava) entrai nella vecchia Feltrinelli di via del Babuino, libreria piuttosto accogliente verso la poesia, anche quella dei piccoli editori. All’uscita avevo con me due volumi, uno considerato già un classico, l’altro dal titolo che segnava l’avvio di un percorso certo. Si trattava di Ora serrata retinae, con l’inconfondibile copertina gialla della collana curata da Valerio Riva, e di Partenza, nell’elegante confezione editoriale di Empirìa, che richiamava un sano artigianato tipografico. Sulla copertina grigia, che mi fece pensare alle Occasioni di Montale nella prima edizione degli anni Trenta, c’era una finestra socchiusa, che dava un’impressione di penombra. La poesia romana degli anni Ottanta mi veniva così incontro attraverso i suoi autori: li rivedo in una fotografia, Valerio Magrelli con gli inconfondibili baffi dietro cui camuffò a lungo i suoi Continua a leggere →