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LA POESIA DELLA SETTIMANA: BETOCCHI

Carlo Betocchi

ORA AD ALTRE SPERANZE
Ora ad altre speranze ecco si leva
non veduta la luna
e il cieco sguardo mio di cruna in cruna
delle finestre mena

come a spente farfalle,
e alle assurde mura
trasumanate come aperta valle
da un riflesso di luna.

E le attese e gli eventi
nell’alzato mio volto errano un poco
sostando e dubitando eguali al fioco
sospirare dei venti,

e in me è tutt’uno
l’animo e questo moto, incerto e bruno.

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OLTREFRONTIERA DI PASQUALE BALESTRIERE

OLTREFRONTIERA DI PASQUALE BALESTRIERE

Felice rivisitazione della memoria, questa silloge di Pasquale Balestriere Oltrefrontiera, per crinali di luce e cune d’ombra (Edizioni Confronto)ci introduce con infinita dolcezza nel suo mondo poetico, un mondo popolato di fidenti corrispondenze familiari e amicali, di tempi, simboli e luoghi dell’anima, smarrimento e quiete, scoramento e rinascenza; un mondo in cui “Il nudo clavicembalo dell’ore / distilla voci e note di preghiera”. Un tuffo nei tempi andati, un vivido remake in cui il nóstos e il rimpianto giocano, sì, un ruolo da protagonisti, ma come depotenziati, stemperati dentro una cornice di composte campiture, dove i colori più gioiosi e luminosi, ma anche quelli che connotano la sofferenza e il dolore, hanno ormai perduto la forza Continua a leggere →

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LIGHT ROOM DI SUSANNA PIANO

LIGHT ROOM DI SUSANNA PIANO

Il “libro” che le poesie di Susanna Piano in Light Room (Aragno Editore) disegnano è un percorso inusuale, originalissimo, all’insegna del sistema metrico decimale Dewey e alle sue classi fondamentali come criterio organizzatore del proprio sapere. Il procedimento nel caso particolare è un passaggio che a sviluppo, in successione consecutiva da testo a testo, muove dal sensibile all’io meditante, in una chiave di decifrazione e secondo una prospettiva e un metodo, in questo inseguimento del senso profondo della realtà, che implicano soprattutto l’uso Continua a leggere →

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PAOLO LAGAZZI SU BERTOLUCCI

PAOLO LAGAZZI SU BERTOLUCCI

La poesia è  il vero e unico paesaggio del poeta, spazio reale e mentale, esterno e interno, spazio dello sguardo e della parola. Anche Casarola, il paese appenninico cantato da Attilio Bertolucci,  è fermata nel tempo eterno dell’arte, nel tempo allo stato puro dei suoi versi. Eppure questo luogo caro al poeta, dominato dal Groppo Soprano «sorta/di dolomite rosa addolcita dai castagni»- torna attraverso un altro sguardo, che mentre arricchisce  il posto di vacanza di Attilio con i frammenti di una lunga frequentazione amorosa e partecipe, definisce ancor più il significato del Continua a leggere →

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RECUPERO D’IDENTITÀ NEI VERSI DI IULIANO

RECUPERO D’IDENTITÀ NEI VERSI DI IULIANO

C’è come un avvertimento per un vagheggiato recupero di identità in questa parsimoniosa plaquette di Giuseppe Iuliano, A passo d’uomo (Delta 3). Si tratta di un impegno che ha classica valenza e chiama in causa il bisogno di ricondurre alla sfera della conoscenza quanto viene scoperto con l’ausilio della sensorialità. A una condizione: restituire a pregnanza di forza realistica l’espressione, con recupero di senso per quanto, annidato nell’inconscio, può assumere rilevanza fondativa del presente. Iuliano lo fa con argomentazioni binarie destinate a caricarsi di significato nella Continua a leggere →

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‘ULTIMATUM’ DI MARIA GRAZIA NIGI

 

‘ULTIMATUM’ DI MARIA GRAZIA NIGI

Eccoli, elencati uno ad uno: vizi, disvalori, meschinità, peccati del nostro contesto sociale e del nostro – anche personale – comportamento quotidiano – ed inchiodati ognuno col relativo lapidario avviso wanted, composto con versi taglienti, ironici, caustici: Ultimatum di Maria Grazia Nigi (Edizioni del Leone). Civiltà alla deriva, si direbbe, alla quale la poetessa dà il suo ultimatum, ritenendo ormai colma la misura. Ma, e sottostante a tutto, anche una epocale panoramica della “sindrome di Peter Pan”, come la definirebbe Dan Kiley, a matrice della crisi che non sai Continua a leggere →

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LA POESIA DELLA SETTIMANA: NOTARI

Luciana Notari

LA MANO
Anche la mano
suppone un’altra vita:
le vene a reticolo bluastro
rimandano al sangue
alla magia del seme
che nutre e muore
come la passione.
Canali pronti per l’irrigazione
piccoli vermi che strisciano
nascosti
rami di cespuglio denudato:
aspetto un passero che si posi
affamato.

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LA POESIA DI DE BIASE

LA POESIA DI DE BIASE

Ottaviano De Biase è figura eclettica che coniuga la passione per la parola poetica con la ricerca storica e bibliografica, cui, per lunghi anni, si è dedicato come attestato dalle numerose pubblicazioni all’attivo. Gli studi monografici sono rivolti, in particolare, a tracciare il profilo della storia ecclesiastica, e non solo, dell’avellinese, o, più in generale, del Meridione. Da tali accurate ricerche emerge, senza dubbio, una particolare elezione per la propria terra, cui l’autore sente fervidamente di appartenere. È d’altro canto anche questo, uno dei temi privilegiati dell’intera poetica, giacché scaturita da un approccio fortemente sentito e radicato all’origine di sé e della proprie Continua a leggere →

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L’AMORE SECONDO GIOVANNI SATO

L’AMORE SECONDO GIOVANNI SATO

Il discorso  dell’amore  copre un percorso noto e ricorrente: la dichiarazione, il disagio, la gelosia, l’incontro, l’attesa,  la tenerezza, la passione,  l’io-ti-amo, l’esclusiva. Ma, proprio perché ci si muove in un territorio usuale, la reinterpretazione del  poeta si affida in misura inversamente   proporzionale all’originalità della  pronuncia oltre che all’incisività espressiva. È appunto il caso di  questo canzoniere d’amore di Giovanni Sato dal  titolo subito significativo Le metamorfosi del cuore (Biblioteca dei Leoni). E, in  presenza degli sconfinamenti dissennati e Continua a leggere →

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LA CRONACA DI NAZARIO PARDINI

LA CRONACA DI NAZARIO PARDINI

Il viaggio multicolore e scandito che il poeta invita ad intraprendere potrebbe mutarsi in riflessi orchestrali che dalle immaginarie mura di una stanza avviano alle maestose illusioni dell’immenso: Cronaca di un soggiorno (The Writer). Il soggiorno allora non è assolutamente temporaneo e immediatamente assorbito, ma è il brivido di chi vive ed ascolta, tra la voragine del nulla e lo splendore della memoria. Nazario Pardini trasfonde nei suoi versi “un canto Continua a leggere →