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‘BELLUNO’ DI PATRIZIA VALDUGA

‘BELLUNO’ DI PATRIZIA VALDUGA

Patrizia Valduga lavora da sempre con virtuosismo sul retaggio formale della grande tradizione lirica italiana (da Dante a Tasso a Marino) e di quella della prosa (Bandello, Bartoli), ma in una chiave ossimorica insieme sacrale e ironicamente trasgressiva. E l’ironia, in ogni caso, è solo un riscontro in negativo rispetto all’altro dato dominante che è lo strazio. Così la vena rovente e drammatica veicola il suo potenziale esplosivo, continuamente risolvendolo e traducendolo in “sonorità”. Scandita in sonetti, ottave, canti in terza rima, la poesia di Patrizia Valduga insegue Continua a leggere →

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LE RIME AMAROGNOLE DELLA LAMARQUE

LE RIME AMAROGNOLE DELLA LAMARQUE

“A vacanza conclusa dal treno vedere / chi ancora sulla spiaggia gioca si bagna /  la loro vacanza non è ancora finita: /  sarà così sarà così lasciare la vita? // PS.: Siamo poeti /  vogliateci bene da vivi di più /  da morti di meno /  che tanto non lo sapremo.” Le maniere fiabesche e dolcemente infantili sotto le quali Vivian Lamarque sembra contrabbandare con umoristica gentilezza i temi più seri dell’esistenza – l’amore, la morte, il mistero – sono realizzate Continua a leggere →

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LA POESIA DELLA SETTIMANA: ITO RUSCIGNI

Ito Ruscigni

LUME DELLA RAGIONE
Appena
sfiora l’arco del viso
il lume che hai in  mano
e di certo non rischiara
il buio della notte
che piomba sul giorno

Pure
l’assennato uso
rende il passo sicuro
e scansa l’inciampo mortale

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LA POTENZA ESPRESSIVA DI IRNO SCARANI

LA POTENZA ESPRESSIVA DI IRNO SCARANI

Irno Scarani ha abitato a lungo, negli anni settanta, un abbaino in un palazzo d’epoca a Città Studi nelle vicinanze del Politecnico di Milano e se ne parla in Un quotidiano esistere (Edizioni del Leone). Un abbaino  con i colombi che “scuotono le tegole” e le rondini “fiondanti sui lucernari”,  tra “camini di rossa terracotta / sentinelle di favole streganti”, sotto le sciabolate della luna e gli strappi del vento. Si trattava di locali angusti che, al di là delle fortunose e fortunate occasioni di stagione e di paesaggio, hanno costretto l’occupante a condizioni abitative disagiate e a misurarsi con gli aspetti più agri e ustionanti dell’esistenza. Quell’abbaino è stato una tana “confinaria”, un Continua a leggere →

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L’AMORE SECONDO NADIA SCAPPINI

L’AMORE SECONDO NADIA SCAPPINI

Al lettore che s’inoltrasse in queste pagine di Come dire dell’amore (Moretti&Vitali) di Nadia Scappini, consiglierei innanzi tutto di seguire il lento snodarsi dei versi rispettando la scansione, i ritmi, la disposizione delle poesie voluti dal poeta, a cominciare dalle tre epigrafi che annunciano la tonalità dominante del libro, dove ogni parola è segnata dal doppio silenzio che la genera e la segue, dalla pausa che consegna i suoni alla traccia di un ritmo, facendo risuonare, entro il perimetro rigorosamente protetto del verso, quella «immaginazione» dell’impossibile di cui parla, Continua a leggere →

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LA POESIA DELLA SETTIMANA: EDERLE

Arnaldo Ederle

APPARIZIONI
2.
Quando sfoglia la rosa e tira il vento
in quel di Venezia, Duilio stava in posa
davanti a San Marco con le pieghe
dei pantaloni che sbandieravano larghi,
chiari e leggeri. La borsa che teneva in mano
lo fa sembrare un diplomatico a spasso tra una colazione
e un imminente incontro all’ambasciata.
E’ sempre stato molto elegante quando si trattava
di farsi ricordare.
Doveva essere autunno, ma non c’è mai una data
in queste foto d’antan.

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CONTROTEMPO DI ENZA SILVESTRINI

CONTROTEMPO DI ENZA SILVESTRINI

Il mondo può scomparire anche in vita. È la condizione paradossale e devastante di malattie come l’Alzheimer. Annulla poco alla volta coordinate, sposta l’asse della memoria, si vive mentre franano i riferimenti abituali, entrando lentamente in un nuovo tempo: anzi, più precisamente inizia il “Controtempo” (Oedipus), dimensione che dà il titolo della raccolta di versi di Enza Silvestrini, poesie sulla realtà quotidiana che d’improvviso prende un’altra direzione, dirottata su un inedito binario che cammina nel buio e ha un altro ritmo, percorso a fatica, con enormi sforzi, tanto Continua a leggere →

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L’ALTRA GRECIA DI BARTOLO CATTAFI

L’ALTRA GRECIA DI BARTOLO CATTAFI

Il viaggio della vita del siciliano Bartolo Cattafi (nato a Barcellona Pozzo di Gotto, provincia di Messina, il 6 luglio 1922, morto a Milano il 13 marzo 1979) è stato anche un viaggio della poesia (Poesie scelte, Oscar Mondadori), della affidabilità o meno dei suoi oracoli, della sua stessa pretesa configurazione divinatorio-conoscitiva depositaria, mediante parole, di rivelazioni. Nuovo Edipo di fronte alla vita, costretto alla vista inammissibile della inammissibile vita, Bartolo Cattafi ha presto capito, grazie alla poesia, che il reale, per es­sere penetrato, colpito, fissato e così Continua a leggere →

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LA POESIA DELLA SETTIMANA: BASSANI

Giorgio Bassani

NON AGGIUNGERÒ NUOVA LEGNA 
No non aggiungerò nuova legna
al fuoco lasciamo
che la legna che già c’è si consumi
a poco a poco
che la vampa si trasformi
a poco a poco in brace
ed io e te zitti – seduti
uno a fianco dell’altro – dal fondo
buio della sala a guardare
spegnersi finalmente
anche quella.

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UNGARETTI E LA NUOVA POESIA

UNGARETTI E LA NUOVA POESIA

In agguato / in queste budella / di macerie / ore e ore / ho strascicato / la mia carcassa / usata dal fango / come una suola / o come un seme / di spinalba // Ungaretti / uomo di pena / ti basta un’illusione / per farti coraggio // Un riflettore / di là /  mette un mare / nella nebbia  (Valloncello dell’Albero Isolato il 16 Agosto 1916). Sin dalle prime composizioni del Porto sepolto, nate – come “Pellegrinaggio” – nel fango delle trincee, si rivela la natura Continua a leggere →