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LA SCELTA POEMATICA IN EDERLE

LA SCELTA POEMATICA IN EDERLE

Continua la vivacissima vena creativa di uno dei nostri poeti, in qualche modo decano oggi della poesia italiana contemporanea: Arnaldo Ederle. E la prova ulteriore di tale vivacità è la sua nuova raccolta, Poemetti e racconti in versi (Lietocolle). Siamo, del resto, dentro il tipico modo di intendere la poesia da parte di Ederle, che attraversa la realtà riportando a noi lettori le mille voci, figure, situazioni, vicende che danno subito il senso delle cose della vita e del mondo, con un’attenzione coinvolgente ai sentimenti e alle emozioni, oltre che ai luoghi e alle Continua a leggere →

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LA POESIA DELLA SETTIMANA: SPAZIANI

Maria Luisa Spaziani

NESSUNO DICE MAI
Nei miei vent’anni non ero felice
e non vorrei che il tempo s’invertisse.

Un salice d’argento mi consolava a volte,
a volte ci riusciva con presagi e promesse.

Nessuno dice mai quant’è difficile
la giovinezza. Giunti in cima al cammino
teneramente la guardiamo. In due,
forse la prima volta.

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RILKE TRADOTTO DA PIERANGELA ROSSI

RILKE TRADOTTO DA PIERANGELA ROSSI

Nota la musicologa Angiola Maria Bonisconti che Rilke è stato uno dei poeti più fortunati presso i musicisti: la quantità di compositori che dai versi di Rilke hanno tratto ispirazione è davvero straordinaria, basti citare nomi come Hindemith o Milhaud, ma perfino un Kurt Weill o un Webern, quest’ultimo però vicino idealmente al poeta per il suo monismo lirico. Anzi, la bellezza e la purezza dei versi rilkiani potrebbe persino rappresentare un ostacolo, il che non è comunque avvenuto. Ai primi del novecento Rilke scrive “La ballata d’amore e di morte dell’alfiere Continua a leggere →

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L’OSCURA CHIAREZZA DI GIULIANI

L’OSCURA CHIAREZZA DI GIULIANI

Alfredo Giuliani, padre fondatore e successivo antologista/curatore del Gruppo 63 e delle sue memorie, curatore de I novissimi, poeta per il quale la sperimentazione non riguardava tanto il significante o l’oggetto/lingua quanto le trappole anche ironiche che la lingua è capace di tendere al suo utente, e alle sue strutture formali destinatarie necessariamente di messa in discussione, di svuotamento e ripopolamento di nuovi e diversi significati, come è Continua a leggere →

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RICORDO DELLA SPAZIANI

RICORDO DELLA SPAZIANI

Nata a Torino il 7 dicembre 1922, morta a Roma il 30 giugno 2014, Maria Luisa Spaziani ha rappresentato una delle voci femminili più significative ed affermate della poesia italiana del Novecento. Ha vissuto a Roma, dove tra l’altro è stata per breve tempo moglie di Elémire Zolla, celebre studioso di misticismo ed esoterismo. Ha insegnato a livello universitario Letteratura tedesca e poi, materia di cui era davvero maestra, Letteratura francese a Messina. Dopo l’esordio nello «Specchio» di Mondadori con Le acque del sabato (1954), la poetessa ha autorevolmente attraversato Continua a leggere →

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L’AMORE SECONDO LUCIANNA ARGENTINO

L’AMORE SECONDO LUCIANNA ARGENTINO

Scrivere d’amore non è facile. Bisogna avere la mente sgombra dai luoghi comuni che il genere abusato ha disseminato nei meandri della nostra memoria inconsapevole e occorre disporre di quel passo sciolto che permette alla scrittura di scombinare il senso comune e i significati correnti. Ed è proprio ciò che consente a Lucianna Argentino di comporre un percorso inedito dell’amore che non cessa di essere angelico mentre diventa cannibalesco, dall’ombra del letto alla luce del cielo: In canto a te (Samuele editore). Un percorso insieme nobile, di ampio Continua a leggere →

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IL TEMA DEL DISSOLVIMENTO IN PAGNANELLI

IL TEMA DEL DISSOLVIMENTO IN PAGNANELLI

La vicenda umana e poetica di Remo Pagnanelli appare tutta scandita dall’inesorabile richiamo della morte, basso continuo della malinconia. Nessuna semplificazione omologante tra nosologia psichiatrica e scrittura – arte e vita, come si diceva un tempo, – ma non può sussistere dubbio che l’esperienza di Pagnanelli poeta (Quasi un consuntivo, Donzelli, a cura di Daniela Marcheschi) ponga le radici nella sua sindrome depressiva, la cui oscillazione tra Stimmung  e psicopatologia è da lasciare al giudizio di chi ha potuto conoscerlo. Già nell’incunabolo Continua a leggere →

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LA POESIA DELLA SETTIMANA: PORTA

Antonio Porta

PER CASO

per caso mentre tu dormi
per un involontario movimento delle dita
ti faccio il solletico e tu ridi
ridi senza svegliarti
così soddisfatta del tuo corpo ridi
approvi la vita anche nel sonno
come quel giorno che mi hai detto:
lasciami dormire, devo finire un sogno

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IL PERCORSO DI ANTONIO PORTA

IL PERCORSO DI ANTONIO PORTA

Un canto dell’anti-lirico, quello di Antonio Porta de I rapporti – un contrappunto che fluisce silente da una trama polifonica sottesa, dalla giustapposizione di segmenti iconici ed icastici slegati solo sintatticamente, come isolati in uno sguardo al microscopio –. Una vivisezione di momenti come i fotogrammi di cui parla Bergman: “Nessuna altra arte è come il cinema. Va direttamente ai nostri sentimenti, allo spazio crepuscolare nel profondo della nostra anima, sfiorando soltanto la nostra coscienza diurna. Un nulla del nostro nervo ottico, uno shock, ventiquattro quadratini illuminati al secondo e tra di essi il buio”. E proprio di cinesi si tratta, e di buio, anche se scleroticamente Continua a leggere →

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DIALETTICA AMOROSA IN RAFFAELA FAZIO

DIALETTICA AMOROSA IN RAFFAELA FAZIO

Raffaela Fazio in L’arte di cadere (Biblioteca dei Leoni) interpreta la dialettica amorosa come un’intensa dinamica vitale, che richiede sacrificio e abnegazione, che consuma e impegna l’esistenza senza riserve, in un dono totale di sé che comporta il trascendere il proprio io per abbracciare l’altro: “Io sono / la punta dell’iceberg boreale / e sotto / ci sono ancora io / ma con un altro pronome personale.” (Dalla sezione Alter ego).  Ciò richiede “l’arte di cadere”, appunto, un salto nel buio, in un abbandono fiducioso ed estremo, disponendo a tagliare gli ormeggi di ogni punto di Continua a leggere →