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LA POESIA DELLA SETTIMANA: FORTINI

Franco Fortini

QUANDO
Quando dalla vergogna e dall’orgoglio
Avremo lavate queste nostre parole.

Quando ci fiorirà nella luce del sole
Quel passo che in sonno si sogna.

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LE REVOLVERATE DI GIAN PIETRO LUCINI

LE REVOLVERATE DI GIAN PIETRO LUCINI

“Capelli folti e barba intonsa e bruna; / ampia fronte; occhio chiaro e scrutatore; / sopra alle rosse labra si raduna / coll’ironia sarcasmo sprezzatore. / Parlar breve: commetto alla fortuna / del Tempo – e Gloria incalzo – il mio valore; / ed alla solitudine opportuna / corpo deforme e sereno dolore. / Col riso schietto suscito diane / allegre ed in silenzio m’appostillo; / sdegno le pigre bugie cotidiane. / Fiero, iracondo, tenace, cortese: / il Bene e il Male abburatto e distillo; / più che amicizia eleggo odio palese”. Così si autoritrae Gian Pietro Lucini (Milano, 1867 – Continua a leggere →

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BERTOLUCCI IN CAMPO

BERTOLUCCI IN CAMPO

… Che Attilio Bertolucci, l’autore de La camera da letto, abbia speso le sue doti non solo per la propria opera ma in azioni tali da schiudere nuove strade alla creatività altrui, è una cosa evidente a chiunque conosca la storia letteraria del Novecento: sappia come sia stato lui a mettere in contatto Livio Garzanti con Pasolini e con Gadda, o ricordi quanto egli si sia dato da fare per promuovere la conoscenza di Silvio D’Arzo e di molti altri outsider di grande respiro, da Ubaldo Bertoli a Fernanda Romagnoli a Paolo Bertolani. Certo è impossibile stringere simili azioni in una precisa mappa progettuale, in una Continua a leggere →

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NERANEVE DI CLAUDIA MANUELA TURCO

NERANEVE DI CLAUDIA MANUELA TURCO

“Storia di antiche violenze”, è questo il sottotitolo del poema recentemente pubblicato da Brina Maurer, alias Claudia Manuela Turco, Neraneve e i sette cani (Italic). Pur essendo scritto con un carattere relativamente piccolo attira l’occhio e richiama un pensiero, una riflessione. In punta di piedi e di penna, come è nello stile dell’autrice, senza sbraitare o predicare, ci conduce a osservare la frase come in una lastra fotografica. Siamo portati a vedere per contrasto che quell’aggettivo, “antiche”, in realtà cela e racchiude il suo contrario, o meglio una connotazione priva di demarcazioni cronologiche: le violenze non sono mai antiche, sono sempre presenti, nella memoria e nei gesti. Sono Continua a leggere →

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LA POESIA DELLA SETTIMANA: PICCOLO

Lucio Piccolo

SE NOI SIAMO FIGURE
Se noi siamo figure

di specchio che un soffio conduce
senza spessore né suono
pure il mondo dintorno
non è fermo ma scorrente parete
dipinta, ingannevole gioco,
equivoco d’ombre e barbagli,
di forme che chiamano e
negano un senso – simile all’interno
schermo, al turbinio che ci prende
se gli occhi chiudiamo, perenne
vorticare in frantumi
veloci, riflessi, barlumi
di vita o di sogno
– e noi trascorriamo inerti spoglie
d’attimo in attimo, di flutto in flutto
senza che ci fermi il giorno
che sale o la luce che squadra le cose.

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LE POESIE DI RAFFAELE CROVI

LE POESIE DI RAFFAELE CROVI

Raffaele Crovi ha cominciato a scrivere (sonetti) a undici anni, nel 1945, per spirito di emulazione. In prima media il suo compagno di banco componeva poesie ammirate dagli insegnanti, come centravanti mostrava grandi doti di goleador ed era corteggiatissimo dalle coetanee. Come competere con lui? Meno agile e meno affascinante, Crovi decise di gareggiare sul terreno della scrittura, ed è forse per questo che non crede all’ispirazione. Da allora si è esercitato in poemetti, reportage, cronache paesane, elzeviri, microstorie, recensioni, racconti, saggi, romanzi, poesie, sceneggiature e drammi: e il fatto di aver sperimentato diversi linguaggi e diverse strutture rappresentative lo Continua a leggere →

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RICORDO DI ILDE ARCELLI

RICORDO DI ILDE ARCELLI

Di Ilde Arcelli si può dire che ha mantenuto fede, in un’epoca in cui è facilissimo perderla, a quei fondamentali canoni eterni di poesia che si chiamano chiarezza di linguaggio, calda partecipazione umana, profonda specularità delle cose della vita e del mondo, magia dei simboli, colore, ritmo e fantasia. Tutti elementi che ne caratterizzano la raffinata sensibilità e che risultano ricapitolati nella raccolta Ogni esilio, pubblicata nel 1999 da Archinto con una Continua a leggere →

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IL POETA GIACOMO NOVENTA

IL POETA GIACOMO NOVENTA

Giacomo Noventa, pseudonimo di Giacomo Ca’ Zorzi, poeta e saggista, nacque a Noventa di Piave il 31 marzo 1898, da una famiglia di ricchi proprietari terrieri. Nel 1915, quando scoppiò la Prima guerra mondiale, era studente ad Udine, ma appena apprese la notizia fuggì dalla scuola per arruolarsi volontario. Venne respinto perché non aveva l’età minima consentita, ma non desistette, e ritornò l’anno successivo al compimento dei diciotto anni. Questa volta fu accettato ed aggregato al corpo degli Arditi. Congedato, Giacomo Noventa concluse gli studi a Torino dove, nel 1923, si laureò in Continua a leggere →

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LA POESIA DELLA SETTIMANA: PASOLINI

Pier Paolo Pasolini

SUPPLICA A MIA MADRE

È difficile dire con parole di figlio
ciò a cui nel cuore ben poco assomiglio.

Tu sei la sola al mondo che sa, del mio cuore,
ciò che è stato sempre, prima d’ogni altro amore.

Per questo devo dirti ciò ch’è orrendo conoscere:
è dentro la tua grazia che nasce la mia angoscia.

Sei insostituibile. Per questo è dannata
alla solitudine la vita che mi hai data.

E non voglio esser solo. Ho un’infinita fame
d’amore, dell’amore di corpi senza anima.

Perché l’anima è in te, sei tu, ma tu
sei mia madre e il tuo amore è la mia schiavitù:

ho passato l’infanzia schiavo di questo senso
alto, irrimediabile, di un impegno immenso.

Era l’unico modo per sentire la vita,
l’unica tinta, l’unica forma: ora è finita.

Sopravviviamo: ed è la confusione
di una vita rinata fuori dalla ragione.

Ti supplico, ah, ti supplico: non voler morire.
Sono qui, solo, con te, in un futuro aprile…

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FRANCESCO LEONETTI

FRANCESCO LEONETTI

… Di Francesco Leonetti una volta Maria Corti ha ricordato l’imperversare incontenibile (sino a farsi, com’è facile immaginare, non meno che esasperante), appunto alle affollatissime riunioni di redazione di «Alfabeta»: «con quei suoi grandi occhi tondi ci fissava, parlava più di tutti e gli piaceva provocare accesi dibattiti fra noi». Ecco, la voce di Leonetti: nessuno che l’abbia ascoltata la può dimenticare. Non a caso darà alla propria bellissima autobiografia (pubblicata da DeriveApprodi nel 2001) il titolo La voce del corvo – ricordando forse l’episodio in assoluto più Continua a leggere →