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IL SOFFIO DEL DIARIO DI RUFFILLI

IL SOFFIO DEL DIARIO DI RUFFILLI
Leggendo le poesie di Paolo Ruffilli, mi è sempre sembrato di cogliervi, al fondo, la lezione di Ungaretti. E non mi riferisco tanto alla scansione ungarettiana come istanza di sillabazione fonica, che mi segnalava l’amico Filippo Maria Pontani inviandomi i primi versi di Ruffilli, quanto a quel rapporto tra cercare e trovare dentro il quale si muove l’insieme dell’opera di Ungaretti. Con questo voglio dire che mi è stato subito chiaro, fin dall’inizio (da quelle Continua a leggere →

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LA FELICITA’ DI UNA SOLUZIONE IN RUFFILLI

LA FELICITÀ DI UNA SOLUZIONE IN RUFFILLI
Il titolo di Paolo Ruffilli Piccola colazione (Garzanti) mi fa venire in mente che la parola colazione ha una storia curiosa. Nei monasteri benedettini si usava leggere le Collationes Patrum di Cassiano prima della compieta e si cominciò a chiamare collatio, per contiguità temporale, il pasto leggero che le seguiva e le rendeva probabilmente più appetibili. L’origine di questo slittamento di significato, che i linguisti chiamano metonimia, l’avevo scoperta più di vent’anni fa, leggendo un libro di Stephen Ullmann dedicato alla semantica, e da allora non l’ho più dimenticata. Mi Continua a leggere →

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UNA POESIA DI LUZI MUSICATA DA JOE NATTA

UNA POESIA DI MARIO LUZI MUSICATA DA JOE NATTA

NON SO COME Nella nebbia di quella che tu fosti / dentro cieli improvvisi, alta, friabile, / coronata di piogge, unta di lagrime, / risonante di echi, non so come… // Nel chiarore di quello che sei oggi, / o equanime, o discosta, non so come / le passioni desistono, precipita / il vento della mia vita in un turbine.

 

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LA POESIA DELLA SETTIMANA: ANTONIO SANTORI

Antonio Santori

INFINITA III

Ecco la valle: non confonderla
con uno spazio d’intese,
dove il verde e il giallo
formano canali da percorrere.
Senti ancora impensabile
la strada da qui a lì
e i traguardi parziali
che nessuno di noi
ha ancora colto.
Tutto è vulnerabile
per questa via; gli stessi
sguardi che incontrano
animali (in volo o in fuga)
o un volto.

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LIGHT ROOM DI SUSANNA PIANO

LIGHT ROOM DI SUSANNA PIANO

In Light Room 851.92 di Susanna Piano (Nino Aragno Editore) le poesie si susseguono come immagini che scorrono e sussistono portate con leggerezza dalla luce. Non una registrazione di eventi quotidiani ma del loro senso più nascosto che l’opacità del giorno nasconde e del bagliore che dovrebbe illuminarli. Le poesie sono state inserite seguendo un criterio classificatorio e catalogate in base al sistema metrico decimale Dewey. Un elenco ragionato Continua a leggere →

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LE IMMAGINI DI GIULIANA PIOVESAN

LE IMMAGINI DI GIULIANA PIOVESAN

Questi testi di Giuliana Piovesan, Le immagini dell’aria (Biblioteca dei Leoni), evocano delicate rêveries, nella levità di sfumature ed impressioni che affiorano sulla pagina come su una tela di Monet. Sono occasioni, pretesti letterari da cui scocca la scintilla della poesia, come in questa amorosa visione: “Lunghe notti ho vegliato e giorni / – e tu per mai un segno / Sciolgo amore gli ormeggi / – e la nostra storia portala con te / nell’isola senza nome e ricordo / dove Continua a leggere →

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LA POESIA DELLA SETTIMANA: BELLINTANI

Umberto Bellintani

IL GATTO CHE RITTO SI DORME
Il gatto che ritto si dorme
al sommo del palo in questa quiete
dell’aria al pomeriggio di fuoco,
e la rana che grida terrore
dove il fosso s’incurva,
sono voci dell’arcano, e la cetonia
stremata sul sentiero e l’acqua
infesta di torpore e morte;
voci dell’arcano
che dilagan talvolta allora
che tutto s’addensa nel cuore,
preme e non sai
se di vita diversa un esser vivo
un irrequieto immortale
o d’altri mondi a noi cala la voce.
Altro non sai che tu vivi
di questo senso profondo della vita
che ti snerva e che puoi
affascinato dare il fianco alla morte.

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IL DIALETTO DI MARIA ANTONIA MASO

IL DIALETTO DI MARIA ANTONIA MASO

Còntame nona (Biblioteca dei Leoni) di Maria Antonia Maso si sviluppa quasi come un diario nella rassegna dei dati autobiografici, è una sorta di quaderno degli appunti, delle notazioni maggiori e marginali, degli umori e dei malumori, dei frammenti di ricordo, degli stati rimossi e delle sensazioni. Un album della personale condizione, “privata” eppure dalle valenze universali, che ricompone nella sua analisi il senso di una vita dai suoi momenti e dalle sue figure del passato fino alle occasioni e circostanze dell’oggi. Di poesia in poesia, continuamente esercita Continua a leggere →

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‘BELLUNO’ DI PATRIZIA VALDUGA

‘BELLUNO’ DI PATRIZIA VALDUGA

Patrizia Valduga lavora da sempre con virtuosismo sul retaggio formale della grande tradizione lirica italiana (da Dante a Tasso a Marino) e di quella della prosa (Bandello, Bartoli), ma in una chiave ossimorica insieme sacrale e ironicamente trasgressiva. E l’ironia, in ogni caso, è solo un riscontro in negativo rispetto all’altro dato dominante che è lo strazio. Così la vena rovente e drammatica veicola il suo potenziale esplosivo, continuamente risolvendolo e traducendolo in “sonorità”. Scandita in sonetti, ottave, canti in terza rima, la poesia di Patrizia Valduga insegue Continua a leggere →

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LE RIME AMAROGNOLE DELLA LAMARQUE

LE RIME AMAROGNOLE DELLA LAMARQUE

“A vacanza conclusa dal treno vedere / chi ancora sulla spiaggia gioca si bagna /  la loro vacanza non è ancora finita: /  sarà così sarà così lasciare la vita? // PS.: Siamo poeti /  vogliateci bene da vivi di più /  da morti di meno /  che tanto non lo sapremo.” Le maniere fiabesche e dolcemente infantili sotto le quali Vivian Lamarque sembra contrabbandare con umoristica gentilezza i temi più seri dell’esistenza – l’amore, la morte, il mistero – sono realizzate Continua a leggere →