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L’AFFRESCO D’INSIEME DI SUSANNA PIANO

L’AFFRESCO D’INSIEME DI SUSANNA PIANO

Apprezzo lo splendido Light Room 851.92 (Aragno Editore) di Susanna Piano, avendolo letto con piani sovrapposti e intrecciati, per l’abilità fisiologica, la sensibilità espressiva e la giovanilità della sua scorrevolezza concettuosa, quasi perentoriamente epigrammatica (come la 128.1 “questo corpo è la stanza / dove l’anima danza” o la 129 “scende la vita / pioggia discesa / tuttora invisibile / rimane l’ascesa” o ancora la 152 “nascosto / in un abbraccio delle labbra / sta il bacio: / zittisce, ogni parola tace / ed il suo silenzio è brace”). La 910.92 adombra cadenze addirittura Continua a leggere →

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DATITÀ DI GIOVANNA FRENE

DATITÀ DI GIOVANNA FRENE

Diciotto anni dopo la prima edizione per Manni, grazie al lavoro encomiabile dell’editore Danilo Mandolini di Arcipelago Itaca, viene ristampata l’opera in versi Datità di Giovanna Frene (Arcipelago Itaca), arricchita oggi come allora da una post-fazione di Andrea Zanzotto. Il quale, senza mezzi termini, avvicina la lingua poetica di Frene al linguaggio scultoreo del Canovavicinissimo conterraneo, per il quale la forma non fu mai rappresentazione,  proiezione o «doppio» della cosa, ma  la cosa stessa sublimata, trasposta dal piano dell’esperienza sensoria a quello Continua a leggere →

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LE API DI FABIO GRIMALDI

LE API DI FABIO GRIMALDI

Fabio Grimaldi le api le conosce da vicino, suo padre ha avuto la passione per l’apicoltura e qualche arnia è ancora nel suo giardino. Tutto questo ha dato luogo a una poetica storia naturale delle api, allo scambio che le api hanno con le rose che fioriscono nel giardino, regine entrambe, le api e le rose, degli interessi del nostro poeta: L’ape e la rosa (Raffaelli Editore). Ne è venuto, più che una raccolta di poesie, un vero e proprio poemetto che ci parla di questo Continua a leggere →

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ZERO AL QUOTO DI FABRIZIO BREGOLI

ZERO AL QUOTO DI FABRIZIO BREGOLI

Se i punti di riferimento, per chi scrive, sono importanti e illuminanti, quelli di Fabrizio Bregoli non lasciano dubbi in quanto a spessore. L’ultima sua raccolta si apre infatti con tre citazioni, rispettivamente di Giorgio Caproni, Luigi Di Ruscio ed Edoardo Sanguineti. Non sono le uniche presenti nel libro: più avanti infatti troviamo richiamati autori del calibro di Luzi, Pavese, ma soprattutto Zanzotto e Sereni, in una diffusa disseminazione di versi, eserghi e dediche, come scrive giustamente Vincenzo Guarracino nella sua nota iniziale, quasi che Bregoli abbia voluto mettere Continua a leggere →

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VOCAZIONE E ISPIRAZIONE IN VITTORIO COZZOLI

VOCAZIONE E ISPIRAZIONE IN VITTORIO COZZOLI

Avendo coscienza del dono ricevuto e dell’ispirazione di cui riconosco la voce e i segni, non ho mai ritenuto importante avere una poetica, seguirne i dettami e le intenzioni. C’è qualcosa di più importante nel mistero dell’arte e in quello specifico della poesia. I più recenti libri di poesia da me pubblicati, La diaspora delle icone e Dunque, l’Arte che vuole? (Biblioteca dei Leoni) hanno voluto esprimere l’unicità e la coerenza del mio viaggio creativo, a fondamento del quale sta una forte vocazione. Vocazione e ispirazione: termini, questi, che ai più appaiono desueti, incredibili, inaffidabili, Continua a leggere →

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ARA MARA AMARA – una poesia di Palazzeschi musicata da Joe Natta

Una poesia di Palazzeschi musicata da Joe Natta

 

Aldo Palazzeschi

ARA MARA AMARA

In fondo alla china, / fra gli alti cipressi, / è un piccolo prato. / Si stanno in quell’ombra / tre vecchie / giocando coi dadi. / Non alzan la testa un istante, / non cambian di posto un sol giorno. / Sull’erba in ginocchio / si stanno in quell’ombra giocando.

 

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ANNINA E GIORGIO CAPRONI

ANNINA E GIORGIO CAPRONI

Giorgio Caproni ha dichiarato, in margine ai Versi livornesi che costituiscono la sezione fondamentale della raccolta del 1959 Il seme del piangere: «Tentar di far rivivere mia madre come ragazza, mi parve un modo, certo ingenuo, di risarcimen­to contro le molte sofferenze e contro la morte». Il titolo dell’opera – dantesco, scrupolosamente citazionale come sarà molti anni dopo, nel 1975, Il muro della terra – è già memoria: memoria lettera­ria, con le sue fedeltà e i suoi inganni iperrealistici. L’epigrafe che apre il libro, comprensiva del sintagma titolativo, chiarisce meccanismi e significati di una sottoscrizione preliminare indi­retta, in apparenza parziale, in realtà protagonistica e Continua a leggere →

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LA POESIA DELLA SETTIMANA: GOVONI

Corrado Govoni

PUNTA SECCA

Sei magra e lunga eppure hai tanta forza plastica

nel corpo gentile che se abbandoni i gomiti sul pozzo

o contro il muro del cortile il bel corpo rovescio

serrati gli occhi strette le labbra sciolti i ginocchi

con quell’uncino di riccio nel mezzo

della fronte e ad un capriccio improvviso ti distacchi

t’impenni e via saetti come da fionda su quegli

alti tuoi tacchi di stella che nel sole

quasi non ti si vede più tanto sei bionda;

si può giurar per certo che tu con quel tuo

premer duro un incavo hai aperto

nel docile marmo e nel muro.

Attacchi d’ali strappate ti palpitan le reni;

così sottile e senza seni li hai tutti nei ginocchi.

Ma l’orchidea tu l’hai negli occhi.

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LA QUOTIDIANITÀ DI MAURIZIO CUCCHI

 

LA QUOTIDIANITÀ DI MAURIZIO CUCCHI

Per parlare della nuova raccolta di Maurizio Cucchi Sindrome del distacco e tregua (Mondadori), parto da alcuni versi dell’ultima sezione, quelli che dicono: “La poesia ha parole pesanti / che in queste strane pagine / sembrano mobili e leggere. / Viaggiano quasi imprendibili, / cangianti, e disorientano / la nostra vecchia mente di carta”. La ragione è che mirabilmente l’autore qui fotografa di passaggio una situazione che è la cifra stessa del suo scrivere in versi, nella caratteristica verificabile in tutti i suoi libri della convivenza del forte peso specifico delle cose che Continua a leggere →

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L’ISPIRAZIONE SECONDO BETOCCHI

L’ISPIRAZIONE SECONDO BETOCCHI

I teorici della letteratura lo chiamano l’«avantesto» ed essendo ciò che precede un testo e nel contempo lo determinaquell’insieme di meccanismi, modalità ed occorrenze che sovrintendono alla sua configurazione definitiva e insieme alla sua più remota origine, può identificarsi anche con ciò che comunemente si dice, senza dover ricorrere a impegnativi tecnicismi da linguaggio speciale, l’ispirazioneMolti poeti, del resto, hanno amato fornire indicazioni su come in loro si produca la poesia, in che modo in loro si presenti, si faccia strada e richieda Continua a leggere →