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GLI OCCHI LA VOCE DI BRUNELLA BRUSCHI

GLI OCCHI LA VOCE DI BRUNELLA BRUSCHI

Ma quale firmamento potrebbe accendere la voce se si riuscisse ogni mattino col caffè a mordere una fetta di poesia? A p. 52 de Gli occhi, la voce (Fara Poesia) di Brunella Bruschi. Anche il mondo ha occhi per guardarci dentro e una voce mutevole d’armoniche la voce è orizzontale e ferma come oloturie nell’abisso s’indossa senza sapere il colore e la forma che presterà alle cose (p. 94) Vista e udito (il titolo di questa prefazione è tratto dalla poesia a p. 22) sono i due sensi che più hanno a che fare col linguaggio e con la sua espressione più elevata: la poesia, capace di creare immagini sempre nuove, di condividere emozioni inesauribili, di interpretare la realtà usando suoni, concetti e ritmi che la rendono sempre presente nonostante lo scorrere del tempo. In un messaggio privato Brunella mi scrive: Ho Continua a leggere →

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IL RICORDO NELLA POESIA DI PIETRO BRUNO

IL RICORDO NELLA POESIA DI PIETRO BRUNO

Le raccolte di Pietro Bruno sono: Il sole tramonta ad Oriente (1985), Futuro Anteriore (1996), Il viaggio di Nicolò (2005), tutte pubblicate dalle Edizioni del Leone, oltre ai versi apparsi su “Smerilliana” e l’ampia scelta nell’antologia “7 Poeti del Premio Montale” (Scheiwiller) risultando tra i vincitori dell’edizione 1988. In tutta la poesia di Pietro Bruno domina la scena una deriva costante e impercettibile del ricordo, trainante alla ricerca del tempo che passa, non solo del passato, come nel caso della vicenda del terremoto di Messina in cui era rimasto coinvolto il nonno Nicolò, ne Il viaggio di Nicolò, ma anche del presente, di ogni giorno e ora che vanno avanti nella loro marcia inarrestabile. Il ricordo non si esaurisce affatto nella linearità del passato ricostruito come filo del racconto che si Continua a leggere →

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LA POESIA DELLA SETTIMANA: CAPPI

Alberto Cappi

PRIMO CANTO DELLA NEVE

quando venne la neve

la neve portò bianchi glicini

e dolci tortore di farina

quando venne la brina

anima candida luce di luna

quando candì il giorno intorno

e l’oro si fece solo sole

quando la notte si annodò

e nodo e nido furono uno

quando il violino suonò le note

della terra bruna e del mare

quando ritmando e poetando

siamo tornati ad amare

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PER ROSSANA OMBRES

PER ROSSANA OMBRES

Rossana Ombres (1931-2009). Scrittrice, giornalista, critico letterario de La Stampa, e soprattutto poetessa, è stata la prima donna a vincere il Viareggio per la poesia, nel 1974, con Bestiario d’amore. Ha esordito, ancora universitaria, nel 1955 con Orizzonte anche tu (Vallecchi), a cui si sono aggiunte Le ciminiere di Casale (Feltrinelli, 1962), e L’ipotesi di Agar (Einaudi, 1968). È presente nelle antologie di Biancamaria Frabotta, Pansa (con una breve ma importante introduzione di Sanguineti), Porta, Doplicher; è stata tradotta in numerosi paesi. L’ipotesi di Agar è costituito di testi pensati per la rappresentazione, esempio di “poesia-teatro” –tanto da esserci dei brani “d’appoggio per una eventuale messinscena”– testi essenzialmente femminili, scritti dalla parte delle, e per le, donne. Poesie Continua a leggere →

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IL CONFINE DI BRUNO BALZAN

 

IL CONFINE DI BRUNO BALZAN

“Siamo il nostro mistero che la ragione non comprende…il senso nascosto che ci ricollega al nostro giusto”: negazione ermetica dell’essere in Voci di confine (Biblioteca dei Leoni) segna la poesia di Bruno Balzan, che in tali versi posti a sigillo dell’opera ne esprime l’essenza più intima e veritiera. Tramite strofe strettamente inter-connesse in una rete lessicale e contenutistica ben definita, l’autore ci conduce alla ricerca dell’etica di un corpo che sfugge a sé stesso, estraniandosi nel nulla assoluto (“Questo corpo ha tutta l’aria di uno straniero che vuole impadronirsi della mia presenza”). Neppure la Morte, fedele serva dell’anima, riesce a districare quel filo montaliano che non tiene, Continua a leggere →

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LA POESIA DI ALESSANDRO AGOSTINELLI

LA POESIA DI ALESSANDRO AGOSTINELLI

Se si dovesse tentare di definire il tratto fondamentale della poesia di Alessandro Agostinelli si potrebbe usare la parola “disponibilità”. In effetti, i testi di Poesie della Linea Orange (Edizioni ETS) sembrano aperti ad accogliere suggestioni diverse, qualche volta in apparenza inconciliabili, che però si possono fondere grazie a un continuo spostamento dei confini, una specie di incessante “rilancio” in una partita a poker. Non a caso il testo di apertura è un tipico catalogo: come da titolo di Coltrane, sono favorite things, sono tutte le cose che hanno potuto generare un’emozione, un ricordo, una forma di esperienza – perché, ci dice esplicitamente Agostinelli nella sua premessa, Continua a leggere →

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GLI HAIKU DI RENZO CREMONA

GLI HAIKU DI RENZO CREMONA

Per le Edizioni del Leone è apparso Tundra, un’altra convincente opera di Renzo Cremona. Spicca nel panorama italiano degli haijin questo autore che riesce ad essere classico, ma senza manierismi, e fortemente innovativo, ma senza artificiosi sperimentalismi. Il campo poetico unitario dell’ispirazione, stavolta, è la tundra, declinata con una inusitata fantasmagoria d’inflessioni, e così avvolgenti da portare il lettore dentro un viaggio imprevisto. Pagina dopo pagina questo esile libretto, composto da altrettante “esili” composizioni, gli haiku per l’appunto, aperti e subito sospesi secondo i canoni classici specifici del genere, si manifesta nell’animo del lettore come la rivelazione sistemica di orme a traccia di un avventuroso viaggio. Passando dai silenzi artici e dalla rarefazione di forme delle spoglie Continua a leggere →

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LE SPERIMENTAZIONI DI ALBERTO CAPPI

LE SPERIMENTAZIONI DI ALBERTO CAPPI

Alberto Cappi è un poeta che si è imposto dentro quel particolare movimento letterario definito “neoavanguardia”. Si tratta di uno dei più spericolati ed efficaci sperimentalisti. I suoi libri di poesia (Alfabeto, Per versioni, Piccoli Dei, Il sereno untore, Visitazioni, La casa del custode, che coprono gli anni dal 1973 al 2004), oltre a molte plaquette, saggi critici, traduzioni, lo testimoniano. Nel Secondo Novecento si è imposto come il cultore della estrema manipolazione della parola, con ardite combinazioni, inverosimili concertazioni, disarticolazioni e ricostruzioni. Un lavoro di scavi, rotture, ricomposizioni: una scrittura unica e carismatica, al di là del significato, che alla fine Continua a leggere →

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LO SGUARDO DI NADIA SCAPPINI SULLA BELLEZZA

 

LO SGUARDO DI NADIA SCAPPINI SULLA BELLEZZA

Apparizione di aggettivo ardita e apprezzabile perché apparentemente incongrua, la parola «democratica» ti sorprende nella penultima riga della poesia che Nadia Scappini ha dedicato alla cala dei ginepri nel golfo di Orosei, posto molto bello della bella isola di Sardegna. L’epigrafe è del grand’esploratore di fede e terra, Teilhard De Chardin («Tutto quel che ascende converge»), ed è sciolta così in una composizione che evoca una preghiera claustrale all’aurora… “fino a scorgere / il barbaglio della rosa / che si fa via via attesa dentro / un fremito che bacia e che rincuora / e fa sentire rette la solitudine / le scarne parole a labbra giunte / l’orazione dell’orecchio che trattiene / appena il seme che ascende / e converge in virtù della bellezza / rara e democratica di ogni filo d’erba / della Continua a leggere →

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L’OLTRECLINICA DI OTTIERO OTTIERI

L’OLTRECLINICA DI OTTIERO OTTIERI

Il protagonista dell’insolito poema L’infermiera di Pisa (Garzanti) di Ottiero Ottieri è un “rifugiato” in clinica, dove si abbandona all’affabulazione e alla scrittura per reagire a insofferenza e noia. “Aveva fatto della clinica un mondo, / del mondo una clinica” dice di lui l’autore, “sognava libertà ad occhi aperti / libertà da tutto.” Spinto all’azione dai medici, il protagonista è recalcitrante e incline, piuttosto, alle divagazioni della mente. Una mente che a tratti è assalita dalle ossessioni, nell’incapacità di superare i traumi del passato, e in una sorta di condanna inevitabile, dalla Continua a leggere →