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‘L’ARTE DI CADERE’ DI RAFFAELA FAZIO

‘L’ARTE DI CADERE’ DI RAFFAELA FAZIO

Il perno intorno al quale ruota l’ultima raccolta poetica di Raffaela FazioL’arte di cadere (Biblioteca dei Leoni), è costituito dalla poesia C’è un amore, ove si dà la definizione di due espressioni d’amore. Anzitutto, “C’è un amore / così facile in natura / che ti mette ai ferri corti / non contratta / non riparte quando arriva / pur cambiando mentre dura / e non lascia alternative”. È l’amore materno, celebrato nelle ventidue liriche della sezione sesta Un’ossatura per il volo. L’apparentemente ingenua, forse scontata confidenza fatta ai figli: “C’ero / sul più bello / quando siete nati” (C’ero) è nella sua dorica maestosità un solenne magnificat al momento del parto. Senza mai staccare lo sguardo dai suoi bambini, la madre ne osserva la crescita nel loro “impennarsi come la punta sonora / di un campanile” (Oggi c’è nebbia e torpore); scorge nei loro balbettii e nei loro disegni maldestri il mondo farsi “come lui vorrebbe” (I disegni dei bambini); li sprona a esercitare il loro “sacrosanto diritto” di prendere il tempo “a manciate Continua a leggere →

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MADRE D’INVERNO DI VIVIAN LAMARQUE

MADRE D’INVERNO DI VIVIAN LAMARQUE

Per anni ho creduto che la poesia fosse una condizione originale della lingua (suoni, etimologie, possibilità lessicali) e, dunque, che esistesse indipendentemente dai poeti. Oggi, pur continuando a pensare che ogni lingua abbia una sua originalità e che questa sia misurabile in modo oggettivo, fatico a vedere lì la sostanza della poesia. Fatico, infatti, a usare proprio la parola “poesia” . Mi sento piuttosto incline a usare la parola plurale “poeti”. Quando si parla, appunto, di “poeti”, il bisogno di una categoria onnicompresiva appare subito falsificante. Tutte le differenze e le incoerenze tra questa e quella scrittura, oltre che più accertabili, si rivelano necessarie, perché non c’è la confusa, generica “poesia”, magari con la P maiuscola, ma ci sono i ben distinguibili, minuscoli “poeti”, donne e uomini, che Continua a leggere →

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LE RADICI DELLA POESIA DI FELICIANO PAOLI

LE RADICI DELLA POESIA DI FELICIANO PAOLI

Il fusto, nella pianta, è ciò che riceve dalle radici di che dar vita e forza ai ramoscelli dove si formano foglie e fiori, cioè la bellezza. E questi nodi sul fusto da dove spicca il ramoscello,li si può dunque vedere come il passaggio a un secondo grado della vita, il punto, nel visibile, dove affiora ciò che la rende un mistero. Feliciano Paoli, in Non perdere per strada (Archinto) ha scelto di pensare a questi nodi, di pensarci nel segno della poesia di cui il suo libro è un esercizio, e non è forse per ricordarci questo passaggio, e dirci così che la bellezza talvolta affiorante nelle parole non la si potrà capire se non ci si ricorda che è radicata in una terra? Ed è questa unità che l’intelletto ordinario perde di vista quando scompone, in migliaia di aspetti, ciò che è votando esistenza e spirito all’astrazione. La poesia Continua a leggere →

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‘LA VALLE DEL PENSIERO’ DI FRANCO DIONESALVI

‘LA VALLE DEL PENSIERO’ DI FRANCO DIONESALVI

La poesia di Franco Dionesalvi procede con passo agile e sicuro in The Valley of Thought, “La valle del pensiero” (Gradiva Publications). Il volumetto di carattere antologico, pubblicato nel 2015 dalla casa editrice Gradiva Publications, che da anni ha il merito di far conoscere testi significativi della poesia italiana anche in traduzione, presenta componimenti tratti da cinque raccolte di Dionesalvi e proposti qui nell’originale e nella traduzione in inglese di Catia Mele. Di questa valle Franco Dionesalvi attraversa sentieri, contempla sorgenti che scaturiscono dalla roccia, a ritmo di danza oltrepassa ruscelli, individua le impronte di chi ha preceduto, sosta a raccogliere rocce e foglie, segni silenziosi di presenze, cerca e scova nomi per sogni e per fenomeni, per visioni che si materializzano e per manifestazioni che hanno il potere di evocare mondi. È una poesia che respira ed emana classicità, questa, una Continua a leggere →

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TUTTE LE POESIE DI FRANCO MANZONI

TUTTE LE POESIE DI FRANCO MANZONI

In fervida assenza (Edizioni Raccolto) è la raccolta di tutte le poesie di Franco Manzoni. È quindi uno strumento nato con l’ambizione di essere quadro generale e riepilogo di una voce certa e conosciuta della poesia italiana a cavallo tra i due secoli che segnano poi lo spartiacque anche tra due millenni: il nostro tempo insomma, il proscenio di una intera generazione poetica operante a partire dagli anni Settanta del Novecento e tuttora nel pieno della propria elaborazione teoretica. Qui, in questo libro, in ordine diacronico, si susseguono le dodici raccolte dell’autore, da Esausto amore, uscita nel 1986 per Crocetti Editore, sino a Casa di  passaggio, edita nel 2001 da Signum Editore. Ma il libro uscito presso le Edizioni Raccolto opportunamente comprende anche poemetti e poesie pubblicate su riviste, prima e dopo le due date qui indicate; prima tra tutte le riviste ovviamente Schema, fondata da Manzoni nel Continua a leggere →

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GLI ‘ULTIMI’ DI FABIO GRIMALDI

GLI ‘ULTIMI’ DI FABIO GRIMALDI

Fabio Grimaldi trascrive in versi l’esodo tragico dei migranti, fenomeno massivo negli ultimi anni, utilizzando ora versi narrativi ora lirici dalla forte figurazione e dall’intensa espressività. Gazzella (LietoColle) inizia in medias res, con un luogo di guerra e con un vecchio padre che spinge il figlio a fuggire; sicchè si succedono pagine di adii, di viaggi, di attese disumane. In questi step narrativi l’autore ha cura di cristallizzare il sentimento di precarietà dei profughi per l’abbandono degli affetti («Basta un … album… a lenire la nostalgia?») e per le incertezze del futuro («Dover andare… sarà come un migrare di rondini»). Fabio Grimaldi, con realismo struggente, raggruma immagini Continua a leggere →

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LA POESIA DELLA SETTIMANA MONTALE

Eugenio Montale

XENIA

Dicono che la mia
sia una poesia d’inappartenenza.
Ma s’era tua era di qualcuno:
di te che non sei più forma, ma essenza.
Dicono che la poesia al suo culmine
magnifica il Tutto in fuga,
negano che la testuggine
sia più veloce del fulmine.
Tu sola sapevi che il moto
non è diverso dalla stasi,
che il vuoto è il pieno e il sereno
è la più diffusa delle nubi.
Così meglio intendo il tuo lungo viaggio
imprigionata tra le bende e i gessi.
Eppure non mi dà riposo
sapere che in uno o in due

noi siamo una sola cosa.

 

 

 

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LA MAGIA DEL NON LUOGO IN ROBERTO PAZZI

LA MAGIA DEL NON LUOGO IN ROBERTO PAZZI

Erano dieci anni che Roberto Pazzi ci lasciava senza le sue poesie, un tempo impensabile nelle tempistiche contemporanee, eppure il tempo giusto secondo l’esempio dei grandi del passato. Il tempo giusto per una riflessione lenta sulle cose, e l’attesa che esse compiano su di noi i necessari cambiamenti. Così arriva, dopo una vita da romanziere e numerose presenze al premio Campiello, allo Strega, al Viareggio e altro, “Felicità di perdersi, Poesie 1998- 2012”, pubblicate da Barbera Editore. E per noi la felicità di perdersi leggendolo. Perché è così: ci prende per mano, con una lingua seducente e piana, e ci conduce a giro nei tempi, per stazioni deserte, fermate di autobus, sul greto del Po. E dopo tanto girare ci accorgiamo che siamo sempre lì dove lui è, a Ferrara. La città deserta e abitata dai Continua a leggere →

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STILE E MISTERO IN PAOLO FEBBRARO

STILE E MISTERO IN PAOLO FEBBRARO

Forse la poesia è un essere altrove. Scriverla è prendere il volo, librarsi sulle cose, immergersi nell’acqua invernale fino a toccare il fondo. Il mondo deve avere confini più remoti di quanto si crede. Gli elementi sono quattro o forse più e altrettanti sono i mondi in cui si divide il mondo, tutti da esplorare, siano storia e natura, mito o cronaca. Ricorro un po’ inconsultamente a queste immagini per spiegarmi lo stile misterioso, nella sua determinazione e limpidezza, nel quale un naturale bisogno di poesia prende corpo in Paolo Febbraro, forzando i perimetri di ogni oggetto percepibile e pensabile. Febbraro ha un modo tutto suo, civile, razionale, selvatico per eccesso di onestà, di smontare gli scenari quotidiani e scavalcare a oltranza ciò che comunemente è oggetto di fede cieca. Come si vede in ogni poesia, verso e frase di questo suo ultimo libro, Fuori per l’inverno (Nottetempo), i versi invadono ogni semplice atto di pensiero, mentre il pensare non lascia in pace i versi, se ne impossessa, li strazia  e rimodella, inventando senza sforzo apparente la più straniata e straniante musica di parole che si può leggere oggi nella poesia Continua a leggere →

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LA POESIA DI MATTEO BIANCHI

LA POESIA DI MATTEO BIANCHI

La poesia di Matteo Bianchi, scegliendo nel folto dei discorsi quotidiani nella raccolta  La metà del letto (Lorenzo Barbera Editore), dà rilievo di immagini e irripetibilità alla presa di posizione dell’uomo nei confronti di se stesso e del mondo. Per cui la disposizione etica ha spazio lirico e il suo atteggiamento morale ha misura di canto, in queste pagine rastremate e tanto più intense nella loro concentrazione. La capacità immaginativa ne è il motore: un’energia intellettuale capace di trasfigurare da immagine a immagine in un vorticoso susseguirsi di riferimenti culturali e di ricordi, di figure e di dati del presente. Tutti elementi che contribuiscono in ogni caso in modo decisivo a disegnare un “insieme”, universo immaginario, dentro al quale si evidenzia la riconoscibilità generazionale dei trentenni, senza per altro assurgere a nessun tipo di presunzione e rimanendo anzi con i piedi ben piantati per terra dentro il nostro Continua a leggere →