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L’ELEGANZA DI ALESSIO VAILATI

L’ELEGANZA DI ALESSIO VAILATI

Alessio Vailati: Il moto perpetuo dell’acqua (Biblioteca dei leoni, 2020). Interrotta da un “Intermezzo” in prosa, per tre brevi flash, la lettura di questa silloge prosegue con eleganti incisioni, nel ritmo incalzante del verso, che si propone con insistenti scintillii. Sono figure che si stagliano nel labirinto colorato del subconscio, tra la quotidianità che coinvolge con le sue improvvisazioni, a volte inaspettate, e le immagini di uno strano “perpetuo moto dell’acqua”, mossa dal vento, imprigionata dai raggi solari, specchio instabile dei flussi, “colonna di speranza e devozione”. “Le poesie di Alessio Vailati – scrive Paolo Ruffilli nella prefazione – tendono a significare una reciproca compenetrazione tra paesaggio naturale e mondo umano, a partire dalla vivida dominante del mare nella prima parte della raccolta e fino alla compresenza dell’intervento degli uomini con le loro costruzioni nella parte conclusiva”. Il canto si fa morbido, sussurro di labbra che interrompe la vernice: “Poi sciaborda sull’umida marina/ un intreccio casuale d’onde e sabbia/ e, dove un mulinello d’aria scuote/ l’ombra, in alto si levano le voci./ Ma il mattino agostano dalla fauci/ cristalline annichilisce il pensiero.” L’opera dell’uomo interviene a modificare il fragore dell’onda, una “chiostra di mura a strapiombo” delimita gli spazi e costringe lo sguardo, costringe “le placche di luce a sbalzare su argini e pareti”, così che “lo scandaglio segna la profondità della nostra essenza”. Scrittura che avvia al ripensamento, che si presenta con un aspetto estetico di corretta fattura, nella sua versificazione che si compatta ampiamente con gli slanci dell’immaginazione, avventura, ed azzardo ad oltrepassare i limen della nostra vicenda umana.

Antonio Spagnuolo

Poetrydream

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