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SUL TEMA DELLA GUERRA: BOTTACINI

FRANCO BOTTACINI
Afghanistan
(2001)
Il pane, sì per dopo
ma ora qui
in questo deserto gelido
c’è bisogno di piombo
Mandateci piombo
a scaldarci
e polvere per farlo salire in Cielo
a liberare i sorrisi dei nostri bambini.

Banalità di guerra
(2001)
Dagli ospedali agli obitori
in pellegrinaggio
con gli spazzolini da denti
per la prova del Dna.

È questa la guerra?
Sì, la guerra è una coperta di polvere
pezzi di carne arrostita
È l’odore dolciastro della morte
l’odore acre della guerra

Come tante guerre
(Se qualcuno ti ha visto chiamerà)

Erano così le guerre
hanno sempre avuto questo colore
di vestiti lacerati
e questo odore
di fumo, di macerie
di piscio stantio e di sangue raggrumato
Questo volare di mosche
e questo vedere
di foto appiccicate ai lampioni
di smorfie spiaccicate ai muri
di quadri storti all’intimità dei tinelli sventrati
di orologi fermi contro le tappezzerie
a segnare per sempre l’ora della guerra.

11 settembre, c. che giorno
(2003)
Due torri, un po’ di bombe:
il crollo della vera verità.
Il sudario dei morti
copre i nostri occhi orbi
(i nostri occhi iniettati di sangue).
La trasparenza del burka?
Najaf o Kabul, Baghdad, Washington
Berlino, Gerusalemme o dove vuoi tu:
alta nel cielo uno straccio di bandiera
vaneggiata davanti al dio silente

B
U
O
N
annnnnnnnnN
i
v
e
r
s
a
r
i
ooooo

BOOOM!

La buona guerra la guerra cattiva,
ancora un po’ di piombo e di polvere
o di gas neutro,
giù nelle fosse
please

 

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