Mariella Bettarini è nata nel 1942 a Firenze, dove è vissuta, fino alla scomparsa nel 2026. Ha lavorato come maestra elementare, legata agli ambienti del cattolicesimo del dissenso e alla Comunità dell’Isolotto di padre Balducci. Ha pubblicato nel 1966 il suo primo libro di poesie, nei decenni successivi ha dato vita a una lunga serie di iniziative culturali. Con Silvia Batisti nel 1973 ha fondato Salvo imprevisti, periodico di poesia autogestito e autofinanziato, che ha continuato le pubblicazioni col nuovo nome L’area di Broca. Ha fondato e diretto con Gabriella Maleti la casa editrice Gazebo. Ha pubblicato, di poesia: Il pudore e l’effondersi, 1966, Il leccio, I Centauri, 1968, La rivoluzione copernicana, 1970, Terra di tutti e altre poesie, 1972, Dal vero, 1974, In bocca alla balena, 1977, Diario fiorentino, 1979, Ossessi oggetti/spiritate materie, 1981, Il viaggio/il corpo, 1982, La nostra gioventù, 1982, Vegetali figure, 1983, Tre lustri ed oltre, 1986, Diciotto acrostici, 1992, Familiari parvenze (enigmi?), 1993, Asimmetria, 1994, Zia Vera – infanzia, 1996, Case – luoghi – la parola, 1998, Per mano d’un Guillotin qualunque 1998, L’amoroso dissenso, 1998, Haiku di maggio, 1999, La scelta – la sorte, 2001, A parole – In immagini (antologia poetica 1963 – 2007), 2008, Haiku alfabetici, Il ramo e la foglia edizioni, 2021, Terra di tutti, 2026. Di narrativa: Storie d’Ortensia, 1978, Psycographia, 1982, Amorosa persona, 1989, Lettera agli alberi, 1997, L’albero che faceva l’uva, 2000, La testa invasa, 2003. Di saggistica:I poeti sono uomini, 1975, Pasolini, le culture e noi, 1978, Donne e poesia in AA.VV., Poesia femminista italiana, 1978, Felice di essere (scritti sulla condizione della donna e la sessualità), 1978, Chi è il poeta? (in collaborazione con Silvia Batisti), 1980. Ha tradotto: Simone Weil, Lettera a un religioso, 1970. Ha collaborato con riviste, quotidiani e periodici, fra i quali Altri termini, Carte segrete, Effe, L’Espresso, Bollettario, La Fiera Letteraria, Il manifesto, Nuovi Argomenti, Noi donne, Ombre rosse, Pianeta, Gradiva, Paese Sera, Tempi moderni, l’Unità.
https://it.wikipedia.org/wiki/Mariella_Bettarini
POESIE
Obbedienza
è (l’obbedienza) una disobbedienza al suo
contrario – il tuo becco di gru – il lungo
sottile collo obbediscono solo ai connotati delle gru –
non a quelli delle cutrettole: obbedisci a te solo
sei congruo a te – come l’ornitorinco fa propria
la propria indole (il lupo la sua peculiare)
ma se l’indole è un demone – meglio vale
la disobbedienza – la divergenza – la disparità: dunque
obbedisci (talvolta) al tuo contrario: disobbedendo obbedirai
e mentre compirai l’obbedienza ti scoprirai alfine
contraddittorio – disobbediente
A se stessa
Ti apprendo nei contrasti,
vocabolario del cuore,
spirito fiammeggiante
sulla mia bocca,
ispirazione e difesa,
tranquilla certezza.
Con la vita ti apprendo,
con la vita
che cerca di sconfiggere
la mia clamante fiducia.
Di Padreterni ce n’è uno solo
Di Padreterni ce n’è uno
solo e io non sono neppure
il suo angelo custode
che scenda per tirarti fuori
dalla buca nella quale sei caduto,
ma solo uno semplicemente,
il cui potere più grande è quello
di non averne e la cui più autentica
allegria quella
di stare a guardare il mondo
e dirne qualcosa tra noi
– problema autentico in mezzo
a tanti pseudo-problemi –
e cambiare le bende
all’uomo ferito – opera
non ‘bella’, ma la bellezza
non risolve –
e lasciarsi defraudare
da tutti – perché la sorgente
in un fiume è perenne e un uomo
non è mai un semplice ruscello
che alla prima canicola secchi.
*
Ci lascino amare
ci lascino amare chi vogliamo: l’acqua
se piove il vento se tira il vento la veglia
il sonno e quello che so io, il fenicottero
e il coleottero, cieli mani e la faccia
candida-candita
———————————–la faccia
di marmellata affettiva.
“Queste sono le mappe per capire le cose, queste
sono le cose”.
Non è che abbiamo capito tutto.
Certe cose non le abbiamo capite
altre
sono state coperte dal brusio di una folla
nella quale non vedo bene.
*
Amore e libertà
perciò mi voglio
dispensare (o
indispensabile?) ignorante che sono
del fatto se possono convivere
amore e libertà o se l’amore
di suo piede prevede
la corda e la catena
il carceriere
e il carcerato amante.
*
La scrittura
disperante (sperata)
sperando
(disperata) m’assediano
camini di legno
giobbole
e la sembianza della solitudine
salita in fumo
ritrarsi
(auto-ritrarsi)
autoritratto
o auctoritas
la scrittura
scrivente dell’amore
la scrittura
scrivente del suo sé
*
Di te
prosecuzione del corpo
di te
di te e di te
mia natura montante
mia tramontana (o persa persona)
tu che abiti
la parte buona dell’esistenza
tu che stai
dentro il vento solare
tu che lo fai pulsare
il cuore delle mie verità
*
1933
niente scuole di nuoto
canto
niente riviere e niente
mare
niente località
sciistiche – niente tazze di the
niente approdare
nessun allenamento a dizionari atlanti
a righe a squadre
a fertili equilibri
di no di sì
a scherzosi ludibri
Berlino – il dieci maggio Goebbels
quell’incendio di libri…
*
1967
tre miliardi e quattrocentoventi
milioni d’esseri
sopra la Terra
ma se “zia Vera” chiamo
mi risponde lei sola
lei solamente
conosce quel richiamo
*
Senza voltarsi
è oggi – è qui
a picco – a piombo
che piombano le cose – nella sacca del riso o
del rimpianto
nel lembo secco
di fogli-foglie senza voltarsi
senza girarsi mai (le cose) a
guardare il “già fatto”
a guardar noi che – muti –
le guardiamo srotolarsi – sparire – avvicinarsi
masticare -mingere – minacciare – sillabare – recedere
in compatti drappelli o sole (solesole)
e chi sa che balzani bizzarri siamo per loro
col nostro ardire di saputi padroni
di reginelli sciocchi – di reucci da bàlia.
*
Il cuore dei balestrucci
il nostro cuore è un bradipo
di terra lento e goffo
al confronto col cuore
dei balestrucci che corre – vola
con loro
cuore caldo caldissimo
ipertermico cuore
*
Pum-pum
con questo cuore robusto caldo
sai come batte la paura dei rondinotti?
puoi sentirne il pum-pum
se taci – se stai muto
nell’eguale meraviglia – paura
*
Il volo dei piccoli
e sai che quasi non m’importa se
doloro – se m’affatico
su queste gambe
sai che quasi
davvero non m’importa se ancora
vedo volare i balestrucci?

