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IL FUNAMBOLISMO ESPRESSIONISTICO DI RIPELLINO di Paolo Ruffilli

La pratica di poesia per Angelo Maria Ripellino è cominciata relativamente tardi (“per anni e anni ho scritto e stracciato poesie”), considerandosi un traduttore prestato alla poesia, e si intreccia indissolubilmente alla sua attività di slavista (si dedicò a lungo alla lirica e al teatro russo, traducendo Pasternak, Chlebnikov, Holan e molti altri). Si era già

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LA POESIA DI RENZIA D’INCÀ

Io non sono il mio sintomo (I Quaderni del Bardo), di Renzia D’Incà, è un’opera fin dal titolo impegnativa. Per due motivi: 1) perché la poesia di Renzia è molto elaborata dal punto di vista formale; 2) perché è per sua natura intrinsecamente a-razionale, e dunque difficile da afferrare con gli strumenti logico-razionali della critica

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RONDONI: CONTRO LO SCONTENTO

In Sette canti contro lo scontento (Garzanti), Davide Rondoni propone un’opera poetica intensa e lucida, che s’inserisce con forza nel panorama della letteratura contemporanea affrontando uno dei sentimenti oggi più diffusi e difficili da definire: lo scontento. Non si tratta, infatti, di un semplice disagio personale o di una malinconia passeggera, ma di una condizione

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Articoli, La poesia della settimana

GLI EPITAFFI POSSIBILI di Antonio Donadio

da Versi in Memoria, di Antonio Donadio, Edizioni Progetto Cultura Alcuni epitaffi dal singolare e originalissimo omaggio ad alcuni grandi autori della nostra letteratura, che Antonio Donadio scrive traendo ispirazione dalle loro opere e dalla loro vita, come se fossero loro stessi a raccontarsi. Alberto Arbasino Non pianger per me, casalinga di Voghera, all’inferno va

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CORAZZINI: SPLEEN E IL SOGNO DI UNA CANZONE MORTA di Elisabetta Brizio

È nella sua fragilità che sta la forza innovativa della poesia di Sergio Corazzini. Nostalgia retrospettiva, iniziazione al nulla, trasposizione confessionale di un io morente che si volge al breve tempo della vita, poesia disfatta ed esposta alla dispersione che tuttavia compie un gesto decisivo: liquida sommessamente la tradizione, ne spezza l’equilibrio classico, e diventa

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RICORDO DI CEES NOOTEBOOM

Con quanta voracità l’arte replica l’essenza delle cose, e la nostra eterna fame sembra placarsi nel “desiderio nero inchiostro”. Ogni poesia di Cees Nooteboom è anche un piccolo quadro: scorcio di una scena, ritratto, natura morta. Vi si rivelano di colpo la breve luce del giorno, il silenzio “travestito da voluttà notturna” intorno alla casa, un uomo

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