Salutarsi solo alcuni giorni fa e darsi appuntamento per fine agosto a Bergamo, in Città Alta, lui ospite d’eccezione in occasione della presentazione di un mio ultimo libro. Plinio, o meglio, Plinius, come amava confidenzialmente firmarsi, aveva un dono ormai molto raro, l’umiltà: non si compiaceva dell’ essere tra i poeti della nostra generazione, un faro discreto, unico e prezioso. Era per me il Grano Maggiore di questo nostro rosario terreno, cosi in alcuni versi in memoria. L’Amico, il carissimo Amico, dal sorriso disarmante, sincero e pronto nel consigliarti o nell’assicurarti un Suo prezioso intervento, come fra noi in tanti anni e, come detto, prossimamente a Bergamo. Non vuole essere questo mio un ritratto dell’importante poeta e critico letterario, ci saranno tempo e modi per questo, ma solo una breve testimonianza per l’uomo Plinio Perilli che ha lasciato non solo un profondo vuoto in chi ha avuto la fortuna di conoscerlo ma anche in questa nostra sempre più povera e smarrita Repubblica delle Lettere.


La mia poesia deve tutto a Plinio. Ciao grande Amico mio.