Federica Taddei
FINESTRA
Notte di luglio, argento su cobalto
rotto da una canzone americana, il silenzio diventa sanguinoso.
La donna alla finestra, le braccia larghe spingono
le imposte, il corpo un arco verso il covo prezioso
delle stelle, luciferine. Non le sanno spiegare a che costellazione
sia appartenuta la distanza dall’uomo ormai
perduto al gioco. Forse una quadratura di pianeti
che nella sera splendono funerei. Quell’aria profumata
di balsami speziati, di musica in sordina,
cosa possono dire a quell’urlo notturno? Al muto gesto
di belva che si arrende?
