La Poesia italiana del Secondo Novecento - The italian Poetry of the second half of the 20th century

Sandra Evangelisti


 

Sandra Evangelisti è nata nel 1964 a Forlì, città in cui vive e lavora.Dopo gli studi classici, si è laureata in Giurisprudenza presso l’Università di Bologna. Scrive versi fin dai tempi del liceo, ma inizia a pubblicare testi nel 2006, prima su riviste letterarie, poi in Antologie. Nel marzo 2008 pubblica la prima raccolta di poesie dal titolo Lascio al mio uomo (Midgard), una plaquette di diciannove liriche dedicate all'amore.Nel dicembre 2008 è pubblicata L’ora di mezzo dalle Edizioni del Leone di Venezia. Nel febbraio 2010 esce Intanto tutto procede, poi Diario minimo (2011) e Cuore Contrappunto (2012),sempre per la stessacasa editrice. Segue la pubblicazionedi La dimora deltempo (Biblioteca dei Leoni, 2014, a cura di P. Ruffilli). È collaboratrice del portale di arte e letteratura internazionale “Lankelot”. Ha una pagina a lei dedicata su “Literary” e cura un blog dal titolo La distensione del verso.


Web    http://www.literary.it/autori/dati/evangelisti_sandra/sandra_evangelisti.html


Web    http://ladistensionedelverso.wordpress.com/


Allora dove il percorso,


dove il cammino

se il filo eri tu?

Per te dipanavo matasse di seta

e trame di tela sottile al tramonto.

Sto ferma

guardo lo specchio.

Non riesco a sognare

mi assento del tutto

e chiedo il silenzio.

Ti cerco nel sonno

ma senti (vorrei che sentissi)

ho mani fredde

e non si scaldano mai.

Ho i termosifoni accesi

ma sono fredda e rigida

Così mi trovo

non vedo non sento

Vorrei partire la sera (potessi venire),

vederti toccarti sentirti

(potessi) in un viaggio,

e tu in fondo alla strada che sale.

Non stacca la mente,

non ferma il suo corso

ti pensa

in ogni momento di veglia

vorrebbe sentirti vicino.

Ti parlo e rispondo da sola.

Nel sogno ti vedo

immagino il volto la voce.


*

È solo una brutta avventura

non trovo parole

da te mi venivano

uscivano come farfalle

da un fiore sbocciato

ma adesso fa freddo

l’inverno le uccide (lo vedi)

le mani si fermano

le dita non dicono nulla

Ecco vorrei che parlassi

sentire la voce che riempie la stanza

rivivere la meraviglia (e non posso)

Dove porta il buio

da non poterlo spezzare di notte?


*

Tu, assolvimi dagli incontri mancati,

dalle parole pensate e non dette

e dagli scritti privi di vita.

Dal bene non fatto e dal male non sopportato.

Non so perdonarmi da sola.

Il rimpianto non ha compagnia,

e il male di vivere non ha più finestre

da quando non sei.

Perdona la vita non data,

la tua non amata abbastanza.

L’affetto vissuto in memoria.

E quando il dolore è più forte

dimmi che il male si lava

con lacrime trasparenti

e asciuga su fiori di rosa dipinti

nel buio



ATTO


I


Prendo atto della triste realtà

e mi arrendo all’evidenza della resa

pur sapendo che il prezzo del ricatto

è più alto del possibile riscatto,

e sapendo che ignorando il senso del possesso

ma ripresa nel vigore dall’eccesso


sarò libera di andare


per la strada che


mi pare……….


II


Non c’è gioia senza meraviglia:

se la figlia ha lottato per un padre

non può amare per davvero.

Sarà preda dell’oscuro desiderio

di star bene accoccolata nel suo sogno.

Esser donna e vedere il fondo del bicchiere

per gettarsi nell’onda del destino:

questa la sfida.

Se Mistral ha paura di annegare

non saprà cos’è l’odore del mare

e i lamponi saranno

sconosciuti avvisatori

di un colore mai vissuto.

Senza scudo più del nome

ed il velo del capello

la dimora del suo tempo non sarà sospesa.

Da Selene diverrò Teodora

per saggezza e per diritto

sposa del suo tempo.

Senza feudi e senza onori

ed armata di pazienza

-non di gloria-


III


Sono stanca e non son ricca

per ripicca getto la presa.

E se avessi in mano picche

non mi sarei arresa.

Quando ho visto l’alba offesa

ho pensato a una caduta di forze.

Ma prendendo in mano il cuore

ho capito che batte,

e stringendo anche più forte

ho sentito che l’offesa non dura,

e la resa è si è fatta anche più dolce.

Se mi arresto per un momento

vedo il tuo viso

e se penso al tuo sorriso

si illumina il viso.

Ma se so che sei lontano e non posso cercarti

niente può fermare l’angoscia che sale.

E se questo farneticare non ti sorprende

perchè pensi che nulla possa ferirmi,

devi sapere che ho vissuto la vita

dietro ad un sogno:

ritrovare un Padre che credevo perso

e che non ho mai avuto.

E quando ho creduto di averlo e l’ho visto morire,

ho pensato che anch’io avrei dovuto morire.

E se anche ho lottato per un lavoro

e se so che bisogna lavorare per vivere,

per lavoro non si deve morire.







EXPECTANT NOVA


Expectant novamerametomniumiudex locus

sicut sit plena et perfecta definitiomorae mundi

Sedet magna eritexpectatio de imibuscanebit

*

In diebus summa gratia

et sit benedicta

dissolvitur mala et invidia et dolor

Gratia etproximetibiagimusprocul.

Claritas mundi in orienteiperium

visio in orbe terrarum ab oriente et totae

motusastriscoeli et maris

*

Pleni sunt coeli et terra gloria tuae

etsupernisEvaetibi clamant

Omniisalvator mundi

ut et adiuvasdoloremcreaturarumlénias

*


Amore mio

Amore mio ti sogno

Vorrei stringerti le mani

Baciarle tutte

Baciarti tutto

Sempre


**


Le anime migrano

e non tornano ad un nido

si fermano sospese nel sorriso

E non è sera senza paradiso

Terra che non conosce la frescura

terra arsa dalla sete

di arrivare ad un destino

che non conosce fili né germogli

ma solo acqua

che gorgoglia


(inediti)