La Poesia italiana del Secondo Novecento - The italian Poetry of the second half of the 20th century

Cinzia Cavallo


 

Cinzia Cavallo è nata nel 1947 a Verona dove vive. Laureata in Lettere classiche all’Università di Padova ha iniziato tardi a scrivere poesia e solo dopo aver lasciato l’insegnamento. È stata impegnata per anni nella formazione di insegnanti in un progetto di prevenzione alle tossico-dipendenze; si è occupata di espressività corporea ed ha partecipato ad un corso quadriennale di dance-movement therapy presso l’Istituto Riza di Milano.
Ha pubblicato Territori di confine (Editing Edizioni, 2006) con cui è iniziata quella che ad opera conclusa risulterà una quadrilogia e che contiene due parti: la raccolta “Scampoli di anima”, che esplora il primo territorio di confine nella contrapposizione tra mondo interiore, animato da passioni, gioie e lutti, ed il mondo esterno altrettanto emotivamente eccitato; e “ I cerchi nel grano”, dove si confrontano altri due opposti, realtà e possibilità, in un confronto difficile e reciprocamente annullante. Ha poi pubblicato Laddove si quadra il cerchio (Edizioni del Leone, 2012), territorio di confine tra assoluto e relativo, terza tappa di un viaggio poetico-filosofico tra due opposti laceranti e sempre in ricerca di possibili spazi di saggezza in cui tentare di ricomporre le opposizioni.

E-mail    cavallocin@teletu.it



Solitudine

 

Non chiamate deserto
la solitudine di un albero,
non sapete dove le radici
traggano linfa vitale.

 

Al suo fiorire voi, decisi e
distratti. parlate di vita, ma
vi sfugge l’infinita pazienza
di un’oscura preparazione.

 

Necessaria solitudine, in cui
il cuore tenero si rafforza e
si apre al contatto profondo;

 

sognata, temuta solitudine
di chi impara ad essere Sé, per
volgersi sicuro al cambiamento.


 

Da Scampoli di anima

 

Solitude

 

Vous, qui appelez désert
la solitude d’un arbre,
ignorez où ses racines
sucent lymphe vitale.

 

Quand il fleurit, vous, résolus
et distraits, évoquez la vie,
mais vous échappe la patience
infinie d’un obscur apprêt.

 

Solitude nécessaire,
où le cœur tendre se fortifie
et s’ouvre au contact profond.

 

Solitude rêvée, redoutée de celui
qui apprend à devenir soi-même et
après se tourne sûr au changement.


 

Baghdad

 

Quando la dolcezza del vivere

seduce l’ insicura volontà,

quando il tuo piccolo spazio

esige cure eccessive e solitarie,

quando pavido nelle turbolenze

soffochi la tua voce indignata,

certo Baghdad è più vicina.

 

Quando vile nella notte lasci

sull’asfalto l’uomo morente,

quando permetti al denaro di

sottrarre dignità al tuo vivere

quando distratto trascuri per noia

la stanza segreta del tuo male,

Baghdad è sempre più vicina.

.

A tante guerre mai dichiarate,

a tante vittime non riconosciute,

ora e sempre sacrifichiamo tutti

il desiderio incompiuto di pace.


Da “I cerchi nel grano”



Baghdad

Quand la douceur secrète de la vie

réussit à séduire ta faible volonté,

quand ton petit espace exige de toi

des soins excessifs et solitaires,

quand, dans les turbulences,

tu suffoques ta voix indignée,

Baghdad est plus proche.

 

Quand dans la nuit tu délaisses

sur l’asphalte l’homme mourant,

quand tu permets à l’argent de

retrancher la dignité à ta vie,

quand, toujours ennuyé, tu négliges

la chambre inconnue de ton mal,

Baghdad s’approche davantage.

 

À beaucoup de guerres jamais déclarées,

à tant de victimes jamais reconnues, nous,

à présent et dans tous les temps,

sacrifions notre désir inachevé de paix.

10 Formiche

 

 

Il futuro sarà delle formiche accorte

che impegnano saggezza a conservare

i frutti della terra, per quando carestie

annunciate sgonfieranno i sogni onnipotenti

di chi svuota per rabbia ed incoscienza

il forziere di risorse quasi arrivate a fine.

 

Il futuro premierà le formiche oneste,

che vigilano sul ventre vuoto del mondo,

per annullare dispersioni inutili d’ambiente;

e se Potere allargherà voragini di stoltezza,

su quel vuoto di pensiero, abili getteranno

flessibili e robuste passatoie di progetti.

 

Il futuro insegnerà alle formiche sagge

l’arte di contenere con astuzia i guasti folli

di tante cicale insofferenti a giustizia e a

ragione, alle quali molte volte esse invano

hanno già gridato, dalle loro fila serrate ed

ordinate, di risparmiare, per pietà, la Terra.


Da “I cerchi nel grano”



Les fourmis

 

 

Le Future sera aux fourmis avisées qui

emploient de la sagesse à garder les fruits de

la terre pour le temps, dans lequel des disettes

annoncées dégonfleront les rêves omnipotents

de ceux qui vident, pour rage et inconscience,

la caisse des ressources presque épuisées.

 

Le Future récompensera les fourmis justes

qui veillent sur le giron vide du monde, en

annulant les dispersions inutiles du milieu;

et si –Pouvoir- agrandit des abîmes de sottise

sur ce vide de pensée, habiles, elles lanceront

de flexibles, robustes passoires de projets.

 

Le Future apprendra aux fourmis savantes

l’art de contenir avec finesse les fous ravages

de trop de cigales intolérantes à justice et

à raison, auxquelles, plusieurs fois, en vain

elles ont réprimandé, de leurs rangs serrés

et ordonnés, d’épargner, par pitié, la Terre.


 

 

 

 

Il letto di Procuste

 

 

Sulla via d’Atene un brigante vigilava;
aspettava viandanti ingenui che
sfiniti per aver tra i sassi a lungo
peregrinato cedessero al conforto
d’un letto morbido, in cui giacere.
Scivolavano nel sonno e tra le grinfie
di Procuste che, maniaco di perfezione,
tagliava chi dal letto troppo uscisse
coi piedi ed allungava tra i tormenti
chi basso non arrivasse alla sponda.
Se ti svegli distesa su quel letto ed hai
accanto qualcuno che t’osserva con
impietosa malizia, cercando avido
cosce più lunghe e giovani identità,
alzati di là e porta i tuoi piedi nodosi
a camminare ancora lesti nel destino,
prima di pensarti scherzo di natura.
Raccogli le residue forze in una sacca
ed affronta calma la solitudine, prima di
lasciar gelare di rabbia il tuo corpo,
prima di consegnarlo per disperazione
al male oscuro che lo conservi inerte,
cosicché non erompa sanguinario ed
incontenibile contro un povero essere,
condannato dalla vorace
perfezione,
a misurare spietato un mondo imperfetto
secondo un metro stretto e disumano.

 


The bed of Procustes

 

On the way to Athens a robber watched;
expected
naive travelers, who, exhausted,
for
having long wandered among rocks,
abandon
themselves to the comfort
of a soft bed in which lying down.
Slipped into sleep and into the clutches
of Procustes, that perfection’s maniac
cut who with his feet came out
of bed
and stretched in torment who,
bass,
would not come to the bank.
If you wake up lying on that bed
and you're
next to someone who
looks at you
with pitiless malice,
greedy, looking
for thighs longer
or
young identity, get up from
there and
take your feet gnarled
walking
briskly in destiny, before
considering
yourself a nature’s joke.
Collect
the remaining strength in a bag
and
, calm, face your loneliness
before letting
anger freeze the body,
before handing it over
for despair
to the
dark evil keeping it inert,
so
bloodthirsty and uncontrollable
not
erupts against a poor being
obliged
by his voracious perfection,
an imperfect world to measure,

using a
meter narrow and inhuman



 

Perfezione

 

 

Felicemente imperfetto, attento,
dialogante con l’essenza profonda
il mio corpo vive sempre di relativo.
Accetta il tempo morbido e dolce
d’arrivare a toccare ossa solide,
sorvola audace una pelle ancora
liscia, scansando i resti di ferite,
che il cammino spera già redente.
Da un punto di svolta glorioso ha
avviato la cura profonda e saggia
del rispetto dei suoi cicli alternati;
ha accolto curioso i messaggi duri
come simboli d’un viaggio compiuto,
agganciando una mente errabonda,
finalmente satura di generare ostilità.
Sa conservare il segreto sottile che
unisce due misteri a lungo indagati;
così il sapere come una vita tanto
abiurata affretti il processo della fine
può convincere coloro che giochino
tutto in un piacere, sfidando il tempo
come giocatori d’una roulette truccata,
che la vita e la morte vadano riconciliate,
in modo tale che l’una finisca quando
l’altra arrivi calma e non trafelata,
per aver rincorso un corpo impazzito.

 

 

Da “Laddove si quadra il cerchio”

Perfection



Perfectly imperfect, attentive,
dialoguing with the deeper essence
my body is still living in the relative.
It accepts the time soft and sweet
touching the bones still solid;
bold,
he flies over a skin still
smooth
, dodging remains of wounds
that hopes
already redeemed.
From
a turning point glorious
initiated
by the wise and profound
respect
of its alternating cycles.
So the body
accepted, curious,
the tough
messages as symbols
of a journey
made?? , engaging
a
wandering mind finally
saturated
to generate hostility.
Body knows to preserve subtle
the
secret that combines two
mysteries
long investigated:
so
knowing as a life renounced
hurries
the process of the death,
can convince those who play
all in a pleasure, defying time
as players in a rigged roulette,
that life and death are reconciled
so the first ends when the other
arrivals calm and not out of breath
for running behind a crazy body.



Il guanto

 

Come un guanto segue

la sua mano, t’adattasti

dolcemente a lui, paga

d’esistere in quel contatto.

Quando egli si sottraeva.

per sentirsi libero

di toccare il mondo,

tu, impaurita e fragile,

aspettavi che la vita

tornasse al riaccendersi

d’incostante desiderio.

Esistere nel bisogno

impedì al suo cuore

di scegliere per amore

e privò la tua storia

dell’orgoglio di vivere

anche per te stessa.

 

Da “Scampoli di anima”

 

 

L’orecchino

 

Rovescio la scatola dove l’ho di certo custodito.

Forse mi sta guardando, ma ora non lo trovo.

Con mani impazienti sconvolgo l’ammasso

di oggetti luccicanti, ma non preziosi e,

mentre con violenza li arruffo, brontolano

alla mia fretta ed imprecano arrabbiati.

Dispettoso quello si nasconde all’indifferenza

con cui l’ho sempre usato. Ricomparirà,

ne ho il sospetto, solo quando, setacciati

i nascondigli della logica, m’arrenderò

alla sua assenza. Rispunterà in un luogo

impensato, facendosi beffe della mia ansia

e vorrà sapere se gli riconosco un’anima

indipendente, fiera con cui andare e venire

                                           dalla mia vita.

 

Da “Scampoli di anima”

Verità

 

Chi ha coraggio dica la verità

e chiami fiore il fiore.

Ed esso si ergerà sullo stelo,

felice d’essere nominato,

fiero d’essere riconosciuto.

Chiami tempesta il vento forte

che scuote gli alberi del tempo

ed oblio la memoria negata.

Chiami odio l’amore avvizzito

e violenza lo spirito oltraggiato.

Quando tutto avrà un nome,

sarà più facile parlare alla vita.

 

Da “Scampoli di anima”

 

 

 

La scommessa

 

 

A fatica, benediciamo la sofferenza

che costruisce ali ai nostri pensieri.

Nessuno, che sosti felice ed appagato

tra le braccia solide dell’amante,

lascerà mai quel rifugio caldo,

tanto da incontrare se stesso

e veleggiare nell’ignoto di versi

agitati e malamente rassicuranti,

dove nostalgia, rancore, rimpianto,

muovano i flutti del mondo sommerso.

Non conoscerà il tempo eterno

dell’attesa estenuante ed inutile,

né, come Sisifo, rotolerà per destino,

su per il monte una matassa di speranze,

o s’ingegnerà col corpo a contrastare

la caduta rovinosa delle illusioni.

A quel marziano, che resterà fermo

tra le braccia amorevoli del Caso,

nessuno potrà rivelare che la sofferenza

sia l’inchiostro indelebile della vita.

 

Da “I cerchi nel grano”

 

 

 

 

 

 

 

I girasoli

 

Arerò le oscure profondità

ove soggiorna la mia coscienza

e spargerò per tempo i semi

d’una distesa di girasoli.

 

Camminerò nel giallo dei fiori,

scostando steli alti come persone,

robusti come alberi e ascolterò

quella voce saggia ed antica.

 

-Da sempre offriamo al vento

il sussurro di una verità discreta;

da sempre mostriamo al sole,

che ci muove, la nostra parte vera-.

 

Strano proposito induce gli uomini

a mostrare il cuore a macchine

di morte che lasciano deserta

una terra avuta in prestito limitato.

 

Eccitati dal progresso che li consacra

umani contro natura e ferinità , come

anime sconosciute a sé, negano al sole

i veri volti, pur di non perdere possibilità.

 

Da “I cerchi nel grano”

 

 

Ode al libro

 

Sulle pagine segnate di matita,

sui concetti portati a soluzione,

il mio occhio vaga veloce, vorace,

finché l’idea sostanziosa lo ferma.

Il dito tra i fogli marca la pausa dove

il cuore e la mente sostano insieme.

Sospeso tra leggere e capire, il momento

lanciato nel nulla s’afferra al significato

come il pesce all’amo che lo cattura;

e la via s’apre a quella voce profonda

che arriva da saggezza oltre il tempo.

Quanti “eureka” partecipano di un libro.

Quante pagine a costruire una storia

in sintesi circoscritte a vite sfiorate.

Quante parole a chiudere nella forma

di un sentimento altrimenti dilagante!

 

Da “I cerchi nel grano”

Dopo

 

Dopo la lotta,

dopo l’angoscia

dopo la paura,

sedersi quieti

ad aspettare il tempo,

conquistati dal destino.

 

Dopo la noia

dopo il vuoto

dopo l’eccesso,

distillare il segno

che spiega la vita,

affascinati dall’attesa.

 

Appena, sempre, forse, prima

della fine della storia

 

 

Da “I cerchi nel grano”