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GIORGIO BARBERI SQUAROTTI

GIORGIO BARBERI SQUAROTTI

La morte di Giorgio Barberi Squarotti ha sorpreso, ma non tanto. Si sapeva che aveva già raggiunto il limiate estremo (aveva 87 anni). Si sapeva però che non voleva andarsene, che aveva ancora tante cose da dire, tanti sogni da fare, tanti desideri di parlare e scrivere. Come aveva sempre fatto. Aveva attraversato la citrica letteraria, l’insegnamento della letteratura italiana, aveva scritto libri di storia letteraria, di critica militante. Ma ciò in cui si identificava maggiormente era la poesia, la sua poesia. Ha pubblicato decine di raccolte poetiche: Dialogo infinito (Genesi).  Il 9 Continua a leggere →

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LA POESIA DI DIEGO VALERI

 

 

LA POESIA DI DIEGO VALERI

… La poesia di Diego Valeri è, inevitabilmente, quella di un intellettuale, ma non è in se stessa una poesia intellettuale. Per questo, e per il suo riprendersi da più lontano, riesce a dire quelle cose che i suoi contemporanei più all’avanguardia, «lirici nuovi» ed ermetici, non riescono più a dire, o solo per scorci e folgorazioni come Montale; ma beninteso riesce a dirle, lui stesso, un po’ come da dietro un velo (che sia questa la motivazione profonda del cosiddetto suo «impressionismo»?) Significa, come vuole chi lo sminuisce, che Valeri sia un poeta Continua a leggere →

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BEVILACQUA UOMO TORMENTATO

BEVILACQUA UOMO TORMENTATO

Scrittore, poeta, regista, giornalista, profondo depresso, uomo raffinato, uomo altezzoso. Sono alcune delle mille sfaccettature di una personalità difficile e complessa com’è stata quella di Alberto Bevilacqua, i cui 79 anni di vita sono trascorsi come sulle montagne russe. Dall’infanzia poverissima al successo del premi Bancarella e Campiello, dall’amore per il cinema a quello tormentato con Romy Schneider, dalla lunghissima lotta con il male oscuro fino alle aule dei tribunali, quando si ritrovò improvvisamente tra i sospettati dei delitti del Mostro di Firenze. È finita il 9 Continua a leggere →

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I POEMI DI MARGHERITA SERGARDI

I POEMI DI MARGHERITA SERGARDI

È più di un azzardo introdurre questo libro di Margherita Sergardi Laguna viva (Edizioni del Leone). Basti scorrere l’indice: il sottotitolo “lirica avventura”, il titolo del libro primo – solo la prima parte dell’impresa – “crociera del verosimile”, tre sezioni compiono tre “giri d’orizzonte”, e per ogni giro i laghi italiani, dalla Lombardia al Lazio, e chiavi musicali con pianole, pedali e cuffie. A che ci conduce stavolta la signora senese di antica famiglia, autrice di raccolte di versi, di testi teatrali, di riflessioni aguzze sul teatro? È questo un poema-poemetto, è anche un singolare Continua a leggere →

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L’INDELEBILE NONNULLA DI CATTAFI

L’INDELEBILE NONNULLA DI CATTAFI

L’osso, l’anima è uno dei libri più belli, più ‘pesanti’ di questi anni. Per conto mio (…) è la testimonianza più alta e organica (…) resa in questi anni (…) da uno scrittore della cosiddetta quarta generazione”. Sono passati quarant’anni  da quando Giovanni Raboni, dalle colonne di aut aut, arrischiava questo giudizio audace ed apodittico su Bartolo Cattafi, ancor più audace se si considera il contesto letterario cui esso fa riferimento (è la stagione del Gruppo 63, di Nel magma di Luzi, delle Poesie in forma di rosa di Pasolini…). Da allora Bartolo Cattafi  ha poi pubblicato altre Continua a leggere →

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ALFONSO GATTO LIRICO

ALFONSO GATTO LIRICO

Torna in libreria il volume di Alfonso Gatto Tutte le poesie, a cura di Silvio Ramat (Mondadori) in una nuova edizione accresciuta e aggiornata che va oltre il “piano dell’opera” da lui stesso concepito e proposto per la Collana “Lo Specchio” a partire dal 1966: La storia delle vittime. L’opera in versi di Alfonso Gatto ha attraversato le avanguardie conservando intatta la vocazione melodista. Alfonso Gatto è stato infatti un surrealista delicato, legato a quell’intrico di impressioni che gli ha fornito la sua terra; un lirico mirabilmente estroso e sempre in cerca di Continua a leggere →

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MONTALE UNO E DUE?

MONTALE UNO E DUE?

(estratto dall’articolo in L’ombra delle parole)

La traiettoria del percorso della poesia di Eugenio Montale è il punto di arrivo di un certo modo di intendere la letteratura: la concezione del letterato come del “dilettante di gran classe” e del suo lavoro come della più sublime delle inutilità, nel rifiuto dell’idea dell’intellettuale “professionale” e della sua presunta funzione nell’ambito della società. Nella poesia “Pasquetta”, in Quaderno di quattro anni, si legge l’ulteriore ripresa ironica del tema montaliano del “dilettante di gran classe”, indicato come terza scelta possibile tra impegno e disimpegno. L’esperienza poetica di Montale si Continua a leggere →

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L’URGENZA COMUNICATIVA DI EDERLE

L’URGENZA COMUNICATIVA DI EDERLE

Ancora una volta, in questo I giganti e gli uomini (LietoColle), Arnaldo Ederle ci stupisce con la densità della sua scrittura e con l’alto senso morale che la pervade; integro nel suo vigore intellettuale; anzi rinvigorito negli accenti – fortificati da decenni di appassionato servizio alle ragioni di una lirica dichiaratamente umanistica – che soltanto l’età della parresia permette di conseguire e compiutamente manifestare, convertendo al meglio i giovanili inciampi e le generose, eppure, a volte, ingenue infatuazioni sperimentali degli esordi. Per quanto attiene ai poemetti (genere, Continua a leggere →

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LA BELLEZZA SECONDO PAOLA MANCINELLI

LA BELLEZZA SECONDO PAOLA MANCINELLI

L’estetica come ragione profetica e l’arte come etica civile. Mi sento di condensare in questa sintesi estrema il percorso che Paola Mancinelli allestisce nel suo transito attraverso le Grammatiche della Bellezza (Aracne Editirice). La sintesi può apparire estrema, nella sua ruvida concisione: di certo forzosamente riduttiva della complessità e della ricchezza di sfumature che modellano dialetticamente e sapientemente il percorso di questo bel saggio. (Forse è anche un po’ estremistica, se si considerano le associazioni terminologiche e concettuali messe in campo dal nostro enunciato, al limite dell’ossimoro). L’immagine dell’estetica come ragione, di fatto, non è la più scontata, a questi Continua a leggere →

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DE LIBERO UN CLASSICO MODERNO

DE LIBERO UN CLASSICO MODERNO

Autore di tre libri di racconti, di due romanzi, di scritti d’arte, di prose bizzarre ed eleganti, Libero De Libero è stato oggetto della maggior valutazione da parte della critica come poeta, fin dalle prime prove (Alberto Savinio lo definisce: “Un Rimbaud nostro e che il demone ha lasciato in pace. Ma uguale a lui per la dolcezza di nostalgie, per alte meditazioni, per lunghezza di sguardo”, nel 1936). Valutando nell’insieme le raccolte Testa (1938), Eclisse (1940), Il libro del forestiero (1945), Banchetto (1949), Ascolta la Ciociaria (1953), Di brace in brace (1971, Premio Viareggio), Scempio e lusinga (1973), Circostanze (1976), riunite in Le Poesie (Bulzoni), si può dire che la sua poesia, Continua a leggere →