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GLI ALTRI LUOGHI DI LUCIA GADDO

GLI ALTRI LUOGHI DI LUCIA GADDO

La nuova raccolta di Lucia Gaddo Eventi primi (Macabor Editore) pone al critico il tentativo di un’indagine intenzionale per verificare il presente nell’ottica di un percorso ormai quarantennale. Si potrebbero trarre dalla nota due elementi: “segni che esercitano l’ispirazione” e “storie che intreccino fra loro nel reale come anche nell’immaginario”; ma l’analisi, per ovvie ragioni parziale, fa emergere un’area diversamente cognitiva intesa a individuare coordinate interne ai testi nel rapporto inevitabile con l’alterità: tale indagine si sviluppa da pur limitati Continua a leggere →

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L’ACROBATA DI GIOVANNI PERICH

L’ACROBATA DI GIOVANNI PERICH

Giovanni Perich era poeta incisivo e riservato, che guardava alle cose della vita e del mondo dalle finestre della sua casa bolognese affacciata sullo stesso cortile-giardino alla cui luce si affidava il pittore Giorgio Morandi, al quale certe tonalità ferme e aurorali da natura morta metafisica tradotte in linguaggio lo avvicinano. Oltre allo studio in via del Piombo, il suo “laboratorio all’aperto” era il Roxy Bar, dove Perich trascorreva la mattina a scrivere, in uno dei tavolini all’interno o all’esterno del locale a seconda delle condizioni metereologiche e della stagione. Autenticamente interessato a tutti gli aspetti e a tutte le esperienze della vita, Giovanni Perich è stato uno dei pochissimi poeti capaci Continua a leggere →

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TRA MEMORIA E SOGNO CON GIOVANNI PARRINI

TRA MEMORIA E SOGNO CON GIOVANNI PARRINI

Ricco di sostanza, di pensiero, è il nuovo libro di Giovanni Parrini, Valichi (Moretti&Vitali), introdotto da Giancarlo Pontiggia. L’autore procede per argomentazioni serrate, cercando un possibile senso dell’esserci con puntiglio, acuta intelligenza, rigore intellettuale, muovendosi su percorsi ardui e difficili, dove pure è possibile cogliere nuovi messaggi, barlumi di conoscenza. «Abbiamo dubbi e basta per fortuna / non sappiamo chi siamo», dice, anche se in Continua a leggere →

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IL TACCUINO POETICO DI ALDO GERBINO

IL TACCUINO POETICO DI ALDO GERBINO

È anche una sorta di diario autobiografico di lavoro questa raccolta di versi ora lirici ora epigrammatici, alla quale Aldo Gerbino ha dato il titolo enigmatico di Comete mercuriali, piume. Taccuino poetico (2007-2015) (Algra Editore, prefazione di Maurizio Cucchi), la cui intenzione è palesata con una parsimonia finalizzata a preservare il grado necessario di ambiguità che la poesia esige. L’oscurità da dissipare, l’ostacolo che sfida il lettore a battersi per estorcere un senso alle parole, è quasi ostentata nella riproduzione in copertina di un olio di Sergio Ceccotti (Piccola malinconia italiana, 2006), del quale è protagonista un fascicolo della “Settimana enigmistica” in evidenza sul Continua a leggere →

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LA FOLLA SOLITARIA DI CARMELO CONSOLI

LA FOLLA SOLITARIA DI CARMELO CONSOLI

Una Terra Desolata di dimensioni certo meno epocali balena frequentemente nei versi sconsolanti ma classicamente proposti e torniti da Carmelo Consoli: La solitudine dei metrò (Biblioteca dei Leoni). La solitudine della vita in città che un tempo costituivano un ideale di convivenza civile e umana è il tema fondamentale di questa raccolta ricomposta e definita come un ideale poemetto in cui esperienza personale e sentimentale e vocazione della scrittura si riuniscono in un tentativo riuscito di loro sintesi. Consoli soffre della sua visione della “folla solitaria” di cui pure è costretto a fare parte e in cui si immerge sia pure a fatica, con un intimo moto di ripulsa. La cifra che ne risulta è un’angoscia diffusa, una forma assoluta di ripiegamento su se stesso che solo nella scrittura poetica potrà trovare Continua a leggere →

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ANTONIA POZZI E IL SILENZIO

ANTONIA POZZI E IL SILENZIO

Non esiste un silenzio assoluto, perché il nostro percepire rimanda sempre a un’esperienza effettiva, per cui, come ha sperimentato John Cage, anche in una camera anecoica resta sempre il pulsare del sangue, il respiro, il battito del nostro cuore. Premesso questo, anche il silenzio della natura va inteso soprattutto come atmosfera quieta di quei luoghi che si contrappongono al «frastuono» di Milano, città della poetessa comunque amata: Tutte le opere (Garzanti). In particolar modo Antonia Pozzi cercava «il silenzio proprio dell’alta montagna, dei luoghi di natura estranei ad ogni antropizzazione»: da qui la passione per le arrampicate sulle rocce, per le cime. Lo scalare per Continua a leggere →

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IL MONDO IN PERDITA DI CARLO NARDESE

IL MONDO IN PERDITA DI CARLO NARDESE

L’incipt d’esergo, dell’ultimo libro libro di poesia di Carlo Nardese, Notazioni di un commesso viaggiatore (Edizioni del Leone), porta la firma di Pasolini, ove questi ricalca che “Solo l’amare, solo il conoscere conta, non l’essere amato, non l’aver conosciuto. Dà angoscia il vivere di un consumato amore. L’anima non cresce più”. L’autore presenta al suo attivo quattro precedenti raccolte di versi: La vita futura (1986), L’infinito prossimo (1987), Nel triste paese del rimorso (1989), Passaggi obbligati (1991), ed un romanzo epistolare Lettere a un pipistrello (1999). E, a proposito di quest’ultimo Notazioni di un commesso viaggiatore, del quale diamo ragione, Paolo Ruffilli sottolinea che Carlo Continua a leggere →

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POESIA FRANCESE DELLA GENERAZIONE NATA TRA 1940 E 1970 di Fabio Scotto

Qualche riflessione sulla poesia francese della mia generazione

Essendomi occupato da trent’anni in qua di poesia francese e francofona (Belgio, Libano, Québec) moderna e contemporanea, con riferimento critico ad autori di varie generazioni, non mi è facile individuare come poeta gli autori francesi  “della mia generazione”, perché, come spesso accade, essi non sono necessariamente quelli che si sono maggiormente frequentati, o con i quali si sia trovata la maggiore affinità elettiva o continuità di scambi, tanto più in un’epoca di oggettiva crisi, per non dire assenza, di movimenti, dove ogni autore finisce col privilegiare il proprio percorso individuale, spesso ignorando quello altrui. Le coordinate critiche della poesia francese Continua a leggere →

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LA MEMORIA IN RAFFAELLA BETTIOL

 

LA MEMORIA IN RAFFAELLA BETTIOL

Nella poesia di Raffaella Bettiol sono dominanti alcune costanti: quelle che un tempo venivano individuate come gli archetipi del vivere e del riflettere sul vivere stesso. Innanzitutto l’amore che dà il titolo alla prima sezione della raccolta. Qui, però, la poetessa padovana apporta una novità sostanziale ad una tematica già presente e decisiva in tutte le sue precedenti raccolte. E’ un amore, quello coniugale, che attraversa e fora la prosa quotidiana. Nessuna concessione alla retorica, uno sguardo lucido sugli abiti sparsi, sulle sedie, sui dissapori, sulle liti, sulle tante situazioni d’estraneità sempre presenti nelle vicende di una coppia. Eppure quest’amore  “sprovveduto” e incagliato Continua a leggere →

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L’ELEGIA IRONICA DI TIZIANO ROSSI

L’ELEGIA IRONICA DI TIZIANO ROSSI

Un’esperienza che affonda, non solo per istintiva natura ma per scelta volontaristica, le sue radici e le sue ragioni nei processi mentali e razionali del soggetto cogitante, ponendosi come rassegna delle immagini privilegiate del moto e gioco intellettuale, è quella che caratterizza Tiziano Rossi in tutti i suoi libri e in particolare ne Il movimento dell’adagio (Garzanti, 1993), ma anche nei successivi Pare che il paradiso (Garzanti, 1998) e Gente di corsa (Garzanti, 2000), fino alle prove di prosa poetica di Faccende laterali (Garzanti, 2009). Segnale intermittente del lungo “filo rosso” che attraversa le sue poesie è la presenza di un “tu” che brucia le zone di vuoto intorno a sé. Nel Continua a leggere →