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LA LINGUA DI BEPPE SALVIA

LA LINGUA DI BEPPE SALVIA

… Della esperienza di “Braci” facevano parte Colasanti, Salvatori, Del Colle, Lodoli e, appunto, Damiani. Ma soprattutto un giovane che si era presentato per leggere delle poesie proprio a Sant’Agata de’ Goti. Si chiamava Beppe Salvia e bisogna usare l’imperfetto perché Salvia si è ucciso a soli trentuno anni nel 1985. Quanti, fuori da Braci e oltre i poeti, conoscono la poesia di Salvia? Un giovane occhialuto che aveva stupito tutti. Lui non era la brace, era il fuoco che ondeggiando la rendeva viva e intoccabile. Nel libro “La difficile facilità” (Lantana, 2016) Continua a leggere →

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PREGHIERE DI SERENA DAL BORGO

PREGHIERE DI SERENA DAL BORGO

Il ritmo del rito che ritorna. Come un singhiozzo di preghiere nel quotidiano dolore. Un monte che cade, l’acqua che prende tutto l’intorno, un amico che parte e chiude la vita, un padre che se ne va e un credo poco credente formano le sezioni di Non ancora di Serena Dal Borgo (Book Editore). Sezioni legate tra loro da un filo che arriva dall’ascolto-ricordo delle preghiere, un filo che diviene nodo di domande e di imperativi, di dubbi e di perplessità, di tentazioni e di girasoli ricolmi di luce. In questa raccolta, attraverso i luoghi di confine tra un prima e un dopo, Serena Dal Borgo Continua a leggere →

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GIORGIO VIGOLO POETA PLATONICO

GIORGIO VIGOLO POETA PLATONICO

Giorgio Vigolo (Roma, 3 dicembre 1894 – Roma, 9 gennaio 1983), nome che ai più dirà poco o niente, è stato uno dei maggiori esponenti della cosiddetta Scuola Romana, formatosi sulle riviste “La Voce” e “La Ronda”. Assimilatosi, in certe fratture al sapore ungarettiano e in altre alla scrittura di un Palazzeschi, Vigolo obbedisce, pur riconoscendogli una certa modernità, ad una diversa idea della poesia. La cultura di Giorgio Vigolo potrebbe essere collocata tra l’estetismo di D’Annunzio e la dimensione demonica di Goethe, caratterizzata da un’ansia Continua a leggere →

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PROSA E POESIA IN CARDARELLI

PROSA E POESIA IN CARDARELLI

… La critica, nei confronti di Vincenzo Cardarelli, presenta discordanze a prima vista inconciliabili. Ormai acquisita è la possibilità della sua collocazione storica nel lungo capitolo, scarsamente evolutivo, della “prosa d’arte”; che è capitolo essenzialmente italiano, sicché egli appare situato in disparte, oggi più che mai, da un contesto letterario di portata europea. Ma anche nei confronti della nostra letteratura, Vincenzo Cardarelli si adoperò involontariamente a farsi considerare un caso isolato: favorì questa classificazione la sua stessa condotta di vita, non solo Continua a leggere →

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LA POESIA DI NELO RISI

LA POESIA DI NELO RISI

Dopo la laurea di medicina, Nelo Risi scelse di dedicarsi alla poesia. Esponente della generazione post ermetica, la sua prima raccolta è del 1941: Le opere e i giorni. Ma parallelamente si appassiona al cinema: in tutto otto film, un telefilm, documentari, e inchieste televisive. Nel cinema il suo debutto è Andremo in città, del 1966, ma è ricordato soprattutto per Diario di una schizofrenica del 1968, tratto dal romanzo di Marguerite Sechehaye. Gli altri suoi film Continua a leggere →

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LA RICERCA DI SÉ DI CLAUDIA M. TURCO

LA RICERCA DI SÉ DI CLAUDIA M. TURCO

Espressione di un’anima gentile e travagliata, questo libro dal titolo ironico e agrodolce, Neraneve e i sette cani – Storia di antiche violenze (Italic), si presenta al lettore in tutta la sua nudità, il suo candore, la sua atroce, sublime rivelazione. Rivelazione di una vita condotta all’insegna della ricerca di un proprio io  – quello della stessa Autrice, Brina Maurer, alias Claudia Manuela Turco – soprattutto contro la Violenza e la Crudeltà, in qualunque forma esse siano perpetrate nella nostra società. Proprio Alla ricerca di sé è intitolata la prima sezione del libro. A sorreggere quest’assunto c’è un filo-animalismo coniugato a un pacifismo di fondo: veri fari di un percorso esistenziale di cui il Continua a leggere →

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L’AEREA SCRITTURA DI QUASIMODO

L’AEREA SCRITTURA DI QUASIMODO

Nella prima parte della sua ricerca poetica, specie in Acque e terre, Salvatore Quasimodo risente del panismo dannunziano, esalta il legame con la natura unendolo più volte al senso di esilio vissuto nella città. La terra siciliana e il suo mare diventano sue muse ispiratrici. È la fase propriamente ermetica, tutta rivolta al rapporto tra parola-immagine-intimità. I significati sono tutti racchiusi come in un piccolo globo di luce che il poeta tiene racchiuso tra Continua a leggere →

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GIULIO GHIRARDI E LA MEMORIA

GIULIO GHIRARDI E LA MEMORIA

“Camminando per Venezia par di sentire le onde sotto le suole” scrive Giulio Ghirardi (1944-2014) ne Il teatrino tascabile libro che, insieme a Numeri Chiusi e a Un cumulo di bugie  è una Trilogia (editore Gangemi) introdotta da Renato Minore, presentata all’Ateneo Veneto  da Edoardo Pittalis, editorialista de “Il Gazzettino”, Paolo Leoncini e Alberto Zava dell’Università di Ca’ Foscari. “Elementi ricorrenti nella sua scrittura sono la pittura, la musica, il suono, il silenzio; la frase diventa orchestra, ora barocca, ora vivaldiana, o pop. Venezia c’è sempre” ha Continua a leggere →

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POESIA COME PREGHIERA IN BETOCCHI

POESIA COME PREGHIERA IN BETOCCHI
Nella sua forma primordiale la poesia era preghiera. Carlo Betocchi è uno dei maestri del nostro Novecento che più attinge a questa originaria fonte della parola. … Poeta fedele all’«atto / del nascere», costantemente volto al principio della creazione, Carlo Betocchi non poteva non collocarsi anche in questo senso all’origine: “…nell’innocenza / prima del punto del nascere, del punto / del decidere, non mio, ch’io fossi / … / quand’ero in mano a quel creativo esistere, Continua a leggere →

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GIORGIO BASSANI POETA

GIORGIO BASSANI POETA

…   Giorgio Bassani poeta. Anzi, dovremmo dire Bassani tout court, visto che lui stesso si è sempre definito “poeta”. Oggi una dichiarazione secca come questa “Sono un poeta, sostanzialmente un poeta” suonerebbe perlomeno curiosa. Perché? Perché i romanzieri di oggi non leggono più poesie, né tanto meno le scrivono (e si vede, verrebbe da aggiungere: vogliono tanto imitare gli americani, ma non hanno capito che probabilmente l’unico modo per dare velocità e icasticità alla propria prosa – velocità e icasticità così insite invece nella lingua inglese, mono e Continua a leggere →