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LA POESIA RACCONTO DI GIOVANNI GIUDICI

LA POESIA RACCONTO DI GIOVANNI GIUDICI

Dagli anni Sessanta in poi, la nutrita serie delle raccolte di Giovanni Giudici, ben dodici, è venuta a consolidare l’originala esperienza di uno scrittore che ha superato nelle sue prove la crisi del linguaggio poetico di una generazione e di una età. Coetaneo di Pasolini, di Roversi, di Zanzotto, Giudici ha scelto la strada di una poesia come racconto critico di sé, secondo un taglio ironico (che è soprattutto autoironico), della pura intonazione. Un racconto della identificazione progressiva, che è poi dell’approssimazione per difetto, disteso in una specie di “canzoniere” moderno e affidato al recupero di usi lessicali e sintattici diversi, assunti al livello di letterarietà. C’è, dentro la poesia di Giovanni Giudici, un movimento per il quale l’io-poeta da protagonista si è progressivamente decentrato, Continua a leggere →

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“OLTRE” DI LAURA PIERDICCHI

“OLTRE” DI LAURA PIERDICCHI

“La morte si sconta vivendo” suona un famoso verso di Giuseppe Ungaretti. E il titolo della poesia da cui è tratto è Sono una creatura. Ecco, dall’immenso dolore che provoca la perdita della persona amata – da molti ricercatori definito lo stress emotivo più acuto – scaturisce l’immagine intima della natura umana, emergono tutta la precarietà, la fragilità e al tempo stesso il bisogno fondamentale di comunione che ogni essere porta in sé. Quando un rapporto si spezza è il vuoto, il venir meno di ogni senso, il gorgo che si spalanca e annienta all’improvviso le aspirazioni, i disegni, il reciproco valore e arricchimento che hanno segnato fino ad allora l’esistenza a due. È il dramma, che Continua a leggere →

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IL “BABELARE COMMOSSO” DI AMELIA ROSSELLI

IL “BABELARE COMMOSSO” DI AMELIA ROSSELLI

… L’irrequieta tensione conoscitiva che è dietro al fluire sismico magmatico delle parole de L’opera poetica (Mondadori) di Amelia Rosselli, non deve indurre all’idea d’indeterminatezza irrazionale: se “la vita è un largo esperimento per alcuni […]” e nella Libellula la poetessa conferma: “Io sono una che / sperimenta con la vita”, si comprende come la pratica compositiva, l’etnomusicologia e la frequentazione dell’avanguardia musicale postweberniana durante i corsi estivi di Darmstadt del 1961, incidano sull’orizzonte dello spazio metrico di Amelia Rosselli, offrendole l’esempio extraletterario di criterio sistematico di razionalizzazione strutturale. L’aspetto che più Continua a leggere →

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L’ELEGIA DI VALERIA MASSARI

L’ELEGIA DI VALERIA MASSARI

Si spegne il giorno/negli ultimi battiti della sera. Si è spenta così la tua vita /negli ultimi battiti del cuore. Un abbraccio, uno sguardo, /un ultimo bagliore di luce./L’Amore è rimasto. Iniziare da questa poesia incipitaria con valenza eponima significa andare a fondo fin da subito nella profondità più intima di questo Abbraccio della sera (Youcanprint) di Valeria Massari dai risvolti ontologici. Un canto alla Madre; un’elegia sentita e di corposa pluralità ai ricordi che fioriscono con accoramenti sottrattivi. Abbraccio della sera, un titolo che con il suo significato estremamente simbolico rappresenta una vicenda, una storia, tanti momenti di un’esistenza legati ai turbamenti di un ego nel corso del suo esser-ci: terrenità, saudade, memoriale, Eros e Thanatos, inquietudine e solitudine. Tanti Continua a leggere →

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IL CANZONIERE DI MARIA ANTONIA MASO

IL CANZONIERE DI MARIA ANTONIA MASO

Un Canzoniere, intimo e autentico, che non tralascia niente del quotidiano, o meglio non esclude a priori oggetto alcuno, soffermandosi tanto sulla sublimazione dell’amore, quanto sui segni che lascia il tempo trascorso. In tal senso si afferma la scrittura come strumento di indagine che attraverso l’alto rilievo porti a maggior conoscenza: “Qualora si rompesse / il tenue filo della conoscenza/tutto parrebbe illusione”. E allo stesso tempo un Cantico, dal momento che in più occasioni la celebrazione dell’amore per l’altro da sé si espande ad invocazione verso l’Alto, Continua a leggere →

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IL SEGNO CLASSICO DI SILVIO RAFFO

IL SEGNO CLASSICO DI SILVIO RAFFO

Quello che appare subito nella poesia de La vita irreale. Poesia su due toni (Robin) di Silvio Raffo è un talento raro, unito alla capacità tecnica, nata da una profonda cultura, di rielaborare con felice creatività le leggi metriche e prosodiche della grande tradizione. Tradizione non solo italiana, ma anche anteriore, classica nel senso più raffinato del termine, e straniera, in particolare la grande poesia angloamericana. L’autore è infatti uno dei più apprezzati traduttori, fra l’altro, di Emily Dickinson, a cui ha sempre riservato un’attenzione speciale. Questa duplice componente si traduce in una felicità di scrittura espressa attraverso i versi della più nobile storia poetica italiana, Continua a leggere →

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POESIA E STORIA CON MARIA GLORIA GRIFONI

POESIA E STORIA CON MARIA GLORIA GRIFONI

Nei testi di Nei suk della storia (Biblioteca dei Leoni) Maria Gloria Grifoni sembra dar voce a quel nonsense che attanaglia il modus vivendi e che lede la società alle fondamenta. In una visione morbosamente pansessualista, che si ripiega sul feticismo organico e materico, emerge uno smarrimento cosmico, lo sgomento di aver perso ogni orientamento e saldo punto di riferimento per la propria esistenza, in un’avvilente disintegrazione di ogni sano valore. Così, si è in balìa delle pulsioni istintive, dell’orgia dei sensi e delle passioni, come se ci si abbandonasse alla voluttà indomita dei flutti del mare. Un caos primordiale imperversa, un disfacimento universale che distrugge Continua a leggere →

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LA POESIA DI PIER PAOLO PASOLINI

LA POESIA DI PIER PAOLO PASOLINI

Fin dagli esordi in friulano, che comprendono Poesie a Casarsa (1942) e La meglio gioventù(1954; poi ripreso con intenti diversi e notevole incremento di testi: La nuova gioventù, 1975), ben oltre la nozione ermetica di poesia pura, il giovane Pier Paolo Pasolini puntava alla scoperta di una lingua intatta, che fosse quasi un equivalente letterario del suo religioso desiderio di purezza (fonderà così nel 1945 l’Academiuta di lenga furlana). Il suo interesse per la poesia dialettale trovò espressione in due importanti antologie: Poesia dialettale del Novecento (in collab. con M. Continua a leggere →

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I “DIALOGHI IMPERFETTI” DI PATRIZIA RISCICA

I “DIALOGHI IMPERFETTI” DI PATRIZIA RISCICA

Patrizia Riscica con Dialoghi imperfetti (Biblioteca dei Leoni) è alla sua quarta raccolta. C’è una straordinaria compattezza nella sua opera poetica. È un’opera drammatica, quasi teatrale, nella quale il corpo incarna ed esprime perfettamente l’anima e la trasporta saldamente lungo il percorso della vita. La lingua esprime il dramma della vita diventando sempre più scorrevole e semplice. Il verso è musicale e ritmico ma si allunga nel parlato, diventa “dialogo”. E il dialogo è “imperfetto”. Ho riflettuto molto su questo termine. Da un lato penso all’aggettivo che ci Continua a leggere →

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SALTERIO BIANCO DI CESARE RUFFATO

SALTERIO BIANCO DI CESARE RUFFATO

Cesare Ruffato ha pubblicato  Salterio Bianco nella collana di poesia di Hebenon Mimesis Edizioni. Sul dorso del linguaggio, tra melodia e plurilinguismo, la poesia di Cesare Ruffato penetra, in questo libro, i segreti del sentimento, andando a rintracciarlo anche nei ricordi e nel dolore. Una poesia personale ma con una verbalità collettiva (le “stigmate verbali” che “incalzano”) e aperta affettivamente all’umanità (le “moltitudini” che “arrancano” per via della “fralità Continua a leggere →