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LA POESIA DI LINDA MAVIAN

LA POESIA DI LINDA MAVIAN

Linda Mavian è felicemente giunta con I rimanenti mari (Campanotto Editore) al quinto e sicuramente più innovativo se non anche più importante libro di liriche. L’attuale silloge suddivisa in tre sezioni, avendo ognuna un proprio titolo, “Limite di sorveglianza”, “Limite inesperti”, “Una veste più ampia”, raccoglie in una prospettiva stilisticamente ardita, ma concettualmente unitaria, temi e momenti, episodi e ricordi, immagini e sentimenti, di una avventurosa navigazione poetica che metaforicamente si è inoltrata nelle sue spericolate rotte ad attraversare zone quasi inaccessibili del “mare” misterioso della parola e di quello non meno insondabile dell’esistenza. Si deve intanto sottolineare fin da subito che si tratta di una raccolta che nel complesso risulta validamente segnata per originalità di modi e di accenti dall’esito innegabile di una raggiunta smagliante maturità espressiva, a riprova ulteriore non solo di una vocazione, da parte di Linda Mavian, autentica ed insieme continuamente feconda, ma pure di una sua ormai Continua a leggere →

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LA FIGURA DELL’IO IN ANNA MARIA CARPI

LA FIGURA DELL’IO IN ANNA MARIA CARPI

Il carattere primo sia della poesia sia della vicenda poetica di Anna Maria Carpi è la singolarità. Nata nel 1939 a Milano, ha cominciato a pubblicare piuttosto tardi, all’inizio degli anni Novanta, quando i poeti della sua generazione, ma anche di quella successiva, già da tempo avevano trovato un’identità e una collocazione precise. Trattandosi di una persona di lettere, in particolare di una studiosa di letteratura e, tanto più, di una traduttrice molto apprezzata della poesia tedesca, una simile sfasatura ha di per sé qualche significato. Questo tuttavia non è che il tratto più esterno di una differenza più sostanziale che la Carpi lungo tutto il corso della sua opera in versi non ha mai smesso di rivendicare, e che riguarda i modi stessi dell’espressione poetica e insieme, a livello tematico, il sentimento del proprio particolare destino, l’inconciliabilità, non importa se nel bene o nel male, del proprio sentire con quello degli altri, a partire dal riconoscimento di una ferita iniziale  ̶  “la macchia dell’origine perdura”  ̶  mai Continua a leggere →

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I RACCONTI IN VERSI DI ARNALDO EDERLE

I RACCONTI IN VERSI DI ARNALDO EDERLE

A una prima lettura Poemetti e Racconti in versi (LietoColle) di Arnaldo Ederle coinvolge nell’incalzare degli argomenti, per la viva colorazione affettiva, per gli incanti descrittivi e naturalistici. Oltre questa luminosa superficie il libro mostra la sua unità di fondo: la scrittura fluida e continua, il periodare ampio, il frequente interrogarsi e catturare l’attenzione di chi legge, perché l’autore gli parla, gli descrive quello che sta vedendo (“Tre e mezzo, la discesa scende fino/a mezza costa, case nude senza uomini”), gli espone riflessioni, ricordi (“Ecco, ritorna il suono, ecco/torna il colore lo splendore”), si mostra con la sua esperienza di vita e la maturità raggiunta, la sua psicologia e filosofia. Cosa conta per il poeta? La natura, soprattutto primaverile: “Il verso dell’usignolo, / che si perde tra le fronde delle foreste / in Continua a leggere →

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L’IDEA SIMBOLISTA DI MARIO LUZI

L’IDEA SIMBOLISTA DI MARIO LUZI

Nei versi di Mario Luzi c’è molto il senso della vita, quasi un’idea entusiasta ed estatica del vivente, il quale non può che essere esaltato (e non invece mortificato) dalla consapevolezza della sua caducità, della sua fine. Perché l’impressione è che quello che viviamo qui altro non sia se non un aspetto di una vita più durevole e che nel cosmo ci siano delle corrispondenze nelle quali potremo riconoscerci, cioè dei luoghi in cui la nostra esistenza ha il suo corrispettivo. Tornando a sfogliare il volume delle sue Poesie (Garzanti Editore) è subito chiaro che Mario Luzi vive la sua esperienza di uomo, prima che di poeta, nell’ottica dell’anelito spirituale, in una chiave di cristianesimo luminoso e geometrico che può avere la sua corrispondenza simbolica nella facciata del Duomo di Firenze, città che è Continua a leggere →

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‘L’ARTE DI CADERE’ DI RAFFAELA FAZIO

‘L’ARTE DI CADERE’ DI RAFFAELA FAZIO

Il perno intorno al quale ruota l’ultima raccolta poetica di Raffaela FazioL’arte di cadere (Biblioteca dei Leoni), è costituito dalla poesia C’è un amore, ove si dà la definizione di due espressioni d’amore. Anzitutto, “C’è un amore / così facile in natura / che ti mette ai ferri corti / non contratta / non riparte quando arriva / pur cambiando mentre dura / e non lascia alternative”. È l’amore materno, celebrato nelle ventidue liriche della sezione sesta Un’ossatura per il volo. L’apparentemente ingenua, forse scontata confidenza fatta ai figli: “C’ero / sul più bello / quando siete nati” (C’ero) è nella sua dorica maestosità un solenne magnificat al momento del parto. Senza mai staccare lo sguardo dai suoi bambini, la madre ne osserva la crescita nel loro “impennarsi come la punta sonora / di un campanile” (Oggi c’è nebbia e torpore); scorge nei loro balbettii e nei loro disegni maldestri il mondo farsi “come lui vorrebbe” (I disegni dei bambini); li sprona a esercitare il loro “sacrosanto diritto” di prendere il tempo “a manciate Continua a leggere →

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MADRE D’INVERNO DI VIVIAN LAMARQUE

MADRE D’INVERNO DI VIVIAN LAMARQUE

Per anni ho creduto che la poesia fosse una condizione originale della lingua (suoni, etimologie, possibilità lessicali) e, dunque, che esistesse indipendentemente dai poeti. Oggi, pur continuando a pensare che ogni lingua abbia una sua originalità e che questa sia misurabile in modo oggettivo, fatico a vedere lì la sostanza della poesia. Fatico, infatti, a usare proprio la parola “poesia” . Mi sento piuttosto incline a usare la parola plurale “poeti”. Quando si parla, appunto, di “poeti”, il bisogno di una categoria onnicompresiva appare subito falsificante. Tutte le differenze e le incoerenze tra questa e quella scrittura, oltre che più accertabili, si rivelano necessarie, perché non c’è la confusa, generica “poesia”, magari con la P maiuscola, ma ci sono i ben distinguibili, minuscoli “poeti”, donne e uomini, che Continua a leggere →

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LE RADICI DELLA POESIA DI FELICIANO PAOLI

LE RADICI DELLA POESIA DI FELICIANO PAOLI

Il fusto, nella pianta, è ciò che riceve dalle radici di che dar vita e forza ai ramoscelli dove si formano foglie e fiori, cioè la bellezza. E questi nodi sul fusto da dove spicca il ramoscello,li si può dunque vedere come il passaggio a un secondo grado della vita, il punto, nel visibile, dove affiora ciò che la rende un mistero. Feliciano Paoli, in Non perdere per strada (Archinto) ha scelto di pensare a questi nodi, di pensarci nel segno della poesia di cui il suo libro è un esercizio, e non è forse per ricordarci questo passaggio, e dirci così che la bellezza talvolta affiorante nelle parole non la si potrà capire se non ci si ricorda che è radicata in una terra? Ed è questa unità che l’intelletto ordinario perde di vista quando scompone, in migliaia di aspetti, ciò che è votando esistenza e spirito all’astrazione. La poesia Continua a leggere →

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‘LA VALLE DEL PENSIERO’ DI FRANCO DIONESALVI

‘LA VALLE DEL PENSIERO’ DI FRANCO DIONESALVI

La poesia di Franco Dionesalvi procede con passo agile e sicuro in The Valley of Thought, “La valle del pensiero” (Gradiva Publications). Il volumetto di carattere antologico, pubblicato nel 2015 dalla casa editrice Gradiva Publications, che da anni ha il merito di far conoscere testi significativi della poesia italiana anche in traduzione, presenta componimenti tratti da cinque raccolte di Dionesalvi e proposti qui nell’originale e nella traduzione in inglese di Catia Mele. Di questa valle Franco Dionesalvi attraversa sentieri, contempla sorgenti che scaturiscono dalla roccia, a ritmo di danza oltrepassa ruscelli, individua le impronte di chi ha preceduto, sosta a raccogliere rocce e foglie, segni silenziosi di presenze, cerca e scova nomi per sogni e per fenomeni, per visioni che si materializzano e per manifestazioni che hanno il potere di evocare mondi. È una poesia che respira ed emana classicità, questa, una Continua a leggere →

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TUTTE LE POESIE DI FRANCO MANZONI

TUTTE LE POESIE DI FRANCO MANZONI

In fervida assenza (Edizioni Raccolto) è la raccolta di tutte le poesie di Franco Manzoni. È quindi uno strumento nato con l’ambizione di essere quadro generale e riepilogo di una voce certa e conosciuta della poesia italiana a cavallo tra i due secoli che segnano poi lo spartiacque anche tra due millenni: il nostro tempo insomma, il proscenio di una intera generazione poetica operante a partire dagli anni Settanta del Novecento e tuttora nel pieno della propria elaborazione teoretica. Qui, in questo libro, in ordine diacronico, si susseguono le dodici raccolte dell’autore, da Esausto amore, uscita nel 1986 per Crocetti Editore, sino a Casa di  passaggio, edita nel 2001 da Signum Editore. Ma il libro uscito presso le Edizioni Raccolto opportunamente comprende anche poemetti e poesie pubblicate su riviste, prima e dopo le due date qui indicate; prima tra tutte le riviste ovviamente Schema, fondata da Manzoni nel Continua a leggere →

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GLI ‘ULTIMI’ DI FABIO GRIMALDI

GLI ‘ULTIMI’ DI FABIO GRIMALDI

Fabio Grimaldi trascrive in versi l’esodo tragico dei migranti, fenomeno massivo negli ultimi anni, utilizzando ora versi narrativi ora lirici dalla forte figurazione e dall’intensa espressività. Gazzella (LietoColle) inizia in medias res, con un luogo di guerra e con un vecchio padre che spinge il figlio a fuggire; sicchè si succedono pagine di adii, di viaggi, di attese disumane. In questi step narrativi l’autore ha cura di cristallizzare il sentimento di precarietà dei profughi per l’abbandono degli affetti («Basta un … album… a lenire la nostalgia?») e per le incertezze del futuro («Dover andare… sarà come un migrare di rondini»). Fabio Grimaldi, con realismo struggente, raggruma immagini Continua a leggere →