La Poesia italiana del Novecento - The italian Poetry of the 20th century

Ernesto Calzavara



Ernesto Calzavara Ŕ nato a Treviso nel 1907. Trasferitosi dopo la laurea a Milano nel corso degli anni Trenta, ha esercitato la professione di avvocato. ╚ autore di versi sia in lingua che in dialetto. Si Ŕ affermato negli anni Sessanta e Settanta: Parole mate, Parole p˛vare (1966), Come se. Infralogie (1974), Analfabeto (1979), a cui hanno fatto seguito le raccolte: Le ave parole (1984), Ombre sui veri (1990), Rio terrÓ dei pensieri (1996), composito collage di poesia, aforismi e note critiche. ╚ morto a Venezia nel 2000.


Wikipedia        http://it.wikipedia.org/wiki/Ernesto_Calzavara

Web              http://www.treccani.it/enciclopedia/ernesto-calzavara/


POESIE


da Poesie dialettali,1946-1960

 La galina

Va su par la scalÚta, galina, 

pian pian in punŔr,

sola sola a far l'ovo

in pensiŔr, de scondo'n.

Va su co' tuti i me pensiŔri,

ovi sensa rosa nÚ bianco, vo'di.

Va su galina, va su.


La gallina

Va su per la scaletta, gallina

pian piano nel pollaio

sola sola a far l'uovo

assorta, di soppiatto.

Va su con tutti i miei pensieri

uova senza tuorlo nÚ albume, vuoti.

Va su gallina, va su.



da Parole mate, parole p˛vare,1966


Parole mate    

 

Rame che rema che respira de ua roza

rama remo rime roma ruma

totami dapartuto che casca

sul colo dea morte dai reclini de rame

 

E mi serco mi vago non so par dove

par che razo’n no vedo no so

ma rovine rente rovine

rovinasi ore de sol

suaque nere che frize pescao’ri’ e pesi

in croze de po’

 

Marao’ri’ Rua Chicaribo

romai amori pi¨ romai resta

parole mate

restŔ no morir

no morime in man

restŔ reste parole

 

 

 

Parole senza senso

 

Rami che remano che respirano di uva rosa

ramo remo rime roma ruma

rottami che cadono dappertutto

sul collo della morte dagli orecchini di rame

 

E io cerco io vado non so per dove

perchÚ ragione non vedo non so

ma rovine vicino a rovine

macerie ore di sole

su acque nere che friggono pescatori e pesci

in croce di poi

 

Maraori Rua Chicaribo

ormai non pi¨ amori orami restano

parole senza senso

restate non morite

non moritemi in mano

restate restate parole


Co te sarÓ tornÓda

Co te sarÓ tornÓda

in sta caza dei vŔci

dopo che sar˛ partýo

e te verzarÓ i balconi,

i armaro'ni, i com˛

e tante robe te saltarÓ fo'ra

le pýcole robe

che ghÚmo god¨do insieme;

co te tornarÓ drýo la caza in cortývo

e rÚnte la porta de cuzýna

se sentarÓ de no'vo i gati, le d˛ne che cuze

e vegnarÓ a zogÓr su la piŔra

i fi˛i dei fi˛i

che ghÚmo conos¨do insieme

e fo'ra nel boschÚto

altri nýi de merli

se scondarÓ tra rame de nozelŔri;

co te tornarÓ a vÚdar sti Ólbari

che se slo'nga sempre de pi¨

sta erba che no finýse mai de crÚsar par tuto,

te pararÓ de sentir a la note

caminar su la giarÚta in giardýn.

………………….

No stÓme lasÓr fo'ra al frÚdo.

Gavar˛ qualc˛sa da dirte

o forse, tazar˛.



Quando sarai tornata


Quando sarai tornata

in questa casa dei vecchi

dopo che sar˛ partito

e aprirai le finestre

gli armadi, i cassettoni

e tante cose ne verranno fuori

le piccole cose

che abbiamo goduto insieme;


quando tornerai nel cortile dietro casa

e vicino alla porta di cucina

verranno di nuovo i gatti, le donne a cucire

e verranno a giocare sulla pietra

i figli dei bambini

che abbiamo conosciuto insieme

e fuori nel boschetto

altri nidi di merli

si nasconderanno tra in rami dei noccioli;

quando tornerai a guardare questi alberi

che si allungano sempre di pi¨

questa erba che non smette mai di crescere dappertutto

ti sembrerÓ di sentire di notte

camminare sulla ghiaietta del giardino.

Non lasciarmi fuori al freddo.

Avr˛ qualcosa da dirti

o forse, tacer˛.


da
Come se. Infralogie,1974


Parole nove

źDormono tutte le cause chiuse nei loro chiusi

e le teste mozze degli Archetipi a terra stanno╗


Cusý ze sta dito in alto da quei che sa.

E noÓltri cosa faremo?

NoÓltri che no savÚmo lŔzar nÚ scrývar

cosa diremo?

BalbetarÚmo n˛ve parole?

Chi ne darÓ in n˛vi segni?

A B C D E …

come li metarÚmo insieme de no'vo?

No vegnarÓ nes¨n a salvÓrne de f˛ra via.

Ne tocarÓ a noÓltri rangiÓrse

rebaltÓndose zo

rampegÓndose su

de sto potzo dea vita.

Par vegnÚrghene f˛ra

da noÓltri soli

par capir e capýrse.


źI fiori della solitudine╗

quei che scrive i poeti

nes¨n li agiutarÓ a sercÓrli.


No i preti de le CiÚze

no i preti dei Studi

nÚ quei del Governo

che oramÓi ze za a caza

ma i p˛ri cani

che se arabÓta

noÓltri li trovarÚmo.


E zveiarÚmo le Cause che dorme

par conto nostro e de tuti

e invidarÚmo le teste tagiÓde

sui so c˛li driti

e ghe diremo a una a una

a una a una

PARLA


Parole nuove

źDormono tutte le cause chiuse nei loro chiusi

e le teste mozze degli Archetipi a terra stanno╗.


Cosý Ŕ stato detto in alto da quelli che sanno.

E noi cosa faremo?

Noi che non sappiamo leggere nÚ scrivere

cosa diremo?

Balbetteremo parole nuove?

Chi ci darÓ in nuovi segni?

A B C D E …

come li metteremo di nuovo insieme?


Da fuori non verrÓ nessuno a salvarci.

ToccherÓ a noi arrangiarci

capitombolando

arrampicandoci

per i muri lisci

di questo pozzo della vita.

Per venircene fuori

da soli

per capire e capirci.


źI fiori della solitudine╗

quelli che scrivono i poeti

nessuno li aiuterÓ a cercarli.


Non i preti delle Chiese

non i preti delle UniversitÓ

nÚ quelli del Governo

che ormai sono giÓ a casa

ma i poveri cani

che si arrabattano

noialtri li troveremo.


E sveglieremo le Cause che dormono

per conto nostro e di tutti

e avviteremo le teste tagliate

sui loro colli diritti

e gli diremo a una a una

a una a una

PARLA.



da
Analfabeto, 1979

B¨tate drento

B¨tate drento

dezvýda scata

scava scova sco'lta

sco'ndate sc˛date strasýnate

drento.

Tra Ólbaro piŔra

piÓvola bestia ˛mo

drento

fýcate drento

f˛ra no ghe ze gnÚnte.

DevÚnta tŔra Ólbaro piŔra

parla coe parole sue

impara.


źSunt animae rerum╗

de pi¨ ancora

Sunt linguae rerum

sighi pianti tremiti

ridÓe discorsi

pensiŔri rerum

sunt sunt.

Drento.

DevÚnta coscienza del saso.


Buttati dentro


Buttati dentro

svita scatta

scava scova ascolta

nasconditi scuotiti trascinati

dentro.


Terra albero pietra

bambola bestia uomo

dentro

ficcati dentro

fuori non c'Ŕ niente.


Diventa terra albero pietra

parla con le loro parole

impara.


źSunt animae rerum╗

di pi¨ ancora

Sunt linguae rerum

grida pianti tremiti

risate discorsi

pensieri rerum

sunt sunt.


Dentro.

Diventa coscienza del sasso.


(versioni italiane di Elettra Bedon)