La Poesia italiana del secondo Novecento - The italian Poetry of the second half of the 20th century

Michele Caccamo

 

 

 

Michele Caccamo, nato a Taurianova (RC) il 21.12.1959, è residente a Gioia Tauro. Imprenditore, è stato assistente parlamentare alla Camera dei Deputati. Ha pubblicato: nel 2003 “Incoronato come le rose” (testo teatrale), nel 2005 “La stessa vertigine, la stessa bocca” Manni editori, prefazione di Raffaele La Capria (poesie), nel 2005 “Il segreto delle fragole” (antologia) Lietocolle editore (poesie), nel 2006 “Il pomo e la mela” (con Dona Amati) Lietocolle editore, prefazioni di M. Zizzi e T. Cera Rosco (poesie), nel 2007 “Chi mi spazierà il mare” Editrice Zona, prefazione di Alda Merini, postfazione di Andrea Camilleri (poesie).

m.caccamo@libero.it

 

POESIE SCELTE

1)
e ancora madonna benedici
e annunzi leghe vive
in ogni massa
ma chi ti sente
se hai germi caldi
dentro al seno
e nessun estro
se sei fumo occidentale
carne proibita
una tarantola velata

2)
questo è il ventesimo cielo
che sollevo e moltiplico
e non ha nessuna origine
elettrica o d’incanto
perché nulla scintilla
io volo
mischiato alla luce
con le ossa vuote
e poso le mie labbra nel cielo
come un’impronta
una rosa piena
e sono profezia di vita

3)
ho l’angelo alla schiena
come un monumento
un anello
e dalla mia carne
sfoglia veli
fino a traversarmi
liberamente
e io comincio a trovarmi
fra tanti morti
e già raggelo
la fragranza i globuli
pieni di freddo
convertiti
e le mie parole
perdono tutta l’aria
e sono secche
e sono dense più delle terre
così è la morte che occorre
in una coppa di terra
poi le vene rigide
e quanto silenzio
e tutta la carne ghiacciata
per quel ciglio terribile
ho già una costola nel cielo
che è un raggio
una scintilla
e quel sapore di fiele
si attacca
e divento sordo
ma se indovino il lampo
uscirò dall’aria
dal mio turno
sepolto dove è tutto vapore
le ossa le mani il sudore
le carni e le mete
dove è tutto ancora aperto
come un tempo vacante
e lì nel vuoto che tutto gira
e si è l’apocalisse
sopra l’anatomia
senza peso trasparenti
come d’assenzio
e si è un soffio
sarà da lì
per l’intero cono del cielo
che scivolerò
come un tronco
e potrò delimitare lo spazio
essere un ago nel pianeta
lo spartivento
e potrò salire al sole
con il fuoco tra i denti
e un faro d’oro tra le dita
e stare eterno
per tutta l’aria
come un nastro
un campo santo

4)
non nasce più
da nessun ventre di sanità
né per l’onore della Vergine
e non è l’anatomia eterna
ma ha la salma lassù
e la facoltà sulle nostre croci
grida in perpetuo
un lunghissimo dolore
con le spine nel sangue
dipinto
nemmeno morto
e l’anima si ripiega
tagliata
richiusa in quelle ossa
in un atto di dolore
dal collo sulla croce
tagliato e poi raccolto
in uno scrigno una fossa.
È una grave follia farlo tornare
dentro alle nostre dita
lui sta ammassato nel cielo
nelle sue mura
incoronato
come una rosa
con quel palo divino
ficcato in mezzo alle natiche
sta come una ciminiera
un rimbombo

5)
la Madonna dei lini
ha mosso Cristo
liberandolo nel vangelo
in un ricordo innaturale
e ha lavato le sue ossa
e la pelle secca
la sua carcassa
con batticuore
come ci fosse
e ha baciato come una pazza
quel filtro di lino
quello stampo coricato
che non si è mai dissolto

6)
non ti bacio
in questo oceano
in queste mani
sei forse goccia
pallina di polvere
dovrei piombarti
legarti alle dita
muoverti leggera
come un ordigno

7)
oh stella di Dio
punta di pugnale
che scuci il cielo
lascia passare gli angeli
e le anime armate
lascia che sciolgano la terra
come una matassa
e che siano trebbiatrici
tritolo acqua chimica
che siano un gran vento
o un risucchio
lasciali piantare un altare
o una botola
escludi la misericordia
per mille eternità
e affossa la genesi
così andremo via
da questo elenco
da questo avvenire
è nel cielo di fronte
la stanza cristiana
l’opera finita
mentre qui e in tutto il gas
c’è un filamento
una miccia infiammata
e le dita infilate a terra
come granchi come serpenti
sono un traino un acido
un tiro verso quel cielo di Lucifero
che spruzza dalle vene
dal petto rotondo
a chiocciola
e io in tutti i fuochi
i metalli i furori
in tutte le ebbrezze dei gas
come unguento io scivolo
per l’estremo
nell’artificio
e così mortale
e lì vedo Dio piegato
nelle sue leggi inferiori
mentre questa terra santa cede
nello strapiombo
spugna fradicia
da un polo all’altro
perché è così la metamorfosi
si ribaltano le onde
e terra è sulla terra
inondati di detriti
ovunque
sopra la linea delle cime
nella pressione dell’aria
siamo un unico corpo nella lebbra
e allora tu Cristo abbassati leggero
come il sughero o un aviatore
o un uccello
apri le mani e prendi forza
poi schiantati
senza errore
come una calamita
schiaccia questi anelli
questi gironi nella terra
così atrocemente
oscilleremo come una scoria
una materia irriconoscibile
come rimasugli nel cielo.

8)
più grande del creato
di ogni cielo sovrano
e mille volte il fuoco
è una schiava sacra la tua bocca
carne dilaniata
corona che spinge la sua forma
e io sembro una creatura finale
un’onda che si culla
tra le pelli del mare
o in una fossa per gli alieni

9)
6/6/06
a mio padre, andato

duro per sempre
colato nella pietra
come fossi un Santo
incantato in un altare
e fiorito di bianco
sei ancora apparente
come un calco
in questo trono
che è un vagone cosmico
e che ti tiene come una pancia
un nuovo nato che evapora
ma senza morte

10)
millenaria è l'acqua
con le bolle dei pesci
le cozze ossidate
e i cuori morti
tutto è seppellito
nei fondi del mare
tutto è sparso là sotto
in quell'altro confine
in quel campo colmo
di balene imperiali

11)
le mie ossa
bucate come miniere
passate per le scavatrici
così che la morte
tutta ci piomba
come nei sacchi

12)
ci siamo fatti colpevoli
e infelici
Dio in silenzio
staccaci

13)
c’è un mare vecchio
che misura l’equilibrio degli uccelli
e li lascia separati
allo stesso modo dei pesci
solitari
siamo inutili così

14)
Calabria
qui ognuno ha una tempia
negli occhi
come una mira
e ti ritaglia al volo
dal tuo nome dal tuo posto
ti stermina
e noi stiamo saldi
come centri
senza attrezzi per la guerra
senza resistenza
inoffensivi

15)
Si muore senza ti amo
con gli occhi serrati da una spina
e si ha fiato sottile
e non si hanno carezze chiuse in una fronte
e non è nulla
e si piega l’aria di uno straziante distacco
e sono furioso lontano dalle tue mani

16)
Riconosci il confine
la vincibile terra o il Dio maiuscolo.
Riconosci la morte
e quell’ordinato perdono
tornito come una ruota
come una perla.

17)
vieni e restiamo uniti
un istante solo e intero
dammi il tuo bacio
e le mani per trattenerti
stiamo immobili
che stanotte attiriamo il firmamento

18)
Tu mi converti
e baci ogni parola
ed hai il senso dell’ossigeno
del piacere per entrambi i corpi
e ti lasci cadere le mie mani aperte
perché siano una memoria
Io ti credo religiosa

19)
Sono tutte prove di esilio nazim
e quel limite di bellezza lo rasciughiamo
sì, si estingue il mare
e ci rimane una fessura
un sentiero
e non possiamo navigarlo
e le labbra nelle altre non hanno bocche
e stiamo senza baci

20)
Scuotono le ali gli angeli
sul mio viso che ora tace
sul mio polmone
arrestato come un cuore.
Se mi vedessi
li sgomineresti
tu eretica e combattente
faresti palpiti con ogni bacio

21)
per quale sentimento esausto ci siamo amati?
se continuiamo
dal suolo alla guerra
a mantenere questo amore gerarchico

22)
lasciami qui
e non dire parole per baciarmi
abbiamo una sbarra un cosmo nelle bocche
e i cuori irritati
lasciami
tumulato come occasione di morte
urlami le scene della memoria
senza badare alla tua voce
mi sono piombato il petto
e non sento

23)
Gesù
Non c’e patrimonio nel tuo cadavere
e io non posso amarti per sola paura
tu non hai respiro
e né ragione o torto
sei della stessa morte che ci raggiunge ovunque
e non vale il tuo spirito
se ti abbiamo rotto le braccia
se sei rimasto un messaggio finito
una pietà ordinaria

24)
E poi d’improvviso mi ritiro e mi sciupo
e mi attacco al catafalco
come fossi impiccato ad un vuoto leggero.
Ma io voglio significare la mia morte
con un odore romantico
e che sia anche languida
un sepolcro spumeggiante
gocce d’olio cariche di luce
perché non sia un amen
ma uno spinterogeno nel sangue
una rondine

25)
Aiutate Maria
fasciatela come una spiga
o come un midollo debole
ha una volontà disperata
e non si abbandona
e si sdoppia.
Non ha solo fede
ma piacere in abbondanza
ogni mano che può la tocchi
carezzi l’urna di Dio.
Ora, ora che si è lacerata
appiccicatela alla tavola
non deve rientrarle dentro Gesù
apritele le gambe
poi lasciatela di colpo morire

26)
Amore mio
esempio di minuta luna
e di lunga febbre.
Mi colma il tuo cuore
quanto le tue dita
anime nostre disobbedienti.
Ti sei ferita
per portarmi via
per tenermi le mani
e far dipendere
una parola d’amore dalle tue labbra.
Amore mio
tocchiamoci
bruciamo insieme
siamo ormai aria che sale.
Baciamoci
adesso
come stessimo davvero per morire