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LA POESIA DELLA SETTIMANA: PICCOLI

Aldo Piccoli

L’UNO E I MOLTI
Se l’Uno è Uno

non può essere i molti

Pensavo a Platone
il giorno che
i medici mi dicevano
di te, delle miriadi e
miriadi di virus in assalto
alle già indebolite difese

Sopra l’invisibile campo
di lotta
ti guardo,
Francesco, spio i segni
dell’uno solo indivisibile
essere tuo, mentre il riso
irresistibile ti scoppia
dalle fossette

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SERGIO CORAZZINI CREPUSCOLARE

 

SERGIO CORAZZINI CREPUSCOLARE

In contrasto con la poesia altisonante del Carducci e del D’Annunzio, e sulla scia di un Pascoli minore, i versi di Sergio Corazzini, alimentati dalla poetica del decadentismo francese, vengono definiti “crepuscolari”, dapprima in senso riduttivo; saranno poi rivalutati, rispetto a quelle grandi e ormai canonizzate figure, come portatori di una disposizione nuova nel percorso novecentesco che va fino a Montale o a Pasolini. Caratteri propri dei Crepuscolari Continua a leggere →

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LA POESIA DI PAOLO FABRIZIO IACUZZI

LA POESIA DI PAOLO FABRIZIO IACUZZI

La cifra di Paolo Fabrizio Iacuzzi si è sempre segnalata in un sorprendente equilibrio, nella sua poesia, tra elementi della tradizione e tecniche linguistiche e metriche della contemporaneità. Cifra che una volta di più si riconferma nella sua ultima raccolta, Folla delle vene (Corsiero Editore). Le ascendenze liriche alte della poesia di Iacuzzi, condotte a originale sviluppo nel segno di un metaforismo di succo illuministico e a specchio di quel passaggio di distensione che si può verificare per esempio da Bigongiari a Caproni, hanno trovato compimento nel progetto di Continua a leggere →

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GOVONI TRA CREPUSCOLARISMO E FUTURISMO

GOVONI TRA CREPUSCOLARISMO E FUTURISMO

Corrado Govoni, poeta italiano ferrarese, era nato nel 1884 in una famiglia di agricoltori e non aveva mai completato i suoi studi. Questo non gli aveva impedito di dedicarsi all’arte poetica e di esordire prima dei vent’anni con le sue prime composizioni. Destreggiandosi tra poesia e narrativa, Corrado Govoni collaborò a diverse riviste letterarie e alcuni suoi scritti apparvero su Lacerba, rivista fondata nel 1913 da Giovanni Papini e Ardengo Soffici. Collaborò Continua a leggere →

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LA POESIA DELLA SETTIMANA: GRAMIGNA

Giuliano Gramigna

VISITATORE DI POESIE
Sono disceso io morto fra tante poesie
come un visitatore fra le ombre dell’ade
ma a chi può interessare ciò che ho visto
sfogliando il libro di fogli come foglie
che portano scritte la sentenza di Sibilla;
supponendo un senso che sopravviva
a ogni sgorbio di penna o battito di computer.
Che senso puoi dare G. o chiunque tu sia?
Ogni pagina foglio si spoglia di essere soggetto,
sibila dolcemente scivolando nel sottomondo.
Ma: tants que mes amis ne mourront pas, je ne
parlerai pas de la mort.
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PALAZZESCHI L’INCENDIARIO

PALAZZESCHI L’INCENDIARIO

Aldo Palazzeschi mette in atto una versificazione giocata sul piacere, irragionevole ed impudente, della pura sonorità. Basta citare la canzonetta E lasciatemi divertire! della raccolta L’incendiario per capirlo: “Infine io ò pienamente ragione, / i tempi sono molto cambiati, / gli uomini non dimandano / più nulla dai poeti, / e lasciatemi divertire!” Viene maliziosamente da pensare se questo modo di concepire il ruolo e la condizione del poeta non sia dovuto, in realtà, ad una mancanza di talento poetico, per cui l’autore si giustifica adducendo come Continua a leggere →

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L’INFINITO QUOTIDIANO DI ALDO PICCOLI

L’INFINITO QUOTIDIANO DI ALDO PICCOLI

Oltre il pessimismo dell’intelligenza, la volontà ricompone le maglie di un possibile reticolato contro il quale si arresti la delusa ricognizione del reale: un argine dal quale valutare per l’ennesima volta se valga la pena resistere o cedere e abbandonarsi alla corrente del nulla. È il territorio nel quale si dispone, con misura e delicata forza, la poesia di Aldo Piccoli, ricapitolata nella sua ultima raccolta Dalla parte dell’ombra (Edizioni del Leone, 1987). Un’acuta sensibilità muove i toni, le modulazioni tenui della poesia di Aldo Piccoli. Si direbbe che quasi Continua a leggere →

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L’IMPEGNO CIVILE DI FRANCESCO BELLUOMINI

L’IMPEGNO CIVILE DI FRANCESCO BELLUOMINI

È un autore, Francesco Belluomini (Camaiore, classe 1941), aduso a guardar in faccia la realtà e dire la sua, in prosa e in versi, con fierezza e franchezza tutta toscana, senza concessioni al sentimentalismo, fedele sempre a un principio che fa del rispetto della memoria la sua peculiare misura morale, il suo fulcro espressivo e concettuale. È una virtù, questa della franchezza, coniugata a una grandissima generosità e disponibilità umana, che lo ha sempre caratterizzato e che bisogna veramente riconoscergli, ancor più oggi, nella circostanza della sua scomparsa, al Continua a leggere →

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La poesia al Salone del Libro di Torino: Quando pronuncio la parola silenzio…

SALONE DEL LIBRO DI TORINO Sabato 12 maggio 2018 Ore 12,30  SPAZIO AUTORI

POESIA: Quando pronuncio la parola silenzio…

a cura di Pordenonelegge-La Libreria Della Poesia e www.italian-poetry.org

Introduce Valentina Gasparet    Conduce Paolo Ruffilli   Leggono: Maria Grazia Calandrone, Anna Maria Carpi, Roberta Dapunt, Alba Donati, Isabella Leardini Continua a leggere →

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LA LINGUA DI BEPPE SALVIA

LA LINGUA DI BEPPE SALVIA

… Della esperienza di “Braci” facevano parte Colasanti, Salvatori, Del Colle, Lodoli e, appunto, Damiani. Ma soprattutto un giovane che si era presentato per leggere delle poesie proprio a Sant’Agata de’ Goti. Si chiamava Beppe Salvia e bisogna usare l’imperfetto perché Salvia si è ucciso a soli trentuno anni nel 1985. Quanti, fuori da Braci e oltre i poeti, conoscono la poesia di Salvia? Un giovane occhialuto che aveva stupito tutti. Lui non era la brace, era il fuoco che ondeggiando la rendeva viva e intoccabile. Nel libro “La difficile facilità” (Lantana, 2016) Continua a leggere →