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LA POESIA DELLA SETTIMANA: CARDARELLI

Vincenzo Cardarelli

PASSATO
I ricordi, queste ombre troppo lunghe
del nostro breve corpo,
questo strascico di morte
che noi lasciamo vivendo
i lugubri e durevoli ricordi,
eccoli già apparire:
melanconici e muti
fantasmi agitati da un vento funebre.
E tu non sei più che un ricordo.
Sei trapassata nella mia memoria.
Ora sì, posso dire che
che m’appartieni
e qualche cosa fra di noi è accaduto
irrevocabilmente.
Tutto finì, così rapito!
Precipitoso e lieve
il tempo ci raggiunse.
Di fuggevoli istanti ordì una storia
ben chiusa e triste.
Dovevamo saperlo che l’amore
brucia la vita e fa volare il tempo.

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PROSA E POESIA IN CARDARELLI

PROSA E POESIA IN CARDARELLI

… La critica, nei confronti di Vincenzo Cardarelli, presenta discordanze a prima vista inconciliabili. Ormai acquisita è la possibilità della sua collocazione storica nel lungo capitolo, scarsamente evolutivo, della “prosa d’arte”; che è capitolo essenzialmente italiano, sicché egli appare situato in disparte, oggi più che mai, da un contesto letterario di portata europea. Ma anche nei confronti della nostra letteratura, Vincenzo Cardarelli si adoperò involontariamente a farsi considerare un caso isolato: favorì questa classificazione la sua stessa condotta di vita, non solo Continua a leggere →

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LA POESIA DI NELO RISI

LA POESIA DI NELO RISI

Dopo la laurea di medicina, Nelo Risi scelse di dedicarsi alla poesia. Esponente della generazione post ermetica, la sua prima raccolta è del 1941: Le opere e i giorni. Ma parallelamente si appassiona al cinema: in tutto otto film, un telefilm, documentari, e inchieste televisive. Nel cinema il suo debutto è Andremo in città, del 1966, ma è ricordato soprattutto per Diario di una schizofrenica del 1968, tratto dal romanzo di Marguerite Sechehaye. Gli altri suoi film Continua a leggere →

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LA RICERCA DI SÉ DI CLAUDIA M. TURCO

LA RICERCA DI SÉ DI CLAUDIA M. TURCO

Espressione di un’anima gentile e travagliata, questo libro dal titolo ironico e agrodolce, Neraneve e i sette cani – Storia di antiche violenze (Italic), si presenta al lettore in tutta la sua nudità, il suo candore, la sua atroce, sublime rivelazione. Rivelazione di una vita condotta all’insegna della ricerca di un proprio io  – quello della stessa Autrice, Brina Maurer, alias Claudia Manuela Turco – soprattutto contro la Violenza e la Crudeltà, in qualunque forma esse siano perpetrate nella nostra società. Proprio Alla ricerca di sé è intitolata la prima sezione del libro. A sorreggere quest’assunto c’è un filo-animalismo coniugato a un pacifismo di fondo: veri fari di un percorso esistenziale di cui il Continua a leggere →

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L’AEREA SCRITTURA DI QUASIMODO

L’AEREA SCRITTURA DI QUASIMODO

Nella prima parte della sua ricerca poetica, specie in Acque e terre, Salvatore Quasimodo risente del panismo dannunziano, esalta il legame con la natura unendolo più volte al senso di esilio vissuto nella città. La terra siciliana e il suo mare diventano sue muse ispiratrici. È la fase propriamente ermetica, tutta rivolta al rapporto tra parola-immagine-intimità. I significati sono tutti racchiusi come in un piccolo globo di luce che il poeta tiene racchiuso tra Continua a leggere →

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GIULIO GHIRARDI E LA MEMORIA

GIULIO GHIRARDI E LA MEMORIA

“Camminando per Venezia par di sentire le onde sotto le suole” scrive Giulio Ghirardi (1944-2014) ne Il teatrino tascabile libro che, insieme a Numeri Chiusi e a Un cumulo di bugie  è una Trilogia (editore Gangemi) introdotta da Renato Minore, presentata all’Ateneo Veneto  da Edoardo Pittalis, editorialista de “Il Gazzettino”, Paolo Leoncini e Alberto Zava dell’Università di Ca’ Foscari. “Elementi ricorrenti nella sua scrittura sono la pittura, la musica, il suono, il silenzio; la frase diventa orchestra, ora barocca, ora vivaldiana, o pop. Venezia c’è sempre” ha Continua a leggere →

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POESIA COME PREGHIERA IN BETOCCHI

POESIA COME PREGHIERA IN BETOCCHI
Nella sua forma primordiale la poesia era preghiera. Carlo Betocchi è uno dei maestri del nostro Novecento che più attinge a questa originaria fonte della parola. … Poeta fedele all’«atto / del nascere», costantemente volto al principio della creazione, Carlo Betocchi non poteva non collocarsi anche in questo senso all’origine: “…nell’innocenza / prima del punto del nascere, del punto / del decidere, non mio, ch’io fossi / … / quand’ero in mano a quel creativo esistere, Continua a leggere →

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GIORGIO BASSANI POETA

GIORGIO BASSANI POETA

…   Giorgio Bassani poeta. Anzi, dovremmo dire Bassani tout court, visto che lui stesso si è sempre definito “poeta”. Oggi una dichiarazione secca come questa “Sono un poeta, sostanzialmente un poeta” suonerebbe perlomeno curiosa. Perché? Perché i romanzieri di oggi non leggono più poesie, né tanto meno le scrivono (e si vede, verrebbe da aggiungere: vogliono tanto imitare gli americani, ma non hanno capito che probabilmente l’unico modo per dare velocità e icasticità alla propria prosa – velocità e icasticità così insite invece nella lingua inglese, mono e Continua a leggere →

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GIORGIO BARBERI SQUAROTTI

GIORGIO BARBERI SQUAROTTI

La morte di Giorgio Barberi Squarotti ha sorpreso, ma non tanto. Si sapeva che aveva già raggiunto il limiate estremo (aveva 87 anni). Si sapeva però che non voleva andarsene, che aveva ancora tante cose da dire, tanti sogni da fare, tanti desideri di parlare e scrivere. Come aveva sempre fatto. Aveva attraversato la citrica letteraria, l’insegnamento della letteratura italiana, aveva scritto libri di storia letteraria, di critica militante. Ma ciò in cui si identificava maggiormente era la poesia, la sua poesia. Ha pubblicato decine di raccolte poetiche: Dialogo infinito (Genesi).  Il 9 Continua a leggere →

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LA POESIA DELLA SETTIMANA: GIULIANI

Alfredo Giuliani

AMO I GABBIANI

Amo i gabbiani, pensarli quando al tramonto tornano le barche
della pesca le avanzano i gabbiani e intorno trasvolano voci
d’ali bianche, allegri e affamati, ma non entrano in porto
e li vedi nel pallore della sera riprendere il largo della baia.
Scortiamo i caldi saputi pensieri al loro porto, la mente
è universo per gabbiani e barche e pesci morti.