La Poesia italiana del Novecento - The italian Poetry of the 20th century

Gabriella Bertizzolo


 

Gabriella Bertizzolo č nata nel 1951 a Bassano del Grappa e risiede a Thiene. Ha pubblicato le raccolte: “Versi in gabbia” (Edizioni del Leone, 1995), “Antiche fessure” (Edizioni del Leone, 1997, Premio Cittą di Fucecchio), “Mesti riverberi” (Genesi, 2000, Premio Antonio Discovolo), “Tutto era inizio” (Genesi, 2001), “Il fruscio dell’attesa” (Genesi, 2003), “Argonauta” (Marsilio, 2007). Per vari anni ha partecipato alle attivitą di “Ipotesi Cinema”, istituto diretto dal regista Ermanno Olmi e alla Mostra d’Arte Cinematografica di Venezia in qualitą di giornalista. Ha pubblicato inoltre: “A tavola con l'Asparago doc di Bassano” (poesia conviviale), “Antonio Baggetto-Illustre Bassanese” (monografia) e il romanzo “Figlio di Mercurio” (Premio Basilicata 2010).

 

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POESIE

 

 

da  VERSI IN GABBIA (Acrostici e non)  

 

 

Versi in gabbia

 

Vibranti versi vaghi,

Esposti con rigore

Riposti con pudore,

Senari ben racchiusi

In strofe calibrate

In rime incatenate,

Non siete pił ingabbiati,

Grovigli di esercizi!

Alzata č ormai la spranga,

Barbąglio di permesso

Bagaglio d’ogni eccesso!

Issate in alto il senso

Avulso dall’invoglio!

 

 

Resurrezione

 

Ruvido abisso inghiotti

Ebbre memorie arcane

Scampoli di letizia

Urla silenti e Duol.

Rapida mano adunca

Rompi i legami aviti,

Erpice ignaro triti

Zolle germogli Suol.

Intima angoscia dolce

Ora si squarcia il velo,

Nutrimi ancora appieno,

Empi di vita il Cuor!

 

 

 

da ANTICHE FESSURE  

 

 

Panico incastro

 

Per antichi pertugi

del mio tronco

sospeso

si insinuano

vischiosi

i rami

delle vostre vite

abbarbicate

a sicuri tralicci.

 

Nel pąnico incastro

promanano

resine oscure

che si avviticchiano

a latenti radici

e mi confondono.

Non č ancora germogliato

l’albero

della mia vita

inviluppata.

 

 

Antiche fessure

 

Da vanesi

reboanti frastuoni

scivolo

per antiche fessure

nella mia Solitudine

fonte inesausta

di veridici suoni.

 

 

 

da  MESTI RIVERBERI

 

 

Amebei

 

Mi fa male scrivere poesie

    (chiedermi e rispondermi)

mi fa male leggere poesie

    (prendere e com-prendere)

-“oh il dolore antico della poesia!”-

e mi fa male assottigliarmi

nei convessi versi agonizzanti

    imbrigliarmi

in serrate rime incensurate

    sventrarmi

in traslati appuntiti sensi...

 

Quale prosastica

nitente epifania

potrą salvarmi dal gelo

onnivoro

dei miei incalzanti

dementi amebei?

 

 

 

da TUTTO ERA INIZIO

 

 

Insonne presenza

 

Voglio scivolare / piano

nel budello

pietoso

della tua ardita essenza

e come medusa

anguicrinita

aggrovigliarmi

nei voluttuosi villi

del tuo Pensiero...

 

Poi addormentarmi / un poco

nel soporoso polline

della tua insonne

presenza...

 

Esule errante crisalide

voglio abitare / almeno

nella conchiglia

covata

della nostra esfogliata

estraniata Innocenza...

 

 

 

da IL FRUSCIO DELL’ATTESA 

 

 

Aspettami

 

Aspettami / ancóra

nell'alveo

scavato

dall'emozione / imperitura

dei nostri cuori

risucchiati

nell'abisso aurorale!

 

Accoglimi / ora

nel picco

innevato

di gioia / matura

dei nostri umori

affrancati

dal caos primordiale!

 

Affącciati / furtivo

alle ogive

policrome

delle nostre affrante vite

specchiate

nell'azzurra vertigine

dello stranito amore!

 

 

Eterna seduzione

 

Tutto / ho perduto

scommesse

premesse

gioie

gioielli

chiavi

chiavistelli

coltelli

cinte

cinture

ragione

razione

memoria

storia

preistoria.

 

Almeno io resti / incollata

alla folle

apotropaica

illusione

al feticcio inverato

della mia incessante

seduzione!

 

 

 

da ARGONAUTA

 

 

Ruvido ricamo

 

Avvolta nel gilč di stridenti

corrusche memorie, ti sorrido

travalicando l'esile bordo

della cornice.

L'ho perduto quel bustino

che mi stringeva con lacci

di rimorso

e ora atroce č il risvegliato 

tattile rimpianto

del suo ruvido ricamo.

 

(Eppure l'ho indossato

e sopportabile

era allora la costrizione alla vita)

 

 

L'ombra cinerea

 

Sulle siepi e sui nivei vilucchi

cinerea si adagia l'ombra

ancella della notte, a placare corrusche

lusinghe di un meriggio infuocato.

Lentamente si insinua

negli spiragli dell'affranta mente

e penetra fessure

della terra screpolata,

scampata al tempo degli indugi.

 

 

INEDITI

 

 

Radice di accoglienza             

 

 

Quell' aroma di pistacchi e frangipane

ancora mi inebria mente e cuore,

granita e riso nero,

nero come il velo delle donne

fiere nel lutto sterminato

che i volti immobilizza nell'atrio.

Culla di contrasti e identitą,

Sicilia babba e sperta,

Sicilia del carretto e dei pupari,

reliquiario di Agata e Lucia,

urna e alborata di Rosalia!

 

Rieccomi a Ballarņ, il mercato antico:

ancora ho nelle orecchie le abbanniate

e il monotono verso delle cicale

che senza fine rievocano gesta eroiche

dal sole abbacinate e dalla gloria.

Ora mi giunge al cuore

il profumo di arance e capperi maturi,

l'aroma di mandorle amare

e in bocca quel sapore di carciofo fritto!

 

Amena fiera terra sorridente, 

mčsse di grano e di passione,

isola del fico e del frumento,

radice di accoglienza,

giaciglio di sonno e di Archimede, 

con una scorza d'arancia mi hai stregata!

Sicilia sempre diversa e sempre uguale,

cerniera di culture e religioni,

Sicilia vorace e mai avara 

grande nel bene e pur nel male,

cantilena di mulattieri, eco di lupara

mia terra amara!

 

 

 

Baccello antico   

 

Chicco cullato nel baccello antico,

icastico custode di delizia,

col tuo aroma sfacciato ed impudico,

togli dal cuore l'ansia e la mestizia.

 

Di Quetzalcoatl divino sei l'erede,

effluvio di allegria e sregolatezza,

ai posteri ti sei donato in fede

d' essere accolto con assennatezza.

 

Vellutato, sapido e cangiante,

rito immortale del gusto e del Piacere,

complice sai offrirti, dolce amante,

e voluttuoso fondi nel braciere.

 

Archetipo di panica follia,

tra sorrisi di spezie e di cannella,

pepe carruba zenzero e poesia,

di sapidi segreti sentinella.

 

Il tuo corpo crudo e granuloso

odora di vaniglia e di memoria

di un popolo cruento eppur glorioso

che č passato agli annali della storia.

 

Tesoro dagli Aztechi tramandato,

a chi sa custodirne la purezza,

alle papille giungi sempre amato,

servito in tazza oppure in pasta grezza.

 

Da Leonardo e altri dotti celebrato,

sei fonte di perenne ispirazione:

eccelso mio sovrano Cioccolato,

a tutti i sensi dąi soddisfazione!

 

 

 

Traduzioni

 

 

Quiet

 

So in the other

wet life

will we together  hold

our thin bodies?

 

 

 

Like Atlante chained

 

You who have bridled

my submissive heart

by wilies reins

and have flayed  it

by sly bulinos,

like Atlante chained

on your curved shoulders

carry

enormous clotting

of my honest fury.

 

 

I wait and fear

 

I wait and fear

that sneezing

of the heart

(re-opened)

 

that bump

of the voice

(re-felt)

 

that hit

of the word

(re-born )

 

 

 

Neither  blame

 

Neither blame

nor harm

nor glory,

only a terrible lie

nails

man

to his story

 

In the depths

 

In the dephts

of Absolute

I looked for you

and lost myself again.

 

In the iridescent crystal

of the Incomplete

with impudence

then

I waited for you

and lost myself once more.

 

Now I find myself

reflected

in the luminous horizons

of your understanding

and I find myself

soaring

in the light breath

of innocence.

 

 

Closed books

All now is off

and  all now is calm

in the attic

once odorant

of friendly powders

of atoned colors...

 

Can be said "peace"

the torment

of closed books?

 

Can be said "light"

the sad reverberation

of an emptied ampoule?