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LA VERITÀ NASCOSTA DI CONTI

LA VERITÀ NASCOSTA DI CONTI

Con semplicità e purezza di scrittura, come fosse un’agostiniana confidenza e confessione intima, Alfredo Alessio Conti ci introduce nel proprio mondo interiore attraverso le composizioni inserite nel volume La verità nascosta (Guido Miano Editore). Il poeta non nasconde il travaglio interiore che, anzi, si fa perno di tutto il flettersi nei cunicoli della propria anima e riflettersi in quanto di esteriore è con essa in corrispondenza e ne rivela i tratti consanguinei. Il sacro onnipresente in ogni cellula creaturale esistente è presenza divina sia che siano pieghe oscure e anfratti bui sia che i bagliori o le luci soffuse e diffuse facciano capolino o si manifestino con magnificenza di splendore; ma, sempre c’è il travaglio, prima, nella realtà quotidiana della moltitudine, nella solitudine del trepidante essere con se stessi. A pag 34 leggiamo: “al centro del tuo mondo // rimani tu / e la tua solitudine”. E ancora, a pag. 39: “… Ascolto / il suono della nostra vita: / a volte assolo / a volte armonia”. In questo “assolo” certamente non di leggerezza, sta tutto il lievito che conduce il poeta a cercare frescura alle proprie cocenti domande, a cercare una strada che sia nel proprio intimo o tra i sentieri del mondo o tra le vie stellari. Sempre cercando come scrive nei versi di Logos: “… Scruti le stelle / oltre il nero del cielo e lassù / intravvedi il logos generato / risposta ad ogni domanda” (pag. 21). La poesia di Conti, senza dubbio di natura elegiaca, scava nel tessuto della propria coscienza cercandovi un ordito unificante di verità e di comprensione. Pure, intravede, dolente, la dualità d’ogni cosa, lo specchio dell’esistente che rimanda ai propri occhi l’effimero, la frammentazione, l’apparenza e il transeunte. Esplicativi, in tal senso, i versi: “Lo specchio riflette / il nulla / e / quando appaio / ho due facce / come nella vita. // Mi illudo / di essere / ciò che non sono…” (pag. 38). Sotterranea, invero, è l’intima certezza dell’Oltre, quella fede imprescindibile che non dà modo di dubitare del fatto che la vocazione alla ricerca, in se stessa viaggio, la magnificenza della natura e la certezza dell’ordine universale che annulla il caso, sono garanti della epifania della vita. Della eternità della Vita. Come un’araba fenice d’incantevole suono e luce, i versi di pag. 20, avvio e centralità tematica del volume: “… e come eco tra i monti / rinasco / rivivo / ritorno da te / alla mia casa / alla mia terra”.

Ester Monachino

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