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LE PAROLE RACCOLTE DI GIAMPAOLI

LE PAROLE RACCOLTE DI GIAMPAOLI

Introdotta da una intensa prefazione di Caterina Trombetti, la nuova raccolta di Giampaolo Giampaoli Parole raccolte (Sillabe di Sale Editore) colpisce per l’attenzione che l’autore, attraversando il proprio spazio esistenziale, pone al processo stesso del fare poesia. La poesia viene giustamente considerata il genere preferenziale in relazione all’educare. Educare viene dal latino e-ducere, che significa “condurre fuori”, fuori cioè dalle ristrettezze cognitive e dalla povertà espressiva che caratterizzano purtroppo la nostra società, vittima della pochezza intellettuale e del conformismo. La poesia si fa veicolo immaginoso e fantastico di contenuti umani e morali attraverso una cadenza e un ritmo di natura musicale che penetrano in profondità. Proprio per questo l’autore auspica un rifiorire della poesia ai giorni nostri, perché è tipica la sua tendenza a trattare i soggetti con maggiore vitalità e minore preoccupazione di dimostrare verità di ordine etico. Anche perché la poesia non opera per astrazione, ma concretamente dentro e attraverso le cose, le figure, i luoghi, le situazioni e ha come protagonista sempre la persona, che continuamente si misura e confronta con gli altri esseri umani, con le circostanze e gli accadimenti,  insomma con la vita. Il fascino vincente delle poesie di Giampaoli risiede in primo luogo nella scrittura che le plasma e in quella incantata freschezza di linguaggio che rinnova nel miracolo ogni volta la trasparenza aurea delle cose antiche della vita e del mondo che si tramandano rinnovandosi di generazione in generazione. La fervida immaginazione, la gentilezza e la sorridente ironia, tra sogno e realtà, fanno levitare appunto “le parole raccolte”, per trovare la vera concentrazione attraverso quello sguardo del poeta che evita l’abbaglio dell’evidenza arrivando all’essenza più autentica.

Paolo Ruffilli

 

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