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ANTONIO SPAGNUOLO: INTERVISTA SULLA POESIA

ANTONIO SPAGNUOLO: INTERVISTA SULLA POESIA

Antonio Spagnuolo qual è lo “stato di salute” della poesia in Italia? E quello dei poeti?

Domanda piuttosto contorta! E’ oltremodo difficile poter esaminare lo “stato di salute” dell’attuale poesia italiana. Si affacciano all’agone troppe firme che spesso sono insignificanti, o diverse firme che , sostenute da una editoria così detta “grande”, vengono accettate come punti di riferimento, nel mentre non sono altro che poca cosa, sia per i contenuti, che per le forme di scrittura. Attualmente possiamo incontrare qualche ottimo elemento nella piccola Continua a leggere →

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ALOISE IL POETA CHE AMA LA MUSICA

ALOISE IL POETA CHE AMA LA MUSICA

Le sue liriche sono contrappuntate da una sorta di saudade brasiliana, quello struggimento tipico di chi è , obtorto collo, obbligato a lasciare le sue radici, salvo riappropriarsene ad ogni ritorno con sempre rinnovata passione, celebrando il tempo che fu, l’infanzia, il paese, i sogni spezzati e l’immutabilità dei luoghi ancestrali che trasudano di un antico dal quale non ci si può distaccare, neanche se si vive a diversi chilometri di distanza. Il poeta in questione è Pietro Aloise, cosentino di Bucita (San Fili) da dove andò via nel 1954, appena undicenne, emigrando a Roma, insieme alla madre, per necessità. Ma Pietro Aloise non ha mai reciso il legame con la sua terra, vivificandolo anzi ad Continua a leggere →

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CLAUDIA M. TURCO: TRA IMMAGINARIO E REALE

CLAUDIA M. TURCO: TRA IMMAGINARIO E REALE

Le parole con cui veniamo accolti sulla soglia d’ingresso di questo libro Il centauro malato (Robin) sono un’indicazione spaziale, le coordinate di un luogo, “Nella Vallata dei Mughetti”, e una dedica in lingua inglese “A Mughy, Lily of the Valley, from glen to glen”. È un esordio adeguato, lo si capisce leggendo il libro ma anche pensando ad altri lavori di Claudia Manuela Turco, alias Brina Maurer. Dire (e dirsi) che, a dispetto di tutto, esiste ancora in qualche luogo del mondo e del tempo una simile Vallata, non vuol dire chiamarsi fuori dagli slings and arrows of outrageous fortune, per dirla in modo amleticamente sintetico, né cercare un’Arcadia tanto bella quanto Continua a leggere →

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GLI SPAESAMENTI DI CURCI

GLI SPAESAMENTI DI CURCI

Liturgie del silenzio di Vittorino Curci (La vita felice, 2017) è un libro che parla di spaesamenti e lo fa con una lingua a volte ostica ma mai fine a se stessa. Anche quando l’autore crea neologismi non lo fa per puro esercizio letterario ma per sottolineare questo spaesamento. “Scarnifichiamo a fondo la memoria / con i riccioli di una qualsiasi domanda”. Il silenzio è il luogo dei parlamenti serali, il posto dove rielaborare le certezze, trasfigurarle. Qui non si Continua a leggere →

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LA POESIA DELLA SETTIMANA: NARDESE

 

Carlo Nardese

ANIMA MIA

Anima mia
barattolo rovesciato
ti vedo immobile
mentre il corpo ti sorpassa.
Tutto accade
e tutto nulla fa accadere.
La verità non è in te
ti viene suggerita
da leggeri movimenti
di dita…

 

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BALESTRINI: SCRITTURA COME GIOCO

BALESTRINI: SCRITTURA COME GIOCO

“È un’opera su un’opera come tutte le mie opere indeterminate, un gioco senza scopo un’assenza di finalità, non ho nessuna idea di come tutto questo avviene io non ho niente da dire poiché tutto comunica già perché voler comunicare il significato è l’uso”. Questo testo è tratto dall’opera edita più recente di Nanni BalestriniCaosmogonia (Mondadori, 2010). Già la data di pubblicazione mette in evidenza un elemento fondamentale: che Nanni Balestrini abbia operato per più di cinquant’anni, relazionandosi, così, con tutti i drammi della storia e con tutti i cambiamenti Continua a leggere →

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LA POESIA ESISTENZIALISTICA DI BEVILACQUA

LA POESIA ESISTENZIALISTICA DI BEVILACQUA

Alberto Bevilacqua, Piccole questioni di eternità (Einaudi). Queste «poesie di una vita», scritte da Bevilacqua durante la sua maturità di narratore, sono una esperienza poetica del tutto personale. Forse soltanto un narratore poteva scrivere delle poesie così intime senza cadere nel minimalismo e nel privatismo; soltanto un narratore poteva liberarsi dell’armamentario retorico senza ambascia. La scrittura di Bevilacqua è attaccata alla «cosa» che vuole significare. Il referente riveste una grande importanza. Un altro elemento significativo risiede nell’essere una poesia Continua a leggere →

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IL RITORNO ALLE “COSE” IN RUFFILLI

IL RITORNO ALLE “COSE” IN RUFFILLI

di Giuliano Ladolfi

Leggere una raccolta di poesie di Paolo Ruffilli è sempre un’avventura intellettuale e umana. Se confesso di provare questa emozione fin da quando mi sono dedicato alle sue prime composizioni, il testo Le cose del mondo (Milano, Mondadori, 2020) mi ha letteralmente avvinto, perché ho interpretato il titolo stesso in linea con la proposta interpretativa che da anni perseguo teoricamente mediante approfondimenti epistemologici e praticamente nel lavoro critico e nella direzione della rivista «Atelier», giunta al venticinquesimo anno di vita e al numero 100. Non è affatto un caso che, nel pubblicare in cinque tomi gli studi compiuti sulla poesia novecentesca e contemporanea, Continua a leggere →

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LEONETTI E IL REALE

LEONETTI E IL REALE

Francesco Leonetti vive la sua esperienza fra la generazione postresistenziale, che trova nell’impegno politico uno stimolo alla creazione “realista”, e quella sessantottesca per cui la politica diventa un fantasma creativo in se stesso. Leonetti, che si trova, prima, a far parte con Roversi e Pasolini del gruppo della rivista bolognese “Officina” alla fine degli anni ’50, e che quindi lavora con Vittorini al “Menabò”, scopre alla fine, al di là della letteratura e dell’ideologia stessa, il lavoro politico diretto. È la partecipazione alle lotte reali della “classe” (il proletariato) che conta, e lo Continua a leggere →

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LA POESIA DELLA SETTIMANA: IMBIMBO

Mauro Imbimbo

DOVE SEI, GUSTAVE?
Vogliamo sapere di Tutto
dai siti che dicono tutto,
sbattiamo sul viso ai potenti
scoperte per tutti gli utenti,
ma questi potenti diranno
che non conosciamo un bel niente.
Ce l’hanno con noi di sicuro,
con noi che troviamo risposte,
tenute sinora nascoste,
perfette per tutti i perché.
Fra tanti Bouvard e Pecuchet
esiste almeno un Flaubert?