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POESIE DI PASQUA

POESIE DI PASQUA

Guido Gozzano, Margherita Guidacci, Mario Luzi, Eugenio Montale, Alberto Mario Moriconi, Salvatore Quasimodo, Paolo Ruffilli, Maria Luisa Spaziani, Andrea Zanzotto, Cesare Zavattini

Guido Gozzano

PASQUA

A festoni la grigia parietaria
come una bimba gracile s’affaccia
ai muri della casa centenaria.

Il ciel di pioggia è tutto una minaccia
sul bosco triste, ché lo intrica il rovo
spietatamente, con tenaci braccia.

Quand’ecco dai pollai sereno e nuovo
il richiamo di Pasqua empie la terra
con l’antica pia favola dell’ovo.

 

Margherita Guidacci

DOMENICA DI PASQUA

Col viso vòlto ad Oriente

per aspettare l’alba

e il cuore vòlto ad un più chiaro Oriente

da cui verrà la risurrezione,

io mi sono coricata. Che importa

se per una sola notte o per tutte ?
Uno stesso Signore mi è guida

verso l’alba e la risurrezione !

 

Mario Luzi

PASQUA, ORA, NUOVAMENTE

Pasqua, ora, nuovamente,
festosa pigolante
negli alberi del mondo,
fredda,
ruvido-erbata
qui, ma erompe
in chiarità,
tempra in azzurro
ed ametista
la lontananza delle sue colline.
Non è fuga quella
laggiù all’orizzonte
e neppure inseguimento. S’apre
a sé risorta
la terra dopo il gelo
e dopo il travaglio,
si corre incontro, da sé
a sé, si estende in un abbraccio
avido alla sua infinità
o corre in quelle linee
l’onda
leggera e travolgente
della resurrezione, si propaga,
trabocca la sua vinta angoscia,
e la riconsacrata sua potenza?

Eugenio Montale

SERA DI PASQUA

Alla televisione
Cristo in croce cantava come un tenore
colto da un’improvvisa
colica pop.

Era stato tentato poco prima
dal diavolo vestito da donna nuda.

Questa è la religione del ventesimo secolo.

Probabilmente la notte di San Bartolomeo
o la coda troncata di una lucertola
hanno lo stesso peso nell’Economia
dello Spirito
fondata sul principio dell’Indifferenza.

Ma forse bisogna dire che non è vero
bisogna dire che è vera la falsità,
poi si vedrà che cosa accade. Intanto
chiudiamo il video. Al resto
provvederà chi può (se questo chi
ha qualche senso).

Noi non lo sapremo.

 

Albero Mario Moriconi

FRANTUMI DI CIOCCOLATO

Con tre colpetti il cucchiain d’argento
squarciò l’uovo, una sfoglia
di cioccolato:
un momento
che il bimbo ha trepidato.
Costò una pecorella,
gialla come un pulcino,
milleseicento lire.
Come può divertire
un uovo e un cucchiaino!

Fuori, hanno loro cose
che non costano nulla
altri piccini ch’escono nel sole.
Le vetrine fastose,
tepidi effluvi di pasticceria
da intercettar sul limitare,
e la folla chiassosa della via,
che a sfilare s’appresta,
oggi, la cinghia a gloria del Risorto.

Lindi colori d’aprile, sete novelle
fluttuano nei loro sognanti occhi ammaliati.
I campanili, le rondini, il sole,
le campane a distesa, cultura e società
e ogni chiesa
una serra,
velata di fumi
d’incenso,
gioiosa di lumi,
or che l’Ucciso non è più sotterra.

Resta
ai bimbi dei poveri
la festa
di primavera:
per loro le campane e il cielo e Gesù che ascende
in un odor di cose buone!

Nel suo salone
a stucchi, sta deluso,
ugglato,
si riguarda i frantumi
di cioccolato,
quel bimbo che tutto possiede
e solo attendeva di nuovo,
oggi, qualcosa
da un uovo.

 

Salvatore Quasimodo

SPECCHIO

Ed ecco sul tronco
si rompono gemme:
un verde più nuovo dell’erba
che il cuore riposa:
il tronco pareva già morto,
piegato sul botro.
E tutto mi sa di miracolo;
e sono quell’acqua di nube
che oggi rispecchia nei fossi
più azzurro il suo pezzo di cielo,
quel verde che spacca la scorza
che pure stanotte non c’era.

 

Paolo Ruffilli

CROCIFISSIONE

La violenza che gonfia

e scoppia fuori

saltata via la crosta,

la potenza mortale

di aguzzini e stupratori

in versione pressoché normale,

con le mani affondate

nel sangue di una vittima

ogni volta rinnovata

e lo scempio, poi,

della carne martoriata:

agnello di una propria

colpa originale,

la ferita a tutto tondo

con su marcata

l’intenzione di farne

l’ostensione.

Il coltello

del cupo sacrificio rituale

nei profani scannatoi

di questo mondo.

 

Maria Luisa Spaziani

VERSO PASQUA

Sotto la pioggia cammino pregando
e sono parte di questo universo.

Quanti non credono al Tuo sacrificio
hanno volti più lividi del cielo.

Portano i loro passi verso il nulla
ignari del miracolo di Pasqua.

Ma io cammino pregando e Ti sento
presente nel verde di primavera.

“Perché tutto da Te, tutto per Te,
tutto in Te”
 nella lettera ai Romani.

 

Andrea Zanzotto

ELEGIA PASQUALE

Pasqua ventosa che sali ai crocifissi
con tutto il tuo pallore disperato,
dov’è il crudo preludio del sole?
e la rosa la vaga profezia?
Dagli orti di marmo
ecco l’agnello flagellato
a brucare scarsa primavera
e illumina i mali dei morti
pasqua ventosa che i mali fa più acuti

E se è vero che oppresso mi composero
a questo tempo vuoto
per l’esaltazione del domani,
ho tanto desiderato
questa ghirlanda di vento e di sale
queste pendici che lenirono
il mio corpo ferita di cristallo;
ho consumato purissimo pane

Discrete febbri screpolano la luce
di tutte le pendici della pasqua,
svenano il vino gelido dell’odio;
è mia questa inquieta
gerusalemme di residue nevi,
il belletto s’accumula nelle
stanze nelle gabbie spalancate
dove grandi uccelli covarono
colori d’uova e di rosei regali,
e il cielo e il mondo è l’indegno sacrario
dei propri lievi silenzi.

Crocifissa ai raggi ultimi è l’ombra
le bocche non sono che sangue
i cuori non sono che neve
le mani sono immagini
inferme della sera
che miti vittime cela nel seno.

 

Cesare Zavattini

È PASQUA

Anche il sole stamane
è arrivato per tempo,
anzi con un leggero anticipo.
Anche io mi sento buono,
più buono del solito.
Siamo tutti un po’ angeli oggi
mi pare quasi di volare
leggero come sono.
Esco di casa canticchiando,
voglio bene a tutti.

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