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DENTRO LE ALLEGORIE DI SANDRA EVANGELISTI

DENTRO LE ALLEGORIE DI SANDRA EVANGELISTI

Sandra Evangelisti: Allegoria (Biblioteca dei leoni). Come una fusione continua, tra la realtà del quotidiano e le nebulose illusioni che le “allegorie” cercano di proporre, ogni poesia riesce a formulare una raffinata invenzione di rimbalzi, che dall’irrinunciabile fabula raggiunge un colloquio intimo ed incessante, nel luogo del ritrovamento. Sandra Evangelisti racconta, racconta nelle sue pagine quello che il sussurro della musica riesce a trasmettere con il ritmo privilegiato della “parola”, immersa nel mondo classicheggiante della ricerca. Un semplice album fotografico che si sfoglia in un susseguirsi di figure e lampeggi, tra un estetico e raffinato credo esistenziale ed una vertigine che dipana lo scorrere del tempo e dell’armonia. Molti i “personaggi” tratteggiati nei versi, da una Annetta nel passo breve di un destino alla Teodora dagli occhi di ghiaccio, da Cesare e le sue concubine a Germanico con la cera sul viso. Lancillotto, Ginevra, Giulio Decimo, e diversi altri riflettono la luce dell’arcobaleno. Il volume si suddivide nelle sezioni “Allegoria”, “Primavera”, “Le ere e le età”, “Alta velocità”, “Nell’Ade”, ma un legame sottile e ben valido ricuce i testi per uno svolgersi incalzante di sospensioni. Il tempo rincorre le ore e la poetessa si affanna nelle vicissitudini del verso che diviene spazio di abitabilità. La cucina, la cantinola, il tribunale, l’ufficio, la casa in montagna, la piazza, il divano non sono “astrazioni formali della spersonalizzazione dell’io” ma il palpabile scorrere degli oggetti tra gli imprevisti dell’oggi. Il viaggio tende alla fine:” Sono scesa agli inferi e ho scoperto il suo volto: / era bello anche sotto la maschera. / I capelli adagiati alla fronte / ed un ricciolo sceso sul collo. / Aveva occhi socchiusi: dormiva; / e le labbra distese e serene. / Ho appoggiato la mano sul petto con una carezza, / e non rispondeva. / Poi supina mi sono distesa slacciando le vesti / e discinta ho abbracciato il suo corpo / per dargli la vita.”
Antonio Spagnuolo

Poetrydream

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