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DANTEDÌ

Dante Alighieri

GUIDO I’ VORREI CHE TU E LAPO ED IO

Guido, i’ vorrei che tu e Lapo ed io
fossimo presi per incantamento,
e messi in un vasel ch’ad ogni vento
per mare andasse al voler vostro e mio,

sì che fortuna od altro tempo rio
non ci potesse dare impedimento,
anzi, vivendo sempre in un talento,
di stare insieme crescesse ’l disio.

E monna Vanna e monna Lagia poi
con quella ch’è sul numer de le trenta
con noi ponesse il buono incantatore:

e quivi ragionar sempre d’amore,
e ciascuna di lor fosse contenta,
sì come i’ credo che saremmo noi.

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Commenti 2

  1. angela donna

    un grande respiro in questi giorni soffocanti e apocalittici: la poesia, la grande poesia ci salva

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  2. carla buranello

    VANNA, I’ VORREI CHE TU E LAGIA ED IO

    Vanna, i’ vorrei che tu e Lagia ed io
    fossimo prese per incantamento
    e messe in un vasel ch’ad ogni vento
    per mare andasse al voler vostro e mio,

    sì che fortuna od altro tempo rio
    non ci potesse dare impedimento,
    anzi, vivendo sempre in un talento,
    di stare insieme crescesse ’l disio.

    E messer Lapo e messer Guido poi
    con quel pistola a dare voti intento
    con noi ponesse il buono incantatore:

    e quivi ragionar sempre d’amore,
    e ciascuno di lor fosse contento,
    sì come i’ credo che saremmo noi.

    Ho voluto offrire il punto di vista delle signore, anzi della signora che Dante pose al numero trenta, non proprio lusinghiero, nella lista delle donne più belle di Firenze (nella pistola sotto forma di sirventese oggi andata perduta).

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