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LE VOCI DI LAURA PIERDICCHI

LE VOCI DI LAURA PIERDICCHI

In una ottima stesura che potremmo dire classicheggiante le poesie di Voci tra le pieghe dei passi (Edizioni del Leone) di Laura Pierdicchi hanno spazi notevolmente ampi , quasi a riempire la pagina, a tratti con versi ritmati e musicali ,a volte con frasi in prosa echeggianti mottetti o epigrammi. “La prima luce sorge dal mistero. Dalla scintilla che s’imprime nel battito e segna il cammino, attorno le forme sconosciute da imparare. Tutto velato / incerto. Ogni tocco si mescola all’odore in sussulto di energia. Inizia il complesso gioco mortale.” Una certa impostazione teatrale coinvolge il lettore fra un sospeso gioco onirico e un ripetuto sottofondo del preconscio, quasi che le pieghe dei passi possano essere ripetute all’infinito per un registro che sappia ben distogliere il quotidiano dall’incombere di Thanatos. “Il tempo è scivolato tra le pieghe / del giorno e della notte. / Ha coperto ogni affanno della casa / ha dato fiato all’apparenza. / Ho assaporato il caldo tepore / dell’amoroso inganno.” I nodi della forma metrica qui si sciolgono in alterne composizioni per dare ampi spazi discorsivi, cesellati da impegnativi agglomerati, senza mai perdere una briciola della propria autobiografica identità.

Antonio Spagnuolo

Ilcobold

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