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IL DIALETTO VENETO DI ANTONIA MASO

IL DIALETTO VENETO DI ANTONIA MASO

Dopo le numerose raccolte di poesia in lingua e quella in dialetto veneto del 2012, ritorna questo estroso “diario” di Maria Antonia Maso nella lingua dei genitori, Còntame, nona (Biblioteca dei Leoni), lingua anche dell’autrice che si dimostra altamente padrona del linguaggio, usato con disinvoltura e partecipazione. In Còntame, nona, al di là del titolo, si narra ciò che viene ricordato di ieri e di oggi e in particolare di questa modernità esasperata, sempre propensa ad adeguare a proprio uso e consumo persino l’idea di un Dio su misura. Questo spiega la varietà dei temi trattati nelle singole composizioni, a volte con sottile ironia, altre volte con partecipata adesione alla precarietà dell’umano. Anche se con verso libero, il ritmo e la musicalità volteggiano tra le parole, garantendo piacevolezza alla lettura. In merito alla grafia, la pronuncia personale dell’autrice, segnalata dagli accenti gravi sulle vocali “o” (còntame, diretòr, calieròn, bandieròni, sòra, indò, frassiòn, balòni…) ed “e” (strèto, drènto, carèti…) rivela una accentazione fonica di area vicentina più che trevigiana, dove l’autrice vive da quasi 60 anni. Inoltre è sovrabbondante l’uso di accenti su parole piane che non li richiedono (brassóti, tèra, vardàr, sentìr, bòcia, dìme, tabàri, sìghi, ciàra…) mentre, giustamente, l’accento va messo su parole sdrucciole (fàrsene, brìscola, pèrdare…); come pure non va messo l’accento sui monosillabi (pi, go…) e come va messo l’accento giusto in caso di aferesi (’na, ’l, ’e), perché quello adoperato nei testi è proprio dell’inciso (‘). Tutte osservazioni che, comunque, non compromettono il valore del contenuto del libro che, con un uso più attento della grafia, onorerebbe il dovuto rispetto della nostra amata “lingua veneta”.

Mario Sileno Klein

Literary.it

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