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POESIE DI NATALE

POESIE DI NATALE

Arbasino, Barberi, Bruno, Conte, Cucchi, Giani, Gozzano, Lamarque, Magrelli, Merini, Minore, Moretti, Piano, Piersanti, Pozzi, Quasimodo, Raboni, Rondoni, Ruffilli, Saba, Scotellaro, Spaziani, Turco, Valeri, Zanzotto

Alberto Arbasino

BYZANTHIUM VERSUS
Ricordi quando si andò a Patmos,
apposta, per ascoltare
a un giubileo plurisecolare
del celebre monastero
le musiche bizantine più autentiche?
E le Messe erano quasi identiche
alle funzioni pre-conciliari natalizie
della nostra infanzia più rustica…
E poi si acquistarono i compact
di “musica bizantina secolare”,
nelle versioni più filologiche,
in poco o nulla si distinguevano
dai ‘bouzoukia’ di Mikonos, in piroscafo…

Giorgio Barberi Squarotti

NATALE
Un qualsiasi giorno (era forse quando già moriva
l’inverno), nella luce impreveduta del mattino irruppero i pastori
con una folla infinita di pecore festose e innanzi i cani taciturni
e trionfali, infine a comandarli fervido e agitato nell’accenno
di danze e crotali un bambino luminoso e una ragazza ridente,
allegra ma un poco preoccupata per la stagione incongrua e per l’età
ansiosamente incerta, se giocare ancora o recitare la sua parte
di madre amorevole e disattenta. Passavano automobili, altere
schiere di avari e prodighi, le nubi d’ombra e lampade accese, indifferenti
baci, urti d’ira, così come è il vero mondo da sempre, povero di esistere,
incapace di udire la parola, cieco fra i fiori solari, il tremare
delle acque illimpidite, la purezza dei corpi intatti che la luce accendono,
e come può vedere quel che pure è insensato e necessario: un gregge
candido, qualche persona con gli abiti disusati, un’immagine che adesso
non è già più d’infanzia e verginale piacere, tutto si dissolve come
per lo spettacolo del pomeriggio televisivo, ed è la verità
invece, oh la pazienza infinita di Dio, che allora riprende a giocare
con la madre e il bambino e coi pastori e i cani rabboniti,

e sospirando tutto si perdona ancora.

Pietro Bruno

STANOTTE A MEZZANOTTE

Nel cielo sopra il cielo del mio tetto
si trita nell’aria di fuori il fischio lontano
di un fuoco che sale squamando d’argento
la coda di luce. Aspetto lo scoppio,
la chioma che esplode in frammenti
raccolti in bagliori negli occhi
che il botto ha serrato.
È la stella cometa che poi caduta

a casa sul sughero più alto
della grotta, non spaventa
galline e dromedari né pecore

e pastori e neanche me.

Stanotte a mezzanotte nasce Gesù Bambino
l’unico Dio che non mi fa paura.

Giuseppe Conte

HO PENSATO A NATALE

Ho pensato a Natale
davanti a un girasole

passato appena è il solstizio
che è sempre nascita e inizio

e piena viene l’estate
dalle mani dorate.

Il mio Natale era inverno,
l’inverno dei ricordi

di quando ero bambino
e avevo mio padre vicino.

Natale dei soldatini di terracotta
dei libri di avventura

in quella casa oscura
della mia infanzia benedetta.

Oggi, senza padre, senza figli
e niente che assomigli

alla gioia che cercavo
ho pensato a Natale

davanti a un girasole
solitario, segreto,

specchio di un’altra vita
tra luce e buio fiorita.

Cosa è per me Natale?
È questo girasole.

È questo che mi ripeto.
È questo che il cuore vuole?

Maurizio Cucchi

NATALE IN FAVELA POST-MODERNA

Natale… Nascita, o rinascita?

Fosse infine una svolta contraria

all’immensa paccottiglia kitsch?

Io sogno a volte turbatissimo

una favela oziosa e igienica,

bizzarramente quieta e sana,

dove alzarmi tardissimo un natale

e chiederti mentre mi stiracchio:

“Cosa facciamo, oggi, amore mio?”

Mariateresa Giani

IL  NATALE  DELL’INNOCENZA

Si potrà mai giungere laggiù

nella grotta dell’infanzia profonda,

nel suo silenzio sacro di povertà

assoluta e al bocciolo d’innocenza

e tenerezza attingere la stella?

In una camicina, che nei villaggi

tra le folle, lungo il mare e sui colli

diventerà una prodigiosa tunica,

e un tragico lenzuolo nello scavo

di roccia, il Re dell’universo

neonato, che crescerà in maestà

e bellezza come il seme di senape

del Regno, nella greppia odorosa

di fieno riposa, ai miti ignaro

portatore d’infinita gloria.

Guido Gozzano

NATALE

La pecorina di gesso,
sulla collina in cartone,
chiede umilmente permesso
ai Magi in adorazione.

Splende come acquamarina
il lago, freddo e un po’ tetro,
chiuso fra la borraccina,
verde illusione di vetro.

Lungi nel tempo, e vicino
nel sogno (pianto e mistero)
c’è accanto a Gesù Bambino,
un bue giallo, un ciuco nero.

Vivian Lamarque

LETTERINA DI NATALE

È arrivata una letterina
anzi sono un milione
anzi sono un miliardo
c’è una lettera per ogni bambino
è una letterina di Natale
è una letterina di Babbo Natale.

Evviva apriamo! Evviva leggiamo!

Cari bambini sono stato buono
proprio buono tutto l’anno
ecco l’elenco l’elenco dei doni
grazie mille anticipate

ecco l’elenco incominciate:

Uno sciroppo in damigiana
ho tanta tosse e le renne idem

cento litri di latte e cento chili di fieno
e uno scatolone di medicine
per quando ho la febbre a trentanove
e non posso uscire che nevica o piove.

Degli stivali mi raccomando rossi
e un berretto nuovo e…  ccì! eccì!
e un chilometro di fazzoletti
e anche un nuovo dvd.

Ma come??? E niente a noi???

“Per quest’anno faremo il contrario
siete d’accordo?

Non c’è avere senza dare
per un anno si può fare…”

Valerio Magrelli

NATALE

Natale, credo, scada il bollino blu
del motorino, il canone URAR TV,
poi l’IMU e in più il secondo
acconto IRPEF – o era INRI?
La password, il codice utente, PIN e PUK
sono le nostre dolcissime metastasi.
Ciò è bene, perché io amo i contributi,
l’anestesia, l’anagrafe telematica,
ma sento che qualcosa è andato perso
e insieme che il dolore mi è rimasto
mentre mi prende acuta nostalgia
per una forma di vita estinta: la mia.

Alda Merini

BUON NATALE

A Natale non si fanno cattivi
pensieri ma chi è solo
lo vorrebbe saltare
questo giorno.
A tutti loro auguro di
vivere un Natale
in compagnia.
Un pensiero lo rivolgo a
tutti quelli che soffrono
per una malattia.
A coloro auguro un
Natale di speranza e di letizia.
Ma quelli che in questo giorno
hanno un posto privilegiato
nel mio cuore
sono i piccoli mocciosi
che vedono il Natale
attraverso le confezioni dei regali.
Agli adulti auguro di esaudire
tutte le loro aspettative.
Per i bambini poveri
che non vivono nel paese dei balocchi
auguro che il Natale
porti una famiglia che li adotti
per farli uscire dalla loro condizione
fatta di miseria e disperazione.
A tutti voi
auguro un Natale con pochi regali
ma con tutti gli ideali realizzati.

Renato Minore

GRAN FINALE

Non esistere

sarà forse impossibile.

 

Nel multiverso patchwork

si replica il nostro presepe

con lane di pastori

scintillio di stagnola

verde muschiato

neniette a ricarica.

La luce batte e rimbalza

come in gabbia.

Mai lo vedremo

mai sapremo

se ancora nella santa notte

le streghe alzano la selce

per fare malie

se chi nasce vince

l’esitare del vuoto.

Marino Moretti    

IL VECCHIO NATALE

Mentre la neve fa, sopra la siepe,
un bel merletto e la campana suona
Natale bussa a tutti gli usci e dona
ad ogni bimbo un piccolo presepe.
Ed alle buone mamme reca i forti
virgulti che orneran furtivamente
d’ogni piccola cosa rilucente
ninnoli, nastri, sfere, ceri attorti.
A tutti il vecchio dalla barba bianca
porta qualcosa; qualche bella cosa
e cammina e cammina senza posa
e cammina e cammina e non si stanca.
E dopo aver tanto camminato
nel giorno bianco e nella notte azzurra
canta le dodici ore che sussurra
la notte, e dice al mondo : “È nato!”

Susanna Piano

LET IT SNOW

Lascia che nevichi

che il cielo giunga

fino alle radici

che il fiocco si scuota un po’

toccando terra

lascia che tutto accada

ciò che deve.

Umberto Piersanti

DOPO NATALE

Dopo Natale
spente le luminarie
l’ultima che risplende
a fianco dello scivolo,
bassa sul mare
sei cresciuto Jacopo
dall’altro anno,
ma i giochi e lo sguardo
sono gli stessi,
figlio, il tempo non ti riguarda
il cerchio delle luci
le feste ora passate
la luna di gennaio
ch’esce più tardi
delle tronche parole
senza storia,
della corsa priva di compagni
solo ti ricompensa il tempo
fatto eterno
per noi si spengono le luci
dopo le feste,
come la neve bianca
grigia si scioglie
sull’asfalto.

Antonia Pozzi

NOTTURNO INVERNALE

E domani saremo soli

col nostro cuore

verso il nostro destino.

Ma ancora, nel profondo,

tremerà il palpito lontano

delle ali sorelle

e si convertirà

in nuova ansia di volo.

Salvatore Quasimodo

IL PRESEPE

Natale. Guardo il presepe scolpito,
dove sono i pastori appena giunti
alla povera stalla di Betlemme.
Anche i Re Magi nelle lunghe vesti
salutano il potente Re del mondo.

Pace nella finzione e nel silenzio
delle figure di legno: ecco i vecchi
del villaggio e la stella che risplende,
e l’asinello di colore azzurro.

Pace nel cuore di Cristo in eterno;
ma non v’è pace nel cuore dell’uomo.
Anche con Cristo e sono venti secoli
il fratello si scaglia sul fratello.
Ma c’è chi ascolta il pianto del bambino
che morirà poi in croce fra due ladri?

Giovanni Raboni

UNA POESIA DI NATALE

Aver pietà dei ricchi cercarli
passando un piede dopo l’altro mettendo acqua nella neve.

dove poteva esserci Piazza Borromeo
– non c’è bisogno d’ombrello quando nevica dicevi togliendo
dita di manciate di neve dal colletto – cercarli
quei tenui cannibali quei nemici così facili da perdonare
docili attaccapanni fragili mummie in riso
sui loro reciproci regali da quattro soldi
sulla squisita avarizia lombarda del loro pranzo del 25/12.

per organo e ossi, flauto e digiuno
oh sì, cercarli, avere pietà
di loro, dei loro guasti, che soluzione.
Ma adesso, adesso – e Cesare che vuole
una poesia di Natale, da me! con l’aria che tira
di peste, tersa, meravigliosa
e questi botti sparsi per la boscaglia urbana,
caccia che ricomincia, compagni
fra non molto più numerosi in prigione
che sotto l’albero acceso o il vischio appeso al cornicione…

Davide Rondoni

NATALE

Cosa c’è nell’aria? Qualcosa che somiglia
a un sospetto, a una voglia
di festa, si accendono più luci,
si scambiano doni e sgorgano anche baci
di auguri.

Anche se i tempi sono duri
come duemila anni fa per i pastori
quando viene Dio come un bambino
si allarga il cuore, che grande mistero:
l’uomo vede il viso buono del suo destino.

È vero, il Natale è la festa più forte
Dio si fa uomo e sconfigge la morte.
Qui davanti sono uguali re e poveracci,
i vestiti di ori o con quattro stracci.

La festa che conta è la festa del cuore
gli occhi che brillano di fronte al presepe:
a Maria, a Giuseppe e a Gesù,
uomo e Dio dell’amore.

Paolo Ruffilli

RINASCITA

Può darsi sia soltanto un altro modo,

per reggere da solo e stanco

l’urto violento della vita, io,

come i monaci chiusi nel distacco

delle loro celle certe nella coercizione

ma senza l’obbligo dell’atto volontario

senza scegliere con intenzione

la scelta loro di esclusiva,

da escluso intanto in reclusione

contro il mio stesso desiderio

ma libero infine dal suo imperio,

rinato con la nascita di dio.

Umberto Saba

NELLA NOTTE DI NATALE

Io scrivo nella mia dolce stanzetta,
d’una candela al tenue chiarore,
ed una forza indomita d’amore
muove la stanca mano che si affretta.
Come debole e dolce il suon dell’ore!
Forse il bene invocato oggi m’aspetta.
Una serenità quasi perfetta
calma i battiti ardenti del mio cuore.
Notte fredda e stellata di Natale,
sai tu dirmi la fonte onde zampilla
Improvvisa la mia speranza buona?
E’ forse il sogno di Gesù che brilla
nell’anima dolente ed immortale
del giovane che ama, che perdona?

Rocco Scotellaro

I PEZZENTI

È bello fare i pezzenti a Natale

perché i ricchi allora sono buoni;

è bello il presepio a Natale

che tiene l’agnello

in mezzo ai leoni.

Maria Luisa Spaziani

LETTERA DI NATALE

Natale non è altro che questo immenso
silenzio che dilaga per le strade,
dove platani ciechi
ridono con la neve
altro non è che fondere a distanza
le nostre solitudini,
stendere nella notte un ponte d’oro.
Sono qui col tuo dono che il mio illumina
di dieci stelle-lune,
guidandomi per mano
dove vibra un riverbero
di fuochi e di lanterne (verde e viola),
di girandole e insegne di caffè.
Un pino a destra
per appendervi quattro nostalgie
e la mia fede in te, bianca cometa
in cima.

Claudia Manuela Turco

LA VITA È UN ALBERO DI NATALE

Immacolato abete, lambito dal virgineo drappo, d’eterno blu luccica

in intermittenti giochi di bagliore e ombra, sistole e diastole.

Il sangue è luce, linfa luminescente; la vita un piccolo strobilo d’argento,

una pigna che s’illumina solo per pochi giorni all’anno.

Il resto è attesa.

Ogni ago è freccia di ricordo e speranza; ogni ramo intrecciato ai festoni

è una strada illuminata da eterei lampioni racchiusi in arance chiodate.

Tra ciondoli di cristallo, vetri e specchi,

il percorso si snoda nella spirale sino al puntale di mecca,

cuspide che d’incanto trafigge, stella divenuta meta inafferrabile.

L’anima, proiettata in alto, piroetta all’infinito.

Nell’ascensione dai rami più bassi a quelli più alti

sfere ovunque, ora più leggere, più luminose, più colorate,

ora più pesanti, più cupe, più austere. Ma spesso è in basso che galleggia

il cuore, travolto dal dolore più acuto, per catturare la gioia più inattesa.

E le briose levità celano il vacuo, l’assenza. Cori di luci e sinfonie

di cruciformi scintille liberano grani di rosario da cieche chimere.

Quei rari bagliori rendono le tenebre dell’attesa solo luce.

Diego Valeri

FILASTROCCA DI NATALE

Pastorella grama e bella,
non c’è più niente nella scodella,
non c’è più niente nel boccale..
Pastorella del triste Natale!

San Giuseppe dal Bambino,
qui non c’è pane, qui non c’è vino,
qui non c’è legna da bruciare..
San Giuseppe, che s’ha da fare?

Mi basterebbe avere un pomo,
come quello che hai cotto al forno;
la Madonna poi l’ha sbucciato
e il Bambino se l’è mangiato.

Andrea Zanzotto

DINTORNI NATALIZI

Natale, bambino o ragnetto o pennino
che fa radure limpide dovunque
e scompare e scomparendo appare
come candore e blu
delle pieghe montane
in soprassalti e lentezze
in fini turbamenti e più
Bambino e vuoto e campanelle e tivù
nel paesetto. Alle cinque della sera
la colonnina del meteo della farmacia
scende verso lo zero, in agonia.
Ma galleggia sul buio
con sue ciprie di specchi.
Natale mordicchia gli orecchi
glissa ad affilare altre altre radure.
Lascia le luminarie
a darsi arie
sulla piazza abbandonata
col suo presepio di agenzie bancarie.
Natali così lontani
da bloccarci occhi e mani
come dentro fatate inesistenze
dateci ancora di succhiare
degli infantili geli le inobliate essenze

 

 

 

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  1. Evaristo Seghetta

    Alla mente risale un canto lontano
    di voce bambina,
    la luce fioca della cantina,
    le labbra rosse di amore e di vino,
    disfatte le rose del tuo giardino
    tra la brina che brucia
    e la luna che indugia,
    in questa notte glaciale,
    il sogno prevale:
    attendiamo il Natale.
    (Evaristo Seghetta Andreoli)

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