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LA PRONUNCIA ICASTICA DI CITTON

LA PRONUNCIA ICASTICA DI CITTON

Gian Citton è un poeta che – pur defilato dai centri del dibattito letterario – godeva già di una giusta considerazione presso critici avvezzi a leggere le cose in profondo. Uno dei pregi del libro La provincia dei Cani (Book Editore) consiste nella capacità di amalgamare ogni materia (dalla più aneddotica alla più meditativa) e ogni tono (dalla desolazione all’ironia) per mezzo di uno stile esemplare che si giova di una invidiabile competenza tecnica. Si fatica a isolare un componimento che faccia spicco, in una raccolta che non ha punti deboli. Non c’è motivo dello scialo quotidiano, della memoria o del problematico avvenire che non ispiri a Citton – ai suoi ipermetri e ipometri che si alternano ai sapientissimi endecasillabi – un bilancio, una deduzione complessiva, convincente nei suoi passaggi dalla riflessione all’immagine e viceversa. Se dovessimo scegliere qualche singolo esempio, ci soffermeremmo sul rapporto che lega l’autore alle sue pagine materialmente intese (“sciame di parole”, “pagine e pagine in cerca di poesia”), carte sempre e drammaticamente a rischio di consunzione e cancellazione, ma tratte in salvo, finora, grazie alla sicura e icastica pronuncia di Citton.

Silvio Ramat

Premio Casentino 2016

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