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SINTESI DI MONDI IN SANDRA EVANGELISTI

SINTESI DI MONDI IN SANDRA EVANGELISTI

Versi rapidi, in La dimora del tempo (Biblioteca dei Leoni) di Sandra Evangelisti: sintesi di mondi che si sono purificati fino ad arrivare alle tensioni più essenziali, fino a trovare la sostanza piena dei rintocchi della cavità del cuore. Non c’è una sola immagine superflua, una sola parola fuori posto, un solo concetto che debordi o se ne vada per i campi sciorinando vaghezze: tutto è detto con rigore e con passione, con limpidezza di dettato e con quella freschezza che sa assegnare a ogni verso il senso vero dell’essere. Anche i momenti, chiamiamoli così, di religiosità, di analisi di se stessa a contatto con l’assoluto sentiamo un Sandra Evangelisti attenta a non sprecare il suo talento in inutili invenzioni letterarie. Per Sandra la poesia è distillazione del proprio io che però deve diventare passione di tutti, deve diventare noi. Infatti lei non si rinserra mai in se stessa e gli argomenti trattati, anche quando partono da un dato privato, si allargano subito all’universale coinvolgendo il mondo nella propria dimensione. La poetessa sa spremere con la dovuta perizia la bellezza che le vive attorno e sa analizzare stati d’animo e avvenimenti facendoli poi entrare nel bozzolo vivo di cadenze calibrate su metri accesi da vibrazioni secche, mai edulcorate da spasmi impropri. Difficile dare una definizione perentoria e univoca della produzione di Sandra Evangelisti, specialmente per quanto riguarda questo libro, però si può azzardare dicendo che alla base del suo mondo c’è l’autenticità, il sapore della vita vera, l’immersione nell’umano che ormai da più parti è stato dimenticato a favore di un tecnicismo esasperato. In Sandra, intendiamoci, non manca né la destrezza stilistica né la perizia linguistica, come non manca la sapienza dell’indagine, però il tutto è convogliato dentro parametri lirici che riescono a fermare il flusso incandescente di un’anima ricca ed entusiasta, vigile e accorta, che sa guardare fermamente agli avvenimenti della vita. Ogni tanto è come se si aprisse un varco o una ferita nella pienezza dei sensi, ma Sandra non ci rigira il coltello, non corteggia il dolore o il male, l’ansia o l’angoscia, anzi devia il discorso su canoni che riescono a far vibrare le corde di nuovi sensi, a portarci oltre la barriera del risaputo. Se così non fosse, non avremmo queste filigrane che sembrano essere state impastate da una luce rarefatta di maturità e di languori mai sfilacciati. E poi… finalmente una poetessa che si fa intendere, che chiama le cose con il loro nome, che le divarica, le spacca, le innalza al cielo e le impasta con la sua anima, le rieduca, le fa rilucere e le sconquassa per trarne quella strada di luce che serve per uscire dal pantano delle incertezze e dei nodi oscuri della psiche. Siamo al cospetto di una voce in cui conta la chiarezza, in cui non ci sono labirinti che non portano da nessuna parte. I labirinti semmai si affacciano all’inizio, come ad adombrare i fermenti e a dissipare il caos, ma poi i versi si piegano a una ragione umana, per dirla con Nietzesche, troppo umana, e il risultato è questo canto che ci porta felicemente dentro la Dimora del tempo in cui le ragioni metafisiche s’innestano a quelle del reale per poter raccontare “il segreto del fiume”, per poter sciogliere “le membra / nel vento”, per potersi dissolvere “all’ombra di un silenzio”. Poesia dunque che riesce a dire del profondo con sicurezza espressiva e con casta immacolata precisione, poesia che nasce da ragioni profonde e non si ferma dinanzi a niente pur di poter esprimersi in totalità, poesia che ha motivazioni per esistere e non solo velleità letterarie. Sandra Evangelisti da tempo scrive e pubblica quasi in sordina consapevole che il successo dei poeti spesso è dovuto a cose estranee alla poesia. Lei va avanti e pone le sue pietre miliari, a volte delusa dei riscontri, altre volte contenta, ma sempre più convinta che ormai i lettori non sono neanche più venticinque, come diceva Manzoni. Ne prende atto e va avanti, perché lei scrive per significare e perché ne ha urgenza ed è per questo che i suoi versi sono a un tempo fragili come gigli e forti come schegge di marmo.

Dante Maffia

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