0

RICORDO DI ANTONIO SANTORI

RICORDO DI ANTONIO SANTORI
C’è sempre stato un Altrove nella mente e nella parola di Antonio Santori (Montreal 1961- Civitanova Marche 2007). Ne era davvero convinto, esiste un atto, quello del nominare, attraverso il quale l’uomo investe di significato, dà un compito e quindi un senso ad ogni elemento della realtà. Come fosse davvero possibile uscire da sé per arrivare al … fondamento dell’essere. E tornare, dopo aver ascoltato e visto. Ma tornare da dove? Da un luogo Altro, dove è come se le cose esistessero in attesa di essere scoperte e portate alla luce. Un limen, un confine da attraversare, una linea sopra la quale tentare di mantenere l’equilibrio per provare così ad osservare e ascoltare quello che la Natura ha Continua a leggere →

0

NATURA E PAESAGGI IN FRANCESCO PIEMONTE

NATURA E PAESAGGI IN FRANCESCO PIEMONTE

L’analisi della realtà e l’indagine dell’esistenza intese come continua, quotidiana, ricerca di intima armonia e perfezione – raramente raggiungibili – sono alla base della silloge poetica I nostri giorni perfetti (Biblioteca dei Leoni) di Francesco Piemonte. Il poeta ha la sensazione che l’individuo nel mondo che sta cambiando sempre più in fretta, a causa della corsa alla computerizzazione e al virtuale, soffra di solitudine e si senta estraneo agli altri: «Ci imbozzoliamo, chiusi sul nostro vuoto» (p. 72). E ai suoi occhi attenti e indagatori è “come se, all’improvviso, senza Continua a leggere →

0

LA POESIA DELLA SETTIMANA: ROSSI TESTA

Roberto Rossi Testa

DONNA CHE SEI LA SORTE

Donna che sei la sorte, e che conosci
ciò che ancora non so:
sorridimi una volta,
non sospingermi sempre dove imparo
solamente a morire.
Ogni ramo si tende incontro al sole;
per me, fa’ che non tardi:
fu già irriconoscibile l’aprile,
nell’estate che volge alla sua fine
fammi almeno sentire il dolce alito,
la tua carezza, che doveva crescermi.
Lascia che viva un poco,
ormai che parto;
e poi, sul tuo cammino,
sia vera la promessa, e chiaro il giorno…
Tu sei la luce in forma di sorriso,
ti guardo, e col tuo sguardo vedo il dio
che dentro al petto canta;
anche se non mi ascolti e non mi parli,
anche se fuggi: e mi rimane un velo,
solo un velo di te,
nella mano protesa, mentre affondi.

0

LE VISIONI DI ROSSI TESTA

LE VISIONI DI ROSSI TESTA

«Pentecoste» appartiene alla stagione felice di una creatività cui non posso non pensare con grande affetto e con qualche rimpianto, pur essendo ormai conscio dei suoi limiti e persino dei suoi pericoli. Salutato ai miei esordi come “un inquietante Lautréamont“, negli ultimi anni, con un carico di esperienze non sempre liete ed invero anche in modo reattivo, mi sono riaccostato alla mia maniera originaria; ma nella seconda metà degli Ottanta ebbi una specie di grazia, che mi diede accesso ad una serie di “visioni intellettuali” e m’indusse ad oggettivarle in versi che tentavano Continua a leggere →

0

I NOTTURNI DI BARBERI SQUAROTTI

I NOTTURNI DI BARBERI SQUAROTTI

Nel 2012 Giorgio Bàrberi Squarotti ha pubblicato una breve nuova raccolta dal titolo elegante e intrigante: L’azzurro della speranza (Samuele Editore, pagg. 45, euro 11). Poche poesie: ognuna racconta un quadro onirico, la cui protagonista è sempre una donna: o la maestrina, o la cameriera, o la commessa, o una ragazza senza nome né qualifica… Ognuna di queste figure femminili appare nuda: o si esibisce, o si trattiene pudica, o si offre gioiosa, o si porge problematica. Le visioni appaiono, quasi sempre, nelle pause forse notturne dei viaggi, le poesie sono state Continua a leggere →

0

STRAMENIA DI LUCIO ZINNA

STRAMENIA DI LUCIO ZINNA

Col passare degli anni le poesie di Lucio Zinna quanto più si diradano nel numero e nella filigrana espressiva tanto più si fanno intense spiritualmente: Stramenia (L’Arca Felice) . Così i suoi libri si riducono via via a libretti e questi a libelluli, così i motivi lirici si rastremano in pura interiorità, da cui traluce un paesaggio, un ambiente, come veduto lontanamente da un pertugio d’anima. Eppure a soffrirne non è la concretezza del vissuto; anzi, mai come in questi Continua a leggere →

0

L’UMANITA’ FERITA IN SCARANI

L’UMANITÀ FERITA IN SCARANI

Un animo sensibile come quello di Irno Scarani, eclettico artista di Pozzale di Cadore (autore anche dell’immagine di copertina), non poteva restare indifferente ai molti, troppi avvenimenti tragici che il mondo moderno propone ogni giorno. Ecco allora che dalla sua mente sono uscite nuove poesie, condensate del titolo: Cronache di luce e di sangue, che in questa occasione non sono più d’amore verso le donne e verso l’ambiente, ma si pongono come difesa verso l’umanità ferita dai fatti tragici che Continua a leggere →

0

LA POESIA DELLA SETTIMANA: BETOCCHI

Carlo Betocchi

UN DOLCE POMERIGGIO D’INVERNO
Un dolce pomeriggio d’inverno, dolce
perché la luce non era piú che una cosa
immutabile, non alba né tramonto,
i miei pensieri svanirono come molte
farfalle, nei giardini pieni di rose
che vivono di là, fuori del mondo.

Come povere farfalle, come quelle
semplici di primavera che sugli orti
volano innumerevoli gialle e bianche,
ecco se ne andavan via leggiere e belle,
ecco inseguivano i miei occhi assorti,
sempre piú in alto volavano mai stanche.

Tutte le forme diventavan farfalle
intanto, non c’era piú una cosa ferma
intorno a me, una tremolante luce
d’un altro mondo invadeva quella valle
dove io fuggivo, e con la sua voce eterna
cantava l’angelo che a Te mi conduce.

0

LA CREAZIONE SECONDO BETOCCHI

LA CREAZIONE SECONDO BETOCCHI

Carlo Betocchi non guarda dentro di sé, come ha fatto sempre Umberto Saba; Betocchi si conosce soltanto conoscendo il mondo esterno, che si ricrea e rinasce costantemente davanti ai suoi occhi perché il suo Dio è quello di una immanente e permanente creazione. Questo Dio è, per ricorrere a una metafora, il Dio di Teilhard de Chardin: e dico metafora solo perché non credo che Teilhard de Chardin abbia influito primariamente sulla sensibilità di Betocchi, ma è certo che Continua a leggere →

0

MONTALE E LA DISARMONIA

MONTALE E LA DISARMONIA

Eugenio Montale muove nel suo scrivere versi dal non sentirsi in sintonia con la vita, con il mondo e con se stesso. La sua poesia del disaccordo, dell’interrogazione, dell’insoddisfazione e dell’incertezza, si accorda bene a quel più generale quadro della letteratura italiana del primo Novecento che sul piano della narrativa presenta i grandi nomi di Svevo, Pirandello e Tozzi. Non sarà un caso che Montale sia stato uno dei responsabili della tardiva scoperta del grande Italo Svevo, e questo probabilmente sulla base di una concezione dell’esistenza che, nonostante le diverse età Continua a leggere →