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VENA LIRICA ED ENERGIA CIVILE IN RUFFILLI

VENA LIRICA ED ENERGIA CIVILE IN RUFFILLI

Ad occuparsi, in poesia, di carcere e carcerati non sono in molti e, da noi in Italia, nessuno prima e con la forza espressiva di Paolo Ruffilli nel libro Le stanze del cielo (Marsilio Editore). Ruffilli è un poeta di profonda liricità, ma ha sempre anche una sua vena civile, che gli risulta costituzionalmente irrinunciabile, nella sua pur spiccata individualità, come specchio del vivere in un paese e in una società, e bene lo sottolinea Alfredo Giuliani nell’ampia prefazione al volume. Le stanze del cielo parlano così di un problema sociale, ma è l’io che riflettendo si interroga Continua a leggere →

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RUFFILLI MUSICISTA

RUFFILLI MUSICISTA
L’idea di promuovere il varo del nuovo libro di Paolo Ruffilli La gioia e il lutto (Marsilio, 2001) mi riempie non solo di piacere, ma di orgoglio; perché ho seguito tutte le fasi della elaborazione del testo, le successive stesure fino alla versione definitiva che troviamo stampata in queste pagine. E, da testimone del lungo lavoro dell’autore, devo confessare prima di tutto a me stesso l’insieme di interesse e di stupore che mi ha accompagnato negli anni seguendo la composizione di questo La gioia e il lutto. Sì, l’interesse coinvolgente per le tematiche della morte e del morire, della sofferenza e del dolore, dell’ottica deformata secondo la quale i vivi osservano e accompagnano chi muore; e lo Continua a leggere →

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A PROPOSITO DI ‘CAMERA OSCURA’ DI RUFFILLI

A PROPOSITO DI “CAMERA OSCURA” DI RUFFILLI
La foto si pone come un black-out rispetto alla nostra misurazione del tempo. Peggio, essa costituisce una sfasatura rispetto a quel tessuto di convenzioni dentro le quali il tempo semplicemente vissuto viene poi razionalizzato, reso “esplicito”, affidato a una macchina che lo misura. La foto disturba e mette in stato di choc il modo stesso che noi abbiamo di percepire il tempo, quello che consideriamo il flusso degli eventi naturali. Ora proprio questo spiazzamento all’interno del nostro modo di sentire il tempo è il movimento che si pone in questi testi di Paolo Ruffilli, in Continua a leggere →

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IL SOFFIO DEL DIARIO DI RUFFILLI

IL SOFFIO DEL DIARIO DI RUFFILLI
Leggendo le poesie di Paolo Ruffilli, mi è sempre sembrato di cogliervi, al fondo, la lezione di Ungaretti. E non mi riferisco tanto alla scansione ungarettiana come istanza di sillabazione fonica, che mi segnalava l’amico Filippo Maria Pontani inviandomi i primi versi di Ruffilli, quanto a quel rapporto tra cercare e trovare dentro il quale si muove l’insieme dell’opera di Ungaretti. Con questo voglio dire che mi è stato subito chiaro, fin dall’inizio (da quelle Continua a leggere →

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LA FELICITA’ DI UNA SOLUZIONE IN RUFFILLI

LA FELICITÀ DI UNA SOLUZIONE IN RUFFILLI
Il titolo di Paolo Ruffilli Piccola colazione (Garzanti) mi fa venire in mente che la parola colazione ha una storia curiosa. Nei monasteri benedettini si usava leggere le Collationes Patrum di Cassiano prima della compieta e si cominciò a chiamare collatio, per contiguità temporale, il pasto leggero che le seguiva e le rendeva probabilmente più appetibili. L’origine di questo slittamento di significato, che i linguisti chiamano metonimia, l’avevo scoperta più di vent’anni fa, leggendo un libro di Stephen Ullmann dedicato alla semantica, e da allora non l’ho più dimenticata. Mi Continua a leggere →

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UNA POESIA DI LUZI MUSICATA DA JOE NATTA

UNA POESIA DI MARIO LUZI MUSICATA DA JOE NATTA

NON SO COME Nella nebbia di quella che tu fosti / dentro cieli improvvisi, alta, friabile, / coronata di piogge, unta di lagrime, / risonante di echi, non so come… // Nel chiarore di quello che sei oggi, / o equanime, o discosta, non so come / le passioni desistono, precipita / il vento della mia vita in un turbine.