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L’ACROBATA DI GIOVANNI PERICH

L’ACROBATA DI GIOVANNI PERICH

Giovanni Perich era poeta incisivo e riservato, che guardava alle cose della vita e del mondo dalle finestre della sua casa bolognese affacciata sullo stesso cortile-giardino alla cui luce si affidava il pittore Giorgio Morandi, al quale certe tonalità ferme e aurorali da natura morta metafisica tradotte in linguaggio lo avvicinano. Oltre allo studio in via del Piombo, il suo “laboratorio all’aperto” era il Roxy Bar, dove Perich trascorreva la mattina a scrivere, in uno dei tavolini all’interno o all’esterno del locale a seconda delle condizioni metereologiche e della stagione. Autenticamente interessato a tutti gli aspetti e a tutte le esperienze della vita, Giovanni Perich è stato uno dei pochissimi poeti capaci di scrivere in piena originalità, nel più privato, dell’amore, con limpidi e nettissimi versi insieme di partecipazione e di distacco e, nel più pubblico, della realtà corriva della cronaca italiana e del suo becero agone politico, con epigrammi di una potenza espressiva illuminante e fustigatrice. Con L’acrobata nell’azzurro (Aragno), superando il riferimento privilegiato dell’indagine psicologica femminile Giovanni Perich si è spostato decisamente nel labirinto degli eventi, inquietudini, conflitti, che orchestrano la vita quotidiana e, come scrivevo nell’editoriale del libro, il protagonista autobiografico delle elegie e delle utopie è diventato in quei versi un acrobata assillato dalla precarietà ma capace comunque di resistere a ogni commiato perché ancorato ai “nutrimenti terrestri” indagati con etica e lirica serenità. Percorso, questo dell’Acrobata, poi continuato anche con La passione interminabile (Nomos Edizioni), dove tuttavia tornavano gli impulsi che animavano le sue precedenti raccolte: Gli incantevoli mattini (Guanda), Poesie d’amore e quasi (Edizioni del Leone), Un inutile amore (Edizione del Leone); e con i malumori tipici dei suoi libri di epigrammi L’unghia lunga del mignolo (Edizioni del Leone) e Tra feudogiornalisti e feudocantautori (Giraldi). Situazioni e motivi che Giovanni Perich, da narratore sottile e coinvolgente, ha affrontato anche nel romanzo La città sfiorita (Camunia) e nei racconti Gli amari impatti di Malanato (Pendragon).

Paolo Ruffilli

Literary.it

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